{"id":79583,"date":"2023-05-31T23:46:39","date_gmt":"2023-05-31T21:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79583"},"modified":"2023-06-01T08:28:16","modified_gmt":"2023-06-01T06:28:16","slug":"puo-il-popolo-essere-sovrano-se-gli-individui-non-sono-sovrani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79583","title":{"rendered":"Pu\u00f2 il popolo essere sovrano se gli individui non sono sovrani?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">di Gabriele Toma<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>\u00abLa maggiorparte dei sudditi crede di essere tale perch\u00e9 il Re \u00e8 il Re, ma non si rende conto che egli \u00e8 tale perch\u00e9 essi sono sudditi\u00bb<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Karl Marx<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In un\u2019epoca profondamente nichilista come quella che stiamo vivendo, in cui la dimensione trascendentale dell\u2019individuo nella storia \u00e8 completamente assente dall\u2019orizzonte, la riflessione pubblica vira sempre pi\u00f9 verso una aridit\u00e0 tecnica, ritenuta una qualit\u00e0 poich\u00e9 necessitata da un sistema sempre pi\u00f9 sofisticato, ma di cui, a ben vedere, costituisce strumento di conservazione, proprio perch\u00e9 nega a priori quello \u201cslancio\u201d dello spirito senza il quale &#8211; a torto o a ragione &#8211; nessuna rivoluzione si \u00e8 mai verificata nella storia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La contropartita di questa enorme \u201cassenza di Dio\u201d &#8211; che \u00e8 morto, secondo Nietzsche, o quantomeno \u201cnon esce fuori col temporale\u201d secondo i pi\u00f9 simpatici Colapesce e Dimartino &#8211; \u00e8 una cultura di \u201cfollowers\u201d, seguaci, che idolatrano paradossalmente proprio chi trae profitto da loro, monetizzando views, likes e capitalizzando la \u201ccommunity\u201d stessa, raccolta non intorno ad un ideale o ad una visione del mondo, ma attorno a un mero \u201cbrand\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La pervasivit\u00e0 di questo meccanismo, alimentato da un modello economico generatore di disuguaglianze (capitalismo neoliberista di matrice anglo-americana), \u00e8 tale da permeare perfino le aree del dissenso politico, all\u2019interno delle quali i nuovi tribuni della plebe digitale hanno gioco facile a fare e disfare, proclamare, promettere, senza rendere conto n\u00e9 argomentare, in barba alla trasparenza (teoricamente) insita nella forma democratica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">I pi\u00f9 intelligenti tra i nichilisti osservano poi che il primato della tecnica, e la conseguente impossibilit\u00e0 di rivoluzione sul piano politico, siano da attribuirsi ad un ineluttabile dato di natura: ogni sistema \u00e8 matematicamente traducibile in un numero finito di variabili, e le loro interazioni possono produrre modificazioni piccole o grandi, ugualmente descrivibili nell\u2019ambito di un numero finito di possibilit\u00e0. Pertanto per questi \u201crealisti\u201d ogni sistema \u201csi rivoluziona\u201d SE e QUANDO sussistono \u201cle condizioni\u201d tecniche, intese come potenzialit\u00e0 latenti e intrinseche allo stesso sistema. Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 che condurre ad una forma di fatalismo, ad una svalutazione dell\u2019azione umana politicamente intenzionata e ad una \u201ccessione di sovranit\u00e0\u201d individuale rispetto all\u2019agire sociale che lascia il posto ad una sconsolata rassegnazione di fronte alla dura realt\u00e0 dei numeri. Nella pratica, ci\u00f2 si concretizza nel migliore dei casi in un senechiano \u201critiro a vita privata\u201d, con tutti i suoi piaceri, patimenti e le pur nobili intenzioni, mentre nel peggiore dei casi ci\u00f2 si concretizza nella dissonanza cognitiva e nella depressione. Sempre ammesso che le due cose possano avvenire distintamente e che il \u201csistema\u201d lo permetta, ovviamente.<br \/>\nInnanzitutto, questa posizione \u201crazionalistica\u201d \u00e8 viziata dal fatto che la necessit\u00e0 di astrazione di cui un qualsiasi processo analitico non pu\u00f2 fare a meno, porta a concepire il sistema come entit\u00e0 separata rispetto all\u2019osservatore, mentre invece ognuno di noi ne \u00e8 parte integrante e costituisce dunque una variabile &#8211; pi\u00f9 o meno consapevole, attiva e quindi influente &#8211; al suo interno. Ma in questa posizione tecnocentrica e nichilista c\u2019\u00e8 un problema ancora pi\u00f9 profondo: il fatto che le \u201cpossibilit\u00e0 di sviluppo\u201d di un sistema, e quindi eventualmente anche la sua rivoluzione, siano in numero finito non vuol dire che esse siano tutte conoscibili o conosciute: infatti per via dei limiti nostri, dei nostri strumenti, dell\u2019indagine stessa, non \u00e8 detto che siamo capaci di contemplare e descrivere matematicamente TUTTE le pur finite possibilit\u00e0. Tanto pi\u00f9 che \u201cla realt\u00e0\u201d continua a modificarsi imperterrita nel mentre che noi proviamo a fotografarla per descriverla. Per cui, pur volendo rinunciare ad una romantica fede nell\u2019\u201cinfinito\u201d potenziale dell\u2019uomo, pur riconoscendo l\u2019ingenuit\u00e0 di un certo \u201cpensiero positivo\u201d, possiamo ragionevolmente affermare che ogni sistema presenta un numero INDEFINITO di linee di sviluppo, non tutte conoscibili o conosciute, pertanto \u00e8 statisticamente possibile che alcune di esse aspettino solo di essere \u201cattivate\u201d. In questo senso lo \u201cslancio\u201d rivoluzionario sopra accennato partecipa tanto della natura razionale di chi analizza il sistema per scovarne le faglie, tanto della natura \u201cmistica\u201d di un salto nell\u2019indefinito, in nome di una visione del mondo ideale che porta il militante a scommettere con la storia. Visione che pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno fondata, ma comunque auspicabilmente migliore per definizione dello stato cose che la produce. D\u2019altronde la fede in qualcosa che si vede non \u00e8 vera fede, cos\u00ec come non \u00e8 vera fede l\u2019idolatria verso qualcosa di cos\u00ec campato in aria che non pu\u00f2 manifestarsi. \u00c8 forse l\u00ec, nel limite tra conoscibile e inconoscibile, noto e ignoto, fatto e sogno, che si gioca la partita del rivoluzionario: verosimilmente, il primo anonimo inventore della ruota avr\u00e0 s\u00ec visto un sasso o un tronco rotolare da cui prendere spunto, ma avr\u00e0 anche come minimo desiderato di viaggiare senza carichi pesanti sul groppone.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferenza oggi imperante di fronte alla res publica e il rigetto sprezzante di ogni forma di militanza politica sono di certo insostenibili nel lungo periodo, poich\u00e9 qualora \u201cil sistema\u201d , nel dispiegamento statistico delle proprie molteplici possibilit\u00e0 di sviluppo, dovesse arrivare ad intaccare lo stesso \u201critiro a vita privata\u201d, lastricato di beni, servizi, serie tv e\u2026 \u201cbuone intenzioni\u201d, allora non solo non avremmo i mezzi \u201ctecnici\u201d per far valere i nostri diritti (leggi, istituti, organi di rappresentanza ecc) ma non avremmo nemmeno diritto a lamentarci, in quanto, a forza di concepire noi stessi come entit\u00e0 separate dal \u201csistema\u201d, avremmo messo in atto quella passivit\u00e0 che rende il nostro essere una \u201cvariabile\u201d al suo interno totalmente ininfluente. Ma non \u00e8 tutto: credere che un sistema di qualsivoglia natura o colorazione possa rivoluzionarsi da se\u2019 denota una certa ingenuit\u00e0 politica dal momento che ogni sistema \u00e8 tale in quanto sussistono determinati rapporti di forza e sfere di interesse che ne garantiscono la stabilit\u00e0: questi fattori tenderanno a marginalizzare, quando non obliterare del tutto, ogni variabile che minacci anche solo lontanamente di alterare tali equilibri. Proprio per questo \u00e8 necessaria una \u201cforza\u201d, seria e organizzata, in grado di innescare una dialettica di potere che metta in discussione lo status quo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Fatte queste premesse, il presente scritto mira ad approfondire il concetto di \u201csovranit\u00e0\u201d, traslandolo dal piano collettivo giuridico-costituzionale al piano individuale, arricchendolo di un orizzonte di senso teleologico senza il quale non faremmo per definizione altro che ribadire il nichilismo, nella consapevolezza che il \u201cpopolo\u201d \u00e8 ALMENO la somma delle proprie parti, che sono appunto gli individui.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sovranit\u00e0 statale<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel diritto la \u201csovranit\u00e0\u201d di uno Stato \u00e8 il potere originario e indipendente da ogni altro potere, che non necessita di una validazione da parte di un\u2019altra fonte giuridica: ogni sovranit\u00e0 particolare, territoriale, amministrativa, individuale e di qualunque altra persona giuridica che non sia lo Stato \u00e8 sottomessa all\u2019ordinamento statale, che diventa metro della legittimit\u00e0 dell\u2019agire particolare. A seconda dell\u2019ordinamento statale, questa sovranit\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno estesa, pi\u00f9 o meno effettiva nei vari ambiti della vita pubblica e privata: lavoro, istruzione, sanit\u00e0, sicurezza, ecc: ad esempio, in un ordinamento puramente comunista, la sovranit\u00e0 statale sar\u00e0 capillare ed effettiva in pressoch\u00e9 tutti i settori, fino a giungere potenzialmente ad una societ\u00e0 del controllo, mentre in un ordinamento puramente liberale la sovranit\u00e0 statale sar\u00e0 ridotta al minimo poich\u00e9 ogni aspetto amministrativo di ogni ambito sar\u00e0 delegato ai soggetti privati che, partecipando alla competizione del mercato, saranno legittimati a perseguire i propri interessi individuali, indipendentemente dai costi ambientali e sociali che ci\u00f2 dovesse comportare. Ognuno di questi estremi minaccia di schiacciare l\u2019individuo: uno con l\u2019oppressione istituzionalizzata, l\u2019altro con le disuguaglianze (ovvero con l\u2019oppressione di fatto). Al mondo vi sono innumerevoli ordinamenti mediani che tendono da un lato o dall\u2019altro, con varie sfumature, ma tendenzialmente ogni ordinamento contiene i contrappesi al proprio \u201cingombrante\u201d imperio: se lo stato pone regole e sanzioni anche gravi da un lato, dall\u2019altro garantisce l\u2019effettivit\u00e0 dei diritti sociali e civili delle popolazioni, in modi e misure diverse a seconda appunto delle colorature politiche degli stessi ordinamenti e delle culture popolari di cui tali ordinamenti sono espressione. Lungi dal voler snocciolare tutte le possibili declinazioni, per le quali si rimanda a studi di costituzionalismo comparativo, ci\u00f2 che interessa \u00e8 limitarsi al caso dell\u2019ordinamento italiano, cio\u00e8 di una Repubblica democratica fondata sul lavoro, che, facendo parte di organismi sovranazionali (Unione Europea e NATO su tutte), ha optato per limitazioni e cessioni significative della propria sovranit\u00e0. Il caso italiano peraltro presenta delle unicit\u00e0 assolute rispetto alle pi\u00f9 vicine democrazie occidentali, scritte nero su bianco in Costituzione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sovranit\u00e0 popolare<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.\u201d<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">art. 1 Cost<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u201d. Parafrasando Lelio Basso, partigiano e padre costituente di fede socialista, dobbiamo notare che la sovranit\u00e0 in Italia non \u201cemana\u201d dal popolo, non appartiene allo Stato che rappresenta il popolo o alla nazione, ma APPARTIENE AL POPOLO, \u201cche la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u201d. Lo Stato italiano dunque, l\u2019ordinamento della \u201cRepubblica democratica fondata sul lavoro\u201d, \u00e8 lo strumento per mezzo del quale il popolo esercita la propria sovranit\u00e0: il popolo delega allo stato, per mezzo della democrazia rappresentativa, l\u2019esercizio di un potere la cui propriet\u00e0 resta per\u00f2 sempre popolare. Se il popolo italiano \u00e8 il sovrano, lo Stato italiano \u00e8 il suo scettro. Essendo il popolo formato da individui, ogni cittadino \u00e8 sovrano pro quota, detiene dunque una quota di potere, ma affinch\u00e9 questo potere sia esercitato, necessita dell\u2019assunzione di una certa responsabilit\u00e0: in primis l\u2019osservanza delle forme e dei limiti della Costituzione, che delinea appunto gli istituti e i rituali sociali affinch\u00e9 l\u2019esercizio di questo potere diventi effettivo ed equilibrato su tutto il territorio nazionale, in secundis la partecipazione attiva alla vita politica del paese (art. 3), senza la quale non c\u2019\u00e8 lamentela da bar o da divano che tenga. Qualsiasi concetto astratto, come pu\u00f2 essere appunto la \u201csovranit\u00e0 popolare\u201d, diventa concreto quando si riveste di forme e assume dei limiti: a ben vedere forma e limite sono la stessa cosa. In sostanza, nessun sovrano che non conosca il proprio scettro, o non sia allenato ad impugnarlo, saprebbe adoperarlo, motivo per cui \u00e8 essenziale che ogni cittadino italiano conosca approfonditamente almeno la Costituzione, in modo da riconoscere le limitazioni (nonch\u00e9 le modalit\u00e0 di esercizio) del proprio potere sovrano pro quota.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sovranit\u00e0 individuale<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.\u201d<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">art. 3 Cost<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ogni cittadino che lavori partecipa dunque di diritto della natura del sovrano, ed \u00e8 pertanto ragionevole concepire, a fianco dei concetti di \u201csovranit\u00e0 statale\u201d (presupposto giuridico che legittima l\u2019ordinamento quale fonte del diritto) e \u201csovranit\u00e0 popolare\u201d (presupposto politico che legittima la sovranit\u00e0 statale), il concetto di \u201csovranit\u00e0 individuale\u201d, ovvero quel principio etico-filosofico che, oltre ad essere una conseguenza pro-quota della sovranit\u00e0 popolare, la legittima in quanto ne determina la qualit\u00e0 pi\u00f9 propriamente democratica, poich\u00e9, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, il popolo consta (almeno) di una somma di individui, pertanto la possibilit\u00e0 che essi aggregandosi in partiti condizionino la \u201cvita politica, economica e sociale del paese\u201d rende effettivo il \u201cgoverno del popolo\u201d. Questo fatto sottende e implica l\u2019obiettivo alla base di tutta l\u2019architettura Costituzionale (e dunque Statale): il principio di autodeterminazione dell\u2019individuo, detto anche libert\u00e0. Una libert\u00e0 indubbiamente mediata e limitata, si obietter\u00e0, se deve realizzarsi attraverso meccanismi di delega e assunzione di responsabilit\u00e0. Ma ad un occhio attento, non pu\u00f2 che essere cos\u00ec. Innanzitutto la \u201cmediazione\u201d \u00e8 l\u2019essenza stessa della politica, l\u2019\u201carte regia\u201d platonica, che nasce per dirimere il conflitto sociale &#8211; essa non pu\u00f2 venire meno in quanto prima o poi le libert\u00e0 assolute degli individui tenderanno a scontrarsi. Non esiste societ\u00e0 civile che non attui una mediazione per risolvere il conflitto sociale. La rimozione di quest\u2019ultimo in nome di una libert\u00e0 assoluta non pu\u00f2 che generare disuguaglianze e infine guerra e caos, in quanto ai ferri corti vincer\u00e0 la forza e non necessariamente la giustizia, e questa \u00e8 proprio una delle principali critiche al neo-liberalismo: per quanto si ammanti di nobili ideali relativi all\u2019individuo, sul piano macroscopico esso tende a farsi mero darwinismo sociale. Quindi una libert\u00e0 mediata nel suo esercizio previene a monte il conflitto sociale. Non solo: le limitazioni a tale libert\u00e0 non sono poi limitazioni assolute ma per cos\u00ec dire procedurali, relative cio\u00e8 allo stesso attuarsi della libert\u00e0, proprio perch\u00e9 come gi\u00e0 detto qualsiasi principio, per passare da astratto ad effettivo, deve rivestirsi di forme e limiti. \u201cLa libert\u00e0 \u00e8 partecipazione\u201d cantava Gaber, e questo nonostante fosse piuttosto disilluso sulla forma di governo democratica. In sostanza la democrazia italiana, che proprio in virt\u00f9 dell\u2019appartenenza popolare della sovranit\u00e0, \u00e8 la forma di democrazia pi\u00f9 radicale possibile, sar\u00e0 tanto pi\u00f9 efficace nel perseguire gli obiettivi ideali indicati dalla costituzione, quanto pi\u00f9 sar\u00e0 partecipata. La Costituzione \u00e8 infatti pacificamente considerata dai critici (e lo fu anche dai costituenti stessi) come un documento programmatico, una visione ideale del paese Italia, che va realizzata. L\u2019unico modo per farlo \u00e8 assecondarne i meccanismi interni strutturati consapevolmente dai costituenti come una macchina che si auto-alimenta, in un ciclo di energia che, a partire dalla responsabilit\u00e0 individuale, si fa massa popolare consapevole e dunque legge, per ritornare all\u2019individuo sotto forma di nuovo spazio di libert\u00e0, che comporta nuove responsabilit\u00e0 e cos\u00ec via. Potremmo considerare questa dinamica come un primo circolo virtuoso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Secondo circolo virtuoso<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Stando ai principi espressi nell\u2019art. 3, la Repubblica Italiana, facendosi carico del compito di aumentare progressivamente la partecipazione all\u2019organizzazione del paese, ovvero di aumentare progressivamente nel tempo la sovranit\u00e0 popolare stessa e dunque la sovranit\u00e0 individuale pro quota, realizza una forma di Stato dinamico, vivo, e in continua evoluzione, che mira ad una emancipazione totale dell\u2019individuo, destinatario di una libert\u00e0 che sa di liberazione. Non mancano infatti le connotazioni spirituali: il \u201cpieno sviluppo della persona umana\u201d altro non \u00e8 che quell\u2019elemento di trascendenza che rende la Costituzione Italiana un unicum nel mondo occidentale. Se vogliamo vederla in maniera pi\u00f9 laica, quello \u201csviluppo\u201d corrisponde al processo di \u201cindividuazione\u201d della psicologia di Jung, di \u201cintegrazione\u201d degli aspetti della personalit\u00e0 individuale che portano l\u2019individuo a \u201crealizzarsi\u201d, tanto nel mondo quanto in se stesso. Questo perch\u00e9 una volta che l\u2019individuo, grazie ad un ambiente socio-politico-economico sano, abbia fatto pace con le istanze materiali, dalla sopravvivenza all\u2019istruzione alla sanit\u00e0 ecc.,\u00a0 e possieda al contempo una lavoro tale da non alienarlo n\u00e9 privarlo completamente del tempo per se stesso, potr\u00e0 dedicarsi alla cura di istanze pi\u00f9 elevate che se vogliamo, per semplicit\u00e0, possiamo definire \u201cspirituali\u201d. Ed \u00e8 proprio su questo punto che la dottrina comunista e la cultura millenaria della Democrazia Cristiana furono in grado di convergere in sede costituente, superando il materialismo e l\u2019ateismo, e abbracciando principi di fatto socialisti. Addirittura si potrebbe poi affermare che la Repubblica Italiana miri a raffinarsi nel tempo, grazie alla sempre pi\u00f9 vigorosa sovranit\u00e0 popolare, fino a giungere virtualmente ad un tale grado di libert\u00e0 e \u201csviluppo\u201d personale, che, erosi progressivamente i gradi di separazione tra potere e popolo, questi in ultima istanza si autogoverna. Utopia messa in Costituzione: lo Stato che evolve fino ad annullarsi. Insospettabile esito anarchico di un ragionamento che in realt\u00e0 \u00e8 radicalmente e strettamente democratico. D\u2019altronde l\u2019anarchia reale sarebbe possibile solo a patto che tutti gli individui siano radicalmente e completamente capaci di autogovernarsi, fin nel profondo, evitando i propri bassi istinti come avidit\u00e0, sopraffazione ecc: in una parola, individui che hanno raggiunto l\u2019illuminazione. Non stupisca dunque come il nichilismo di cui si accennava, con la sua sfiducia nell\u2019azione politica, sia in contrasto con l\u2019essenza stessa della sovranit\u00e0, producendone per sua stessa natura la perdita. Dove c\u2019\u00e8 nichilismo non c\u2019\u00e8 sovranit\u00e0 popolare, dunque non c\u2019\u00e8 democrazia. Dove non c\u2019\u00e8 democrazia non ci sono individui liberi. Curiosamente, il nichilismo produce e necessita di schiavi, la democrazia produce e necessita di sovrani.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019archetipo del sovrano<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A questo punto pare molto utile, oltre che pertinente, spendere due parole sull\u2019archetipo del sovrano. Nella psicologia di Jung e in tutta la scuola archetipica da Hillman in poi, la psiche viene concepita come una dimensione mitologica in cui le istanze dell\u2019individuo si esprimono in maniera allegorica, e in cui le forze psichiche vengono simboleggiate appunto da figure leggendarie che incarnano concetti \u201cideali\u201d (Platone). Attraverso l\u2019esercizio concreto nel mondo delle qualit\u00e0 di cui l\u2019archetipo si fa simbolo, questo viene integrato dalla psiche e sviluppato, ingenerando nell\u2019individuo un\u2019evoluzione che lo conduce a realizzare il proprio pieno potenziale e a sciogliere grado per grado tutti i veli mentali che lo allontanano dalla propria natura profonda. Al contrario gli archetipi, se misconosciuti o trascurati, si esprimono nel proprio aspetto-Ombra, ovvero incarnando l\u2019esatto opposto dell\u2019ideale: un archetipo Guerriero nutrito e sviluppato sar\u00e0 un nobile e tenace condottiero, nel suo aspetto-Ombra sar\u00e0 invece un testardo e aggressivo attaccabrighe ecc. La psicologia archetipica rappresenta il percorso interiore dell\u2019individuo verso la realizzazione di Se\u2019 attraverso l\u2019allegoria del \u201cViaggio dell\u2019Eroe\u201d: l\u2019Eroe \u00e8 colui che affronta e supera i propri limiti, portando all\u2019esterno i frutti di queste vittorie, l\u2019Eroe \u00e8 colui che impara a conoscersi grazie al mondo, che trasforma trasformando se stesso. Nella fattispecie l\u2019archetipo del sovrano \u00e8 quel tipo di forza psichica che impieghiamo ogni qualvolta studiamo, parliamo in pubblico, comandiamo, puniamo, deleghiamo, deliberiamo, istruiamo, programmiamo, controlliamo ma anche quando portiamo pace, ordine, giustizia, abbondanza al \u201cRegno\u201d, nella consapevolezza che dalle scelte effettuate ne dipender\u00e0 la salute. Quante di queste azioni compiamo davvero nel nostro quotidiano? Quanti di noi sono realmente sovrani della propria vita? Il Sovrano, colui che per definizione non ha alcun potere sopra di s\u00e9 cui obbedire, l\u2019unico che almeno apparentemente possa concedersi il lusso di essere anarchico, ha in realt\u00e0 una enorme responsabilit\u00e0: la corona pesa, ogni libert\u00e0 ha un prezzo. In psicologia l\u2019archetipo del Sovrano suggerisce all\u2019Eroe l\u2019abnegazione e il costante sacrificio di se\u2019, nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di morire a se stessi e rinnovarsi continuamente, di maturare visione e valorizzare le risorse disponibili, per non degenerare in arido burocrate (si pu\u00f2 dire tecnocrate?).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Terzo circolo virtuoso<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chiunque abbia militato in un partito, ovvero si sia assunto la responsabilit\u00e0 non facile dell\u2019esercizio della sovranit\u00e0, sa benissimo che per tentare di influenzare la vita politica del paese\u00a0 \u00e8 necessario sviluppare e adoperare virt\u00f9 come: studio, pensiero strategico, abnegazione, integrit\u00e0, capacit\u00e0 di relazione col prossimo, di parlare in pubblico, di agire per un bene superiore. A ben vedere le stesse virt\u00f9 di un sovrano. Possiamo quindi affermare con cognizione di causa che l\u2019esercizio stesso della sovranit\u00e0 popolare stimola nel militante l\u2019attivazione dell\u2019archetipo del sovrano, a tutto vantaggio del progresso psicologico individuale e dello \u201csviluppo della persona umana\u201d. \u00c8 ci\u00f2 che banalmente nelle vecchie scuole di partito si chiamava \u201cformazione del carattere\u201d, ma in realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 di questo. Siamo infatti di fronte ad un nuovo circolo virtuoso: se il precedente, come visto, muoveva dalla responsabilit\u00e0 individuale nel partecipare attivamente alla vita della res publica, per ottenere nuovi spazi di libert\u00e0, in questo caso, sempre a partire dalla responsabilit\u00e0 individuale, l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare porta l\u2019individuo a lavorare \u201cper un regno migliore\u201d, quindi lo mette in viaggio nel percorso di individuazione, spingendolo a conoscersi e a sviluppare la propria personalit\u00e0 nel mondo per il mondo: \u00e8 forse l\u2019essenza pi\u00f9 profonda del valore della \u201cmilitanza\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per Jung i fenomeni sociali, essendo la somma di fenomeni psichici individuali, sono diretta espressione del livello di coscienza di ogni singolo individuo, quindi risulta inutile che un individuo si impegni politicamente se non \u00e8 disposto ad approfondire la conoscenza di s\u00e9, ad aprirsi al proprio mondo psichico interiore, ad attivare quelle facolt\u00e0 psichiche che gli permettono di avere un armonico sviluppo della personalit\u00e0. \u201cSii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo\u201d diceva Gandhi: in altre parole, se ogni individuo si impegnasse a ricercare questa \u201cfioritura\u201d di s\u00e9, il mondo si popolerebbe di individui equilibrati, in armonia con se stessi e con il prossimo, e di conseguenza molti dei mali da cui siamo afflitti svanirebbero da soli. Dubitiamo che Jung conoscesse la Costituzione italiana. Chiss\u00e0 cosa penserebbe a sapere che una delle infinite \u201cvie\u201d verso quella fioritura pu\u00f2 essere l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 popolare: la militanza politica come esercizio dell\u2019archetipo del sovrano, come saldatura tra il mondo interiore e quello esteriore, pragmatismo e idealismo, ragione e slancio mistico, Macrocosmo e Microcosmo: l\u2019azione altruistica del Buddhismo, il servizio devozionale dello yoga, la carit\u00e0 di San Paolo. Tutto scritto nella \u201cCostituzione pi\u00f9 bella del mondo\u201d, frutto di un alacre lavoro tra le migliori menti italiane forgiate dalla lotta partigiana alla fine della seconda guerra mondiale, sintesi di correnti intellettuali e politiche di matrice opposta ma accomunate dall\u2019orrore per la guerra, l\u2019oppressione, la discriminazione, in un contesto geopolitico favorevole al momento costituente pi\u00f9 puro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>\u00abUna volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realt\u00e0 non abbiamo pi\u00f9 diritti. Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali \u00e8 come consegnare il linguaggio comune a un&#8217;azienda privata o dare in monopolio a una societ\u00e0 l&#8217;atmosfera terrestre\u00bb<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Marshall Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gabriele Toma \u00abLa maggiorparte dei sudditi crede di essere tale perch\u00e9 il Re \u00e8 il Re, ma non si rende conto che egli \u00e8 tale perch\u00e9 essi sono sudditi\u00bb Karl Marx In un\u2019epoca profondamente nichilista come quella che stiamo vivendo, in cui la dimensione trascendentale dell\u2019individuo nella storia \u00e8 completamente assente dall\u2019orizzonte, la riflessione pubblica vira sempre pi\u00f9 verso una aridit\u00e0 tecnica, ritenuta una qualit\u00e0 poich\u00e9 necessitata da un sistema sempre pi\u00f9 sofisticato, ma&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":77959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,17,18,6753,720],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/inbound1369199107693635392.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kHB","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79583"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79583"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79587,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79583\/revisions\/79587"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/77959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}