{"id":79460,"date":"2023-05-26T09:00:52","date_gmt":"2023-05-26T07:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79460"},"modified":"2023-05-24T23:12:40","modified_gmt":"2023-05-24T21:12:40","slug":"ucraina-il-momento-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79460","title":{"rendered":"Ucraina, il momento della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan)<\/strong><\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-219339 entry-content\">\n<p><em>Dal 24 febbraio 2022 gli occhi del mondo sono puntati sul conflitto ucraino. Gli Occidentali sostengono finanziariamente Kiev e le forniscono incredibili quantitativi di armi e munizioni, ma al tempo stesso stanno attenti a non farsi coinvolgere nel conflitto. Mosca \u00e8 paziente e finge di non vedere i consiglieri militari stranieri in Ucraina. Ma ora siamo vicini alla soglia critica: gli Occidentali potrebbero trovarsi scaraventati in una guerra, grazie all\u2019uso intenzionale delle loro armi contro Mosca, all\u2019interno dei confini russi anteriori al 2014. \u00c8 questa la ragione che ha inaspettatamente indotto sei Stati dell\u2019Unione Europea a chiedere negoziati di pace, nonch\u00e9 spinto Cina e Unione Africana a organizzare due missioni di mediazione.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-219339 \">\n<div class=\"spip_document_242421 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"85\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L768xH576\/219325-1-6-c64d7.jpg?1684821825\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-242421 \"><strong><span style=\"font-size: 8pt\">20 maggio 2023, l\u2019arrivo in Giappone del presidente Zelensky per il vertice del G7.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"lettrine\">Da settembre 2022, ossia da sette mesi, le truppe di Kiev sono impegnate solo a Karkiv e a Bakhmut\/Artyomovsk. Karkiv non fa parte del Donbass, quindi non \u00e8 rivendicata dalla Repubblica di Donetsk, aderente alla Federazione di Russia. Lo scontro si \u00e8 perci\u00f2 risolto rapidamente: le forze armate russe si sono ritirate. Bakhmut\/Artyomovsk \u00e8 invece aerea di cultura russa, quindi le forze armate russe resistono. Durante l\u2019inverno la battaglia si \u00e8 trasformata in guerra di trincea, letale quanto lo fu quella di Verdun. Sicch\u00e9 tutti, almeno in Occidente, ora aspettano che la primavera consenta a Kiev di lanciare la controffensiva.<\/p>\n<p>Si badi bene che nessuno crede che la Russia intenda proseguire l\u2019offensiva in direzione di Kiev, giacch\u00e9 tutti hanno capito che l\u2019intenzione di Mosca non \u00e8 mai stata d\u2019invadere l\u2019Ucraina e conquistarne la capitale, ma solo di riprendere il Donbass e ora anche la Novorossia, aree di cultura russa i cui abitanti pretendono di appartenere non pi\u00f9 allo Stato ucraino ma a quello russo. Ciononostante, politici e media occidentali continuano a denunciare \u00abl\u2019invasione\u00bb russa dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<h2 class=\"spip\">L\u2019ipotetica controffensiva<\/h2>\n<p>La sbandierata controffensiva avrebbe dovuto iniziare ad aprile. Ora si parla di fine maggio. Kiev sostiene che il ritardo \u00e8 dovuto alle difficolt\u00e0 nella fornitura delle armi occidentali: per ridurre al minino le perdite, le operazioni inizieranno solo quando tutto il materiale sar\u00e0 sul posto. Eppure mai, nella storia, sono stati consegnati a uno Stato simili quantitativi di armi per fare una guerra.<\/p>\n<p>La spiegazione potrebbe essere che l\u2019operazione di cui Rete Voltaire ha dato notizia all\u2019inizio della guerra continui: nei primi mesi del conflitto tre quarti del materiale bellico inviato all\u2019Ucraina dall\u2019Occidente veniva dirottato verso il Kossovo e l\u2019Albania per foraggiare altri conflitti, in Medio Oriente e nel Sahel. Oppure \u00e8 possibile che la Russia stia distruggendo sistematicamente armi e munizioni, ancor prima che vengano distribuite alle unit\u00e0 di combattimento.<\/p>\n<p>In ogni caso, la retorica della controffensiva riguarda le forze armate ucraine, non la popolazione. I media della Nato non parlano pi\u00f9 della \u00abvalorosa resistenza del popolo ucraino\u00bb: in Crimea, in Donbass e in Novorossia non ci sono state azioni significative di questo tipo. Si parla di azioni di sabotaggio delle Forze speciali ucraine nei territori diventati russi dal 2014, ma non di resistenza popolare nei territori successivamente annessi alla Federazione.<\/p>\n<h2 class=\"spip\">Le armi possono coinvolgere loro malgrado chi le fornisce<\/h2>\n<p>Le armi sono merci particolari. Chi le fabbrica non pu\u00f2 venderle o regalarle senza autorizzazione statale. E lo Stato pretende da chi le riceve un impegno scritto sull\u2019uso che ne far\u00e0. Esige non solo la garanzia che tali armi non andranno nelle mani del nemico, n\u00e9 che violeranno un embargo delle Nazioni Unite, ma anche che non saranno usate per aggredire un Paese terzo, in violazione della Carta delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Ogni trasferimento che non rispetti tali regole \u00e8 ritenuto \u00abtraffico d\u2019armi\u00bb, punito dalle leggi nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio del conflitto gli Occidentali si rifiutano di fornire armi che potrebbero essere usate non da Kiev per difendere il proprio territorio, ma dai nazionalisti integralisti per attaccare la Russia all\u2019interno dei suoi confini. Costoro infatti vanno proclamando, sin dalla prima guerra mondiale, che la loro missione \u00e8 cancellare i \u00abmoscoviti\u00bb dalla faccia della terra. La loro lotta non \u00e8 in alcun modo legata all\u2019operazione speciale russa: \u00e8 la lotta apocalittica del Bene (loro) contro il Male (i russi).<\/p>\n<p>Se i nazionalisti integralisti prendessero il sopravvento sulle autorit\u00e0 civili ucraine, il rischio di un attacco a obiettivi in territorio russo sarebbe reale. In tal caso, gli Stati che avessero fornito armi usate contro la Russia si ritroverebbero automaticamente in guerra, ossia diventerebbero co-belligeranti. La Russia potrebbe legittimamente rispondere attaccandoli sul loro territorio.<\/p>\n<p>\u00c8 un rischio molto serio. Secondo lo <i>Washington Post<\/i><span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abZelensky plotted counterattacks in Russia, files show\u00bb, John Huson &amp;\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nb1\" rel=\"appendix\">1<\/a>]<\/span>, che cita i documenti rivelati da Jack Teixeira (<i>Discords Leaks<\/i>), alcuni mesi fa il presidente Volodymyr Zelensky ha proposto al Pentagono di conquistare villaggi russi frontalieri, sabotare il gasdotto che collega la Russia all\u2019Ungheria (Paese membro della UE, come Francia e Paesi Bassi, proprietari del <i>Nord Stream<\/i>), nonch\u00e9 puntare missili a lunga gittata contro la Russia.<\/p>\n<p>Inizialmente gli Occidentali hanno consegnato solo strumenti offensivi da usare sul campo di battaglia ucraino: armi da fuoco portatili e fucili d\u2019assalto. Successivamente sono passati ai cannoni e ai blindati. Oggi discutono di aerei. I Mig-29 forniti dalla Polonia e dalla Slovacchia risalgono agli anni Settanta. Vecchi di mezzo secolo, la Russia li ha abbandonati, quindi non possono che soccombere in caso di scontro con aerei moderni come i Sukhoi-35. Possono servire sul suolo ucraino, ma a condizione che un sistema di difesa antiaereo efficace li protegga dagli aerei russi.<\/p>\n<p>Il presidente Zelensky \u00e8 andato a mendicare F-16 nel Regno Unito. Il primo ministro britannico, Rishi Sunak, e quello olandese, Mark Rutte, hanno annunciato che se ne stanno occupando. Gli F-16, che risalgono agli anni Novanta, sono molto pi\u00f9 moderni dei Mig-29. La questione \u00e8 stabilire se sono in grado di addentrarsi in territorio russo. Nessuno pu\u00f2 saperlo con certezza fino quando non si prover\u00e0 a farlo. Le difese antiaeree russe hanno fatto notevoli progressi e potrebbero essere in grado di abbatterli.<\/p>\n<p>La scorsa settimana, dei Mig-29 armati di missili franco-britannici SCALP\/Storm Shadow sono riusciti a distruggere un Su-34, un Su-35 e due elicotteri Mi-8 su un aerodromo militare, in territorio russo. Pare che i russi non sapessero che l\u2019Ucraina aveva gi\u00e0 ricevuto questi missili da crociera. I piloti non pensavano che i Mig-29 ucraini avrebbero potuto colpirli, quindi non li hanno abbattuti. Sar\u00e0 difficile che ci caschino una seconda volta. Per tutta risposta i russi hanno gravemente danneggiato una batteria antiaerea ucraina Patriot. L\u2019obiettivo di Mosca \u00e8 far s\u00ec che i propri aerei possano intercettare senza rischio gli aerei ucraini.<\/p>\n<p>Nell\u2019episodio citato, la Russia sarebbe stata giuridicamente in diritto di rispondere al Regno Unito, che ha fornito a Kiev i missili Storm Shadow. Londra, che probabilmente non \u00e8 stata avvisata dell\u2019attacco, avrebbe potuto trovarsi in guerra senza volerlo.<\/p>\n<p>L\u2019escalation avanza: al vertice del G7 il presidente Joe Biden ha annunciato che gli Stati Uniti autorizzeranno i Paesi cui hanno venduto F-16 a consegnarli all\u2019Ucraina: Washington non li fornir\u00e0 direttamente, per non rischiare di trovarsi in guerra, ma Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia e Norvegia potranno farlo a loro rischio e pericolo.<\/p>\n<div class=\"spip_document_242422 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"69\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L768xH576\/219325-2-6-999cb.jpg?1684821825\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-242422 \"><strong><span style=\"font-size: 8pt\">Le sette grandi potenze occidentali a Hiroshima, il 20 maggio 2023.<\/span> <\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h2 class=\"spip\">Il punto di non-ritorno<\/h2>\n<p>Siamo vicini al punto di non-ritorno: ancora un piccolo passo degli Occidentali e i nazionalisti integralisti ucraini generalizzeranno la guerra, con o senza il consenso degli sponsor.<\/p>\n<p>Secondo Seymour Hersh<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abThe Ukraine refugee question\u00bb, Seymour Hersh, Substack, Mai 17,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nb2\" rel=\"appendix\">2<\/a>]<\/span>, la Polonia ha chiesto all\u2019Ucraina di accettare un cessate-il-fuoco e di negoziare la pace. L\u2019iniziativa di Varsavia \u00e8 sostenuta da altri Stati dell\u2019Unione Europea: Cechia, Ungheria e Stati Baltici.<\/p>\n<p>Il giornalista statunitense non ha seguito da vicino la guerra di Siria; quindi, non \u00e8 consapevole della superiorit\u00e0 militare russa, sicch\u00e9 interpreta l\u2019iniziativa polacca come reazione al bagno di sangue di Bakhmut\/Artyomovsk. Ma i polacchi sanno che i missili ipersonici Kinzhal non mancano l\u2019obiettivo e che, per ora, non si possono fermare. Negli ultimi mesi hanno distrutto molti centri di comando e depositi di munizioni; recentemente hanno danneggiato una batteria Patriot. Allo stato attuale dei rapporti di forza, per l\u2019Ucraina la guerra \u00e8 persa, ma lo sar\u00e0 anche per gli Occidentali se dovesse generalizzarsi. I polacchi, fino a ieri bramosi di combattere, ora hanno capito che si sta per raggiungere il punto di non-ritorno, oltre il quale sarebbero polverizzati.<\/p>\n<h2 class=\"spip\">Le missioni di mediazione<\/h2>\n<p>Attualmente sono in corso due missioni di mediazione: della Cina e dell\u2019Unione Africana.<\/p>\n<p>Il 24 febbraio Beijing ha pubblicato un piano di pace in dodici punti<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh3\" class=\"spip_note\" title=\"\u00ab Plan chinois en 12 points pour la paix en Ukraine \u00bb, R\u00e9seau Voltaire, 24\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nb3\" rel=\"appendix\">3<\/a>]<\/span>. Cina e Ucraina hanno entrambe riconosciuto che potrebbe essere una base per la soluzione del conflitto. Il presidente Xi Jinping ha designato Li Hui per fare la spola tra le capitali dei due schieramenti, pi\u00f9 quelle dei Paesi alleati. Il diplomatico cinese ha gi\u00e0 incontrato il ministro ucraino degli Esteri, Dmytro Kuleba, il presidente Zelensky e, probabilmente, ufficiali tedeschi.<\/p>\n<p>Li Hui \u00e8 un diplomatico di lungo corso \u2013 \u00e8 stato per dieci anni ambasciatore a Mosca \u2013 quindi ha avuto l\u2019accortezza di iniziare gli incontri dall\u2019Ucraina: consapevole che Kiev \u00abnon avrebbe accettato alcuna proposta implicante la perdita di territori o il congelamento del conflitto\u00bb, Hui sa tuttavia che la nozione di \u00abperdita di territorio\u00bb \u00e8 concetto che pu\u00f2 mutare, se si considera la multietnicit\u00e0 della popolazione ucraina e quindi si riconosce a ciascuna delle sue componenti il diritto all\u2019autodeterminazione.<\/p>\n<p>L\u2019altra missione \u00e8 quella dell\u2019Unione Africana. Capeggiata dall\u2019Africa del Sud, ne dovrebbero far parte Congo, Egitto, Uganda, Senegal e Zambia. \u00c8 una grande occasione per gli africani di mostrare di saper svolgere un ruolo pacificatore sul piano internazionale e di non essere pi\u00f9 Paesi sottosviluppati che sanno solo mendicare aiuti. Gi\u00e0 nel 2012 gli africani idearono una missione di pace per la Libia, ma la Nato imped\u00ec loro di recarsi a Tripoli minacciando di distruggere l\u2019aereo su cui avessero viaggiato i capi di Stato e di uccidere quanti vi si fossero avventurati.<\/p>\n<p>Ma la missione degli africani \u00e8 meno ben preparata di quella cinese: non hanno esposto in un testo il loro punto di vista sul conflitto e sulla pace. Per di pi\u00f9 gli Stati Uniti stanno ricorrendo a ogni mezzo per screditare l\u2019Africa del Sud che, al pari di Mosca, \u00e8 membro dei BRICS. Dal 22 al 24 agosto Pretoria ospiter\u00e0 il vertice dell\u2019organizzazione. Orbene, l\u2019Africa del Sud \u00e8 membro della Corte Penale Internazionale, che ha emesso un mandato di arresto internazionale contro Vladimir Putin. Ovviamente Pretoria non arrester\u00e0 il presidente russo quando si trover\u00e0 in presenza ufficiale nel Paese, quindi sar\u00e0 in fallo. Inoltre, l\u2019ambasciatore Usa, Reuben Brigety, accusa Pretoria di non essere neutrale e di aver segretamente fornito armi alla Russia: afferma che sono state caricate su un cargo russo, il Lady R. Questi intoppi mascherano il vero contrasto: l\u2019Africa del Sud intende dimostrare che un mondo multipolare \u00e8 possibile. Non prende posizione nel conflitto ucraino, ma il suo esercito collabora con quello russo per la formazione dei soldati, provando c<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-text-translator\"><em>Traduzione <\/em><a title=\"Rachele Marmetti\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126121.html?lang=it\"><em>Rachele Marmetti<\/em><\/a><\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<aside><\/aside>\n<\/div>\n<\/article>\n<div class=\"notes\">\n<div id=\"nb1\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Note 1\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nh1\" rev=\"appendix\">1<\/a>]\u00a0<\/span>\u00abZelensky plotted counterattacks in Russia, files show\u00bb, John Huson &amp; Isabelle Khurshudyan, <i>The Washington Post<\/i>, May 14, 2023.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb2\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Note 2\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nh2\" rev=\"appendix\">2<\/a>]\u00a0<\/span>\u00ab<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/seymourhersh.substack.com\/p\/the-ukraine-refugee-question\" rel=\"external\">The Ukraine refugee question<\/a>\u00bb, Seymour Hersh, <i>Substack<\/i>, Mai 17, 2023.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb3\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Note 3\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html#nh3\" rev=\"appendix\">3<\/a>]\u00a0<\/span>\u00ab <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article218939.html\">Plan chinois en 12 points pour la paix en Ukraine<\/a> \u00bb, <i>R\u00e9seau Voltaire<\/i>, 24 f\u00e9vrier 2023.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article219339.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RETE VOLTAIRE (Thierry Meyssan) Dal 24 febbraio 2022 gli occhi del mondo sono puntati sul conflitto ucraino. 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