{"id":79616,"date":"2023-06-05T10:30:17","date_gmt":"2023-06-05T08:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79616"},"modified":"2023-06-03T16:40:08","modified_gmt":"2023-06-03T14:40:08","slug":"lelio-iapadre-la-globalizzazione-che-rallenta-e-la-guerra-commerciale-usa-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79616","title":{"rendered":"Lelio Iapadre: \u00abLa globalizzazione che rallenta e la guerra commerciale Usa-Cina\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79617\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Agenzia_Fotogramma_IPA31777117-768x512.jpg-300x200.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Agenzia_Fotogramma_IPA31777117-768x512.jpg-300x200.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Agenzia_Fotogramma_IPA31777117-768x512.jpg.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Il professor Lelio Iapadre presenta al DiariodelWeb.it l\u2019ultimo rapporto sulla politica economica estera dell\u2019Italia<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa globalizzazione fragile e l\u2019autonomia strategica dell\u2019Europa: le sfide per la politica economica estera dell\u2019Italia\u00bb. Questo il titolo del rapporto sulla politica economica estera dell\u2019Italia presentato questo mese da Cer, Cnel ed Eures. Una ricerca che analizza tematiche importanti e di grande attualit\u00e0, che intersecano le scelte geopolitiche con le loro ricadute sulla competitivit\u00e0 delle imprese italiane, in particolare nell\u2019attuale scenario internazionale quantomai in fibrillazione. Il DiariodelWeb.it ne ha parlato con uno degli autori, il professor Lelio Iapadre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Professor Lelio Iapadre, l\u2019obiettivo di stilare un rapporto sulla politica economica estera dell\u2019Italia suona ambizioso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019idea nasce da una pubblicazione analoga realizzata quarant\u2019anni fa dal Centro di ricerche economiche. Ed \u00e8 un tentativo di prendere di petto le questioni che caratterizzano lo scenario economico internazionale, la strategia europea e la collocazione dell\u2019Italia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Uno sguardo oltre i confini del nostro Paese, insomma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per ragionare sulla competitivit\u00e0 e sulla specializzazione delle imprese italiane non basta guardare le cose a casa nostra, come abitualmente si fa. Ma bisogna studiare il contesto in cui operano, sempre pi\u00f9 complicato per ragioni geopolitiche, oltre che economiche.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nel titolo parlate di \u00abglobalizzazione fragile\u00bb. Che cosa significa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Che il processo di globalizzazione ha sub\u00ecto un inatteso rallentamento. Hanno perso forza propulsiva i fattori che l\u2019avevano alimentata: non ci sono pi\u00f9 innovazioni tecnologiche radicali capaci di ridurre i costi degli scambi e le reti produttive internazionali hanno raggiunto un loro equilibrio, tanto che per le multinazionali non ha pi\u00f9 molto senso moltiplicare il numero di Paesi in cui sono presenti. E poi c\u2019\u00e8 un terzo dato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ce lo dica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Le principali economie emergenti in Asia, il cui sviluppo era stato trainato negli anni \u201990 soprattutto dall\u2019apertura esterna, ora si stanno caratterizzando come delle normali realt\u00e0 di grandi dimensioni, con un grado di import-export molto pi\u00f9 basso, simile a quello degli Usa o dell\u2019Eurozona.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A queste ragioni economiche si sono poi aggiunte, immagino, anche quelle geopolitiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La vera e propria guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che ha spinto anche altri Paesi ad adottare politiche meno favorevoli alle liberalizzazioni degli scambi. In qualche caso si osserva addirittura un ritorno al protezionismo, in forme pi\u00f9 nascoste.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come si pu\u00f2 rispondere a questo mutamento dello scenario in termini politici?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La risposta a una sfida del genere non pu\u00f2 che darla l\u2019Unione europea. Che \u00e8 ancora indebolita dal fatto che i governi nazionali non rinunciano a esercitare le proprie prerogative. Cio\u00e8 da un deficit d\u2019integrazione, dalla pretesa di alcuni Paesi di continuare a imporre il proprio interesse nazionale invece di cercare di mediare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ci faccia qualche esempio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La politica commerciale \u00e8 comune da sempre, con scelte a mio avviso corrette, ispirate all\u2019idea che la liberalizzazione degli scambi sia benefica. Nelle altre politiche non c\u2019\u00e8 ancora un sufficiente grado di condivisione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Eppure dopo la pandemia qualcosa sembra cambiato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Come sappiamo tutti, l\u2019Europa impara dalle crisi. Quel risultato straordinario che \u00e8 il programma Next Generation Eu, che sembrava impensabile prima del Covid, contiene gli elementi essenziali di ci\u00f2 che dovrebbe accadere anche in altre aree.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A partire dalla politica estera, immagino, dove il rischio di un\u2019eccessiva sudditanza alla Nato \u00e8 che la strategia adottata porti pi\u00f9 contraccolpi negativi che positivi all\u2019Europa, come sta accadendo con le sanzioni alla Russia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La mia opinione personale \u00e8 molto netta. In questa fase storica la Ue e gli Usa devono schierarsi a tutela della democrazia, cio\u00e8 dell\u2019Ucraina, a qualsiasi costo. O si mette in discussione la Nato, oppure ci si comporta da alleati. Questo non esclude che dietro a queste scelte ideali si possano insinuare gruppi d\u2019interesse.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Abbiamo parlato di politiche commerciali, lo stesso discorso vale per quelle industriali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La Commissione si \u00e8 data lo slogan dell\u2019\u00abautonomia strategica aperta\u00bb. Da quest\u2019espressione si intravede un po\u2019 di tensione: l\u2019apertura pu\u00f2 entrare in contrasto con il valore dell\u2019autonomia. Oggi si parla di \u00abdipendenze critiche\u00bb, quindi si cerca di ridurre l\u2019importanza delle forniture da altri Paesi. Una volta si parlava di \u00absvantaggi comparati\u00bb e appariva del tutto normale che economie, che non avevano le caratteristiche per produrre determinati beni e servizi, li importassero. Questa visione teorica non funziona.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come mai?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Quando sono in gioco questioni di sicurezza nazionale bisogna acquisire maggiore autonomia. Ma bisogna stare attenti al rischio che in futuro il clima possa cambiare e, da questa scelta corretta, si possa andare verso una deriva protezionistica. Dove esiste una dipendenza strategica pericolosa bisogna reagire creando capacit\u00e0 produttiva in Europa: promuovere investimenti privati ed eventualmente pubblici.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A quali settori si riferisce, in particolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Penso a quello sanitario. Per prepararci adeguatamente alle prossime pandemie dobbiamo imparare la lezione del Covid. Cio\u00e8 rimettere in discussione i brevetti e magari predisporre un programma di ricerca medica pubblico su scala europea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il rapporto parla anche delle politiche energetiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Con una maggior integrazione dei mercati energetici europei si sarebbe potuto introdurre un dazio ai prodotti russi. Con un beneficio: avrebbe trasferito su Mosca una parte del costo dell\u2019operazione politica necessaria per ridurre il consumo di gas russo, invece di farlo pagare interamente ai consumatori europei. Ma con mercati cos\u00ec frammentati \u00e8 difficilissimo determinare un\u2019aliquota.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E per quanto riguarda il nostro Paese, nello specifico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il problema \u00e8 gi\u00e0 noto: occorre aumentare la capacit\u00e0 delle piccole imprese italiane di operare sui mercati internazionali. E aprire maggiormente il nostro sistema agli investimenti esteri. Da tempo su queste questioni lavorano molti soggetti diversi, che vanno coordinati, in particolare tra il livello nazionale e quello regionale. Me la cavo con un esempio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Prego.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Non \u00e8 possibile lasciare che le Regioni italiane competano tra di loro per attrarre investimenti esteri: in questo caso \u00e8 inevitabile che le pi\u00f9 forti ottengano risultati migliori. Occorrerebbe una regia nazionale, che invece purtroppo non c\u2019\u00e8. Cio\u00e8, a mio avviso, bisognerebbe muoversi in direzione opposta all\u2019autonomia differenziata, per affrontare le sfide sovranazionali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>In che modo interviene su questi argomenti il Pnrr?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il potenziale c\u2019\u00e8, ma la quota di risorse che andr\u00e0 al Mezzogiorno sar\u00e0 probabilmente molto inferiore a quel 40% previsto dalla riserva. Quindi il contributo al riequilibrio territoriale verr\u00e0 meno. Questi limiti derivano anche, inevitabilmente, dalla fretta nell\u2019elaborazione del piano, per cui si sono messi insieme progetti gi\u00e0 esistenti nei cassetti dei ministeri, senza porsi il problema della loro coerenza reciproca.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/diariodelweb.it\/opinioni\/lelio-iapadre-la-globalizzazione-che-rallenta-e-la-guerra-commerciale-usa-cina\/\">https:\/\/diariodelweb.it\/opinioni\/lelio-iapadre-la-globalizzazione-che-rallenta-e-la-guerra-commerciale-usa-cina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati) Il professor Lelio Iapadre presenta al DiariodelWeb.it l\u2019ultimo rapporto sulla politica economica estera dell\u2019Italia \u00abLa globalizzazione fragile e l\u2019autonomia strategica dell\u2019Europa: le sfide per la politica economica estera dell\u2019Italia\u00bb. 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