{"id":79744,"date":"2023-06-09T08:30:04","date_gmt":"2023-06-09T06:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79744"},"modified":"2023-06-08T11:58:18","modified_gmt":"2023-06-08T09:58:18","slug":"piccoli-e-grandi-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79744","title":{"rendered":"Piccoli e grandi numeri"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LIBERO PENSARE (Piero Cammerinesi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-79745 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/portrait-digital-people-are-strange-thumb1920-300x171.jpeg.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" \/><\/p>\n<p class=\"p2\"><i>Cos\u00ec come ce l\u2019hanno raccontata, come l\u2019abbiamo creduta, la democrazia non \u00e8 mai stata. L\u2019equilibrio al quale anelava, che pensavamo\u00a0<\/i>in fieri<i>\u00a0non s\u2019\u00e8 verificato. Nei campi aridi dell\u2019avidit\u00e0, lo spargimento di giustizia \u00e8 seme che non ha mai attecchito. Pare non solo che il tempo di rodaggio sia scaduto: chilometri sono stati fatti e ormai si sente odore d\u2019olio bruciato. E chi, con crescente affanno, insisteva a rabboccarlo si \u00e8 stancato.<\/i><\/p>\n<p class=\"p2\">Il sistema sta fondendo. Cos\u00ec come tutti hanno constatato il fallimento del socialismo e come molti quello del capitalismo, ora diviene via via pi\u00f9 popolare la consapevolezza che la democrazia non ha il Dna perfetto e puro di cui le nostre speranze l\u2019avevano investita. La svestizione della maschera ha richiesto il suo tempo.<\/p>\n<p class=\"p2\">Ora che\u00a0<i>il re \u00e8 nudo<\/i>, vediamo che di altra merce si tratta rispetto a quella che volevamo acquistare.<\/p>\n<p class=\"p2\">Sotto il sasso della democrazia hanno potuto radunarsi le grandi, e poche, lobby finanziarie. Hanno potuto organizzarsi e dirigerla. Sono stati bravi. Ben prima della data delle bolle finanziarie, hanno saputo come farci credere a quelle pi\u00f9 suggestive e popolari della comunicazione, prendendoci senza difficolt\u00e0, come trote alla pesca sportiva, infilando l\u2019amo ogni volta con nuovi bisogni, appositamente creati per chi non abboccava pi\u00f9 a quelli pianificatamente obsoleti.<\/p>\n<p class=\"p2\">Con argomenti schiaccianti, sono riusciti a farci identificare con l\u2019avere, a farci dimenticare di noi stessi, del nostro essere. Sono riusciti a farci credere che l\u2019orizzonte delle nostre azioni dovesse avere una portata immediata e specializzata, e non pi\u00f9 olistica n\u00e9 di lungo corso, come le Tradizioni \u2013 ben prima della scienza \u2013 avevano indicato. Se per\u00f2 la portata del nostro fare ha la natura dell\u2019interesse personale, nulla del potere benefico che hanno i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre azioni si realizza. Al contrario, essi hanno quello di mantenere lo stato di sofferenza, di tenerci separati dalla realt\u00e0. Nel legame con l\u2019infinito, con l\u2019origine e nell\u2019emancipazione dal proprio io, si rivelerebbe il significato dell\u2019amore incondizionato come ponte evolutivo, che conduce al bene e al benessere.<\/p>\n<p class=\"p2\">Tuttavia, oggi ci muoviamo entro le mura del nuovo, pi\u00f9 geniale e coercitivo carcere virtuale. Non pi\u00f9 evidenti sbarre di ferro, dichiarazioni di una libert\u00e0 sottratta, ma aria condizionata e comfort, benefit e carriera. In cambio di che? Ma dell\u2019anima, diamine! Tanto che vale? Chi l\u2019ha mai vista? Concentrati su falsi valori, lasciamo perdere senza rimpianti la natura profonda che portiamo.<\/p>\n<p class=\"p2\">Attraverso lo spicchio di realt\u00e0 che la grande comunicazione, nonostante l\u2019impegno profuso che ci mette, non riesce ad occultarci, non \u00e8 difficile riconoscere un presente dove le oligarchie non hanno pi\u00f9 bisogno di un nascondiglio per condurre i loro progetti che nulla hanno a che vedere con noi. Il loro potere, oggi pi\u00f9 evidente che mai, governa gli Stati. Non sono pi\u00f9 questi ultimi, e i loro popoli, al centro del palco da protagonisti, perch\u00e9 sono divenuti maschere e pupazzi. Le linee di controllo sono lunghe e i burattinai sono in anticipo su ci\u00f2 che si muove sul palco. Essi sono all\u2019opera per l\u2019egemonia sul mondo.<\/p>\n<p class=\"p2\"><i>Come sempre<\/i>, si potrebbe obiettare. Certo. Ma ora, con l\u2019esponenzializzazione digitale e l\u2019implicato potere di controllo, quel\u00a0<em>\u201ccome sempre\u201d<\/em>\u00a0non vale pi\u00f9. L\u2019accelerazione aveva nel tempo analogico una intellegibilit\u00e0 che in quello digitale viene meno. Siamo in loro balia, anche se crediamo che la scialuppa della democrazia possa sempre portarci in porto.<\/p>\n<p class=\"p2\">Considerazioni che devono essere rinforzate dalla recente guerra della NATO per il mantenimento dell\u2019egemonia mondiale. Se questa dovesse venire meno, se dovesse realizzarsi il multipolarismo, sussiste al momento l\u2019eventualit\u00e0 che il corso quasi senza ostacoli delle oligarchie finanziarie venga meno, si interrompa, si complichi. Diversamente, annunceranno la loro propriet\u00e0 sul mondo.<\/p>\n<p class=\"p2\">Quanto gi\u00e0 siano cartello, lasciamolo stimare a chi sa far di conto e vede meglio cosa succede tra le quinte, prima di andare in scena. Limitiamoci a osservazioni disponibili a tutti. Dispongono di eserciti e\u00a0<em>intelligence<\/em>: l\u2019egemonia e le guerre li richiedono. Alla bisogna, li affittano agli Stati travestiti da aiuti. Questi, pur di non calare la maschera democratica, quella delle incorruttibili e affidabili istituzioni, quella della politica parlamentare e costituzionale, alzano di una tacca ancora l\u2019asticella del proprio debito, e cos\u00ec il gradiente di subalternit\u00e0 pressoch\u00e9 incondizionata. Gli Stati, nonostante siano quindi ricattati, si mostrano contenti e grati per il sostegno ricevuto, per la mantenuta <i>democrazia<\/i>\u00a0\u2013 cos\u00ec si ostinano a chiamare la neo-tirannia del controllo \u2013 e il privilegio di far parte, sebbene da mozzo, della grande famiglia che comanda.<\/p>\n<p class=\"p2\">Coperti da una propaganda sempre pi\u00f9 fondamentalistica, sotto l\u2019intoccabile egida dell\u2019ordine pubblico, i soldati senza patria, guardando al portafogli, spareranno contro i propri simili. Gli individui saranno indotti a scegliere tra le organizzazioni ultra-statali finanziarie o criminali, che prima o poi usciranno allo scoperto come alternativa a tutti gli effetti dei decrepiti Stati fondati sull\u2019utopia democratica \u2013 utopia in quanto non pu\u00f2 sussistere in territorio ordoliberale \u2013, fondati sulla competizione e il profitto sopra ogni cosa, definitivamente avvoltolati nella rete della burocrazia e in quella partitica della mala-politica, inette premesse a qualsivoglia miglioramento sociale. Stati non pi\u00f9 in grado di offrire e garantire la Bmw a tutti, come nel fulgido periodo dell\u2019edonismo\u00a0<i>da bere<\/i>\u00a0erano riusciti a fare.<\/p>\n<p class=\"p2\">Chi resister\u00e0, chi vorr\u00e0 starne fuori avr\u00e0 vita dura. Sar\u00e0 facilmente estromesso dalla societ\u00e0 civile, eventualmente gli si organizzer\u00e0 anche lo spazio per la lotta armata, se utile a mantenerlo nel ghetto. Lo si smorzer\u00e0 per sfinimento. Lo sproporzionato rapporto di forze non ha neppure bisogno d\u2019essere precisato per sapere che andr\u00e0 proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"p2\">Quello che mi chiedo \u00e8 come possa funzionare l\u2019alternativa che abbiamo in mente. Quella umana, etica, libera dalla suicida politica della crescita infinita. Me lo chiedo perch\u00e9 se ognuno, nel suo privato, avesse certamente molti argomenti per fornire risposte apprezzabili, una volta riunitosi insieme a tutti noi altri, una volta cio\u00e8 di nuovo\u00a0<i>grandi numeri<\/i>, non pi\u00f9 singoli individui o piccoli circoli sodali, non ricreerebbe le dinamiche che ora non tolleriamo? Ovvero, non \u00e8 proprio dei grandi numeri esprimere tutte le nature, tutte le fette di torta percentuale dove, oltre a chi pensa\u00a0<i>puro<\/i>, necessariamente c\u2019\u00e8 chi pensa per s\u00e9?<\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019anatomia dei grandi numeri ha sistemi e organi, ovvero dinamiche e ruoli, che individualmente e nei piccoli numeri, come ne fossero embrioni, non si trovano. \u00c8 un sospetto di peso e sostanza. I piccoli numeri, definitivamente divorati dalle fauci della globalizzazione, non hanno pi\u00f9 il solco nel quale sviluppare le loro vite. Un\u2019ondata di liquame li ha riempiti di cultura spazzatura, quella che i\u00a0<i>jingle<\/i>\u00a0ci cantano senza sosta. Quella di cui\u00a0<strong>Bauman<\/strong>\u00a0ci ha avvertito. Le identit\u00e0 si sono perdute e gli individui hanno conosciuto la disperazione. A questo ci sarebbero forse non facili ma evidenti conclusioni, eppure\u2026<\/p>\n<p class=\"p2\">Forse sono considerazione nichiliste, pi\u00f9 semplicemente diffidenti, pi\u00f9 prudentemente allarmistiche, ma come pu\u00f2 la vicenda umana svincolarsi dal dualismo, liberarsi anche solo da uno dei propri sentimenti e divenire definitivamente diavolo o dio? Forse la storia \u00e8 la sola verit\u00e0, e quello che abbiamo \u00e8 davvero il meglio che possiamo.<\/p>\n<p class=\"p2\"><i>La storia siamo noi<\/i>\u00a0significa anche che a rotazione \u2013 perch\u00e9 il tempo \u00e8 circolare, come detto prima \u2013 tutti saremo demoni e dei. Tutti i sentimenti che animano noi animano tutti. Le istantanee differenze che possiamo cogliere di noi, siano anche etiche, restano quantitative, perch\u00e9 sotto la circostanza giusta, come ebbe a farci presente\u00a0<strong>Max Stirner<\/strong>, gli interessi personali saranno sempre superiori a quelli ideali, ovvero saremo noi a utilizzare quel potere verso il prossimo, quello che ora non accettiamo di subire.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p2\">\u201c[\u2026] nell\u2019uomo adulto si consolida l\u2019opinione che nel mondo bisogna seguire il proprio\u00a0<i>interesse<\/i>, non i propri\u00a0<i>ideali<\/i>\u201d (1).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p2\">Forse, alla faccia di quelli che credevano fossero soltanto bombaroli e individualisti, \u00e8 opportuno recuperare le idee anarchiche. Riconoscere quanto fossero avanti e quanto lo siano ancora. Per primi si sono liberati dell\u2019armatura materialistica e hanno integrato nella lotta a tutto tondo non pi\u00f9 solo l\u2019uomo, ma anche dove esso vive, l\u2019ambiente. L\u2019anarchico tende ad essere un individuo utopico in modo direttamente proporzionale a quanto noi pretendiamo ci venga gratuitamente offerto dalla politica, dalla societ\u00e0, dalle istituzioni. Ovvero, a quanto deleghiamo, a quanto non siamo disposti ad assumerci la responsabilit\u00e0 del prossimo, del cosmo. Diversamente, avremmo una chance.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p2\">\u201cIeri ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e sto cambiando me stesso\u201d (2).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p2\">Note<\/p>\n<ol class=\"ol1\">\n<li class=\"li6\">Max Stirner,\u00a0<i>L\u2019unico e la sua propriet\u00e0<\/i>, Milano, Adelphi, 1979, p. 23.<\/li>\n<li class=\"li6\">Espressione attribuita a pi\u00f9 autori.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Lorenzo Merlo<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-76367 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1lorenzo-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1lorenzo-150x150.jpeg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1lorenzo-80x80.jpeg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1lorenzo-320x320.jpeg 320w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p>Lorenzo Merlo, diplomato ISEF, Guida alpina emerita e maestro di alpinismo, insegnante di diverse attivit\u00e0 motorie, co-ideatore e responsabile di \u201cVictory Project Scuolanatura\u201d, proposta operativa di reclutamento delle potenzialit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p>Giornalista pubblicista, scrittore e fotografo. Collabora con blog e testate online con articoli che trattano di ambiente, comunicazione, sicurezza, geopolitica, argomenti evolutivi e di critica sociale.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/piccoli-e-grandi-numeri\/\">https:\/\/www.liberopensare.com\/piccoli-e-grandi-numeri\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LIBERO PENSARE (Piero Cammerinesi) Cos\u00ec come ce l\u2019hanno raccontata, come l\u2019abbiamo creduta, la democrazia non \u00e8 mai stata. L\u2019equilibrio al quale anelava, che pensavamo\u00a0in fieri\u00a0non s\u2019\u00e8 verificato. Nei campi aridi dell\u2019avidit\u00e0, lo spargimento di giustizia \u00e8 seme che non ha mai attecchito. Pare non solo che il tempo di rodaggio sia scaduto: chilometri sono stati fatti e ormai si sente odore d\u2019olio bruciato. 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