{"id":79424,"date":"2023-05-25T08:42:23","date_gmt":"2023-05-25T06:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79424"},"modified":"2023-05-23T16:45:01","modified_gmt":"2023-05-23T14:45:01","slug":"aspettando-stranamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79424","title":{"rendered":"ASPETTANDO STRANAMORE?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Non \u00e8 soltanto questione di mancanza di volont\u00e0. A rendere complicato l\u2019avvio di un processo negoziale e di pace in Ucraina sono le condizioni oggettive. O meglio, la posizione soggettiva degli attori in campo (USA\/NATO, Russia, Ucraina), i loro obiettivi. Che al momento sono ancora troppo lontani ed inconciliabili perch\u00e9 si dia un terreno di mediazione possibile. Ad essere in stallo, quindi, non \u00e8 la guerra ma la diplomazia. Ed \u00e8 in questo che risiede il rischio vero, pi\u00f9 che nella volont\u00e0 dell\u2019una o dell\u2019altra parte: perch\u00e9 qualcuno potrebbe convincersi che \u00e8 meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine\u2026<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34260 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?resize=640%2C444&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?resize=1024%2C711&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?resize=300%2C208&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?resize=768%2C533&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?w=1160&amp;ssl=1 1160w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/photo_2023-03-30_17-09-37.jpg?resize=640%2C444&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Vittoria o negoziato<\/strong><\/h2>\n<p>Sostanzialmente, le guerre possono finire solo in due modi: o con la vittoria di una parte, che impone agli sconfitti le sue condizioni (vedi alla voce WWI e WWII), o con un negoziato. Ovviamente, questa seconda ipotesi si d\u00e0 solo quando il proseguimento del conflitto, e per entrambe le parti, risulta non essere pi\u00f9 conveniente. Stiamo parlando di una convenienza complessiva, a 360\u00b0, non semplicemente, sul terreno. Deve insomma verificarsi quella particolare congiuntura in cui tutti i soggetti coinvolti, magari per motivi diversi, giungono alla conclusione che una trattativa offra maggiori vantaggi del proseguimento delle attivit\u00e0 belliche.<br \/>\nA questo punto, si apre il negoziato, che pu\u00f2 anche essere lungo e complesso e necessita non solo di una mediazione forte ed autorevole, ma anche di una effettiva e salda volont\u00e0 di trovare un accordo. Poich\u00e9, \u00e8 chiaro, tutti cercheranno di ottenere il massimo in cambio del minimo.<br \/>\nVa da s\u00e9 che, affinch\u00e9 una guerra trovi una soluzione negoziata, deve anche sussistere un reale terreno di mediazione, reciprocamente accettabile, nell\u2019ambito del quale la trattativa avr\u00e0 un\u00a0<em>range\u00a0<\/em>pi\u00f9 o meno ampio in cui muoversi.<\/p>\n<p>Alla luce di questo assunto, \u00e8 francamente difficile immaginare una fine del conflitto ucraino.<br \/>\nInnanzitutto, perch\u00e9 nessuno dei tre soggetti coinvolti (gli USA\/NATO, l\u2019Ucraina e la Russia) \u00e8 effettivamente giunto a maturare un\u2019autentica volont\u00e0 di mediazione. Che \u2013 \u00e8 necessario ribadirlo \u2013 significa innanzitutto stabilire cosa \u00e8 trattabile e cosa non lo \u00e8.<br \/>\nSicuramente, tutti gli attori coinvolti hanno, per ragioni diverse quanto ovvie, la volont\u00e0 di porre fine alla guerra. Persino per il NATOstan, che apparentemente ne persegue ostinatamente il prosieguo, si tratta pi\u00f9 di una reale difficolt\u00e0 a trovare una\u00a0<em>exit strategy<\/em>\u00a0praticabile, che non della effettiva volont\u00e0 di andare avanti.<br \/>\nNon solo, infatti, contro ogni previsione la Russia ha retto perfettamente sia sul piano economico che su quello politico-diplomatico (anzi, per certi versi esce addirittura rafforzata da questo primo anno di guerra), oltre che ovviamente sul piano militare (ma questo di certo, al Pentagono, gi\u00e0 lo sapevano), ma ad accusare il logoramento \u00e8 proprio la NATO, nelle sue diverse articolazioni.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della propria\u00a0<em>guerra ibrida globale<\/em>, finalizzata a ri-stabilire il dominio mondiale, gli Stati Uniti si trovano oggi nella condizione-necessit\u00e0 di fronteggiare due poderosi avversari (Russia e Cina), sfidandoli su quello che a Washington ritengono essere ancora l\u2019unico terreno di superiorit\u00e0, cio\u00e8 quello militare. Con la costante espansione europea della NATO prima, con l\u2019escalation ucraina poi (dal golpe del 2014 in avanti), gli USA hanno spinto verso il conflitto con la Federazione Russa, concretizzatosi nel 2022 con l\u2019inizio della\u00a0<em>proxy war<\/em>. Ugualmente, stanno spingendo sempre pi\u00f9 affinch\u00e9 il\u00a0<em>format\u00a0<\/em>venga pi\u00f9 o meno replicato con la Cina, con Taiwan al posto dell\u2019Ucraina. E probabilmente, poich\u00e9 la sproporzione tra l\u2019isola e la massa continentale \u00e8 troppo grande, con l\u2019idea che questa nuova\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0venga combattuta prevalentemente dal Giappone. Con questa prospettiva, gli\u00a0<em>States\u00a0<\/em>si stanno impegnando in un massiccio riarmo di Taipei, che per\u00f2 si va a sommare all\u2019impegno per armare e sostenere Kyev \u2013 che a sua volta \u00e8 un vero e proprio buco nero, che ingoia armamenti (e denaro) a velocit\u00e0 spaventosa. Tanto da superare le capacit\u00e0 produttive dell\u2019industria bellica.<\/p>\n<p>Giusto per fare un esempio, persino banale nella sua minimalit\u00e0, nel 2019 il governo di Taiwan aveva stipulato un contratto per la fornitura di\u00a0<em>FGM-148 Javelin\u00a0<\/em>(1), un\u2019arma anticarro portatile; a seguito dell\u2019avvio del conflitto in Ucraina, e quindi dell\u2019urgenza di fornire all\u2019esercito ucraino questi mezzi, le consegne sono state ritardate, ed a tutt\u2019oggi non \u00e8 stato possibile effettuare la fornitura. Stessa cosa per gli F-16, che Taipei attende dal 2019.<br \/>\nDal punto di vista di Washington, quindi, uno stop alla guerra guerreggiata in Ucraina presenterebbe molti vantaggi, a partire proprio dal guadagnare tempo per rimettere l\u2019industria bellica al passo con le nuove esigenze di un conflitto su due fronti e ad alta intensit\u00e0.<br \/>\nMa per la NATO ci\u00f2 che \u00e8 intrattabile \u00e8, del resto logicamente, uscire dal conflitto con la Russia apparendone sconfitta. I contraccolpi politici, sia interni che internazionali, sarebbero devastanti. Il massimo che il\u00a0<em>deep state<\/em>\u00a0pu\u00f2 accettare, per uscire dal pantano ucraino, \u00e8 \u2013 per dirla con il linguaggio sportivo che sembrano amare i media statunitensi \u2013 un\u00a0<em>pareggio<\/em>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34261 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=640%2C426&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=1024%2C681&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=1536%2C1022&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=2048%2C1362&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/carri-armati-russi-scaled-2.jpg?resize=640%2C426&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Un esito di questo genere presuppone che non si possa in alcun modo pensare che la Russia abbia vinto. Poich\u00e9 in USA il dibattito sul se e sul come porre fine al conflitto ucraino esiste, e non da oggi. \u00c8 ovvio che in esso abbiano parte non secondaria anche le ipotesi concrete, sul come tirarsi fuori dagli impicci. La pi\u00f9 gettonata, e che ritorna periodicamente, \u00e8 quella che va sotto il nome di\u00a0<em>soluzione coreana<\/em>, recentemente rilanciata dal\u00a0<em>magazine\u00a0<\/em>Politico (2).<br \/>\nSecondo questa ipotesi, si tratterebbe di\u00a0<em>congelare\u00a0<\/em>di fatto il conflitto, senza alcun trattato che ne sancisca in qualche modo i termini, per poi dar vita a due entit\u00e0, separate da una eventuale fascia smilitarizzata \u2013 la\u00a0<em>nuova\u00a0<\/em>Ucraina, privata dei territori conquistati dai russi, e questa\u00a0<em>espansione occidentale<\/em>\u00a0della Federazione Russa, comunque non riconosciuta a livello internazionale.<br \/>\nNella visione statunitense delle cose, questa soluzione avrebbe sia il vantaggio di fermare i combattimenti (quindi, anche il dissanguamento dell\u2019esercito ucraino e degli arsenali NATO), sia quello di non concedere alla Russia nulla che non abbia gi\u00e0 preso.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019occidente non vede oltre se stesso<\/strong><\/h2>\n<p>Si tratta di quello che io definisco\u00a0<em>autismo occidentale<\/em>\u00a0(3), ovvero quell\u2019atteggiamento delle \u00e9lite anglo-americane, e pi\u00f9 in generale occidentali, che sono a tal punto prigioniere della propria narrazione da non riuscire neanche a concepire una realt\u00e0 difforme, rifiutandola\u00a0<em>sic et simpliciter.<\/em>\u00a0In pratica, prendono atto dell\u2019impossibilit\u00e0 di piegare la Russia sul campo di battaglia (almeno per il momento), ma rifiutano di trarne sino in fondo tutte le conseguenze.<br \/>\nLa soluzione coreana, infatti, non sarebbe altro che una sorta di Minsk III, solo su scala pi\u00f9 ampia. Ovviamente, del tutto improponibile per Mosca.<br \/>\nDel resto, questa ipotesi \u00e8 rigettata anche dalla dirigenza ucraina. Mikhail Podolyak, consigliere dell\u2019Ufficio Presidenziale ucraino, sostiene che l\u2019ipotesi di congelare il conflitto sarebbe addirittura dovuta agli \u201csforzi di lobbying da parte della diplomazia russa\u201d! (4)<br \/>\nIl che appare anche abbastanza comprensibile, visto quanto \u00e8 costato \u2013 e coster\u00e0\u2026 \u2013 all\u2019Ucraina aver scelto deliberatamente lo scontro all\u2019ultimo sangue con la Russia. \u00c8 abbastanza evidente che qualsiasi ipotesi negoziale, tale da essere anche solo discutibile per la Russia, non potrebbe avvenire senza un completo avvicendamento della leadership a Kyev.<\/p>\n<p>Ma questa ipotesi, appunto, rischia di rimanere del tutto accademica (e di una accademia esclusivamente statunitense), poich\u00e9 ignora totalmente sia il dato oggettivo che quello soggettivo della Russia.<br \/>\nPer Mosca sarebbe infatti assolutamente impensabile avviare qualsiasi negoziato, senza che questo preveda di prendere in considerazione sia le proprie esigenze strategiche, sia il costo umano ed economico sostenuto per l\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>, sia la situazione reale sul campo. L\u2019idea del\u00a0<em>congelamento<\/em>, di cui si starebbe discutendo all\u2019interno di svariati ambiti politico-militari americani, nasce fondamentalmente da una duplice convinzione: da un lato, che l\u2019Ucraina \u2013 per quanto supportata dalla NATO \u2013 non sar\u00e0 mai in grado di ribaltare la situazione sul terreno, e dall\u2019altro che \u201cn\u00e9 Kiev n\u00e9 Mosca sembrano inclini ad ammettere mai la sconfitta\u201d (5). Ma, appunto, ecco che torna l\u2019<em>autismo<\/em>\u00a0dei vertici NATO: totalmente prigionieri della propria narrazione propagandistica, questi si auto-convincono che l\u2019obiettivo di Mosca fosse la conquista dell\u2019intera Ucraina, obiettivo il cui conseguimento sarebbe stato impedito dalla resistenza delle sue forze armate. E quindi il non essere riusciti ad occupare l\u2019intero paese sarebbe la\u00a0<em>sconfitta\u00a0<\/em>che la Russia non vorrebbe ammettere. In questo senso, l\u2019ipotesi coreana offrirebbe una via d\u2019uscita.<\/p>\n<p>Questo colossale abbaglio pone due grossi bastoni tra le ruote di un possibile negoziato. Innanzitutto, conferma che a Washington sono davvero molto pochi \u2013 e contano ancora meno \u2013 coloro i quali comprendono le ragioni russe, e sanno guardare davvero obiettivamente alla situazione sul campo di battaglia. Mosca, infatti, non ha mai, neanche lontanamente, pensato di invadere ed occupare tutta l\u2019Ucraina, un\u2019operazione che avrebbe richiesto un approccio radicalmente diverso, e tanto per cominciare almeno un milione di uomini, non certo i 200.000 con cui \u00e8 andata avanti per mesi l\u2019OSM.<br \/>\nPer la Russia la questione fondamentale sono le garanzie di sicurezza. Che si concretizzano quantomeno nella certezza che in Ucraina non stazioneranno truppe NATO, che Kiev non stipuli alcun accordo militare bilaterale con paesi membri dell\u2019Alleanza, che la Crimea venga riconosciuta come parte legittima della Federazione. Ma che, in buona sostanza, riguardano il nuovo ordine mondiale post-guerra.<br \/>\nPer quanto dolorosamente (e soltanto in presenza di garanzie ferree) potrebbe trattare su parte dei territori dei quattro\u00a0<em>oblast\u00a0<\/em>annessi. Ma tutto ci\u00f2 che attiene alla propria percezione di sicurezza \u00e8 chiaramente inderogabile.<\/p>\n<p>Ma riconoscere alla Russia, sia pure non\u00a0<em>de jure<\/em>, quelle che sono le sue richieste fondamentali \u2013 e che erano le stesse che poneva\u00a0<em>prima\u00a0<\/em>della guerra\u2026 \u2013 significherebbe non solo ammettere la vittoria di Mosca (e quindi la sconfitta della NATO), ma anche che la guerra si sarebbe potuta evitare riconoscendo quelle medesime cose prima del febbraio 2022. In pratica, una\u00a0<em>debacle\u00a0<\/em>totale per la NATO e gli USA, quindi assolutamente inaccettabile per la Casa Bianca.<br \/>\nAnche a prescindere dall\u2019attore minore (Kiev), la posizione dei due protagonisti rimane tale da escludere una soluzione negoziale, pur in presenza di un interesse di entrambe a trovarla. Sia per Mosca che per Washington, infatti, ci\u00f2 che \u00e8 non negoziabile per la controparte, risulta inaccettabile.<br \/>\nManca quindi del tutto il terreno per una mediazione, sia pure tacita e non ufficializzata, su cui possa aprirsi una negoziazione.<br \/>\nStando cos\u00ec le cose, soltanto un mutamento del quadro generale pu\u00f2 far s\u00ec che questo terreno si apra, aprendo a sua volta ad una soluzione diversa dalla vittoria\u00a0<em>manu militari<\/em>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Salvare capra e cavoli<\/strong><\/h2>\n<p>I fattori che possono portare ad un tale mutamento sono abbastanza ristretti.<br \/>\nPu\u00f2 determinarsi un cambiamento strategico della situazione sul campo, tale che \u2013 pur senza arrivare alla sconfitta immediata dell\u2019uno o dell\u2019altro \u2013 muti i rapporti di forza in misura tale da rendere evidente ed inevitabile la resa futura di uno dei due.<br \/>\nPu\u00f2 incrinarsi in maniera decisiva il fronte dei paesi NATO, rispetto alla prospettiva di un prolungamento infinito del conflitto.<br \/>\nPu\u00f2 determinarsi un collasso delle capacit\u00e0 occidentali di alimentare la guerra nel teatro europeo, pompandovi armi\u00a0<em>ad ibitum<\/em>, ed al contempo fomentare quella nel teatro pacifico, pompando armi a Taiwan.<br \/>\nPu\u00f2 determinarsi una non pianificata\u00a0<em>escalation<\/em>, che rischi di portare il conflitto oltre una soglia che n\u00e9 gli USA n\u00e9 la Russia intendono varcare.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34263 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/maxresdefault-1.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Le possibilit\u00e0 che l\u2019Ucraina possa ribaltare la situazione strategica, sono ovviamente pressoch\u00e9 pari a zero. E pi\u00f9 il conflitto perdura, pi\u00f9 diventano impossibili.<br \/>\nParimenti, appare improbabile che ci\u00f2 avvenga a parti invertite. Non tanto per una incapacit\u00e0 militare russa, quanto perch\u00e9 questo richiederebbe uno sforzo suppletivo (che Mosca non \u00e8 ancora pronta a fare), e soprattutto perch\u00e9 la strategia perseguita dal Kremlino prevede la distruzione lenta e sistematica del potenziale bellico ucraino,\u00a0<em>a qualsiasi costo<\/em>. Imprimere una accelerazione si teme che possa spingere la NATO ad intervenire, cosa che ovviamente si vuole evitare in ogni modo.<br \/>\nPer come si \u00e8 delineata la situazione politica, una spaccatura in ambito NATO sembra essere una pura fantasia; i governi dei singoli paesi si sono prontamente pronati ai voleri di Washington, dimostrando di non possedere alcuna capacit\u00e0 e velleit\u00e0 di autonomia, l\u2019Unione Europea si \u00e8 felicemente e subitaneamente trasformata nel braccio politico della NATO, e stante la totale apatia ed afasia dei cittadini europei manca anche qualsivoglia spinta dal basso, che possa premere in tal senso.<\/p>\n<p>Che il sistema produttivo bellico occidentale possa entrare in crisi seria, incapace di rispondere efficacemente alla domanda, \u00e8 possibile, ma non sul brevissimo periodo, e comunque ci sono ancora svariate opzioni \u2013 sia pratiche, sia politiche \u2013 per fronteggiare questa eventualit\u00e0. Probabilmente, una crisi del genere potrebbe deflagrare solo in presenza di una improvvisa impennata della richiesta, ma non si vede cosa potrebbe determinarla.<br \/>\nData la compresenza di numerosi attori in scena, non tutti disposti ad obbedire sempre e comunque al capocomico, la possibilit\u00e0 che si inneschi un meccanismo che sfugge al controllo \u00e8 sempre latente. Che si tratti di una provocazione, di una\u00a0<em>false flag<\/em>, o di un evento bellico reale, il rischio \u00e8 effettivamente possibile. Ma, se pure le cose dovessero per qualche ragione muoversi verso un\u2019<em>escalation<\/em>, questa ha solo due possibili esiti: l\u2019intervento, e quindi lo scontro diretto tra truppe NATO e russe, oppure il ricorso ad armi nucleari tattiche.<br \/>\n\u00c8 assai probabile che, di fronte ad una tale eventualit\u00e0, scatterebbe una sorta di\u00a0<em>freno automatico<\/em>, ma \u00e8 molto difficile prevedere come si presenterebbe la situazione dopo la\u00a0<em>frenata<\/em>, e non \u00e8 detto che favorirebbe l\u2019avvio di qualche negoziato.<\/p>\n<p>Va a questo punto aggiunto che il tempo lavora contro l\u2019occidente, e comunque la si guardi questa potrebbe non essere una buona notizia. Mentre la Russia lavora sulla lunga distanza, per gli USA\/NATO pi\u00f9 tempo passa pi\u00f9 le cose si complicano. Il che \u00e8 poi fondamentalmente la ragione per cui negli\u00a0<em>states\u00a0<\/em>si interrogano sul come trovare una via d\u2019uscita capace di salvare capra e cavoli. Ma fintanto che a Washington non verr\u00e0 accettata l\u2019idea che per uscirne\u00a0<em>bene\u00a0<\/em>\u00e8 necessario dare a Mosca assai pi\u00f9 di quanto ora si sia disposti a dare, non si vede quale possa essere l\u2019<em>exit strategy<\/em>. Quindi, c\u2019\u00e8 il rischio che prima o poi salti fuori qualche dottor Stranamore, e si faccia strada l\u2019idea di forzare la mano.<br \/>\nInsomma, la mancanza di prospettive di pace, od anche solo di apertura di una fase negoziale, sono davvero poche al momento, e non solo per mancanza di volont\u00e0. Le cose si sono spinte troppo avanti, e la partita \u00e8 importantissima per entrambe, il che rende molto difficile individuare spazi di mediazione. Se poi una parte rifiuta di vedere la realt\u00e0, diventa quasi impossibile. E questa \u00e8 davvero una brutta notizia.<\/p>\n<p>Se guardiamo a questa guerra, com\u2019\u00e8 giusto che sia, inquadrandola nell\u2019ambito di un pi\u00f9 ampio conflitto, ancora tutto in divenire, e che oppone gli Stati Uniti ed i suoi alleati ad un\u2019altra serie di paesi, guidati da Russia e Cina, risulta evidente come essa rappresenti un fondamentale punto di svolta. La guerra russo-ucraina segna un giro di boa, nel confronto globale in atto. Per un verso, perch\u00e9 lo ha fatto drammaticamente emergere, e dall\u2019altro perch\u00e9 segna un punto di non ritorno.<br \/>\nCon per\u00f2 una differenza rilevantissima. Per la Russia perdere questa battaglia significa essere definitivamente sconfitta, ed in pratica essere espulsa dal novero delle grandi potenze (e per inciso, questa \u00e8 una eventualit\u00e0 inaccettabile non solo per Mosca, ma anche per Pechino, che a quel punto perderebbe un partner insostituibile; se le cose si mettessero male per la Federazione Russa, la Cina interverrebbe nel conflitto). Per gli USA perdere in Ucraina sarebbe un colpo gravissimo, ma non mortale. Quando ha ritenuto che non avesse pi\u00f9 valore, non ha esitato a scappare dall\u2019Afghanistan in quattro e quattr\u2019otto. \u00c8 stata largamente sconfitta nella precedente\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0contro la Russia, quella in Siria \u2013 ed oggi, con il rientro di Damasco nella Lega Araba, la sconfitta \u00e8 completa e totale.<\/p>\n<p>Quindi Washington cercher\u00e0 sino allo stremo di ottenere un risultato militare significativo in Ucraina, ma alle brutte moller\u00e0 tranquillamente Kyev per concentrarsi altrove. Chi pagherebbe il prezzo maggiore, in termini politici ed economici, di una guerra di lunga durata sarebbe soprattutto l\u2019Europa, appecoronata agli interessi statunitensi. E se domani alla Casa Bianca decidessero di lasciare la proprio destino gli ucraini, sarebbe sugli europei che ricadrebbe il costo maggiore della ricostruzione \u2013 oltre a dover gestire qualche milione di profughi, niente affatto felici di tornare in un paese devastato, ed alcune centinaia di migliaia di combattenti nazisti e loro simpatizzanti, inferociti come belve.<br \/>\nGli USA non sono interessati a proteggere n\u00e9 gli ucraini n\u00e9 gli europei. Se non si profila una via negoziale che gli consenta di uscire dal pantano senza risultare sconfitti (e per come stanno le cose ci\u00f2 appare impossibile), e la continuazione della guerra dovesse risultare impraticabile, abbandoneranno Kyev come hanno fatto con Kabul.<br \/>\nParadossalmente, quindi, la cosa migliore per gli europei sarebbe una vittoria militare russa, che costringa l\u2019occidente a negoziare.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 I Javelin sono stati progettati dalle industrie Raytheon e Lockheed Martin, ed hanno un costo unitario di 256.000 $<br \/>\n2 \u2013\u00a0<em>\u201cUkraine could join ranks of \u2018frozen\u2019 conflicts, U.S. officials say\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.com\/news\/2023\/05\/18\/ukraine-russia-south-korea-00097563\">Politico.com<\/a><br \/>\n3 \u2013\u00a0<em>\u201cL\u2019autismo occidentale\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/05\/02\/lautismo-occidentale\/\">Giubbe Rosse News<\/a><br \/>\n4 \u2013\u00a0<em>\u201cQualsiasi idea di \u2018conflitti congelati\u2019 che si sente periodicamente nei media \u00e8 una finzione, un prodotto pseudo-analitico e un fulcro degli sforzi di lobbying da parte della diplomazia russa. Non ci sono tali scenari all\u2019ordine del giorno e non vengono discussi in nessun ufficio. Tutti gli attori sono ben consapevoli delle risorse e del tempo limitati a disposizione della Federazione Russa e dell\u2019\u00e9lite di Putin. Il percorso \u00e8 invariato. Lo finiremo\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/Podolyak_M\/status\/1659229445356417024\">Twitter<\/a><br \/>\n5 \u2013\u00a0<em>\u201cUkraine could join ranks of \u2018frozen\u2019 conflicts, U.S. officials say\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.com\/news\/2023\/05\/18\/ukraine-russia-south-korea-00097563\">Politico.com<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/05\/22\/aspettando-stranamore\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/05\/22\/aspettando-stranamore\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Non \u00e8 soltanto questione di mancanza di volont\u00e0. A rendere complicato l\u2019avvio di un processo negoziale e di pace in Ucraina sono le condizioni oggettive. O meglio, la posizione soggettiva degli attori in campo (USA\/NATO, Russia, Ucraina), i loro obiettivi. Che al momento sono ancora troppo lontani ed inconciliabili perch\u00e9 si dia un terreno di mediazione possibile. 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