{"id":79614,"date":"2023-06-05T09:30:38","date_gmt":"2023-06-05T07:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79614"},"modified":"2023-06-03T16:19:09","modified_gmt":"2023-06-03T14:19:09","slug":"la-guerra-e-il-debito-sono-spot-con-sacrifici-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79614","title":{"rendered":"La guerra e il debito sono spot con sacrifici umani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per alcuni giorni i media sono stati col fiato sospeso, narrandoci del rischio default del debito statunitense. Secondo la fiaba, solo un accordo al Congresso tra democratici e repubblicani avrebbe potuto scongiurare il disastro. Ma il lieto fine non poteva mancare, infatti l\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto, giusto in tempo per evitare il precipizio, aumentando il tetto del debito pubblico. Per raggiungere l\u2019intesa, purtroppo \u00e8 stato necessario imporre qualche piccolo sacrificio e taglio di spesa nell\u2019assistenza ai poveri, assecondando cos\u00ec le consuete richieste dei repubblicani. Uno dei sacrifici richiesti riguarda appunto la riduzione dei buoni-pasto (food stamps) per gli indigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul sito di Jp Morgan ci si spiega che questi buoni-pasto, elargiti dal governo federale, sono l\u2019unica possibilit\u00e0 per milioni di persone di accedere al consumo di un cibo fresco e di qualit\u00e0. I motivi di tanto umanitarismo sono presto spiegati dalla stessa Jp Morgan, la quale ci informa che la concessione dei \u201cfood stamps\u201d \u00e8 condizionata da una serie di servizi bancari, con relative commissioni, tra cui anche carte prepagate. Queste carte, tra gli altri vantaggi, consentono anche di evitare frodi e abusi da parte di utenti non aventi diritto (in Italia diremmo i \u201cfurbetti\u201d). La morale della favola \u00e8 che far guadagnare di pi\u00f9 i ricchi sarebbe l\u2019unico modo per mantenere onesti i poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si sa quanto e se questi tagli al sostegno alimentare danneggeranno effettivamente le banche, o se si trover\u00e0 il modo di preservare l\u2019assistenzialismo per ricchi mentre si taglia quello per i poveri. Jp Morgan in questo periodo ha comunque altro a cui pensare, dato che \u00e8 la maggiore banca di investimenti del mondo. Nel febbraio scorso i vertici di Jp Morgan hanno incontrato Zelensky per trattare sui finanziamenti per la ricostruzione postbellica dell\u2019Ucraina. D\u2019altra parte si sta parlando di scommesse su un futuro molto incerto, dato che \u00e8 ormai in dubbio la stessa sopravvivenza dell\u2019Ucraina come Stato unitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo i media sarebbe iniziata la famosa controffensiva ucraina, di cui si favoleggiava da mesi, al punto che alcuni analisti disperavano di vederla. Non ci si \u00e8 chiesti per\u00f2, a proposito di questa controffensiva, perch\u00e9 mai l\u2019Ucraina debba farla. Si d\u00e0 per scontato che uno Stato abbia il dovere di attaccare l\u2019invasore, che non possa economizzare le forze ed amministrare i tempi in base a migliori opportunit\u00e0. Una volta che all\u2019Ucraina si \u00e8 riconosciuto il piedistallo morale del Paese aggredito, le si \u00e8 contestualmente tolto il diritto di gestire la propria difesa secondo il criterio dei costi e dei vantaggi, perch\u00e9 ai cattivi come Putin non si pu\u00f2 concedere tregua. La strategia militare rimane nei manuali, mentre i comportamenti reali seguono l\u2019automatismo delle pressioni del lobbying. Persino questa guerra \u00e8 uno spot per le armi: visto che ti arrivano le nostre armi, ti tocca assolutamente dimostrarne l\u2019efficacia ed il magico effetto risolutivo, che i media poi sapranno celebrare ed enfatizzare. Non importa quanta strage e distruzione richiede l\u2019impresa; anzi, pi\u00f9 sacrifici umani ci sono, pi\u00f9 lo spot assume pathos e densit\u00e0 drammatica. La stessa NATO \u00e8 lo spot di una lobby delle armi, di una cordata d\u2019affari; ed in tal senso funziona alla grande. La nostra Leonardo-ex Finmeccanica \u00e8 riuscita ad entrare nel business del caccia F-35, noto anche come il bidone del millennio, dato che produrlo costa l\u2019ira di Dio, e tenerlo efficiente e operativo ancora di pi\u00f9. Ci\u00f2 a dimostrare che la fiaba dell\u2019Italietta e dell\u2019Europetta che fanno da vittime inermi all\u2019imperialismo USA, \u00e8 un po\u2019 troppo semplicistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano strategico invece la NATO \u00e8 uno stridente nonsenso: per otto anni ha imbottito l\u2019Ucraina di armi, annunciandone a colpi di grancassa un\u2018imminente ammissione nell\u2019alleanza, che per\u00f2 non si \u00e8 mai realizzata; cos\u00ec la Russia ha potuto invaderla senza esporsi ai rischi dell\u2019applicazione del famoso articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico. La stessa NATO adesso annuncia anche che, una volta sconfitta la Russia, si dedicher\u00e0 a contrastare la Cina. Grata dell\u2019informazione, oggi la Cina sostiene economicamente e finanziariamente la Russia contro le sanzioni; e, probabilmente, ha preteso in cambio di trascinare nel tempo la guerra, in modo da tenere bloccati la NATO e gli USA in Europa. Tutto va bene se invece che alla strategia si guarda al business, viste tutte le armi che si stanno vendendo a Taiwan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peccato che anche dall\u2019altra parte ci siano armi da pubblicizzare, dato che questo non \u00e8 un conflitto tra ideologie ma tra economie capitalistiche; il che \u00e8 molto pi\u00f9 pericoloso della cara vecchia guerra fredda. Attualmente la Russia appare particolarmente impegnata nell\u2019esibire la superiorit\u00e0 dei propri prodotti in campo missilistico. Ogni guerra \u00e8 una vetrina di armi, ed anche di servizi militari. In certi momenti persino la battaglia di Bakhmut \u00e8 sembrata uno spot pubblicitario della Wagner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019avvento del dominio del lobbying e l\u2019invasione della comunicazione pubblicitaria comportano un rapporto particolarmente disturbato con la realt\u00e0. Anche lo psicodramma del default statunitense da scongiurare, ha qualcosa di gi\u00e0 visto; infatti \u00e8 uno spot gi\u00e0 mandato in onda, tale e quale, esattamente dieci anni fa, nel 2013. Allora il presidente era Obama, ma la sceneggiata fu uguale in tutti i dettagli, con il solito accordo in extremis tra democratici e repubblicani per innalzare il tetto del debito. A suo tempo i cervelloni dell\u2019ISPI ci intrattennero con un\u2019accurata descrizione del dramma che si stava svolgendo a Washington. Qualche ingenuo potrebbe domandarsi quale sia il motivo per cui bisogna istituire il tab\u00f9 del tetto del debito, se poi si sa gi\u00e0 che quel tab\u00f9 lo si dovr\u00e0 violare mettendo su la messinscena del solito rituale tribale, con qualche capro espiatorio scelto tra i poveracci per conferire al tutto la solennit\u00e0 del sacrificio umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1160\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1160<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD Per alcuni giorni i media sono stati col fiato sospeso, narrandoci del rischio default del debito statunitense. Secondo la fiaba, solo un accordo al Congresso tra democratici e repubblicani avrebbe potuto scongiurare il disastro. 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