{"id":79528,"date":"2023-05-31T09:00:12","date_gmt":"2023-05-31T07:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79528"},"modified":"2023-06-01T08:25:10","modified_gmt":"2023-06-01T06:25:10","slug":"perche-in-kosovo-e-scoppiata-la-rivolta-dei-serbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79528","title":{"rendered":"Perch\u00e9 in Kosovo \u00e8 scoppiata la rivolta dei serbi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Stefano Baudino)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79529\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Serbia-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Serbia-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Serbia-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Serbia-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri pomeriggio, durante le operazioni di contenimento delle manifestazioni dei cittadini di etnia serba che protestavano contro l\u2018insediamento dei sindaci albanesi nelle aree del Kosovo a maggioranza serba, 14 militari italiani del contingente Nato Kfor (Kosovo Force) sono rimasti feriti. I fatti sono avvenuti a Zvecan, centro situato a 45 chilometri a nord di Pristina, nei pressi di un edificio municipale. I militari della Kfor hanno chiesto ai manifestanti di liberare la strada a due veicoli delle forze speciali di polizia kosovare: di fronte al loro rifiuto, hanno usato gas lacrimogeni e granate stordenti sui dimostranti, i quali hanno risposto lanciando pietre e dando alle fiamme un\u2019auto. Nei tafferugli sono rimasti feriti in tutto una cinquantina di manifestanti e trenta militari Nato. Tra i soldati italiani, tre sono stati portati in ospedale in elicottero, ma non risultano in pericolo di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cA nome mio e del Governo, esprimo i miei pi\u00f9 sinceri sentimenti di vicinanza ai militari italiani che sono rimasti feriti durante i disordini in Kosovo \u2013 ha scritto su Twitter Giorgia Meloni -. Esprimo inoltre la pi\u00f9 ferma condanna dell\u2019attacco avvenuto a danno della missione Kfor che ha coinvolto anche militari di altre Nazioni. Quanto sta accadendo \u00e8 assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione si \u00e8 surriscaldata la scorsa settimana, durante le procedure di insediamento dei sindaci di etnia albanese eletti nella tornata di aprile. Le elezioni \u2013 dove solo il 3,47% degli aventi diritto \u00e8 andato a votare \u2013 non sono state partecipate n\u00e9 riconosciute dalla comunit\u00e0 serba presente nel territorio kosovaro. Venerd\u00ec, alcuni manifestanti serbi si erano scontrati con la polizia kosovara, che aveva sparato gas lacrimogeni sulla folla per consentire ai nuovi sindaci di accedere agli edifici comunali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente della Serbia Aleksandar Vu\u010di\u0107 aveva quindi dichiarato di aver messo l\u2019esercito in \u00abstato di massima allerta\u00bb, ordinando un movimento \u00aburgente\u00bb dei soldati vicino al confine e richiedendo alle truppe guidate dalla Nato di stanza in Kosovo di tutelare i cittadini di etnia serba dalla polizia kosovara. In quella occasione, L\u2019Ue, gli Stati Uniti d\u2019America e \u2013 con una dichiarazione congiunta \u2013 Francia, Italia, Germania e Regno Unito, avevano condannato fermamente le azioni del governo kosovaro. Ma ora, a pochi giorni di distanza, la situazione sembra essersi ribaltata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scorso gennaio, in seguito ad una escalation di tensioni, la Kfor aveva respinto la richiesta di Belgrado di inviare un proprio contingente a difesa dei serbi in Kosovo sulla base della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, che prevede che, nel caso in cui la situazione si aggravi, la Serbia possa fare richiesta per inviare una propria divisione da stanziare ai valichi di frontiera, nelle aree a maggioranza serba e nei luoghi religiosi cristiani ortodossi. Adesso, invece, la Kfor \u00e8 intervenuta senza indugi contro i manifestanti serbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I cittadini di etnia serba protestano contro il governo kosovaro per via di una decisione che reputano palesemente incostituzionale: infatti, come sancito dalla Costituzione del Kosovo del 2008, nonch\u00e9 dagli accordi stipulati a Bruxelles per la regolamentazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado nel 2013, il governo kosovaro sarebbe tenuto a garantire alla minoranza il diritto all\u2019autogoverno. Negli anni, invece, la costituzione dell\u2019associazione\/comunit\u00e0 delle municipalit\u00e0 a maggioranza serba che dovrebbe tutelare la minoranza in determinate sfere della politica pubblica \u2013 come sanit\u00e0, educazione e sviluppo economico \u2013 \u00e8 rimasta lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A marzo, quando il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 e il premier kosovaro Albin Kurti avevano accettato una proposta Ue per normalizzare i rapporti tra i due Paesi all\u2019insegna dei concetti di pace e indipendenza, per la prima volta la situazione era parsa in discesa. Ora, invece, si assiste allo scenario opposto: con un\u2019inversione a U, il governo di Pristina ha evidentemente deciso di forzare la mano contro i cittadini di etnia serba e le loro richieste. E, dopo le prese di posizione in ottica anti-Kurti in seguito agli scontri della scorsa settimana, anche la Nato \u00e8 tornata sui suoi passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa mattina, i manifestanti si sono nuovamente riuniti davanti ai Municipi di Zvecan, Zubin Potok e Leposavic. In loco \u00e8 presente una massiccia schiera di poliziotti kosovari e di soldati della Kfor. Srpska Lista, il maggior partito dei serbi del Kosovo, ha dichiarato che i manifestanti continueranno a presidiare i centri finch\u00e9 Pristina non accoglier\u00e0 due loro specifiche richieste: i nuovi sindaci non dovranno fare ingresso nei palazzi comunali e le unit\u00e0 della polizia kosovara dovranno ritirarsi nel pi\u00f9 breve tempo possibile dal nord del Paese. Oggi non si sono verificati scontri fisici, ma, sul versante politico-diplomatico, la situazione resta caldissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/05\/30\/perche-in-kosovo-e-scoppiata-la-rivolta-dei-serbi\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/05\/30\/perche-in-kosovo-e-scoppiata-la-rivolta-dei-serbi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Stefano Baudino) Ieri pomeriggio, durante le operazioni di contenimento delle manifestazioni dei cittadini di etnia serba che protestavano contro l\u2018insediamento dei sindaci albanesi nelle aree del Kosovo a maggioranza serba, 14 militari italiani del contingente Nato Kfor (Kosovo Force) sono rimasti feriti. I fatti sono avvenuti a Zvecan, centro situato a 45 chilometri a nord di Pristina, nei pressi di un edificio municipale. 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