{"id":79551,"date":"2023-06-01T09:30:38","date_gmt":"2023-06-01T07:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79551"},"modified":"2023-05-31T09:02:19","modified_gmt":"2023-05-31T07:02:19","slug":"dopo-bakhmut-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79551","title":{"rendered":"DOPO BAKHMUT"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo otto mesi cade la citt\u00e0 che Zelensky ha voluto erigere a simbolo della resistenza ucraina. Ma, al di l\u00e0 dal valore simbolico, non rappresenta in alcun modo un passo verso la fine del conflitto. Altre battaglie ci attendono, sul campo e fuori. Nell\u2019intreccio tra strategie politiche e militari, nel loro reciproco condizionarsi, si trovano sia le possibilit\u00e0 di pace che quelle di una terribile escalation. Con sullo sfondo il pericolo che scatti, improvvidamente, la \u2018sindrome di Pearl Harbour\u2019.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34319 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"761\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/russia-carroarmato-2.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non \u00e8 un punto di svolta<\/strong><\/h2>\n<p>Purtroppo, la propaganda atlantista \u00e8 cos\u00ec massiccia, pervasiva e totalizzante che diventa abbastanza difficile sfuggirvi, sia pure indirettamente. Bench\u00e9 sia ormai sempre meno credibile, persa com\u2019\u00e8 nel disperato sforzo di tenere insieme le pi\u00f9 varie balle spaziali con la dura realt\u00e0, le sue tossine penetrano comunque nello spazio pubblico. Cos\u00ec, mesi e mesi di martellante propaganda sulla battaglia di Bakhmut \u2013 prima dipinta come importantissima, tanto da non poter essere assolutamente persa, per poi diventare insignificante una volta perduta \u2013 hanno comunque finito col sedimentare l\u2019idea che il controllo di questa citt\u00e0 fosse in qualche modo decisivo per l\u2019andamento della guerra. Cos\u00ec non \u00e8.<br \/>\nOvviamente, la conquista della citt\u00e0 \u00e8 militarmente importante, sia perch\u00e9 spinge pi\u00f9 ad ovest la linea del fronte nel Donetsk, avvicinandola all\u2019ultima linea difensiva fortificata di Kiev (Sloviansk-Kramatorsk), sia perch\u00e9 ha consentito di assestare un altro colpo durissimo alle forze armate ucraine: 72.000 caduti e circa 200.000 feriti. Considerato che, al momento dell\u2019entrata delle truppe russe nel paese, l\u2019esercito di Kiev contava 230.000 uomini, significa che la battaglia per la conquista di Bakhmut rappresenta, da sola, il terzo esercito distrutto in 15 mesi di conflitto.<\/p>\n<p>N\u00e9, d\u2019altra parte, va sottovalutata l\u2019importanza simbolica \u2013 destinata a ripercuotersi profondamente sia nel morale delle truppe e del paese, sia sulla determinazione della NATO a sostenerlo. Ma sotto il profilo strategico non segna un cambiamento decisivo. Le forze armate russe hanno a questo punto davanti ancora almeno tre\/quattro problemi da risolvere, prima di poter considerare d\u2019aver raggiunto un punto di svolta strategico.<br \/>\nInnanzi tutto, c\u2019\u00e8 appunto da affrontare la linea Sloviansk-Kramatorsk. Si tratta della linea meglio fortificata, tra quelle predisposte dall\u2019esercito ucraino in questi nove anni, ed ha proprio nelle due citt\u00e0 i suoi punti di forza. Considerato che per prendere Bakhmut le forze russe hanno impiegato otto mesi, pagando anche un prezzo in perdite umane non indifferente (per quanto inferiore a quello nemico), ci\u00f2 significa che superare questa linea, e conquistare le citt\u00e0 su cui si articola, potrebbe richiedere anche pi\u00f9 di un anno.<br \/>\nA meno che i russi non decidano di cambiare drasticamente tattica, e di procedere direttamente con massicci bombardamenti a tappeto; o che riescano ad aggirarla, come fecero i tedeschi con la Maginot.<\/p>\n<p>Un altro nodo importante da sciogliere \u00e8 la conquista di Avdi\u00efvka, la cittadina a pochi chilometri da Donetsk, da cui gli ucraini bombardano quotidianamente le citt\u00e0 dell\u2019oblast passate ai russi. Anche qui, la battaglia infuria da tempo, la progressione russa c\u2019\u00e8, ma la resistenza delle forze di Kiev \u00e8 tenace. La riconquista della citt\u00e0 \u00e8 importante, non solo per poter allontanare le artiglierie ucraine, ma anche per completare la liberazione della regione.<br \/>\nQuello della distanza di tiro \u00e8 tra l\u2019altro uno dei problemi che devono fronteggiare i russi. La fornitura di sistemi d\u2019arma NATO a sempre maggiore gittata implica la necessit\u00e0 di allontanare sempre pi\u00f9 la linea di combattimento dagli obiettivi sensibili, soprattutto le linee di rifornimento e le basi militari della Crimea. Questo genere di sistemi d\u2019arma, infatti, non ha tanto la capacit\u00e0 di rovesciare le sorti sul campo di battaglia in favore degli ucraini, anche per la quantit\u00e0 in cui viene fornito e per il modo in cui viene utilizzato; ma sicuramente funziona come incentivo al prolungamento delle ostilit\u00e0, costringendo la Russia a spostare sempre pi\u00f9 in l\u00e0 il proprio orizzonte strategico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine la questione del settore nord-orientale, dove la linea di confine tra i due paesi \u00e8 quella prebellica, e che dopo il ritiro delle forze che erano penetrate in Ucraina il 24 febbraio 2022, \u00e8 rimasto (prevedibilmente) permeabile. Anche se sinora l\u2019attivit\u00e0 militare ucraina \u00e8 rimasta abbastanza contenuta, la \u2013 ancorch\u00e9 suicida \u2013 incursione dei giorni scorsi, da parte di una unit\u00e0 DRG supportata da un centinaio di\u00a0<em>volontari\u00a0<\/em>russi e bielorussi, testimonia una pericolosa fragilit\u00e0 di quella linea.<br \/>\nSebbene la NATO abbia sinora esercitato la sua influenza per tenere a freno le tentazioni di Zelensky (che avrebbe voluto occupare stabilmente un pezzo di territorio russo), non \u00e8 detto che domani questa opzione venga invece considerata accettabile. Il rischio \u00e8 che si ripeta, in forma diversa, quel che accadde nell\u2019estate 2022, quando una delle due offensive ucraine \u2013 quella appunto nel nord dell\u2019oblast di Lugansk \u2013 ricacci\u00f2 indietro i russi di un centinaio di chilometri, perch\u00e9 la linea del fronte era tenuta dalla\u00a0<em>Rosgvardia<\/em>. Non si capisce per quale motivo i russi non si assicurino una fascia della profondit\u00e0 di almeno qualche chilometro, a protezione del confine.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le incognite<\/strong><\/h2>\n<p>La guerra \u00e8, per definizione, una faccenda mai del tutto prevedibile e certamente fluida, soggetta a variazioni determinate dai fattori pi\u00f9 diversi.<br \/>\nUno degli elementi particolari di questo conflitto \u00e8 la difficolt\u00e0 di individuare, in modo chiaro e circostanziato, se non proprio tutti gli obiettivi strategici che si pongono le parti, almeno quelli che da ambo i lati sono ritenuti irrinunciabili. Ovviamente, se prendessimo in considerazione l\u2019Ucraina come un soggetto autonomo, in grado di determinare liberamente e pienamente i propri\u00a0<em>goal<\/em>, sarebbe abbastanza semplice identificare almeno quelli di una parte; ma, sfortunatamente per Kiev, l\u2019autonomia politico-militare dell\u2019Ucraina \u00e8 prossima allo zero. Le decisioni fondamentali si prendono a Washington, con qualche margine di condizionamento da parte di Londra. Ma lo scarto tra gli obiettivi conclamati della NATO e le reali possibilit\u00e0 sul terreno \u00e8 talmente vasto che \u00e8 impossibile prenderli sul serio. Cosa che, del resto, sembrano non fare persino i vari\u00a0<em>attori\u00a0<\/em>dello scenario politico statunitense.<\/p>\n<p>Sul versante degli Stati Uniti, quindi, potremmo semplificare dicendo che c\u2019\u00e8 una idea di massima (imporre il maggior danno possibile alla Russia), che si traduce poi nell\u2019adattare le tattiche alle possibilit\u00e0 reali sul campo.<br \/>\nPer quanto riguarda invece i russi, anche qui al di l\u00e0 degli obiettivi\u00a0<em>ufficiali<\/em>, non \u00e8 del tutto chiaro quale sia il disegno complessivo. In particolare, non si riesce a comprendere se intendano vincere sul piano militare \u2013 e quindi puntare ad una sostanziale resa incondizionata \u2013 o se invece siano possibilisti riguardo ad un negoziato \u2013 che presuppone necessariamente una di\u00a0<em>mediazione<\/em>.<br \/>\nPi\u00f9 specificamente, se intendono (o meno) liberare per intero gli oblast annessi alla Federazione Russa, il che implica la riconquista di Kherson e la presa della citt\u00e0 di Zapori\u017e\u017eja. Se intendono (o meno) prendere Odessa. Se prevedono di cedere\/rinunciare a pezzi di territori liberati, in un ipotetico negoziato, ed eventualmente quali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34320 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?resize=640%2C483&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"761\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?resize=1024%2C772&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?resize=300%2C226&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?resize=768%2C579&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/map29-5-23.jpg?resize=640%2C483&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Queste incognite rendono pi\u00f9 complesso anche interpretare\/prevedere le mosse dello stato maggiore russo, perch\u00e9 rendono \u2013 forse anche giustamente \u2013 pi\u00f9 opachi gli obiettivi strategici e, quindi, le scelte tattiche che ne conseguono.<br \/>\nQuello che \u00e8 per\u00f2 prevedibile con sufficiente sicurezza, \u00e8 che le prossime iniziative concentreranno lo sforzo nelle aree del Donetsk ancora occupate dagli ucraini. Quindi, il prossimo obiettivo strategico dovrebbe essere lo sfondamento della linea difensiva sull\u2019asse Sloviansk-Kramatorsk. Se, come detto, non ci saranno variazioni sostanziali nella condotta di guerra, presumibilmente tale sforzo si svilupper\u00e0 in due\/tre\u00a0<em>step<\/em>.<br \/>\nIl primo passo, sar\u00e0 probabilmente chiudere in una sacca il saliente ucraino di Seversk, gi\u00e0 parzialmente circondato da sud e da nord, e che deve essere eliminato per poter manovrare nella parte settentrionale di quel settore. Pi\u00f9 o meno contemporaneamente, verr\u00e0 investita Chasiv Jar, a sud-ovest di Bakhmut.<br \/>\nUna volta sgomberata la strada verso la linea fortificata, con la consueta tattica russa verranno attaccate le piazzeforti di Sloviansk e Kramatorsk, con l\u2019intento di bloccarvi le forze ucraine, e possibilmente di attirare qui ulteriori rinforzi.<br \/>\nA tale scopo \u00e8 probabile che venga nuovamente utilizzata la PMC Wagner, che per la fine di giugno dovrebbe essere nuovamente operativa \u2013 dopo un doveroso periodo di sosta, per rimpiazzare le perdite, addestrare ed integrare i nuovi arrivi, e recuperare le forze.<\/p>\n<p>A coronamento della manovra, dovrebbe svilupparsi la spinta sulla ali, cercando di aggirare la linea sia da sud che da nord. A sud, l\u2019ala sinistra dovrebbe puntare su Dru\u017ekivka, per poi risalire verso Kramatorsk, mentre da nord l\u2019ala destra punterebbe su Lyman, per poi scendere verso Sloviansk. Qui il terreno presenta ampie foreste, ed alcuni bacini idrici, il che potrebbe rallentare l\u2019avanzata, ma certamente sarebbe pi\u00f9 agevole della conquista casa per casa delle citt\u00e0.<br \/>\nQuesto, ovviamente, gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 un compito che richieder\u00e0 mesi per essere portato a termine. C\u2019\u00e8 poi la grande incognita della ormai mitica offensiva ucraina. A questo punto, \u00e8 persino difficile stabilire se prender\u00e0 avvio o meno, anche se tutto sembra indicare che, in tal caso, la direttrice sarebbe quella verso sud a partire da Zapori\u017e\u017eja, cercando di tagliare il collegamento terrestre tra il Donbass da un lato, e la Crimea (e l\u2019oblast di Kherson) dall\u2019altro.<br \/>\nNell\u2019ultimo mese i russi hanno intensificato di molto gli attacchi aerei e missilistici contro le retrovie ucraine, colpendole molto duramente. E questo, oltre alle pesantissime perdite nella difesa di Bakhmut, pesa ovviamente sulle possibilit\u00e0 di sviluppare una manovra offensiva efficace.<\/p>\n<p>Di sicuro, Kiev dispone di almeno una decina di brigate addestrate nei paesi NATO, per almeno 30.000 uomini, pi\u00f9 alcune migliaia di mercenari. E, ovviamente, non sono stati ancora utilizzati in combattimento tutti i carri armati ed i corazzati forniti dalla NATO negli ultimi mesi, per un numero complessivo di alcune centinaia. Tutto questo potrebbe potenzialmente costituire la punta dello schieramento offensivo, mentre almeno altri 40\/50.000 uomini ne costituirebbero la\u00a0<em>massa critica<\/em>.<br \/>\nPunto debole rimane la scarsit\u00e0 (relativa) di proiettili d\u2019artiglieria, ed il dominio dell\u2019aria da parte russa. Su questa direttrice d\u2019attacco, inoltre, gli ucraini incontrerebbero una linea fortificata in profondit\u00e0, predisposta dai russi in questi mesi.<br \/>\nIn ogni caso, \u00e8 evidente che un\u2019offensiva da parte ucraina costringerebbe a frenare l\u2019avanzata russa, distogliendo almeno una parte delle truppe.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre la prima linea<\/strong><\/h2>\n<p>Se osserviamo la situazione generale del conflitto da una prospettiva pi\u00f9 ampia di quella del campo di battaglia, possiamo osservare come alcuni elementi si vadano delineando con una certa chiarezza.<br \/>\nIntanto, sul fronte\u00a0<em>interno\u00a0<\/em>degli Stati Uniti, il partito della vittoria \u00e8 ormai sostanzialmente sconfitto; la questione non \u00e8 pi\u00f9 come\/quando Kiev vincer\u00e0, ma come\/quando tirar via le castagne dal fuoco. A tal proposito, possiamo identificare due costanti, nei vari ragionamenti che si fanno in merito nell\u2019oligarchia statunitense: lo sdoganamento dell\u2019idea di cedere territori alla Russia, e quella di scaricare sugli alleati europei l\u2019onere maggiore del sostegno all\u2019Ucraina.<br \/>\nPer quanto riguarda la prima questione, \u00e8 significativo notare come questa ipotesi veda la luce in sostanziale coincidenza con il pieno svelamento del piano di pace cinese, che prevede appunto il riconoscimento dello\u00a0<em>status quo<\/em>\u00a0\u2013 ovvero, i quattro oblast pi\u00f9 la Crimea come parte della Federazione Russa. Il fatto stesso che Pechino abbia avanzato la sua proposta in questi termini, indica chiaramente che ritiene siano maturate le condizioni per farlo.<\/p>\n<p>Del resto, sul piano internazionale, bench\u00e9 il campo occidentale (USA\/NATO\/altri alleati nel Pacifico) sia ancora molto forte e saldo, \u00e8 di fatto isolato a livello globale. Anche a prescindere dai paesi con cui c\u2019\u00e8 una aperta ostilit\u00e0 (Russia, Cina, Iran e Corea del Nord), il resto del mondo \u2013 la sua grande maggioranza \u2013 pur non essendo anti-occidentale non \u00e8 comunque disposto a seguire la NATO nella sua\u00a0<em>crociata\u00a0<\/em>anti-russa, e si dimostra sempre pi\u00f9 insofferente rispetto all\u2019aggressivit\u00e0 ed all\u2019arroganza dell\u2019occidente, di cui inoltre diffida in modo crescente.<br \/>\nMentre, di converso, crescono i buoni rapporti con la Russia e la Cina.<br \/>\nSotto questo punto di vista, gli ultimi tempi sono stati densi di avvenimenti negativi, per l\u2019occidente stesso. Il successo della mediazione cinese tra Arabia Saudita ed Iran, e quello della mediazione russa tra Turchia e Siria. La riammissione di quest\u2019ultima nella Lega Araba. La corsa all\u2019adesione ai BRICS+ di 20\/30 nuovi paesi. Il crescente malumore di alcuni paesi europei rispetto alle politiche atlantiste dell\u2019UE (Ungheria, Bulgaria, Grecia\u2026). Da ultimo, la certamente sgradita riconferma di Erdogan.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34321 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?resize=640%2C364&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"761\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?resize=1024%2C582&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?resize=300%2C171&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?resize=768%2C437&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5033204936925621374_121-002-1.jpg?resize=640%2C364&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Tutto questo, se per un verso costituisce un insieme di fattori che potrebbero condurre ad uno stop delle attivit\u00e0 belliche, come preludio ad una pi\u00f9 complessiva (e complessa) trattativa, dall\u2019altro potrebbe rivelarsi foriero di esiti negativi.<br \/>\nMolto dipende dalla effettiva disponibilit\u00e0, da parte degli USA, di accettare quella che sostanzialmente sarebbe una sconfitta, la quale a sua volta avrebbe ripercussioni negative tali, da riflettersi via via \u2013 per cerchi concentrici \u2013 sulle ambizioni egemoniche di Washington. E, ovviamente, anche dal fatto che gli ucraini accettino supinamente o meno il destino loro riservato.<br \/>\nPosto che assai difficilmente si arriver\u00e0 ad un cessate il fuoco nel corso del 2023, perch\u00e9 tutti cercheranno di avvantaggiarsi al massimo possibile, proprio in vista di un successivo, possibile negoziato, e che quindi il conflitto potrebbe \u2013 tra una cosa ed un\u2019altra \u2013 protrarsi anche per tutto l\u2019anno a venire, in questi mesi potrebbero intervenire fatti nuovi, tali da imporre (secondo il punto di vista) una brusca frenata alla possibilit\u00e0 di mediazione, o persino una accelerazione verso una pericolosa\u00a0<em>escalation<\/em>.<\/p>\n<p>Ci sono naturalmente le variabili di origine militare (un imprevisto successo, anche parziale, degli ucraini, oppure un loro collasso). Ci sono quelle di ordine politico (un\u00a0<em>regime change<\/em>\u00a0a Kiev \u00e8 inevitabile, per arrivare a negoziati, ma \u00e8 imprevedibile quello che potrebbe innescare). Ci sono quelle di ordine internazionale (mentre gli USA diminuiscono il proprio impegno, e si concentrano sulle elezioni del 2024, i malumori interni all\u2019UE potrebbero aumentare, mentre Pechino moltiplicherebbe le pressioni sulle capitali europee).<br \/>\nVa inoltre considerata l\u2019ipotesi che, contrariamente a quanto immaginato, negli Stati Uniti prevalgano quanti vogliono fortemente la sconfitta della Russia, e che quindi il conflitto riprenda fiato. La cosa pi\u00f9 preoccupante, a mio avviso, resta comunque l\u2019idea \u2013 ben radicata negli ambienti della leadership statunitense \u2013 che Mosca non far\u00e0 ricorso alle armi nucleari, a meno che non sia soggetta ad un attacco di tal genere.<\/p>\n<p>Questa convinzione, in parte alimentata anche dalla Russia, contrasta con quella che io definisco\u00a0<em>sindrome di Pearl Harbour<\/em>. Quando nel Giappone imperiale si diffuse la convinzione che lo scontro con gli USA era ineluttabile, si resero altres\u00ec conto che l\u2019unico modo di vincere la guerra era assestare un colpo micidiale alla flotta statunitense, perch\u00e9 la guerra si sarebbe combattuta essenzialmente nel Pacifico, e la Marina vi avrebbe rivestito un ruolo decisivo. Da qui, l\u2019attacco del 7 dicembre 1941 alla base navale delle Hawai.<br \/>\nUgualmente, se Mosca dovesse sentirsi minacciata seriamente nei suoi interessi vitali (la Crimea, tanto per dire), anche non attraverso l\u2019uso di armi nucleari, ha gi\u00e0 dimostrato di saper rompere gli indugi e passare all\u2019attacco. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che ha fatto \u2013 e per molto meno \u2013 il 24 febbraio 2022. Se, quindi, la situazione dovesse evolvere in un senso tale che la Russia si percepisse a rischio di subire un colpo strategico, potrebbe non esitare nel ricorrere ad un<em>\u00a0first strike<\/em>\u00a0nucleare contro la NATO.<br \/>\nE gli obiettivi sarebbero in Europa.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/05\/30\/dopo-bakhmut\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/05\/30\/dopo-bakhmut\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Dopo otto mesi cade la citt\u00e0 che Zelensky ha voluto erigere a simbolo della resistenza ucraina. Ma, al di l\u00e0 dal valore simbolico, non rappresenta in alcun modo un passo verso la fine del conflitto. Altre battaglie ci attendono, sul campo e fuori. Nell\u2019intreccio tra strategie politiche e militari, nel loro reciproco condizionarsi, si trovano sia le possibilit\u00e0 di pace che quelle di una terribile escalation. Con sullo sfondo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kH5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79551"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79551"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79552,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79551\/revisions\/79552"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}