{"id":79600,"date":"2023-06-02T10:04:08","date_gmt":"2023-06-02T08:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79600"},"modified":"2023-06-01T22:06:06","modified_gmt":"2023-06-01T20:06:06","slug":"turchia-profughi-da-cacciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79600","title":{"rendered":"Turchia, profughi da cacciare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FULVIO SCAGLIONE<\/strong> (www.fulvioscaglione.com)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fulvioscaglione.com\/fulvioscaglione\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/profughi.jpg\" alt=\"profughi\" \/><\/p>\n<p>Domenica 28 maggio si vota in Turchia per decidere se la lunghissima era Erdogan (di fatto, 25 anni al vertice della politica turca) possa finire in archivio. Le premesse non sono favorevoli:\u00a0<strong>Sinan Ogan<\/strong>, il candidato ultranazionalista arrivato terzo al primo scrutinio con il 5,2 per cento dei voti, ha deciso di appoggiare\u00a0<strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>, che gi\u00e0 aveva avvicinato il 50 per cento (49,4 per cento, per la precisione) e raccolto un certo vantaggio sul rivale Kemal Kilicdaroglu, fermo al 44,9 per cento. Chi sia Erdogan, quali siano i suoi metodi di governo, quale il suo atteggiamento nelle relazioni internazionali, sono cose ormai note a tutti. Pi\u00f9 interessante notare il modo in cui\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2023\/05\/16\/kilicdaroglu-il-senso-di-una-sfida\/\">Kilicdaroglu<\/a>,\u00a0<strong>soprannominato \u00abil Gandhi turco\u00bb<\/strong>, leader del Partito popolare repubblicano e dell\u2019alleanza di sei partiti che ha portato la sfida a Erdogan, ha provato a rispondere. Soprattutto speculando sui profughi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Kilicdaroglu, mentre prometteva di riportare la democrazia in patria e riaprire la pratica dell\u2019adesione della Turchia all\u2019Unione europea,\u00a0<strong>ha intensificato la retorica anti-migranti<\/strong>, ha agitato lo spauracchio di un\u2019ondata di 30 milioni di migranti e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2023\/05\/18\/turchia-kemal-kilicdaroglu-rimandera-a-casa-rifugiati\/\">ha promesso di espellere dal Paese tutti quelli gi\u00e0 presenti<\/a>, da lui valutati in 10 milioni. Sono cifre gonfiate: secondo l\u2019Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur o Unhcr), in Turchia sono oggi presenti 3,9 milioni di profughi,\u00a0<a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2021\/03\/25\/turchia-e-russia-nervi-tesi-sulla-siria\/\"><strong>in grandissima parte (3,6 milioni) provenienti dalla Siria<\/strong><\/a>. Per\u00f2 la mossa di Kilicdaroglu ha una spiegazione: esprimendosi cos\u00ec ha raccolto l\u2019appoggio di\u00a0<strong>Umit Ozdag<\/strong>, leader della destra radicale del Partito della vittoria, che secondo gli osservatori pu\u00f2 mobilitare a sua volta un 5 per cento di consensi. Per dire\u00a0<strong>quanto il tema dei migranti si presti alle speculazioni politiche<\/strong>: Ozdag \u00e8 andato in televisione a dire di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-65693118\">aver raggiunto con Kilicdaroglu un accordo<\/a>\u00a0per espellere entro l\u2019anno 13 milioni di profughi. E ha aggiunto, in una specie di appello: \u00abVotate Kilicdaroglu se volete che le vostre madri, figlie e mogli possano camminare sicure per strada e se volete che l\u2019economia turca fiorisca senza il peso dei 10 miliardi di dollari l\u2019anno che dobbiamo spendere per mantenere tutti questi rifugiati\u00bb.<\/p>\n<p>Nulla, o molto poco di tutto questo potrebbe avvenire in realt\u00e0. La Turchia ha sottoscritto impegni internazionali in proposito che non le lasciano molto margine. In particolare,\u00a0<strong>quello con l\u2019Unione europea del marzo 2016<\/strong>, per \u00abfiltrare\u00bb i profughi siriani che, attraversando la Turchia, raggiungevano la Grecia, cio\u00e8 il territorio dell\u2019Ue. Accordo che rende alla Turchia, oltre a una importante leva politica, anche parecchi miliardi di euro.\u00a0<em>Amnesty International\u00a0<\/em>ha detto di quell\u2019accordo che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/ue-lanniversario-dellaccordo-con-la-turchia-mette-in-guardia-da-altri-pericolosi-patti-in-materia-dimmigrazione\/\">\u00e8 stato \u00abdeleterio per la storia dei diritti umani nell\u2019Ue<\/a>\u00a0e ha messo in luce la volont\u00e0 dell\u2019Ue di sottoscrivere patti di limitazione dell\u2019immigrazione basati esclusivamente sulla convenienza politica e con scarso interesse per l\u2019inevitabile costo umano\u00bb, il che spiega molto. Resta il fatto che pare difficilmente realizzabile l\u2019idea di proporre di rompere un patto con l\u2019Unione europea e nello stesso tempo immaginare di entrare a farne parte. Una contraddizione clamorosa, che rende pi\u00f9 plausibile l\u2019ipotesi di un\u2019ennesima capriola vincente del solito Erdogan.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.terrasanta.net\/2023\/05\/turchia-al-ballottaggio-presidenziale-si-specula-sui-profughi\/\">Pubblicato in Babylon, il blog di Terrasanta.net<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2023\/05\/26\/turchia-profughi-da-cacciare\/\">https:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2023\/05\/26\/turchia-profughi-da-cacciare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FULVIO SCAGLIONE (www.fulvioscaglione.com) Domenica 28 maggio si vota in Turchia per decidere se la lunghissima era Erdogan (di fatto, 25 anni al vertice della politica turca) possa finire in archivio. 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