{"id":79611,"date":"2023-06-05T09:30:57","date_gmt":"2023-06-05T07:30:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79611"},"modified":"2023-06-03T16:16:26","modified_gmt":"2023-06-03T14:16:26","slug":"polpette-avvelenate-di-manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79611","title":{"rendered":"Polpette (avvelenate) di Manzoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Marcello Veneziani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79612\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/0-73442-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/0-73442-300x172.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/0-73442.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rieccoci ancora con Alessandro Manzoni. Da mezzo secolo era scesa una fitta coltre di nebbia, di odio e d\u2019oblio su di lui. Lo scrittore italiano per antonomasia, dal Risorgimento in poi, il romanziere dell\u2019Italia cattolica, popolare, moderata e moralista, che era stato a lungo l\u2019interprete moderno dell\u2019anima italiana e passaggio obbligato a scuola, era stato messo da parte dopo il \u201968. Per esprimere un verdetto di condanna per Manzoni erano stati ripubblicati i giudizi-stroncatura di Antonio Gramsci contro il suo paternalismo conservatore e classista, seppur dissimulato da un\u2019indulgenza aristocrazia verso i popolani, bonariamente presi in giro, ridotti a bestie e macchiette, sempre secondo il papa dell\u2019egemonia culturale. A lui Gramsci opponeva Tolstoj, umanitario, dalla parte del popolo, precursore del socialismo e, dettaglio non secondario, russo (eravamo nel tempo dell\u2019Unione sovietica). E Manzoni, il pi\u00f9 familiare dei nostri scrittori, divent\u00f2 improvvisamente il pi\u00f9 alieno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora che lo abbiamo liberato dal velo della polvere e dell\u2019oblio e ci siamo finalmente ricordati di lui in occasione del suo anniversario, a 150 anni dalla sua morte, \u00e8 avvenuto uno strano e perverso miracolo. Manzoni \u00e8 stato improvvisamente riabilitato, \u00e8 diventato di colpo un\u2019icona dell\u2019antirazzismo, dell\u2019antinazionalismo, dell\u2019anti-tradizionalismo. E lo \u00e8 diventato non solo per via del coro spompato del Collettivo Intellettuali di Sinistra e del suo \u201ccontrordine compagni\u201d di guareschiana memoria; ma anche con la bolla del Quirinale, di Mattarella in persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019Italia uscita dal Risorgimento fino agli anni settanta del secolo scorso, Manzoni era il nome che univa pi\u00f9 Italie, perlomeno quella cattolica, quella nazionale, quella liberal-risorgimentale; e su altri piani quella borghese, quella aristocratica e quella popolare. E la sua centralit\u00e0 nella scuola all\u2019epoca democristiana, dopo l\u2019et\u00e0 umbertina e quella fascista, ne era la prova ulteriore e segnava l\u2019abbraccio tra i cattolici e la storia patria, il ponte tra i cristiani e il Risorgimento, nella prospettiva di un cattolicesimo liberale e moderatamente conservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece Mattarella ha deciso di usare Manzoni per dividere gli italiani, secondo un collaudato schema manicheo che viene applicato a ogni occasione storica, istituzionale e politica; ne ha abusato in modo maldestro, facendone una specie di antesignano della sinistra, se non addirittura del Pd. Vanamente qualcuno ha ricordato il celebre motto manzoniano che s\u2019imparava a scuola: \u201cL\u2019Italia una d\u2019arme, di lingua, d\u2019altare, di memorie, di sangue e di cor\u00bb che \u00e8 l\u2019esatto contrario di quel che ha sostenuto Mattarella. Manzoni viene ridotto a sostenitore della Rivoluzione francese, dimenticando le sue pagine aspre nel Saggio sulla rivoluzione francese, dedicate al Terrore, alla \u201cdittatura della virt\u00f9\u201d e ai fanatici giacobini che s\u2019impossessarono della Rivoluzione; viene dimenticato il suo ritratto di Robespierre e della sua devastante follia rivoluzionaria, nel suo libro Dell\u2019Invenzione. Quelle pagine sulla rivoluzione francese e sul suo capo, insieme ad altre sul senso religioso, la morale cattolica, l\u2019amor patrio e la difesa della lingua italiana, ripubblicai lo scorso anno in un\u2019antologia manzoniana, I fiori del bene, edito da Vallecchi. Manzoni credeva nell\u2019intervento diretto della Provvidenza nella storia e nella vita degli uomini; una prospettiva teologica incompatibile con ogni prospettiva progressista, laicista, massonica, giacobina e rivoluzionaria. Un conto \u00e8 sottolineare la sua tempra di moderato, il suo cattolicesimo liberale, la sua preferenza per una monarchia costituzionale e la sua sintonia con l\u2019azione liberal-conservatrice di Cavour rispetto al radicalismo repubblicano di Mazzini o Garibaldi; un altro \u00e8 usare Manzoni per colpire il governo in carica, per versare la dose quotidiana di veleno sulla destra, sul populismo, sul nazionalismo tradotto impropriamente in razzismo (e magari in cripto-nazismo e proto-fascismo). E fare di Manzoni un nemico ante litteram del\u2026 ministro Lollobrigida e un difensore accanito della societ\u00e0 multietnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019epoca dell\u2019ateismo globale e antinazionale, i saggi manzoniani, ma anche le sue opere poetiche e letterarie, e il suo stesso impegno civile e nazionale, sono quanto di pi\u00f9 remoto dalla retorica di cui \u00e8 assiduo e scontato portavoce Mattarella. Per scendere al livello propagandistico degli slogan usati per leggere Manzoni con le lenti della cancel culture e del politically correct, diremo che se c\u2019\u00e8 un autore che si richiama ai principi della fede, della morale e dell\u2019amor patrio, cio\u00e8 di Dio, patria e famiglia, questi \u00e8 proprio Manzoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto non sappiamo pi\u00f9 se augurarci che certi autori cancellati, rimossi o emarginati del passato, siano pi\u00f9 danneggiati o pi\u00f9 salvaguardati dal silenzio, rispetto a certi recuperi devianti, certe attualizzazioni forzate, certi abusi storici e letterari per compiacere le miserie ideologiche del presente. A volte verrebbe voglia di sperare che li lascino nell\u2019oblio, a cui sono stati abbandonati per decenni, evitando di fare della grande cultura del passato solo un d\u00e9fil\u00e9 di precursori dell\u2019ideologia progressista e global d\u2019oggi. Lasciateli alla loro grandiosa inattualit\u00e0 e alla loro concezione incompatibile con i pregiudizi del presente. A quando un bello spettacolino su Renzo trans, Lucia femminista con l\u2019utero in affitto, Fra\u2019Cristoforo precursore di don Gallo, El Griso nonno di La Russa e don Rodrigo antenato della Meloni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/polpette-avvelenate-di-manzoni\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/polpette-avvelenate-di-manzoni<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Marcello Veneziani) Rieccoci ancora con Alessandro Manzoni. Da mezzo secolo era scesa una fitta coltre di nebbia, di odio e d\u2019oblio su di lui. 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