{"id":79772,"date":"2023-06-12T09:30:22","date_gmt":"2023-06-12T07:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79772"},"modified":"2023-06-10T14:46:49","modified_gmt":"2023-06-10T12:46:49","slug":"petrolio-nessun-cambiamento-in-sede-opec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79772","title":{"rendered":"Petrolio, nessun cambiamento in sede Opec"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIARIO DEL WEB (Carlo Vedani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-79773\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Depositphotos_240418828_S-768x512.jpg-300x200.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Depositphotos_240418828_S-768x512.jpg-300x200.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Depositphotos_240418828_S-768x512.jpg.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I paesi esportatori di greggio hanno esteso i tagli attuali alla produzione a tutto il 2024, mentre l\u2019Arabia Saudita proseguir\u00e0 autonomamente l\u2019estrazione di 500.000 barili in meno al giorno. Il punto sulle considerazioni finali di Ignazio Visco<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ok definitivo del Congresso americano all\u2019innalzamento al tetto del debito ha dato respiro ai mercati, che la scorsa settimana erano partiti con una flessione e hanno poi chiuso in crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dinamica dei listini, per\u00f2, non dipende solo dalle notizie giunte da Washington \u2013 dato che il compromesso era gi\u00e0 stato raggiunto e comunque scontato \u2013 ma anche dalla dinamica che da tre mesi guida i mercati: quando la settimana parte male, chiude bene, e viceversa. Un ping pong che, come accade al gioco dell\u2019oca, riporta le pedine alla situazione di partenza. La scorsa settimana, se si escludono l\u2019ottima performance dell\u2019intelligenza artificiale e il rafforzamento del settore bancario (ma sempre in un andamento di piccolo cabotaggio), le Borse non hanno abbandonato la loro ormai consueta posizione di attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Arabia va da sola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche novit\u00e0 giunge invece sul fronte petrolio, che nell\u2019ultima riunione dell\u2019Opec+ ha visto l\u2019Arabia Saudita isolata sulla proposta di ulteriori riduzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019organizzazione dei paesi esportatori di greggio ha mantenuto lo status quo, estendendo i tagli attuali a tutto il 2024 e stabilendo a 40,46 milioni di barili al giorno il target per l\u2019anno prossimo. Riad, da parte sua, ha invece deciso di proseguire una politica autonoma, confermando il taglio di 500.000 barili al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La divergenza (che, assicurano in sede Opec, \u00e8 stata comunque soft) non ha avuto troppe conseguenze: pur cresciuto, il prezzo del petrolio \u00e8 rimasto sotto gli 80 dollari al barile, nella comfort zone in cui risiede da un po\u2019 di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad abbandonare, invece, le quotazioni degli ultimi tempi \u00e8 stato l\u2019euro, che \u00e8 sceso rispetto al dollaro. Si tratta per\u00f2 di una normale fluttuazione, che lo mantiene in fascia neutrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Stretta monetaria, la (larvata) critica di Visco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019opinione pubblica italiana ha, invece, seguito con molta attenzione le consuete considerazioni finali del governatore di Bankitalia, pronunciate da un Ignazio Visco giunto all\u2019ultimo mandato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attenzione particolare sull\u2019inflazione, il cui ritorno su livelli pi\u00f9 bassi \u201csar\u00e0 pi\u00f9 rapido e meno costoso se tutti \u2013 imprese, lavoratori e governi \u2013 contribuiranno a questo fine, rafforzando l\u2019efficacia dell\u2019indispensabile ancorch\u00e9 equilibrata normalizzazione monetaria. Le strategie di prezzo delle imprese giocheranno un ruolo fondamentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si riveler\u00e0 importante, ha proseguito Visco, \u201ctenere dritta la barra della risposta monetaria, ma con la gradualit\u00e0 necessaria per l\u2019incertezza ancora non dissipata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una larvata critica, quella del governatore, alla velocit\u00e0 con cui la Bce ha alzato i tassi. Pur molto moderato e istituzionale, il messaggio \u00e8 chiaro: occorre evitare salti nel buio, come pi\u00f9 esplicitamente aveva ricordato, lo scorso febbraio, Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo Bce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stiamo attendendo la recessione pi\u00f9 prevista della storia. Ce lo dicono i dati economici, anche se la Banca Centrale Europea sembra voler proseguire nella politica di inasprimento. Mostrandosi pi\u00f9 radicale rispetto alla Fed, dubbiosa sulla prosecuzione della stretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tassazione, la progressivit\u00e0 \u00e8 imprescindibile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Visco \u00e8 intervenuto anche sulla riforma del fisco, ritenendo \u201cnecessario\u201d agire per \u201csuperare gli ostacoli e i disincentivi alla crescita dimensionale ancora presenti, spesso impliciti nelle norme amministrative e tributarie\u201d, ma senza \u201cprescindere dai vincoli posti dal nostro elevato debito pubblico, n\u00e9 dai principi di progressivit\u00e0 e capacit\u00e0 contributiva sanciti dalla Costituzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno, in queste parole, ha visto uno scetticismo nei confronti dei sistemi di tassazione ad aliquota fissa, che periodicamente si presentano nel dibattito politico italiano, ma che nella loro versione pi\u00f9 ortodossa appaiono inattuabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre sembra pi\u00f9 fattibile la versione light della flat tax, quella che consentirebbe alle partite iva con fatturato fino a 80.000 euro lordi una tassazione \u201cpiatta\u201d. Si tratterebbe di una perequazione con il lavoro dipendente: i professionisti non hanno ferie pagate, malattia, n\u00e9 un datore di lavoro che paga loro i contributi. Questo intervento consentirebbe proprio di equilibrare queste differenze. Senza intaccare i principi di \u201cprogressivit\u00e0 e capacit\u00e0 contributiva\u201d sottolineati dal governatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Crescita sopra le attese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i protagonisti delle considerazioni finali anche l\u2019economia, la cui crescita, nel primo trimestre 2023, \u201cha di nuovo superato le attese\u201d, con una previsione attuale di oltre l\u20191% a fine anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione evidenziata dal governatore ispira ottimismo anche in caso di recessione, dato che il prodotto interno lordo italiano continua a mostrarsi superiore a quello di Germania e Francia. Anche per la capacit\u00e0 di reazione dimostrata di fronte a pandemia e guerra russo-ucraina, con annessa crisi energetica. Le ristrettezze economiche in cui da tempo versa l\u2019Italia, hanno fatto s\u00ec che le aziende che sono riuscite a sopravvivere, nonostante l\u2019atavica burocrazia che frena il paese, abbiano sviluppato una sorta di sistema immunitario. E siano pi\u00f9 sane e forti rispetto a imprese abituate a procedere su rassicuranti rettilinei, meno avvezze a difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Salario minimo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governatore si \u00e8 anche dedicato ai troppi giovani (ma non solo) che \u201cnon hanno un\u2019occupazione regolare o, pur avendola, non si vedono riconosciute condizioni contrattuali adeguate; come negli altri principali paesi europei, l\u2019introduzione di un salario minimo, definito con il necessario equilibrio, pu\u00f2 rispondere a non trascurabili esigenze di giustizia sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In molti casi, ha proseguito, \u201cil lavoro a termine si associa a condizioni di precariet\u00e0 molto prolungate: la quota di giovani che dopo cinque anni ancora si trova in condizioni di impiego a tempo determinato resta prossima al 20%\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il salario minimo caldeggiato da Visco \u00e8 possibile da introdurre? E in che termini? Prima di affrontare il problema, occorre ricordare che, da questo discorso, occorre escludere la maggior parte dei dipendenti, che uno stipendio minimo ce l\u2019ha gi\u00e0. Si tratta dei lavoratori coperti dai contratti collettivi nazionali, i cui livelli retributivi sono sicuramente superiori a un importo base stabilito per legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il salario minimo, insomma, andrebbe a tutelare le fasce di popolazione pi\u00f9 deboli, sottopagate. Quelle, per intenderci, che sono retribuite 5 euro all\u2019ora o addirittura meno. Naturalmente, anche qui occorrono i dovuti distinguo: per esempio, prevedendo condizioni ad hoc per alcuni settori, come quello delle badanti, in cui la quantificazione oraria non \u00e8 cos\u00ec immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma: prima o poi, al salario minimo ci si dovr\u00e0 arrivare, come auspicato da Visco. Occorrer\u00e0 per\u00f2 individuare il giusto percorso e le corrette applicazioni di questo istituto. E considerare anche l\u2019altro tema \u2013 correlato e altrettanto importante \u2013 relativo al livello di retribuzione dei giovani, soprattutto negli stipendi di ingresso. Magari superiori a qualsiasi salario minimo venga identificato, ma comunque molto bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Debito pubblico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le altre cose, le considerazioni finali si sono concentrate anche sul debito pubblico. Ridurne la dimensione, ha detto Visco, \u201c\u00e8 una priorit\u00e0 della politica economica, indipendentemente dalle regole europee. Un alto debito impone che una quota elevata delle entrate pubbliche sia destinata al pagamento di interessi invece che a impieghi produttivi; pone seri problemi di equit\u00e0 tra le generazioni; rende pi\u00f9 difficile l\u2019adozione di misure anticicliche; genera incertezza per gli operatori economici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerazioni che non fanno una piega. Ma che, purtroppo, sono di difficile applicazione. Perch\u00e9 nella realt\u00e0, ridurre il debito \u00e8 molto arduo, se non impossibile. Prendiamo l\u2019Italia: negli ultimi 30 anni ha registrato un avanzo primario, ma ci\u00f2 non ha impedito all\u2019indebitamento di crescere. Prendiamo gli Stati Uniti, dove il debito \u00e8 molto maggiore del nostro, e dove, nonostante questo, si \u00e8 reso necessario un ampliamento del tetto, senza il quale il paese sarebbe andato in default.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Piuttosto, sarebbe pi\u00f9 fattibile cercare di eliminare il debito \u201ccattivo\u201d e mantenere quello \u201cbuono\u201d, cio\u00e8 gli investimenti che poi creano lavoro, denaro ed espansione dell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito, sarebbe importante ricalibrare gli obiettivi del Pnrr. Occorrerebbe, cio\u00e8, cambiare le politiche di investimento, dato che in poco tempo le priorit\u00e0 si sono trasformate in maniera radicale, ed evitare di spendere tutto il tesoretto entro il 2026. Perch\u00e9, ricordiamolo, quasi tre quarti della somma disponibile \u00e8 a debito: impiegarla tutta rischierebbe di creare problemi soprattutto a famiglie e aziende, che un giorno saranno chiamate a ripagare gli investimenti effettuati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/diariodelweb.it\/economia\/petrolio-nessun-cambiamento-in-sede-opec\/\">https:\/\/diariodelweb.it\/economia\/petrolio-nessun-cambiamento-in-sede-opec\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB (Carlo Vedani) I paesi esportatori di greggio hanno esteso i tagli attuali alla produzione a tutto il 2024, mentre l\u2019Arabia Saudita proseguir\u00e0 autonomamente l\u2019estrazione di 500.000 barili in meno al giorno. 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