{"id":79519,"date":"2023-05-30T09:00:54","date_gmt":"2023-05-30T07:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79519"},"modified":"2023-05-29T19:18:54","modified_gmt":"2023-05-29T17:18:54","slug":"lidl-conviene-sempre-ma-anche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79519","title":{"rendered":"Lidl conviene sempre? Ma anche no"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><b>In soli 50 anni il discount Lidl \u00e8 diventato leader indiscusso in Germania e il quarto gruppo a livello mondiale in termini di fatturato, come ha fatto il gruppo di Heilbronn a scavalcare il rivale Aldi e ad imporsi a livello continentale? La chiave del successo probabilmente sta nel generale processo di impoverimento che ha caratterizzato le classi lavoratrici negli ultimi 30 anni, ne scrive Ralf Wurzbacher\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nachdenkseiten.de\/?p=98022\">sulle Nachdenkseiten.de<\/a><\/b><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjd4RsnLUHe6c2k1I0PEpVdvMYaXmYtgvJsqBD3261HsuN2Lj4iadeBRBw3Fw5_Ejw7cgDW9JDhbPG8RQN272SO0dNu4ll7Y1gLkD04A3XB9v-1foXSwTUfdCuDPluHYq-9KGav6SB4pDxd1hrZN5oLerDl9hlu6o0LSpmJY9_X_eP3LGwntnpsoDNA\/s1280\/Innenansicht_Lidl.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjd4RsnLUHe6c2k1I0PEpVdvMYaXmYtgvJsqBD3261HsuN2Lj4iadeBRBw3Fw5_Ejw7cgDW9JDhbPG8RQN272SO0dNu4ll7Y1gLkD04A3XB9v-1foXSwTUfdCuDPluHYq-9KGav6SB4pDxd1hrZN5oLerDl9hlu6o0LSpmJY9_X_eP3LGwntnpsoDNA\/s320\/Innenansicht_Lidl.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" border=\"0\" data-original-height=\"960\" data-original-width=\"1280\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Lidl compie 50 anni. La catena di discount ha aperto la sua prima filiale Il 16 maggio 1973 a Ludwigshafen-Mundenheim.\u00a0<\/b>E secondo la dirigenza aziendale, questa ricorrenza deve essere festeggiata in modo adeguato. La festa, infatti, si protrarr\u00e0 per ben &#8220;20 settimane&#8221; con &#8220;numerose e allettanti offerte di compleanno, sconti, concorsi, eventi e collezioni retr\u00f2&#8221;. Inoltre, saranno presenti &#8220;importanti personalit\u00e0&#8221;, fra queste l&#8217;intrattenitrice Barbara Sch\u00f6neberger e la star della commedia Max Giermann, e soprattutto la regina del pop tedesco\u00a0<b>Helene Fischer.<\/b>\u00a0Nel ruolo di volto radioso di una campagna pubblicitaria enorme e certamente non economica, diventer\u00e0 un&#8217;ospite fissa nei nostri salotti di casa. Oh, cielo!<\/p>\n<p><b>Ma non ce lo meritiamo? Dopo tutto, senza di noi,<\/b>\u00a0i clienti, Lidl non sarebbe quello che \u00e8 oggi:\u00a0<b>un impero del commercio, il quarto pi\u00f9 grande al mondo, con 13.300 filiali (compreso Kaufland), 550.000 dipendenti e un fatturato annuo di oltre 133 miliardi di euro<\/b>. Una mega-corporation che di recente si \u00e8 addirittura promossa come &#8220;motore di innovazione&#8221; per spingere la zoppicante digitalizzazione del Paese e sfidare i giganti tecnologici di Stati Uniti e Cina in termini di intelligenza artificiale (AI).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Spaghetti Milionario<\/b><\/p>\n<p><b>Tutti noi abbiamo contribuito a renderlo possibile,<\/b>\u00a0forse \u00e8 iniziato mezzo secolo fa, quando volevamo pagare un pacco di pasta solo la met\u00e0 rispetto al negozio dietro l&#8217;angolo. E che oggi dovremmo essere felici di non pagare pi\u00f9 99 centesimi per un pacco di spaghetti a marchio Lidl, ma 79 centesimi. Merito di una &#8220;battaglia degli sconti&#8221; all&#8217;interno del settore, che da oltre un anno sta facendo cassa sui consumatori con la sua politica dei prezzi lunari, che non sembra essere dovuta solo all&#8217;inflazione. Tanto per ricordare: prima della guerra in Ucraina, da Lidl, Aldi e simili gli spaghetti si vendevano ancora a 49 centesimi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEiFonIiloBJKfRXuZcF57ovenqd4cX32EwmnvyPnSosPYodiP8v5ASxv83JDmphKAiZYWKJwso48Pf_k0mGMRjLx4IHyawyaIRFr4HnPtBheL2zdbDL0R8kWB6e8elUC46CWs9S3aWatkHdmTH8eMKU_roAcJbfnl9x-6nG6WIm4cRYvlu0aF3oq4qb\/s1000\/Lidl-interno5-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEiFonIiloBJKfRXuZcF57ovenqd4cX32EwmnvyPnSosPYodiP8v5ASxv83JDmphKAiZYWKJwso48Pf_k0mGMRjLx4IHyawyaIRFr4HnPtBheL2zdbDL0R8kWB6e8elUC46CWs9S3aWatkHdmTH8eMKU_roAcJbfnl9x-6nG6WIm4cRYvlu0aF3oq4qb\/s320\/Lidl-interno5-2.jpg\" width=\"320\" height=\"180\" border=\"0\" data-original-height=\"563\" data-original-width=\"1000\" \/><\/a><\/div>\n<div><b>Soprattutto, abbiamo reso il fondatore di Lidl e patriarca dell&#8217;azienda Dieter Schwarz<\/b>\u00a0il tedesco pi\u00f9 ricco, con una fortuna stimata, all&#8217;ultimo ricalcolo, di 43 miliardi di euro. Per dare un&#8217;idea delle dimensioni del suo malloppo: nove anni fa, l&#8217;allora 75enne a suo nome aveva &#8220;solo&#8221; 15 miliardi di euro. Oggi, a 83 anni, non gli resta molto tempo per spendere tutti quei soldi, si potrebbe pensare. Ma sicuramente le sue due figlie\u00a0 un giorno troveranno il modo per spendere tutto questo denaro.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Ci sono persone che trovano tanta ricchezza indecente<\/b>, oscena e antisociale e che sostengono che queste cose dovrebbero essere vietate, cio\u00e8 politicamente proibite, non solo perch\u00e9 una casta numericamente minuscola si trova di fronte a un esercito globale di miliardi di persone povere e sfruttate. Troppo denaro \u00e8 anche associato a troppo potere e influenza, che di solito funzionano in modo da esacerbare ulteriormente le disuguaglianze e le ingiustizie, aumentando la povert\u00e0 e la sofferenza in tutto il mondo. E poi ci sono contemporanei attenti che non credono a Schwarz, ai fratelli Aldi e ai boss di Penny nella loro presunta strategia a basso costo, perch\u00e9 i prezzi dei discount si stanno avvicinando sempre pi\u00f9 a quelli della concorrenza cosiddetta ad alto prezzo, e questo accade non solo dall&#8217;inizio delle grandi crisi dei nostri tempi. Tanto pi\u00f9 che se Schwarz fosse davvero lo zio simpatico della porta accanto, come avrebbe potuto accumulare cos\u00ec tanti beni?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il disincantatore di Aldi<\/b><\/p>\n<p><b>Tali obiezioni e contestazioni tuttavia non risuonano<\/b>\u00a0negli omaggi dei principali media in occasione del 50\u00b0 anniversario dell&#8217;azienda. Il tono dominante invece \u00e8 quello dell&#8217;ammirazione, del rispetto per un uomo d&#8217;affari accorto che ha trasformato Lidl in un marchio globale con abilit\u00e0, diligenza e perseveranza. Soprattutto, a Schwarz viene riconosciuto il massimo merito per come \u00e8 riuscito a scavalcare Aldi, che inizialmente era il suo cane da guardia, e a farlo retrocedere al secondo posto nel cosiddetto segmento dei bassi prezzi qui in Germania, lasciandolo\u00a0<b>quattro posizioni dietro di s\u00e9 nella classifica delle catene con il piu&#8217; alto volume di vendita a livello globale<\/b>.<\/p>\n<p><b>&#8220;Cosi&#8217; come Dieter Schwarz ha insegnato ad Aldi la paura&#8221;,<\/b>\u00a0titolava l&#8217;Handelsblatt, rivelando i &#8220;sette segreti del successo dell&#8217;eccezionale imprenditore&#8221;.\u00a0<b>WirtschaftsWoche<\/b>\u00a0ha rivelato solo &#8220;sei segreti del successo&#8221; del &#8220;re dei discount&#8221;, uno dei quali \u00e8: &#8220;Proteggi la tua privacy! E questo si riferisce alla sua timidezza davanti ai riflettori, alla sua stretta solitudine, che gli permette, in quanto &#8220;tedesco pi\u00f9 ricco, di passeggiare senza troppe preoccupazioni nella sua citt\u00e0 natale di Heilbronn&#8221;, indisturbato da &#8220;fastidiose offerte commerciali e dubbie richieste di donazioni o altre intrusioni&#8221;.<\/p>\n<p><b>&#8220;Eccessivo profitto&#8221;<\/b><\/p>\n<p><b>\u00c8 stato questo programma di impoverimento generale nel segno delle riforme Hartz applicate al mercato del lavoro,<\/b>\u00a0unito a una redistribuzione senza precedenti dal basso verso l&#8217;alto (parole chiave: riforma dell&#8217;imposta sulle societ\u00e0, deregolamentazione, privatizzazione), a preparare il terreno per la grande\u00a0<b>&#8220;storia di successo&#8221; di Dieter Schwarz.<\/b>\u00a0La spesa a basso costo era gi\u00e0 di moda a quell&#8217;epoca, e Aldi e Lidl ne erano i pionieri. Dall&#8217;inizio degli anni 2000, tuttavia, lo shopping a basso costo per molti \u00e8 diventato una necessit\u00e0 e sempre pi\u00f9 una q<b>uestione esistenziale<\/b>. I discount ne hanno tratto profitto e continuano a farlo oggi, perch\u00e9 oltre alla clientela classica, anche la classe media, ora a rischio declassamento, affolla i loro negozi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il fatto che Schwarz abbia colto il cambiamento pi\u00f9 rapidamente di quanto abbiano fatto<\/b>\u00a0i suoi concorrenti, ad esempio puntando prima su un assortimento integrato fatto da articoli di marca o sul commercio online, pu\u00f2 essere attribuito al suo istinto commerciale. Tuttavia, il fatto di averne fatto un superuomo trascura le circostanze politico-economiche e il contributo dei suoi\u00a0<b>&#8220;sostenitori&#8221; politici<\/b>. Soprattutto, si ignorano i numerosi sacrifici su cui si \u00e8 basato il suo trionfo. Non c&#8217;\u00e8 solo la folla di clienti che, in quanto impoveriti, non possono fare a meno del low cost, e che tuttavia gi\u00e0 da diversi mesi si sono visti applicare dal loro discount preferito prezzi poco caritatevoli che, secondo gli esperti del settore, indicano &#8220;una presa di profitto eccessiva&#8221;.<\/p>\n<p><b>A ci\u00f2 si aggiungono altre gravi conseguenze che colpiscono<\/b>\u00a0il genere umano e la natura nel suo complesso e che sono da addebitare anche e soprattutto ai discount: il consumo eccessivo di\u00a0<b>carne e verdura a basso costo,<\/b>\u00a0l&#8217;allevamento in fabbrica alla T\u00f6nnies con gabbie e pulcini in batteria, il turbo-allevamento, le montagne di rifiuti da imballaggio e i danni alla salute e all&#8217;ambiente che ne conseguono. Per non parlare della forte marginalizzazione delle professioni tradizionali, come i panettieri, i macellai e i fiorai, in favore di una sempre maggiore concentrazione del mercato, con una tendenza all&#8217;aumento dei prezzi e alla diminuzione della qualit\u00e0. Il tutto \u00e8 reso ancora pi\u00f9 devastante dal fatto che il modello dei discount tedeschi, con tutti i suoi lati oscuri, da tempo ha varcato le frontiere all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;Europa, con Lidl in particolare che ha attirato l&#8217;attenzione con la sua aggressiva espansione all&#8217;estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Campus formativo alle porte di casa<\/b><\/p>\n<p><b>Tutto questo fa parte del curriculum complessivo di Dieter Schwarz.<\/b>\u00a0Come gli attacchi alla codeterminazione all&#8217;interno delle aziende documentati dal sindacato Ver.di nel 2004 nel &#8220;Libro nero di Lidl&#8221; e i casi di spionaggio, pressione sul lavoro, straordinari non pagati e carenze nella tutela della salute. Oppure lo scandalo venuto alla luce nel 2008 sulla sorveglianza sistematica dei dipendenti attraverso telecamere e detective che spiavano addirittura le relazioni amorose all&#8217;interno della forza lavoro.<\/p>\n<p><b>Ma Schwarz non solo \u00e8 stato ampiamente risparmiato da queste critiche<\/b>. Al contrario, i\u00a0<b>&#8220;media di qualit\u00e0&#8221;<\/b>\u00a0lo hanno acclamato come un generoso mecenate e filantropo, ad esempio per il fatto che la fondazione che porta il suo nome, in collaborazione con la Technische Universit\u00e4t, ha fatto costruire un campus per l&#8217;istruzione informatica davanti alla sua porta di casa a\u00a0<b>Heilbronn e ha &#8220;donato&#8221; 20 cattedre alla TU in questo contesto<\/b>. Si dice che un&#8217;attenzione particolare sia rivolta alle &#8220;medie imprese&#8221; e alle &#8220;aziende high-tech a conduzione familiare&#8221;, mentre i critici sospettano che Schwarz qui gestisca la sua scuola professionale Lidl. Inoltre, con il sostegno dello Stato del Baden-W\u00fcrttemberg, sta costruendo un parco scientifico per l&#8217;intelligenza artificiale dove in futuro lavoreranno 5.000 persone per competere quanto prima con Google, Windows e Amazon. La Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) lo ha recentemente definito &#8220;un UFO di intelligenza artificiale per Heilbronn&#8221;.<\/p>\n<p><b>Tutto per una buona causa? Secondo l&#8217;auto-rappresentazione di Schwarz,<\/b>\u00a0la sua fondazione &#8220;senza scopo di lucro&#8221; \u00e8 attiva &#8220;laddove le imprese e la societ\u00e0 fanno richieste che gli enti governativi non possono o non riescono a soddisfare adeguatamente&#8221;. Il suo &#8220;altruismo&#8221; si colloca esattamente dove la privatizzazione della politica praticata per decenni ha lasciato terribili crateri nel tessuto sociale, trasformando proprio questi vuoti &#8211; soprattutto nell&#8217;istruzione e nella scienza &#8211; in miniere d&#8217;oro da cui il Gruppo Schwarz in futuro trarr\u00e0 valore.<\/p>\n<p><b>Indubbiamente si possono immaginare imprese<\/b>\u00a0decisamente piu&#8217; altruiste. Che ne dite di questa? Fare la spesa gratis da Lidl per una settimana. Dieter Schwarz potrebbe farlo abbastanza facilmente. Ma non ne vale la pena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/05\/lidl-conviene-sempre.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/05\/lidl-conviene-sempre.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; In soli 50 anni il discount Lidl \u00e8 diventato leader indiscusso in Germania e il quarto gruppo a livello mondiale in termini di fatturato, come ha fatto il gruppo di Heilbronn a scavalcare il rivale Aldi e ad imporsi a livello continentale? 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