{"id":79571,"date":"2023-06-01T09:00:09","date_gmt":"2023-06-01T07:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79571"},"modified":"2023-05-31T16:50:48","modified_gmt":"2023-05-31T14:50:48","slug":"contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79571","title":{"rendered":"Contro l\u2019indipendenza anti-democratica delle banche centrali"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ECONOMIA &amp; POLITICA (Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<h2>Una proposta di riforma costituzionale e civile<\/h2>\n<p>In questo articolo critico la presunta \u201cindipendenza\u201d delle banche centrali; inoltre critico il fatto che quasi sempre le banche centrali, nonostante la loro fondamentale importanza e il loro grande potere, non siano neppure previste dalle Costituzioni nazionali. Propongo dunque che la loro missione e i loro compiti siano fissati dalle Costituzioni democratiche. Le banche centrali non dovrebbero pi\u00f9 essere \u201ctorri d\u2019avorio\u201d tecnocratiche, opache e avulse dalla societ\u00e0, organi in simbiosi di fatto con il sistema bancario privato. Propongo che il sistema monetario nel suo complesso venga radicalmente democratizzato e che sia gestito dalle organizzazioni plurali della Societ\u00e0 Civile, e dunque non dallo Stato n\u00e9 dai mercati. Le Costituzioni democratiche dovrebbero prevedere la banca centrale come organo indipendente governato dalla Societ\u00e0 Civile e dalle parti economiche interessate per gestire <em>il bene comune della moneta.<\/em> Le banche centrali dovrebbero aprirsi al pubblico sfruttando l\u2019opportunit\u00e0 legata all\u2019avvento ormai prossimo delle monete digitali di banca centrale, le Central Bank Digital Currencies.<\/p>\n<p>Nel loro ruolo di monopoliste della moneta legale e di direzione della politica monetaria e bancaria le banche centrali sono al centro del capitalismo finanziario. Gli Stati hanno affidato alle banche centrali il monopolio di emissione di moneta legale; in cambio queste, nel corso della loro storia, hanno cessato di avere scopo di lucro, come invece avevano all\u2019inizio in quanto possedute da finanzieri privati. Da banche private storicamente le banche centrali sono diventate un organo dello Stato, tanto che i loro profitti vengono riversati allo Stato, e le loro perdite dovrebbero essere ripagate dallo Stato. Tuttavia, come vedremo, nonostante siano organi di Stato, a causa della loro pretesa \u201cindipendenza\u201d operano ancora prevalentemente a beneficio del sistema bancario e finanziario privato \u2013 che ovviamente si muove nella logica del massimo profitto per gli azionisti e non in base agli interessi nazionali -.<\/p>\n<p>La funzione delle banche centrali \u00e8 importantissima, le loro politiche possono contribuire a sviluppare l\u2019economia o invece a frenarla o addirittura ad affondarla. Il loro potere \u00e8 enorme perch\u00e9 hanno il monopolio dell\u2019emissione della moneta legale, ovvero la moneta garantita dallo Stato e imposta dallo Stato per pagare le imposte. Tuttavia sorprendentemente lo Stato democratico e sovrano, l\u2019unico garante del valore della moneta, ha ceduto il suo potere di emissione e di governo della moneta a una banca centrale \u201cindipendente\u201d. L\u2019altro fatto ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che nella grande maggioranza dei casi, nonostante il loro immenso potere, le banche centrali non siano previste dalle Costituzioni e dunque non siano costituzionalmente regolamentate. Sono quasi sempre di fatto organismi extra costituzionali: per esempio la Costituzione degli Stati Uniti prevede che solo il Congresso abbia il potere di coniare denaro, definire la valuta e determinarne il valore<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Non prevede la formazione di una banca centrale. Non a caso i critici dell\u2019indipendenza della Federal Reserve sottolineano che la Costituzione americana non fa alcun riferimento a una banca centrale per l\u2019emissione di moneta.<\/p>\n<p>Anche la Costituzione italiana non prevede la banca centrale mentre prevede genericamente che \u201cLo Stato ha legislazione esclusiva sulla moneta\u201d anche se \u201cnel rispetto dei vincoli derivanti dall\u2019ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali\u201d (art. 117).<\/p>\n<p>Sul piano giuridico il ruolo, i compiti e i limiti delle attivit\u00e0 delle banche centrali sono quindi incerti e molto discussi a livello internazionale. In generale le Costituzioni affidano la potest\u00e0 sulla moneta allo Stato e non alle banche centrali, e quindi le banche centrali esistenti appaiono di fatto come un \u201cagente dello Stato\u201d, un\u2019agenzia che opera per conto dello Stato. E\u2019 chiaro tuttavia che la banca centrale \u201cindipendente\u201d dei tempi attuali cozza con questo statuto giuridico: infatti un\u2019agenzia dello Stato pu\u00f2 essere autonoma ma non pu\u00f2 essere completamente indipendente dallo Stato di cui \u00e8 agente, a meno che questo non sia previsto dalla Costituzione.<\/p>\n<p>Generalmente le Costituzioni democratiche, nella loro classica tripartizione dei poteri legislativo, esecutivo, giudiziario, prevedono che la Magistratura e la Corte Costituzionale siano organi \u201cindipendenti\u201d; ma in questo caso la loro indipendenza, cio\u00e8 la loro \u201cnon dipendenza\u201d da altri organi costituzionali, \u00e8 regolata dalla Costituzione<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. L\u2019indipendenza di un organo che non \u00e8 neppure previsto dalla Costituzione, che pure ha il monopolio sulla moneta di Stato (la moneta legale), che definisce le politiche monetarie del Paese e che non \u00e8 eletto e quindi non \u00e8 neppure soggetto allo scrutinio popolare, \u00e8 quindi non solo formalmente opinabile ma \u00e8 nella sostanza completamente abnorme, anti-democratica e minacciosa della sovranit\u00e0 popolare prevista dalla Costituzione.<\/p>\n<p>A maggiore ragione questo ragionamento vale per la Banca Centrale Europea, che \u00e8 un organismo previsto da trattati intergovernativi, indipendente, non eletto, e che \u2013 dal momento che gli azionisti sono le 19 banche centrali \u2013 non pu\u00f2 neppure essere responsabile di fronte a un governo nazionale, e non lo \u00e8 neppure di fronte al Parlamento Europeo o alla Commissione Europea. Questa situazione non rappresenta, come si afferma spesso in letteratura, un \u201cdeficit democratico\u201d: \u00e8 infatti ben di pi\u00f9 di un deficit. Appare come un grave vulnus alla democrazia.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro la \u201cindipendenza\u201d della banca centrale \u00e8 completamente irrealistica, \u00e8 un traguardo irraggiungibile, perch\u00e9 nessuna istituzione pu\u00f2 fare politica monetaria e bancaria nel vuoto pneumatico e al riparo da contesti molto stringenti, e quindi al riparo dalle azioni degli attori privati e pubblici e dai loro interessi specifici e di parte. La neutralit\u00e0 non pu\u00f2 esistere in campo monetario. Non si pu\u00f2 dimenticare o sottovalutare il fatto che per esempio la BCE\/Eurosistema ha un bilancio pari a circa \u20ac8 trilioni (2022), cio\u00e8 circa il 55% del PIL dell\u2019area euro. Ovvero \u00e8 il maggiore investitore finanziario dell\u2019eurozona, anche se non ha nessun contrappeso democratico e istituzionale. La politica monetaria \u00e8 senz\u2019altro politica economica e quindi politica.<\/p>\n<p>Non solo l\u2019indipendenza delle banche centrali \u2013 per esempio dagli interessi delle comunit\u00e0 nazionali o dalle istituzioni democratiche \u2013 \u00e8 concettualmente sbagliata: essa \u00e8 anche impossibile. Se per esempio il compito di una banca centrale \u00e8 di conservare gli equilibri di funzionamento del mercato finanziario,\u00a0 allora essa deve necessariamente operare \u201cdalla parte del sistema finanziario\u201d proprio per garantirne l\u2019equilibrio. La banca centrale deve dunque essere per forza partigiana e condividere i valori dell\u2019economia di mercato se vuole riuscire a conservare l\u2019equilibrio del sistema privato bancario (che \u00e8 basato ovviamente sulla ricerca competitiva del massimo profitto).<\/p>\n<p>Attualmente le banche centrali sono delle creature ibride che hanno una doppia natura: da un lato sono organi dello Stato che devono svolgere un servizio pubblico a favore della societ\u00e0 nazionale (o dell\u2019economia regionale, nel caso della BCE) con funzioni di regolazione macroeconomica; e dall\u2019altro devono salvaguardare il buon funzionamento del sistema privato delle banche commerciali con l\u2019obiettivo dichiarato di proteggere il risparmio. Devono mantenere la stabilit\u00e0 della moneta e eventualmente \u2013 nel caso per esempio della Federal Reserve americana, ma non della Banca Centrale Europea \u2013 devono contemporaneamente operare anche a favore della crescita economica e della piena occupazione. In caso di crisi le banche centrali sono chiamate a provvedere di rifornire di liquidit\u00e0 le banche private di deposito per salvaguardare cos\u00ec i risparmi dei depositanti e, insieme, la stabilit\u00e0 del sistema bancario e dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che le banche centrali sul piano formale dovrebbero limitarsi a \u201csalvare\u201d solo le banche di deposito, quelle in cui i risparmiatori conservano i loro soldi: tuttavia recentemente sono diventate il \u201cPronto Soccorso\u201d di tutti gli enti finanziari sistemici e dei mercati finanziari. Nel corso della Grande Crisi Finanziaria la FED per esempio \u00e8 intervenuta per salvare tutte le maggiori banche d\u2019affari \u2013 eccetto la Lehman Brothers, come noto \u2013 anche se queste erano chiaramente fuori dalla sua \u201cgiurisdizione\u201d. La FED recentemente ha addirittura aperto una nuova struttura permanente, la Standing Repo Facility, per intervenire nel mercato monetario all\u2019ingrosso pronti contro termine (Repurchase Agreement, Repo) dove operano le maggiori societ\u00e0 finanziarie di tutti i tipi. Analoghe operazioni di salvataggio ha condotto la BCE sul mercato Repo europeo dove operano tutti i soggetti finanziari, anche i fondi speculativi. In tale modo, per salvare i mercati dalla strutturali, frequenti e sempre pi\u00f9 gravi crisi, la banca centrale \u00e8 portata a esorbitare dai suoi poteri e dai suoi limiti aiutando e salvando anche la \u201cparte cattiva\u201d della finanza, ovvero la speculazione (e non pi\u00f9, e non solo, i risparmiatori).<\/p>\n<p>La doppia natura pubblica-privata delle banche centrali si riflette anche nell\u2019assetto proprietario: le banche centrali possono avere come azionista lo Stato, come per esempio la Banca di Francia e la Banca di Inghilterra, o fare capo invece alle banche, cio\u00e8 agli azionisti privati, come per esempio la Federal Reserve, la Banca d\u2019Italia e la stessa BCE.<\/p>\n<p>Occorre dunque chiedersi se l\u2019indipendenza delle banche centrali \u00e8 democratica e da dove nasce. Essa \u00e8 in realt\u00e0 un fenomeno relativamente recente: dopo la seconda guerra mondiale, molte banche centrali europee sono infatti diventate pubbliche e, in base alle politiche keynesiane allora dominanti, hanno assunto dei compiti di interesse nazionale in subordinazione pi\u00f9 o meno stretta con le direttive di politica economica fissate dai governi e dal ministero del Tesoro. Almeno fino agli anni Ottanta, la spesa pubblica era spesso \u201cmonetizzata\u201d dalle banche centrali in base alle direttive del Tesoro. Pi\u00f9 in generale la regolazione del sistema bancario da parte delle banche centrali era prevalentemente di tipo amministrativo; e il comparto bancario era separato da quello finanziario. Come \u00e8 noto nei Trenta Gloriosi del secondo dopoguerra (1945-1975), grazie a questo regime di forte regolazione, si \u00e8 verificato il maggiore sviluppo economico dell\u2019Occidente con forti aumenti della produttivit\u00e0, del comune benessere e dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Solo recentemente, ovvero solamente a partire dagli anni Ottanta, si \u00e8 verificata una svolta di 180 gradi per la quale le banche centrali nel mondo occidentale sono diventate \u201cindipendenti\u201d dai governi e dalla politica, secondo il modello della Bundesbank tedesca. L\u2019indipendenza della banca centrale dal controllo politico, dai governi e dal ministero del Tesoro nasce con la fine degli accordi di Bretton Woods (1971) quando vengono fatti cadere i controlli sui movimenti dei capitali e la finanza inizia a diventare deregolamentata e globale.<\/p>\n<p>Dagli anni Ottanta in poi l\u2019indipendenza della banca centrale \u00e8 stata promossa dai governi Reagan e Thatcher con l\u2019obiettivo di combattere l\u2019inflazione e gli aumenti dei deficit pubblici e, sul piano politico, di togliere potere di condizionamento alle sinistre, ai sindacati e ai movimenti progressisti e di contestazione molto forti negli anni Settanta. Fu fatta passare l\u2019idea che l\u2019inflazione fosse causata da eccessi di spesa pubblica e dai forti incrementi salariali ottenuti dai movimenti dei lavoratori. In effetti sia negli USA che in Europa negli anni Settanta il sistema politico, grazie alla spesa pubblica finanziata con emissione di nuova moneta dalle banche centrali, era stato in grado di affrontare i conflitti sindacali e sociali e, contemporaneamente, di sostenere i profitti e l\u2019accumulazione del capitale, causando per\u00f2 livelli elevati di inflazione<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. In realt\u00e0 tuttavia l\u2019aumento dei prezzi fu dovuto soprattutto alle spese militari sostenute per la guerra nel Vietnam, al forte aumento del costo del petrolio legato alle guerre in Medio Oriente (crescita dalle sei alle dieci volte rispetto al prezzo iniziale) e alla forte svalutazione del dollaro.<\/p>\n<p>La controrivoluzione reaganiana e thatcheriana negli anni Ottanta mir\u00f2 a \u201criformare\u201d il ruolo delle banche centrali in modo da togliere alla politica, ai governi e ai partiti la possibilit\u00e0 di finanziare in deficit servizi pubblici \u201ctroppo costosi\u201d (per es. pensioni, sanit\u00e0, istruzione).\u00a0 Fu abbandonata la politica del compromesso sociale. Lo strumento ritenuto pi\u00f9 idoneo per tenere a bada il deficit pubblico e l\u2019inflazione fu l\u2019\u201dindipendenza\u201d della banca centrale, ovvero la proibizione assoluta da parte delle banche centrali di \u201cmonetizzare\u201d i deficit pubblici sul mercato primario \u2013 cio\u00e8 di assorbire i titoli di stato emessi dai governi ampliando la base monetaria -.<\/p>\n<p>Nel nome della lotta all\u2019inflazione si attu\u00f2 una sorta di \u201ccolpo di stato\u201d sulla moneta: gli Stati persero di fatto, in misura minore o maggiore, la loro sovranit\u00e0 monetaria. Per contrastare l\u2019inflazione le banche centrali \u201cindipendenti\u201d attuarono politiche di forte aumento dei tassi di interesse e di stretta monetaria sotto la guida della FED e del governatore Paul Volcker: in tale modo stroncarono effettivamente l\u2019inflazione ma aumentarono in maniera decisa la disoccupazione, togliendo potere di contrattazione ai sindacati. La politica neoliberale dominante pose le banche centrali al \u201criparo dalla politica\u201d, ovvero al di fuori del controllo democratico.<\/p>\n<p>Da allora la liberalizzazione e la globalizzazione si sviluppano di pari passo con il nuovo statuto di \u201cindipendenza\u201d delle banche centrali e si accompagnano alla diminuzione globale della crescita del PIL e degli incrementi di produttivit\u00e0, alla forte concentrazione di ricchezza e alla crescente diseguaglianza sociale. L\u2019indipendenza delle banche centrali \u00e8 ormai diventata l\u2019emblema del potere dominante del capitale finanziario sulla politica e sul capitale produttivo.<\/p>\n<p>Questa (presunta) indipendenza \u00e8 tuttavia sempre pi\u00f9 messa in discussione. Le banche centrali hanno infatti perso buona parte della loro reputazione di \u201cneutralit\u00e0\u201d di fronte all\u2019opinione pubblica e al mondo politico dopo la Grande Crisi Finanziaria. La crisi di legittimazione deriva dal fatto che non solo le banche centrali non hanno previsto il crack finanziario ma lo hanno anche provocato provvedendo \u201cdenaro facile\u201d per il sistema bancario e finanziario, favorendo la deregolamentazione del settore bancario, consentendo (se non per molti aspetti favorendo) la nascita del sistema bancario-ombra e del mercato dei derivati. Inoltre hanno assunto un ruolo indubbiamente \u201cpolitico\u201d appoggiando esplicitamente le politiche di austerit\u00e0. Dopo lo scoppio della GCF le banche centrali con le politiche di Quantitative Easing, di espansione monetaria, hanno stampato migliaia di miliardi di nuova moneta a favore delle banche e della finanza (ma non dell\u2019economia reale) aumentando la ricchezza finanziaria di elite ristrette. Hanno ignorato i gravissimi problemi della gente comune che ha pi\u00f9 sofferto la crisi.<\/p>\n<p>L\u2019opinione pubblica a destra come a sinistra \u2013 dal Tea Party e Donald Trump a Occupy Wall Street \u2013 ha cominciato a criticare aspramente le politiche bancarie e a diffidare delle banche in generale. E\u2019 risultato chiaro che la politica monetaria delle banche centrali ha forti effetti distributivi e che la tradizionale netta distinzione tra politica monetaria e fiscale \u00e8 da riconsiderare alla radice. Un numero sempre maggiore di economisti considera l\u2019indipendenza assoluta della Banca Centrale un tab\u00f9 dannoso e da superare<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>E\u2019 un fatto che, grazie al falso mito dell\u2019indipendenza della banca centrale, il banchiere centrale abbia acquisito un potere quasi monarchico senza che ci sia nessun vero contropotere di riequilibrio e di controllo. E\u2019 un potere enorme che non quadra per nulla con il sistema liberale di check and balances che caratterizza, o dovrebbe caratterizzare, le moderne democrazie.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, le politiche delle banche centrali risultano essere sempre pi\u00f9 inefficaci, se non fallimentari: infatti dopo la Grande Crisi Finanziaria non sono riuscite a combattere le tendenze deflazionistiche e a raggiungere il 2% di inflazione, nonostante i QE; e poi, da quando l\u2019inflazione \u00e8 nuovamente scoppiata, dopo la crisi del Covid e l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, non sono riuscite neppure a frenare l\u2019aumento dei prezzi, arrivato al 10% e oltre.<\/p>\n<p><strong>Occorre riformare il sistema delle banche centrali attribuendo potere alla societ\u00e0 civile<\/strong><\/p>\n<p>Appare evidente che in linea di principio le Costituzioni dei paesi democratici dovrebbero codificare attentamente il ruolo, i compiti e i limiti degli organi preposti al governo della moneta: questa materia \u00e8 infatti troppo importante per essere ignorata o affidata alla \u201cindipendenza\u201d della banca centrali. Al di fuori di chiare regole costituzionali \u00e8 inevitabile che il sistema bancario \u201ccatturi\u201d le banche centrali e\/o che i governi \u2013 che in generale nominano i capi delle autorit\u00e0 monetarie \u2013 condizionino surrettiziamente le politiche monetarie e bancarie. Per esempio \u00e8 nota l\u2019influenza preponderante che hanno Francia e Germania sulla Banca Centrale Europea.\u00a0 Donald Trump esplicitamente \u201cdava ordini\u201d alla FED.<\/p>\n<p>La questione cruciale \u00e8: quale nuovo rapporto tra le banche centrali, la societ\u00e0 e la politica? Come bilanciare il potere delle banche centrali? Come introdurre la democrazia e il controllo pubblico nel settore bancario e nelle banche centrali?<\/p>\n<p>Di fronte alla sfrenata privatizzazione della moneta (che attualmente \u00e8 in prevalenza moneta bancaria, ovvero moneta privata) e di fronte al predominio dei mercati potrebbe essere facile proporre una soluzione apparentemente opposta, ma anch\u2019essa assolutamente sbagliata e squilibrata: la statalizzazione della moneta. E\u2019 una soluzione sbagliata perch\u00e9 non \u00e8 auspicabile che lo Stato, tramite il potere esecutivo, ottenga il controllo centralizzato sulla moneta e sul credito: in tale modo si produrrebbe uno squilibrio di poteri, un\u2019estensione indebita del potere statale sull\u2019economia e sulla societ\u00e0. Lo Stato gestisce gi\u00e0 le entrate fiscali e la spesa pubblica. Se i governi gestissero la moneta, e quindi anche le banche centrali e a cascata il sistema bancario, si formerebbe un sistema centralizzato, autoritario, burocratico, clientelare, inefficiente e prevedibilmente corrotto: si produrrebbero allora nuove distorsioni allocative e nuove crisi.<\/p>\n<p>La nostra proposta \u00e8 che siano la Societ\u00e0 Civile e le sue organizzazioni a gestire il sistema monetario. Il problema centrale \u00e8 infatti che finora storicamente la societ\u00e0 civile e le parti economiche sono state completamente tagliati fuori dal processo di creazione della moneta, e che il sistema monetario \u00e8 rimasto un \u201caffare privato\u201d tra le banche centrali \u201cindipendenti\u201d e il sistema bancario. Bisognerebbe invece considerare il sistema monetario come un bene pubblico, quale esso \u00e8 a tutti gli effetti dal momento che \u00e8 un bene \u201cnon esclusivo e non rivale\u201d<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Il sistema monetario infatti riguarda tutti i cittadini senza esclusione e pu\u00f2, e deve, essere utilizzato da tutti senza \u201cconsumarsi\u201d, anzi diventando ancora pi\u00f9 utile.<\/p>\n<p>Ovviamente la gestione di un bene pubblico dovrebbe essere completamente diversa da quella di un sistema privato. Per amministrare la moneta come bene comune occorre che il lavoro, le imprese che producono ricchezza, le associazioni dei consumatori e le altre organizzazioni civili interessate diventino protagoniste nella sua gestione. La democrazia economica dovrebbe entrare pienamente nel sistema delle banche centrali e penetrare tutto il sistema bancario, sia sul piano nazionale che locale. La democrazia \u00e8 una riforma semplice da attuare, molto efficace e senza costi: ma \u00e8 duramente osteggiata da ristrette elite finanziarie che vogliono conservare i loro privilegi.<\/p>\n<p>Le banche centrali dovrebbero aprirsi e essere partecipate dalla societ\u00e0, prima di tutto dalle organizzazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori; e dovrebbero coordinarsi strettamente con le politiche dei governi democraticamente eletti. Solo la democrazia e la partecipazione diretta delle organizzazioni della societ\u00e0 civile alla politica monetaria possono farci uscire dalla crisi economica e difendere e arricchire le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>L\u2019occasione propizia per democratizzare la moneta potrebbe essere l\u2019introduzione delle monete digitali di banca centrale, le Central Bank Digital Currencies. L\u2019introduzione delle CBDCs potrebbe finalmente concedere ai cittadini, alle imprese e agli enti pubblici il diritto \u2013 che attualmente hanno solo le banche commerciali \u2013 di aprire dei conti correnti presso la banca centrale e di ottenere cos\u00ec moneta legale digitale di prima emissione, saltando l\u2019intermediazione delle banche commerciali private. L\u2019attuale assetto basato sulla moneta bancaria privata si trasformerebbe radicalmente e la moneta diventerebbe finalmente pubblica e trasparente, ovvero uno strumento gestito della Societ\u00e0 Civile per il benessere comune. La banca centrale governata dalla Societ\u00e0 Civile, dalle parti economiche e sociali direttamente interessate, gestirebbe in monopolio l\u2019emissione monetaria mentre le banche, private e pubbliche gestirebbero l\u2019attivit\u00e0 creditizia e di intermediazione. L\u2019amministrazione della moneta diventerebbe, come \u00e8 giusto, un \u201caffare pubblico\u201d trasparente e partecipato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0 Investopedia\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cWhy Do Some People Claim the Federal Reserve Is Unconstitutional?\u201d\u00a0 By JUSTIN WALTON Updated October 30, 2021\u00a0\u00a0 Reviewed by ROBERT C. KELLY<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0 Omar Chessa \u201cLa Costituzione della Moneta\u201d Jovene Editore 2003<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0 Wolfgang Streeck \u201cTempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Feltrinelli, 2013<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0 Il premio Nobel Joseph Stiglitz per esempio ha affermato che: \u201c[<em>La crisi dei subprime] ha dimostrato che uno dei principi di base propugnati dai banchieri centrali occidentali, cio\u00e8 l\u2019indipendenza della banca centrale, \u00e8, per usare un eufemismo, quanto meno discutibile\u2026 Nella crisi, i paesi con banche centrali meno indipendenti, come Cina, India e Brasile, hanno fatto molto, molto meglio dei paesi con le banche centrali pi\u00f9 indipendenti, come l\u2019Europa e gli Stati Uniti. Del resto non esistono istituzioni veramente indipendenti. Tutte le istituzioni pubbliche hanno delle responsabilit\u00e0, e l\u2019unica questione \u00e8: verso chi\u201d<\/em>. India Times\u00a0\u00a0\u00a0 Stiglitz against central bank independence\u00a0 Jan 4, 2013 .\u00a0 Per Stiglitz le BC sono pi\u00f9 molto pi\u00f9 propense a essere responsabili verso Wall Street che verso chi deve sopportare il peso della crisi. Ma Stiglitz va oltre: <em>\u201cI prestiti concessi dalla FED e dalla BCE alle grandi banche a bassi tassi di interesse sono stati in realt\u00e0 un grande regalo di decine di miliardi di dollari, un regalo da parte di un organo pubblico senza che per\u00f2 questo dono gratuito sia stato deliberato in base ai comuni criteri seguiti nei procedimenti pubblici. E\u2019 inconcepibile che un tale potere sui soldi pubblici venga concesso a un organo non eletto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0 ELINOR OSTROM , Governare i beni collettivi, Venezia, Marsilio, 2006.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/banche-e-finanza\/contro-lindipendenza-anti-democratica-delle-banche-centrali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ECONOMIA &amp; POLITICA (Enrico Grazzini) Una proposta di riforma costituzionale e civile In questo articolo critico la presunta \u201cindipendenza\u201d delle banche centrali; inoltre critico il fatto che quasi sempre le banche centrali, nonostante la loro fondamentale importanza e il loro grande potere, non siano neppure previste dalle Costituzioni nazionali. Propongo dunque che la loro missione e i loro compiti siano fissati dalle Costituzioni democratiche. Le banche centrali non dovrebbero pi\u00f9 essere \u201ctorri d\u2019avorio\u201d tecnocratiche,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":107,"featured_media":61074,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Economia-e-Politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kHp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79571"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/107"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79571"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79572,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79571\/revisions\/79572"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}