{"id":79393,"date":"2023-05-23T08:00:01","date_gmt":"2023-05-23T06:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79393"},"modified":"2023-05-22T14:19:31","modified_gmt":"2023-05-22T12:19:31","slug":"wolfgang-streeck-la-leadership-militare-tedesca-in-ucraina-e-il-ruolo-della-germania-nel-nuovo-ordine-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79393","title":{"rendered":"Wolfgang Streeck &#8211; La leadership militare tedesca in Ucraina e il ruolo della Germania nel nuovo ordine mondiale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><i><b>&#8220;Macron e i precedenti presidenti francesi<\/b>\u00a0hanno sempre saputo che per dominare l&#8217;Unione Europea,\u00a0la Francia ha bisogno della Germania al suo fianco, o nel gergo di Bruxelles: sul sedile posteriore di un tandem franco-tedesco. Il problema \u00e8 che ora la Germania sembra essere finalmente uscita da questa visione. Sotto la guida dei Verdi, sogna, insieme alla Polonia e agli Stati baltici, di portare Putin davanti alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aia, il che presuppone che i carri armati ucraino-tedeschi entrino a Mosca proprio come un tempo i carri armati sovietici sono entrati a Berlino&#8221; scrive il grande intellettuale tedesco\u00a0<\/i><i><b>Wolfgang Streeck.<\/b>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>La politica estera tedesca dominata dai Verdi e dalla Baerbock \u00e8 ormai completamente allineata con le posizioni degli Stati Uniti, tanto che i tedeschi, secondo Streck, stanno per assumere la leadership militare in Ucraina e dovranno dare il cambio agli americani che invece si stanno concentrando sul Pacifico nello scontro esistenziale con la potenza cinese.\u00a0<b>Un&#8217;analisi molto interessante del grande intellettuale tedesco\u00a0<\/b><\/i><i><b>Wolfgang Streeck da Makroskop.de<\/b><\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEj8OX8JcO6xUZxFXIrdL2c941wP6vmqNcaKibk9evUtEwuZkWAhUcxAYgSOsdJFhH9KwNvL_TK1y-H_aRFdIbYbtsa8cYmdzOfM6EWnebmXy7BNDMRc3hNi7EcTwHOfka38POCwskvhmHnCt6gKrI8Qus_ufL7cnyG0-9NMKbWvJPiAY5NTLQGPZO7n\/s768\/scholz_xi_afp-768x504.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEj8OX8JcO6xUZxFXIrdL2c941wP6vmqNcaKibk9evUtEwuZkWAhUcxAYgSOsdJFhH9KwNvL_TK1y-H_aRFdIbYbtsa8cYmdzOfM6EWnebmXy7BNDMRc3hNi7EcTwHOfka38POCwskvhmHnCt6gKrI8Qus_ufL7cnyG0-9NMKbWvJPiAY5NTLQGPZO7n\/w400-h263\/scholz_xi_afp-768x504.jpg\" width=\"400\" height=\"263\" border=\"0\" data-original-height=\"504\" data-original-width=\"768\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Gli italiani, si dice, coltivano una visione della politica<\/b>\u00a0che chiamano dietrismo. Il dietrismo sarebbe la convinzione abituale che ci\u00f2 che si vede serve a nascondere qualcosa che non si vede dietro ad un sipario che divide il mondo in un palcoscenico anteriore e in un palcoscenico posteriore &#8211; quest&#8217;ultimo il luogo dove si svolge la vera azione, il primo invece \u00e8 il luogo dove tutto viene artatamente travisato. Si legge qualcosa, si sente qualcosa alla radio o alla televisione e da dietrista praticante ci si chiede non tanto cosa ci viene detto, ma perch\u00e9 e perch\u00e9 proprio ora.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<div><b>In questi giorni, dopo tre anni di Covid e un anno di guerra in Ucraina<\/b>, sembra che siamo diventati tutti italiani: dietrismo ovunque, come la pasta. Sempre pi\u00f9 spesso leggiamo le &#8220;narrazioni&#8221; prodotte a nostro uso e consumo dai governi e dalla stampa mainstream, non per quello che ci dicono, ma per quello che non ci dicono &#8211; come i prigionieri della caverna di Platone ormai diffidenti verso tutto e tutti che cercano di dare un senso nascosto alle ombre proiettate sulla parete davanti a loro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Prendiamo, ad esempio, il rapporto semi-ufficiale sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream pubblicato dal New York Times<\/b>\u00a0e fatto trapelare al settimanale tedesco Die Zeit: sei persone ancora sconosciute su uno yacht polacco, affittato da qualche parte nella Germania dell&#8217;Est, che ovviamente avrebbero lasciato sul tavolo della cucina dell&#8217;imbarcazione le tracce dell&#8217;esplosivo che avevano trasportato sulla scena del crimine.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Non c&#8217;era bisogno di riflettere a lungo per capire<\/b>\u00a0che la storia era stata inventata per sovrapporsi al rapporto pubblicato da Seymour Hersh, l&#8217;immortale reporter investigativo. La cosa eccitante per la mente del dietrista \u00e8 che la narrazione sostitutiva era cos\u00ec palesemente ridicola da far pensare che la sua ridicolaggine non fosse il risultato di incompetenza &#8211; nemmeno la CIA potrebbe essere cos\u00ec stupida &#8211; ma intenzionale, il che porta a chiedersi quale potesse essere il suo scopo reale. Forse, secondo i piu&#8217; cinici, l&#8217;intenzione era quella di\u00a0<b>umiliare il governo tedesco<\/b>\u00a0e i suoi procuratori federali e di affossare la loro volont\u00e0 di fare chiarezza facendogli dichiarare pubblicamente un&#8217;evidente assurdit\u00e0 come se si trattasse di una pista preziosa nel loro incessante sforzo di svelare il mistero dell&#8217;attentato al Nord Stream; una sorta di sadismo politico.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Panico a Kiev<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Un altro aspetto ancora pi\u00f9 interessante della storia<\/b>\u00a0\u00e8 che i presunti noleggiatori della barca sarebbero in qualche modo legati a dei &#8220;gruppi filo-ucraini&#8221;. Sempre secondo il rapporto, anche se non c&#8217;era alcuna indicazione che si trattasse di legami con il governo o l&#8217;esercito ucraino, qualsiasi conoscitore di Le Carr\u00e9 sa bene che quando sono coinvolte le agenzie di intelligence, qualsiasi tipo di prova pu\u00f2 essere facilmente trovata se si rende necessario. Non sorprende che il rapporto abbia scatenato il panico a Kiev, dove \u00e8 stato inteso &#8211; probabilmente in maniera corretta &#8211; come un segnale da parte degli Stati Uniti sul fatto che la loro pazienza nei confronti dell&#8217;Ucraina e della sua attuale leadership non \u00e8 illimitata.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Tanto pi\u00f9 che, pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, si andavano accumulando notizie su fatti di corruzione in Ucraina,<\/b>\u00a0sempre provenienti dagli Stati Uniti, che rafforzavano la crescente opposizione dei repubblicani al Congresso a dirottare somme sempre maggiori verso il bilancio militare ucraino &#8211; come se la corruzione in Ucraina non fosse da sempre ben nota (si veda la trovata di mettere\u00a0<b>Hunter Biden<\/b>\u00a0come esperto di politica energetica nel consiglio di amministrazione della Burisma Holdings Ltd). A gennaio, ad esempio, il\u00a0<b>Washington Post e il New York Times\u00a0<\/b>avevano pubblicato una serie di articoli sulle malefatte ucraine, come i comandanti dell&#8217;esercito che usavano i dollari americani per comprare il diesel russo a basso costo per i carri armati ucraini intascandosi la differenza. In preda al panico, lo scioccato Selenskyj, come ha fatto sapere, aveva licenziato due o tre funzionari di alto livello promettendo di licenziarne degli altri in seguito.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Perch\u00e9 questa \u00e8 stata interpretata come una notizia improvvisa e sorprendente<\/b>, quando da tempo \u00e8 noto che l&#8217;Ucraina \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 corrotti al mondo? A ci\u00f2 che deve essere sembrato sempre pi\u00f9 come un&#8217;inquietante profezia, si sono aggiunti i documenti segreti americani trapelati nella seconda met\u00e0 di aprile, i quali mostrano come la fiducia dei militari americani nella capacit\u00e0 dell&#8217;Ucraina di organizzare una controffensiva di successo in primavera, o addirittura di vincere la guerra come il governo ucraino aveva promesso ai suoi cittadini e agli sponsor internazionali, fosse ai minimi storici.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Per gli oppositori americani della guerra, sia repubblicani che democratici<\/b>, questa sembra essere la conferma che mantenere l&#8217;esercito ucraino potrebbe avere costi proibitivi, soprattutto perch\u00e9 entrambi i partiti politici negli Stati Uniti concordano sul fatto che il loro paese prima o poi dovr\u00e0 prepararsi a una guerra molto pi\u00f9 grande contro la Cina nel Pacifico. (Entro la fine del 2022, infatti, si stima che gli Stati Uniti avranno speso 51 miliardi di dollari per sostenere lo sforzo bellico ucraino; altri 55 miliardi di dollari sono stati versati dall&#8217;Europa occidentale. Si prevede che, con il progredire della guerra, ne serviranno molti di pi\u00f9, attualmente serve un miliardo di euro solo per le munizioni da utilizzare nell&#8217;offensiva di primavera ucraina). Per gli ucraini e i loro sostenitori europei, la conclusione sembra ovvia: si sta avvicinando il momento in cui gli Stati Uniti si congederanno dal campo di battaglia e consegneranno i loro affari europei incompiuti ai locali.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Rispetto all&#8217;Afghanistan, alla Siria, alla Libia e a luoghi simili,<\/b>\u00a0ci\u00f2 che gli americani probabilmente quest&#8217;estate lasceranno in Ucraina non \u00e8 in uno stato altrettanto caotico. In collaborazione con gli Stati baltici e la Polonia, negli ultimi mesi\u00a0<b>gli Stati Uniti sono riusciti a spingere la Germania sempre piu&#8217; verso un ruolo di leadership europea<\/b>, facendo assumere al paese la responsabilit\u00e0 di organizzare e, soprattutto, finanziare il contributo europeo alla guerra ucraina. Nel primo anno di guerra,<b>\u00a0l&#8217;UE \u00e8 stata gradualmente trasformata in una forza ausiliaria della NATO<\/b>, responsabile della guerra economica, mentre la NATO \u00e8 diventata pi\u00f9 che mai uno strumento della politica americana, con il marchio &#8220;occidentale&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Quando il Segretario Generale della NATO Stoltenberg sar\u00e0 ricompensato<\/b>\u00a0per il suo duro lavoro con un meritato incarico, la presidenza della Banca Centrale Norvegese, a met\u00e0 del 2023, si dice che a succedergli sar\u00e0 Ursula von der Leyen, attualmente presidente della Commissione Europea. Ci\u00f2 completer\u00e0 la subordinazione dell&#8217;UE alla NATO, vale a dire l&#8217;altra organizzazione internazionale molto pi\u00f9 potente con sede a Bruxelles e che, a differenza dell&#8217;UE, comprende ed \u00e8 dominata dagli Stati Uniti. Nella sua vita precedente, come \u00e8 noto, la\u00a0<b>von der Leyen \u00e8 stata il ministro della Difesa tedesco\u00a0<\/b>sotto il governo Merkel. E in questa veste, \u00e8 in parte responsabile del presunto stato di desolazione delle forze armate tedesche all&#8217;inizio della guerra in Ucraina; a quanto pare, per\u00f2, le \u00e8 stato perdonato tutto a causa del suo ardente americanismo in quanto europeista o europeismo in quanto americanista. In ogni caso, nel gennaio 2023, l&#8217;UE e la NATO hanno firmato un documento per una pi\u00f9 stretta cooperazione, resa possibile anche dalla rinuncia di Finlandia e Svezia alla loro neutralit\u00e0 per entrare nella NATO. Secondo la FAZ, l&#8217;accordo &#8220;sancisce in modo inequivocabile il primato dell&#8217;Alleanza nella difesa collettiva dell&#8217;Europa&#8221; e conferma cos\u00ec il ruolo guida degli Stati Uniti non solo nella politica di sicurezza europea.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Per quanto riguarda la Germania, il suo governo \u00e8 attualmente impegnato<\/b>\u00a0ad assemblare divisioni di carri armati pronti per il combattimento dai vari produttori europei (gli M1 Abrams americani arriveranno in Europa tra &#8220;pochi mesi&#8221;, secondo l&#8217;amministrazione Biden, e i loro equipaggi ucraini saranno addestrati nelle basi militari tedesche). Presto la\u00a0<b>Germania\u00a0<\/b>fornir\u00e0 e manterr\u00e0 anche i jet da combattimento che ancora si rifiuta di consegnare nell&#8217;ambito degli accordi con gli Stati Uniti, anche se, come dimostra l&#8217;esperienza, non per molto ancora.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Nel frattempo, Rheinmetall ha annunciato che costruir\u00e0 in Ucraina una fabbrica di carri armati<\/b>\u00a0con una capacit\u00e0 di 400 carri di ultima generazione all&#8217;anno: secondo gli esperti, un investimento enorme, sia dal punto di vista tecnico che finanziario, che sembra impensabile senza garanzie da parte del governo tedesco. Inoltre, alla vigilia della riunione del Ramstein Support Group del 21 aprile, la Germania ha firmato un accordo con la Polonia e l&#8217;Ucraina per la creazione di un&#8217;officina di riparazione per i carri armati Leopard danneggiati sul fronte ucraino, che sar\u00e0 ubicata in Polonia e che entrer\u00e0 in funzione alla fine del 2023 (apparentemente partendo dal presupposto, che sembra essere diventato ovvio tra gli strateghi, vale a dire che la guerra non sar\u00e0 finita per allora). A ci\u00f2 si aggiunge la promessa della von der Leyen, liberamente rinnovata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte in nome dell&#8217;Unione Europea, c<b>he l&#8217;Ucraina dopo la guerra sar\u00e0 ricostruita a spese europee, cio\u00e8 in pratica tedesche\u00a0<\/b>&#8211; tra l&#8217;altro senza alcuna menzione di un contributo da parte degli oligarchi ucraini, che non sono certo numerosi ma proprio per questo motivo pi\u00f9 ricchi. In effetti, la visita del Ministro dell&#8217;Economia tedesco Habeck a Kiev all&#8217;inizio di aprile, insieme a una delegazione di amministratori delegati di grandi aziende tedesche, \u00e8 stata l&#8217;occasione per sondare le future opportunit\u00e0 commerciali per la ricostruzione dell&#8217;Ucraina dopo la fine della guerra.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Certo, potrebbe volerci del tempo prima di allora.<\/b>\u00a0I documenti americani recentemente trapelati e le dichiarazioni dei commentatori americani semi-ufficiali indicano che non ci si pu\u00f2 aspettare una vittoria finale ucraina a breve, se mai ci sar\u00e0.\u00a0<b>Le forniture occidentali di equipaggiamento militare sembrano essere calibrate per consentire all&#8217;esercito ucraino di mantenere la posizione;<\/b>\u00a0se i russi dovessero guadagnare territorio, l&#8217;Ucraina ricever\u00e0 tutta l&#8217;artiglieria, le munizioni, i carri armati e gli aerei da combattimento di cui ha bisogno per respingerli. Tuttavia, una vittoria ucraina, dichiarata dal partito al governo ucraino come vitale per la sopravvivenza del popolo ucraino, non sembra pi\u00f9 essere sulla lista della spesa americana. Se si guarda ai piani di consegna dei carri armati Abrams e dei cacciabombardieri, per quanto si possa evincere dagli annunci ufficiali, ci si aspetta piuttosto qualcosa di simile a una prolungata guerra di trincea, con un corrispondente prolungato spargimento di sangue da entrambe le parti. \u00c8 interessante in questo contesto che Selenskyj, in un momento apparentemente sconsiderato durante uno dei suoi discorsi televisivi quotidiani, abbia chiesto un\u00a0<b>sostegno militare pi\u00f9 massiccio<\/b>\u00a0da parte dell&#8217;Occidente, sostenendo che l&#8217;Ucraina deve vincere la guerra prima della fine del 2023 perch\u00e9 il popolo ucraino potrebbe non essere disposto a sostenere il peso della guerra per molto tempo ancora.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Mentre gli Stati Uniti europeizzano la guerra, spetter\u00e0 alla Germania non solo organizzare il sostegno occidentale all&#8217;Ucraina,<\/b>\u00a0ma anche, a un certo punto, far capire al governo ucraino che alla fine questo sostegno non sar\u00e0 sufficiente per una pace vittoriosa. In quanto franchisee degli Stati Uniti per la guerra ucraina,\u00a0<b>la Germania sar\u00e0 incolpata come il capro espiatorio<\/b>\u00a0pi\u00f9 di tutti gli altri paesi se l&#8217;esito della guerra non sar\u00e0 all&#8217;altezza delle aspettative dell&#8217;opinione pubblica in Europa orientale, negli Stati Uniti, tra gli attivisti tedeschi pro-ucraini e certamente nella stessa Ucraina.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>&#8220;Swing verso l&#8217;Asia&#8221;<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Questa prospettiva deve sembrare alquanto scomoda per il governo tedesco<\/b>, perch\u00e9 ora sembra sempre pi\u00f9 improbabile che una decisione sulla fine della guerra venga presa proprio in Europa. Un attore potenzialmente decisivo sullo sfondo sar\u00e0 la Cina, che rifiuta qualsiasi uso delle armi nucleari e in linea di principio non fornisce armi ai Paesi in guerra, compresa la Russia. Dopo una breve visita a Pechino lo scorso novembre, Scholz ha affermato che si trattava di una concessione alla Germania; la corrispondente politica cinese in realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 antica. La riluttanza americana a permettere all&#8217;Ucraina di vincere in modo definitivo e l&#8217;emergente intenzione degli Stati Uniti di\u00a0<b>consegnare alla Germania la riabilitazione postbellica dell&#8217;Ucraina<\/b>\u00a0potrebbero essere motivate dal desiderio di permettere alla Cina di attenersi alla sua politica di non interferenza, cosa che probabilmente non sarebbe in grado di fare se la Russia e il suo regime alla fine venissero messi con le spalle al muro. Se si tratta in realt\u00e0 di qualcosa di pi\u00f9 di un accordo tacito, come potrebbe essere un qualche tipo di accordo negoziato, \u00e8 improbabile che venga reso pubblico in un momento in cui l&#8217;amministrazione Biden si sta preparando alla guerra con la Cina.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>I supernazionalisti al potere a Kiev iniziano a sentire puzza di bruciato.<\/b>\u00a0Poco dopo la riunione del gruppo di sostegno di Ramstein, il\u00a0<b>viceministro degli Esteri ucraino Andrei Melnyk<\/b>, rappresentante del classico elemento fascista filo-Bandera nel governo ucraino, ha ringraziato educatamente per la promessa di una consegna di armi. Allo stesso tempo, ha fatto sapere che queste armi erano del tutto insufficienti per una vittoria ucraina nel corso del 2023; per questo, secondo Melnyk, sarebbero stati necessari non meno di dieci volte il numero di carri armati, aerei, obici e simili rispetto a quelli promessi. Melnyk, che ha studiato all&#8217;Universit\u00e0 di Harvard, doveva sapere che ci\u00f2 avrebbe irritato profondamente i suoi padroni americani. Il fatto che questo non sembri preoccuparlo piu&#8217; di tanto lascia ipotizzare che lui e i suoi coadiutori ritengono che\u00a0<b>gli Stati Uniti siano da tempo impegnati nel loro &#8220;swing to Asia&#8221;<\/b>. Pu\u00f2 anche essere visto come un segno della disperazione della destra ucraina al potere di fronte alle prospettive di una guerra molto lunga e della sua volont\u00e0 di combatterla comunque fino in fondo &#8211; nella convinzione nazionalista radicale che le vere nazioni crescano sul campo di battaglia, nutrendosi del sangue dei loro migliori eroi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Un nuovo ordine mondiale: bipolare o multipolare?<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La crisi emergente dell&#8217;ultranazionalismo ucraino<\/b>\u00a0\u00e8 legata alla lotta appena iniziata per definire un nuovo ordine globale, i cui contorni, compreso il posto dell&#8217;Europa e dell&#8217;Unione Europea in esso, possono essere compresi solo inserendo la Cina nel quadro generale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Gli Stati Uniti, nel processo di riorientamento verso l&#8217;Asia,<\/b>\u00a0sono alla ricerca di un&#8217;alleanza globale che circondi la Cina e le impedisca di mettere in discussione il controllo americano del Pacifico conquistato con la Seconda guerra mondiale. In questo modo verrebbe rimpiazzato il mondo unipolare del\u00a0<b>&#8220;Progetto per un nuovo secolo americano&#8221;<\/b>\u00a0neoconservatore, senza successo, con un mondo bipolare: la globalizzazione, anzi l&#8217;iperglobalizzazione, ora con due centri invece di uno, come accaduto nella Guerra Fredda, ma con la Cina al posto dell&#8217;Unione Sovietica, e con la lontana prospettiva di un ritorno, forse dopo una guerra calda, a un solo centro, una\u00a0<b>&#8220;Neue Weltordnung Mark II&#8221;.<\/b>\u00a0(Per quanto riguarda il capitalismo, esso si \u00e8 assicurato per due volte in modo decisivo la propria sopravvivenza lasciandosi ricostruire in maniera sostanziale negli anni successivi alle due grandi guerre del XX secolo, dopo il 1918 e il 1945, in un modo che non si pensava possibile in tempi normali; si pu\u00f2 ipotizzare che nei centri capitalistici di pensiero strategico ci sia ancora memoria dell&#8217;effetto ringiovanente che la guerra ha avuto sul capitalismo in crisi).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Il progetto geostrategico della Cina, d&#8217;altra parte,\u00a0<\/b>sembra equivalere a un mondo multipolare. Sia per motivi geografici che per le capacit\u00e0 militari ancora in via di sviluppo, l&#8217;obiettivo della politica estera e di sicurezza cinese non pu\u00f2 essere un ordine mondiale bipolare nel quale il p<b>aese combatte con gli Stati Uniti per il dominio globale,<\/b>\u00a0forse anche con l&#8217;obiettivo finale di un mondo unipolare con la Cina al centro. Essendo una potenza terrestre circondata da una moltitudine di vicini, la Cina ha bisogno innanzitutto di qualcosa di simile a un cordone sanitario di Paesi che si tengano lontani da alleanze con potenziali rivali &#8211; sulla falsariga di una\u00a0<b>Dottrina Monroe<\/b>\u00a0regionale, se vogliamo, in contrapposizione al desiderio degli Stati Uniti di globalizzare la propria Dottrina Monroe. (Gli Stati Uniti hanno solo due vicini, Canada e Messico, e possono stare tranquilli che non saranno mai alleati della Cina).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Un fronte di sicurezza cinese potrebbe essere tenuto insieme<\/b>\u00a0da infrastrutture fisiche transfrontaliere e da prestiti generosi. Al di l\u00e0 del suo spazio geografico, la Cina sembra poter contare sulla formazione di una lega di altre potenze regionali non allineate come il Brasile, il Sudafrica o l&#8217;India: se vogliamo, possiamo\u00a0<b>ipotizzare un nuovo Terzo Mondo che resti fuori dall&#8217;incombente confronto USA-Cina<\/b>\u00a0e, in particolare, si rifiuti di aderire alle sanzioni economiche americane contro la Cina e il suo nuovo protetto russo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>In effetti, ci sono segnali che indicano che la Cina preferirebbe<\/b>\u00a0essere vista come una potenza neutrale tra le altre, piuttosto che uno dei due contendenti per il dominio del mondo &#8211; almeno fino a quando non sar\u00e0 sicura di non perdere una guerra contro gli Stati Uniti. Il desiderio di evitare un nuovo bipolarismo sulla falsariga della vecchia Guerra Fredda spiegherebbe anche il\u00a0<b>rifiuto della Cina di fornire armi alla Russia,\u00a0<\/b>che persiste tuttora, mentre allo stesso tempo l&#8217;Ucraina viene armata fino ai denti dagli Stati Uniti. (La Cina pu\u00f2 permettersi di farlo perch\u00e9 la Russia non ha altra scelta che unirsi alla Cina, armi o meno, qualunque sia il prezzo richiesto dalla Cina per la sua protezione).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>In questo contesto, la conversazione telefonica di un&#8217;ora tra Xi e Selenskyj del 26 aprile<\/b>, di cui i media mainstream europei hanno parlato solo di sfuggita, potrebbe aver rappresentato una sorta di svolta. Sembra che Xi si sia offerto come mediatore nella guerra russo-ucraina, sulla base di un piano di pace cinese in dodici punti che era stato liquidato come banale e inutile dai leader occidentali, ammesso che ne avessero tenuto conto. Selenskyj ha descritto la conversazione come &#8220;significativa&#8221; e ha dichiarato che &#8220;\u00e8 stata prestata particolare attenzione alle possibilit\u00e0 di cooperazione per creare una pace giusta e duratura per l&#8217;Ucraina&#8221;. Se l&#8217;intervento cinese avr\u00e0 successo &#8211; il che richiederebbe che Selenskyj sia in grado di rimuovere i suoi integralisti dal governo e che gli Stati Uniti si sentano costretti ad accettare le condizioni per un qualsiasi motivo &#8211; potrebbe avere un&#8217;importanza costitutente per l&#8217;ordine globale emergente dopo la fine della storia. Soprattutto sullo sfondo degli sforzi compiuti con successo dalla diplomazia cinese per riconciliare gli Stati fra loro nemici dell&#8217;Iran e dell&#8217;Arabia Saudita, \u00e8 probabile che la conversazione tra Selenskij e Xi a Washington abbia suscitato un certo scalpore.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La delicata linea di Baerbock<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Negli ultimi mesi, il ministro degli Esteri tedesco Baerbock<\/b>\u00a0ha girato il mondo nel tentativo di coinvolgere il maggior numero possibile di Paesi nel progetto americano di rinnovato bipolarismo attraverso appelli ai valori &#8220;occidentali&#8221;, offerte di sostegno diplomatico, economico e militare e minacce di sanzioni economiche.\u00a0<b>La credibilit\u00e0 della Baerbock come ambasciatrice giramondo del progetto americano del &#8220;Nuovo Ordine Mondiale Mark II&#8221;<\/b>\u00a0presuppone, \u00e8 vero, che il suo Paese segua rigorosamente la linea americana, compresa l&#8217;esclusione della Cina dall&#8217;economia mondiale. Questo, tuttavia, \u00e8 in conflitto con gli interessi dell&#8217;industria tedesca e quindi della Germania in quanto Paese, il che costringe la Baerbock a perseguire una linea delicata, a volte addirittura contraddittoria, nei confronti della Cina. Ad esempio, mentre ha accompagnato la sua recente visita a Pechino con una retorica aggressiva e decisamente ostile, sia prima del suo arrivo che dopo la sua partenza &#8211; tanto che la sua controparte cinese si \u00e8 sentita in dovere di dirle, durante una conferenza stampa congiunta, che l&#8217;ultima cosa di cui la Cina aveva bisogno erano le lezioni dell&#8217;Occidente -, sembra che durante il suo soggiorno in Cina abbia accennato al fatto che le\u00a0<b>sanzioni tedesche potrebbero essere selettive piuttosto che onnicomprensive,<\/b>\u00a0con relazioni commerciali in alcuni settori industriali che continuerebbero pi\u00f9 o meno senza interruzioni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Tra l&#8217;altro, sembra abbastanza probabile che Scholz<\/b>\u00a0sia riuscito prima a convincere gli Stati Uniti a concedere alla Germania un certo margine di manovra nelle relazioni con il suo pi\u00f9 importante mercato di esportazione, come ricompensa per aver coordinato lo sforzo bellico europeo in Ucraina in linea con le richieste americane. Se gli Stati Uniti sono davvero interessati a un ruolo di mediazione della Cina nella guerra ucraina, difficilmente potrebbero comunque sostenere una dura politica di boicottaggio nei confronti della Cina.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>D&#8217;altra parte, recentemente i produttori tedeschi sembrano aver perso quote di mercato in Cina in misura drammatica nel settore automobilistico<\/b>, dove i clienti cinesi stanno evitando i nuovi veicoli elettrici tedeschi in favore di quelli cinesi. Ci\u00f2 potrebbe essere dovuto al fatto che i modelli tedeschi sono meno attraenti dei loro concorrenti cinesi, ma anche alla retorica anticinese tedesca in un Paese con forti sentimenti nazionalisti e anti-occidentali. Se cos\u00ec fosse, il problema dell&#8217;eccessiva dipendenza dell&#8217;industria tedesca dalla Cina come mercato di esportazione potrebbe presto risolversi da solo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>La politica anticinese della Germania, in linea con gli Stati Uniti<\/b>\u00a0e il loro progetto politico mondiale bipolare, sfocia in conflitti non solo interni ma anche internazionali. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero per il rapporto con la Francia, che minaccia di dividere l&#8217;Unione Europea ancora di pi\u00f9 di quanto non lo sia gi\u00e0.\u00a0<b>Le aspirazioni francesi verso una &#8220;autonomia strategica&#8221;\u00a0<\/b>per l'&#8221;Europa&#8221; (e allo stesso tempo di &#8220;sovranit\u00e0 strategica&#8221; per la Francia) hanno una chance solo in un mondo multipolare con un gran numero di Paesi non allineati politicamente pesanti, esattamente nello spirito di ci\u00f2 a cui sembrano aspirare i cinesi. Fino a che punto questo implichi una sorta di equidistanza dagli Stati Uniti da un lato e dalla Cina dall&#8217;altro \u00e8 una questione che il presidente francese Emmanuel Macron lascia aperta &#8211; in modo del tutto intenzionale, si pu\u00f2 supporre; a volte sembra chiedere l&#8217;equidistanza, a volte no. In ogni caso, l&#8217;equidistanza \u00e8 un anatema come il non allineamento tra i militanti filo-occidentali, in Germania in particolare fra i Verdi, che attualmente controllano la politica estera tedesca. Essi diffidano profondamente delle occasionali proteste di Macron secondo cui l'&#8221;autonomia strategica&#8221; sarebbe compatibile con la lealt\u00e0 transatlantica, in un momento di crescente confronto tra &#8220;l&#8217;Occidente&#8221; e il nuovo impero del male in Asia orientale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Macron e i precedenti presidenti francesi hanno sempre saputo che per dominare l&#8217;Unione Europea,<\/b>\u00a0la Francia ha bisogno della Germania al suo fianco, o nel gergo di Bruxelles: sul sedile posteriore di un tandem franco-tedesco. Il problema \u00e8 che ora la Germania sembra esserne finalmente uscita da questa visione. Sotto la guida dei Verdi, sogna, insieme alla Polonia e agli Stati baltici, di portare Putin davanti alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aia, il che presuppone che i carri armati ucraino-tedeschi entrino a Mosca proprio come un tempo i carri armati sovietici sono entrati a Berlino. Macron, invece, vuole dare a Putin l&#8217;opportunit\u00e0 di &#8220;salvare la faccia&#8221; e tenersi aperta la possibilit\u00e0 di offrire alla Russia una ripresa delle relazioni economiche, dopo un cessate il fuoco mediato, se non dalla Francia, forse da una coalizione di Paesi non allineati del &#8220;Sud globale&#8221; o addirittura dalla Cina.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Il crepuscolo dell&#8217;alleanza franco-tedesca alla guida dell&#8217;UE<\/b>\u00a0e la trasformazione delle sue rovine in un&#8217;infrastruttura economica e militare anti-russa, gestita dai Paesi dell&#8217;Europa orientale in nome del transatlantismo americano, non \u00e8 mai stato cos\u00ec evidente come durante il viaggio di Macron in Cina del 6 aprile, dopo Scholz (4 novembre) e prima di Baerbock (13 aprile).\u00a0<b>Curiosamente, Macron si \u00e8 fatto accompagnare dalla von der Leyen,<\/b>\u00a0secondo alcuni come controlloare tedesco per impedirgli di abbracciare Xi in modo troppo appassionato, secondo altri per dimostrare ai cinesi che un presidente dell&#8217;UE non \u00e8 un vero presidente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>I cinesi, che probabilmente hanno ben interpretato i segnali di Macron<\/b>, gli hanno riservato un trattamento di riguardo, pur essendo indubbiamente consapevoli dei suoi problemi interni; a von der Leyen, invece, nota come integralista transatlantica, \u00e8 stato riservato un non trattamento speciale. Durante il volo di ritorno con il suo aereo, senza la von der Leyen, che \u00e8 volata altrove,\u00a0<b>Macron ha dichiarato alla stampa che gli alleati americani non sono vassalli americani,<\/b>\u00a0il che \u00e8 stato interpretato ancora una volta come una richiesta all&#8217;Europa di mantenere la stessa distanza dalla Cina e dagli Stati Uniti. La Germania, in primis il suo ministro degli Esteri, \u00e8 rimasta sconcertata e lo ha fatto sapere senza mezzi termini, seguita &#8211; doverosamente e unanimemente, come \u00e8 consuetudine di questi tempi &#8211; dai media tedeschi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Pochi giorni dopo, l&#8217;11 aprile, Baerbock ha partecipato alla riunione dei ministri degli Esteri del G7 in Giappone.\u00a0<\/b>L\u00ec ha convinto i suoi colleghi, compreso quello francese, a giurare il pi\u00f9 possibile fedelt\u00e0 alla bandiera americana, che come sappiamo rappresenta un mondo indivisibile con libert\u00e0 e giustizia per tutti. A quel punto, Macron, constatando che la sua spinta retorica contro il\u00a0<b>vassallaggio franco-europeo<\/b>\u00a0aveva riscosso scarso interesse da parte degli oppositori della sua riforma pensionistica, aveva gi\u00e0 fatto marcia indietro e riaffermato la sua perenne fedelt\u00e0 alla NATO e agli Stati Uniti. Non c&#8217;\u00e8 motivo tuttavia di credere che questo fermer\u00e0 la svolta dell&#8217;Unione Europea in atto dalla guerra in Ucraina:\u00a0<b>una crescente spaccatura tra Francia e Germania e l&#8217;ascesa dei paesi membri dell&#8217;Europa dell&#8217;Est in seguito al ritorno degli Stati Uniti in Europa sotto la guida di Biden<\/b>, nel quadro di una preparazione ad un confronto globale con il Paese di Xi sulla scia dell&#8217;implacabile spinta americana a rendere il mondo piu&#8217; sicuro per la democrazia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/05\/wolfgang-streeck-la-leadership-militare.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/05\/wolfgang-streeck-la-leadership-militare.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; &#8220;Macron e i precedenti presidenti francesi\u00a0hanno sempre saputo che per dominare l&#8217;Unione Europea,\u00a0la Francia ha bisogno della Germania al suo fianco, o nel gergo di Bruxelles: sul sedile posteriore di un tandem franco-tedesco. 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