{"id":79799,"date":"2023-06-12T11:48:22","date_gmt":"2023-06-12T09:48:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79799"},"modified":"2023-06-12T11:48:22","modified_gmt":"2023-06-12T09:48:22","slug":"verso-leconomia-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79799","title":{"rendered":"Verso l\u2019economia di guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Alessandro Somma)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-79800\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/russia-ukraine-war-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/russia-ukraine-war-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/russia-ukraine-war.jpg 635w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Le conseguenze della guerra non sono solo quelle visibili a occhio nudo, quelle denunciate dalle innumerevoli immagini che raccontano la tragica quotidianit\u00e0 di chi sopravvive e muore sotto le bombe. Non sono da meno gli effetti su chi viene apparentemente risparmiato dal conflitto perch\u00e9 vive in Paesi non direttamente coinvolti nei combattimenti. Semplicemente sono meno riconoscibili, sebbene coinvolgano il complessivo modo di stare insieme come societ\u00e0 e in ultima analisi i fondamenti di quanto siamo soliti chiamare Occidente.<\/p>\n<p>A mutare profondamente \u00e8 l\u2019ordine politico: la guerra richiede decisioni rapide e unanimi, a monte processi deliberativi opachi, e questo incide profondamente sulla qualit\u00e0 della democrazia, che vive al contrario di conflitti, di tempi scanditi dai ritmi della partecipazione e soprattutto di trasparenza. E anche l\u2019ordine economico viene travolto: la produzione di armamenti e altri beni funzionali al conflitto deve procedere con modalit\u00e0 per certi aspetti incompatibili con il capitalismo, che tra i propri fondamenti vanta l\u2019avversione verso il dirigismo e la pianificazione, utile invece a concentrare lo sforzo produttivo.<\/p>\n<p>La guerra introduce insomma uno stato di eccezione, a ben vedere incrementando dinamiche che hanno preceduto il conflitto in corso<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Questo incide invero su un ordine politico e un ordine economico gi\u00e0 pregiudicati dalla pandemia, e ancora prima dalle crisi economico finanziarie che hanno scosso il pianeta a partire dal 2008. Forse la novit\u00e0 dell\u2019attuale stato di eccezione si coglie al meglio considerando una deriva che non era finora emersa con la stessa nettezza con cui si sta mostrando ora: la transizione verso l\u2019economia di guerra, ovvero \u00abun sistema di produzione, mobilitazione e allocazione di risorse finalizzate al sostegno della violenza\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Accelerare la consegna e l\u2019acquisizione congiunta di munizioni<\/strong><\/p>\n<p>Nel marzo del 2023 il Consiglio affari esteri, ovvero il Consiglio dell\u2019Unione europea nella formazione comprendente i Ministri degli esteri dei Paesi membri<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, ha approvato una risoluzione per \u00abaccelerare la consegna e l\u2019acquisizione congiunta di munizioni per l\u2019Ucraina\u00bb sulla base di tre linee di intervento<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La prima linea riguarda il rimborso nella misura del 50-60% delle \u00abmunizioni di artiglieria\u00bb e dei \u00abmissili\u00bb gi\u00e0 donati o da donare prima del 31 maggio 2023, e la seconda l\u2019acquisto congiunto dello stesso materiale \u00abnel modo pi\u00f9 rapido possibile prima del 30 settembre 2023\u00bb. Per realizzarlo, a margine della riunione del Consiglio affari esteri, si \u00e8 sottoscritto nell\u2019ambito dell\u2019Agenzia europea per la difesa un accordo di progetto che coinvolge 25 Stati. A ben vedere un accordo che prende spunto dal conflitto in corso, ma che mira ad avere effetti sul lungo periodo: sebbene la fornitura di munizioni all\u2019Ucraina riguardi l\u2019immediato futuro, si estende per un arco temporale di sette anni<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La terza linea di intervento, per la quale si invita la Commissione a presentare proposte, concerne invece \u00abl\u2019incremento delle capacit\u00e0 di produzione dell\u2019industria europea della difesa\u00bb. In particolare si chiede di \u00abgarantire catene di approvvigionamento sicure, agevolare procedure di acquisizione efficienti, colmare le carenze nelle capacit\u00e0 di produzione e promuovere gli investimenti\u00bb<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il fondo con il quale finanziare la prima e la seconda linea di intervento ha un nome decisamente fuorviante: lo Strumento europeo per la pace (European peace facility). Si tratta di un fondo istituito un paio di anni or sono al fine di \u00abpreservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale\u00bb<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>, finanziato fuori bilancio da contributi diretti degli Stati determinati sulla base di un criterio di ripartizione fondato sul reddito nazionale lordo. Il tutto per una cifra che ha nel tempo raggiunto gli otto miliardi di Euro, e che si propone ora di incrementare di ulteriori tre miliardi e mezzo per finanziare il conflitto russo ucraino: ipotesi a cui il Consiglio europeo<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00a0ha genericamente dato seguito invocando la \u00abmobilitazione di finanziamenti adeguati\u00bb<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Fornendoci cos\u00ec il riscontro definitivo di come furono facili profeti le organizzazioni non governative che criticarono aspramente l\u2019istituzione dello Strumento europeo per la pace, prevedendo che sarebbe divenuto un nemico dei diritti umani e una fonte di \u00abdanni alle popolazioni civili\u00bb<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Burro o cannoni?<\/strong><\/p>\n<p>Diversi sono i canali indicati per finanziare la terza linea di intervento, per la quale il Consiglio affari esteri, diversamente da quanto immaginato per la prima e la seconda linea, prevede la possibilit\u00e0 di mobilitare il bilancio dell\u2019Unione. Li ha indicati la Commissione, che come abbiamo detto \u00e8 stata invitata a formulare proposte circa il modo di incrementare la capacit\u00e0 di produzione dell\u2019industria bellica. Di qui un recente progetto di regolamento che in inglese ha un acronimo accattivante: Asap (Act in Support of Ammunition Production), che significa anche \u00abil prima possibile\u00bb (as soon as possible)<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il primo canale di finanziamento, come abbiamo detto, \u00e8 il bilancio europeo, dal quale si preleveranno 500 milioni. Vi \u00e8 poi la possibilit\u00e0 di distrarre risorse da fondi gi\u00e0 esistenti e destinati ad altre finalit\u00e0. Gli Stati membri possono invero impiegare le risorse dei celeberrimi Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), e soprattutto \u00able risorse loro assegnate in regime di gestione concorrente\u00bb: formula criptica che allude a un insieme di fondi con i quali l\u2019Europa unita realizza le politiche in senso lato sociali. Il riferimento \u00e8 infatti al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l\u2019acquacoltura, al Fondo Asilo, migrazione e integrazione<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo \u00e8 stato l\u2019unico aspetto sul quale si \u00e8 concentrato il dibattito attorno alla proposta della Commissione, appena approvata senza modifiche dal Parlamento europeo<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>. Non solo: se si \u00e8 discusso di questo aspetto \u00e8 solo per stigmatizzare la consueta ambiguit\u00e0 del Partito democratico, che non poteva bocciare la proposta per non scontentare la sua componente bellicista, ma doveva concedere qualcosa al suo elettorato non proprio in linea con i vertici (i sondaggi documentano una contrariet\u00e0 alla guerra decisamente pi\u00f9 diffusa e radicata di quella espressa dalla politica). Di qui la scelta di approvare la proposta della Commissione, avanzando per\u00f2 nel contempo la richiesta di escludere la possibilit\u00e0 di finanziare l\u2019incremento della capacit\u00e0 produttiva dell\u2019industria delle armi sottraendo soldi al Pnrr e ai Fondi di coesione: cosa che oltretutto neppure \u00e8 stata accolta dal Parlamento europeo.<\/p>\n<p><strong>Sovvenzionare e imporre la produzione di armi<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 gioco facile osservare che, se anche si fosse deciso diversamente, le cose non sarebbero mutate. Per finanziare l\u2019industria delle armi da qualche parte i soldi devono venire, e non si va molto lontano se si apre una discussione su quali siano i tagli preferibili: l\u2019alternativa resta in buona sostanza quella tra burro e cannoni. Il punto per\u00f2 \u00e8 un altro: la proposta della Commissione approvata dal Parlamento europeo contiene elementi ben pi\u00f9 preoccupanti di quelli relativi ai canali di finanziamento, che pure inquietano non poco. Sono tali innanzi tutto le modalit\u00e0 individuate per sovvenzionare e addirittura imporre la produzione di materiale bellico.<\/p>\n<p>La Proposta della Commissione precisa che il sovvenzionamento della produzione viene richiesto dalle \u00abspecificit\u00e0 dell\u2019industria della difesa, settore in cui la domanda proviene quasi esclusivamente dagli Stati\u00bb, motivo per cui le imprese non effettuano \u00abinvestimenti industriali autofinanziati\u00bb. Di qui la volont\u00e0 di \u00abintervenire riducendo i rischi degli investimenti industriali attraverso sovvenzioni e prestiti\u00bb, addirittura per \u00abcoprire fino al 60% dei costi diretti ammissibili\u00bb. Precisamente:<\/p>\n<p><em>Alla luce delle specificit\u00e0 dell\u2019industria della difesa, settore in cui la domanda proviene quasi esclusivamente dagli Stati membri e dai paesi associati, i quali controllano anche ogni acquisizione di prodotti e di tecnologie per la difesa, comprese le esportazioni, il funzionamento del settore industriale della difesa non segue le norme convenzionali e i modelli commerciali che disciplinano i mercati pi\u00f9 tradizionali. L\u2019industria non effettua pertanto ingenti investimenti industriali autofinanziati, ma li avvia solo in seguito a ordini vincolanti. Sebbene gli ordini vincolanti effettuati dagli Stati membri siano una condizione preliminare per qualsiasi investimento, la Commissione pu\u00f2 intervenire riducendo i rischi degli investimenti industriali attraverso sovvenzioni e prestiti, consentendo cos\u00ec all\u2019industria un pi\u00f9 rapido adattamento alle trasformazioni strutturali del mercato in corso. Nell\u2019attuale contesto di emergenza, il sostegno dell\u2019Unione dovrebbe coprire fino al 60 % dei costi diretti ammissibili al fine di consentire ai beneficiari di attuare quanto prima le azioni, ridurre i rischi degli investimenti e quindi accelerare la disponibilit\u00e0 dei prodotti per la difesa pertinenti<\/em><a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Dopo la carota, il bastone. In tempi di guerra l\u2019industria bellica si trova ad affrontare \u00abun\u2019improvvisa impennata della domanda e deve urgentemente adattarsi a questa nuova situazione di mercato\u00bb. Ecco allora che la produzione di armamenti pu\u00f2 essere imposta, e assistita da un impianto sanzionatorio, qualora le imprese rifiutino \u00abdi accettare e mettere al primo posto un ordine classificato come prioritario\u00bb:<\/p>\n<p><em>In particolare la Commissione, d\u2019intesa con lo Stato membro in cui \u00e8 stabilita l\u2019impresa, dovrebbe informare le imprese interessate della sua intenzione di chiedere loro di accettare e mettere al primo posto un ordine classificato come prioritario e fornire a dette imprese tutti gli elementi necessari per consentire loro di prendere una decisione informata sulla possibilit\u00e0 di accettare tale richiesta. In caso di rifiuto dell\u2019impresa, la Commissione, d\u2019intesa con lo Stato membro interessato e tenendo debitamente conto della natura delle obiezioni sollevate dall\u2019impresa, pu\u00f2 ritenere che sia giustificata da motivi di sicurezza l\u2019imposizione, mediante una decisione di esecuzione, di un ordine classificato come prioritario. Una tale decisione dovrebbe essere adottata conformemente a tutti gli obblighi giuridici applicabili dell\u2019Unione, tenendo conto delle circostanze del caso. L\u2019ordine classificato come prioritario dovrebbe essere effettuato a un prezzo equo e ragionevole. Tale ordine dovrebbe prevalere su qualsiasi obbligo di esecuzione di diritto privato o pubblico, tenendo conto delle finalit\u00e0 legittime delle imprese e dei costi e degli sforzi necessari per qualsiasi modifica della sequenza di produzione. Le imprese possono essere soggette a sanzioni se non rispettano l\u2019obbligo relativo agli ordini classificati come prioritari<\/em><a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Ovviamente, l\u2019impresa sottomessa all\u2019economia di guerra non viene lasciata in bal\u00eca delle responsabilit\u00e0 che questo pu\u00f2 comportare: non risponde dei \u00abdanni verso terzi per eventuali violazioni di obblighi contrattuali\u00bb riconducibili all\u2019adempimento dell\u2019obbligo imposto<a id=\"_ftnref16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>. Il bastone c\u2019\u00e8, ma se lo si deve usare contro le imprese le precauzioni sono massime.<\/p>\n<p><strong>I dolori di un vecchio capitalista<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione riconosce che l\u2019imposizione di produrre armi integra una violazione della libert\u00e0 d\u2019impresa e del diritto di propriet\u00e0, che la Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea considera prioritari<a id=\"_ftnref17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>. In effetti la Carta non conosce il principio di parit\u00e0 sostanziale, ma solo la mera uguaglianza di fronte alla legge (art. 20): senza obbligo alcuno per i pubblici poteri di \u00abrimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale\u00bb (come afferma la Costituzione nella celeberrima formula contenuta nell\u2019art. 3). Coerentemente, la Carta non codifica poi diritti sociali, mentre tiene in alta considerazione le posizioni funzionali a rendere il mercato il principale strumento di redistribuzione delle risorse, e a ridurre cos\u00ec l\u2019inclusione sociale a inclusione nel mercato<a id=\"_ftnref18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Di qui la preoccupazione per la sorte della libert\u00e0 d\u2019impresa (art. 16), che la Carta si limita a riconoscere senza precisare che essa \u00abnon pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l\u2019utilit\u00e0 sociale o in modo da recare danno alla salute, all\u2019ambiente, alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana (come precisato invece dall\u2019art. 41 della Costituzione italiana). Di qui anche l\u2019apprensione per la sorte del diritto di propriet\u00e0, per il quale la Carta richiama l\u2019interesse generale solo come limite alla compressione del diritto (art. 17), e non anche al suo esercizio (come avviene invece con il richiamo alla funzione sociale della propriet\u00e0 contenuto nell\u2019art. 42 della Costituzione italiana)<a id=\"_ftnref19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Insomma, lo stato di eccezione alimentato dal conflitto in corso non si limita a pregiudicare l\u2019ordine politico e con ci\u00f2 la democrazia: aspetto sul quale le sensibilit\u00e0 europee non sono certo spiccate. L\u2019economia di guerra insidia l\u2019ordine economico in aspetti centrali per la sua difesa in quanto ordine capitalista, che invece Bruxelles tiene in alta considerazione. Questo pu\u00f2 per\u00f2 giovarsi di altre espressioni dello stato di eccezione, dal momento che si \u00e8 cio\u00e8 dato libero sfogo alla volont\u00e0 di comprimere il controllo pubblico sull\u2019attivit\u00e0 privata, notoriamente percepito come un intralcio alla libert\u00e0 d\u2019impresa e al diritto di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge in termini espliciti dalla Proposta di regolamento, dove si afferma in termini perentori: \u00abper perseguire l\u2019obiettivo generale di politica pubblica della sicurezza, \u00e8 necessario che gli impianti di produzione connessi alla produzione dei prodotti per la difesa pertinenti siano costituiti il pi\u00f9 rapidamente possibile, mantenendo nel contempo al minimo gli oneri amministrativi\u00bb. E si badi che gli oneri amministrativi vanno intesi in senso decisamente ampio, dal momento che includono anche quelli posti a presidio di valori come l\u2019ambiente e la salute:<\/p>\n<p><em>Gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di avvalersi, caso per caso, delle esenzioni previste per il settore della difesa dal diritto nazionale e dal diritto applicabile dell\u2019Unione, qualora ritengano che l\u2019applicazione del pertinente diritto possa incidere negativamente sulle suddette finalit\u00e0. Ci\u00f2 pu\u00f2 applicarsi in particolare al diritto dell\u2019Unione in materia di ambiente, salute e sicurezza, che \u00e8 indispensabile per migliorare la protezione della salute umana e dell\u2019ambiente, nonch\u00e9 per conseguire uno sviluppo sostenibile e sicuro. La sua attuazione per\u00f2 pu\u00f2 anche creare ostacoli normativi che frenano il potenziale dell\u2019industria della difesa dell\u2019Unione di incrementare la produzione e le forniture dei prodotti per la difesa pertinenti<\/em><a id=\"_ftnref20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Insomma, l\u2019economia di guerra resta pur sempre un\u2019economia che non mette in discussione i fondamenti del capitalismo, e che anzi sfrutta lo stato di eccezione per azzerare anni di conquiste in termini di equilibrio tra libert\u00e0 d\u2019impresa e diritto di propriet\u00e0 da un lato, giustizia sociale e ambientale dall\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Dal mercato senza Stato all\u2019esercito senza Stato<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Europa unita \u00e8 nata come mercato senza Stato e sia \u00e8 poi sviluppata attorno a una moneta senza Stato. Questo assetto si \u00e8 retto e si regge tuttora su una retorica accattivante: il rifiuto della sovranit\u00e0 nazionale viene considerato una precondizione per promuovere la pace, sulla scia di quanto sostenevano i federalisti alla conclusione del conflitto mondiale. La guerra russo ucraina e le dinamiche europee che questa ha innescato ci mostrano al contrario che la pace \u00e8 la prerogativa di un ordine democratico e produttivo di giustizia sociale: esattamente i valori che l\u2019economia di guerra sta contribuendo in modo determinante ad affossare.<\/p>\n<p>Prima che il conflitto scoppiasse, si conducevano vivaci dibattiti attorno a una ulteriore espressione dell\u2019unit\u00e0 europea: la formazione di un esercito senza Stato. Vivaci perch\u00e9 condotti sullo sfondo di due punti di vista contrastanti: quello tedesco, per cui la difesa europea doveva restare saldamente ancorata alla Alleanza atlantica, e quella francese, per cui l\u2019Europa doveva emanciparsi dagli Stati Uniti e affidarsi all\u2019egemonia di Parigi. Il Presidente francese Emmanuel Macron parlava nel merito esplicitamente di una transizione dal \u00abWashington consensus\u00bb al \u00abParis consensus\u00bb, e condiva il tutto con giudizi sprezzanti sulla Nato, ritenuta una organizzazione \u00abin stato di morte cerebrale\u00bb<a id=\"_ftnref21\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La guerra in corso non ha messo in discussione la volont\u00e0 di sviluppare l\u2019Europa sotto forma di esercito senza Stato. La ha anzi alimentata, ma nel contempo ha riorientato i suoi fondamenti: quell\u2019esercito deve formarsi e strutturarsi entro la cornice atlantica, e inoltre rafforzare l\u2019ancoraggio a questa cornice della complessiva costruzione europea.<\/p>\n<p>Insomma, il conflitto russo ucraino ci ha ricordati da dove veniamo, ovvero che l\u2019ora zero dell\u2019Europa unita non \u00e8 la celebre dichiarazione di Robert Schumann che ha ispirato la nascita della Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio (Ceca): tutto ha avuto inizio con il Piano Marshall, con il quale gli Stati Uniti hanno serrato le fila dell\u2019occidente nella confrontazione con il blocco socialista, utilizzando l\u2019assistenza finanziaria come contropartita per l\u2019ancoraggio al capitalismo. Il conflitto ci ricorda poi che l\u2019Europa unita ha accompagnato costantemente l\u2019espansione della Nato, prima verso sud e poi verso est. Sino alla pantomima dell\u2019adesione dell\u2019Ucraina all\u2019Unione europea, utilizzata come l\u2019adesione degli altri Paesi un tempo appartenuti al blocco sovietico per contrastare i pallidi tentativi di far emergere l\u2019interesse europeo oltre le mire dell\u2019alleato oltreoceano. L\u2019economia di guerra \u00e8 l\u2019esasperazione di questo disegno, ma anche il preludio del suo approdo: la fine delle speranze di pace per una porzione di mondo che non ha saputo meritarla.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0G. Preterossi,\u00a0<em>Da emergenza sanitaria a stato di eccezione politico?<\/em>\u00a0(29 aprile 2020),\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lafionda.org\/2020\/04\/29\/da-emergenza-sanitaria-a-stato-di-eccezione-politico.\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.lafionda.org\/2020\/04\/29\/da-emergenza-sanitaria-a-stato-di-eccezione-politico.<\/a><\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0P. Le Billon (a cura di),\u00a0<em>Geopolitics of Resource War: Resource Dependence, Governance and Violence<\/em>, London, 2005.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0Il Consiglio dell\u2019Unione europea \u00e8 l\u2019organo in cui sono rappresentati gli Stati attraverso i ministri di volta in volta competenti nelle materie trattate. Nella composizione relativa alle decisioni sulla politica estera e di sicurezza comune (Pesc) prende il nome di Consiglio affari esteri.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0Nota predisposta dal segretario generale del Consiglio del 20 marzo 2023, n. 7632\/23.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0<em>Eda brings together 25 countries for Common Procurement of Ammunition<\/em>\u00a0(20 marzo 2023),\u00a0<a href=\"https:\/\/eda.europa.eu\/news-and-events\/news\/2023\/03\/20\/eda-brings-together-18-countries-for-common-procurement-of-ammunition#\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/eda.europa.eu\/news-and-events\/news\/2023\/03\/20\/eda-brings-together-18-countries-for-common-procurement-of-ammunition#<\/a>.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>\u00a0Nota predisposta dal segretario generale del Consiglio del 20 marzo 2023, cit.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>\u00a0Decisione (Pesc)\u00a0<em>che istituisce uno strumento europeo per la pace<\/em>\u00a0del 22 marzo 2021, 2021\/509.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00a0Da non confondere con il Consiglio dell\u2019Unione europea: il Consiglio europeo si compone dei Capi di Stato e di governo e decide le priorit\u00e0 e gli indirizzi politici dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0Consiglio europeo di Bruxelles del 23 marzo 2023,\u00a0<em>Conclusioni<\/em>.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u00a0<em>European<\/em>\u00a0<em>Peace Facility: Causing harm or bringing peace? Joint Civil Society Statement<\/em>\u00a0(novembre 2020), https:\/\/protectionofcivilians.org\/news\/joint-civil-society-statement-european-peace-facility-causing-harm-or-bringing-peace.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di Regolamento\u00a0<em>che istituisce la legge a sostegno della produzione di munizioni<\/em>\u00a0del 3 maggio 2023, Com\/2023\/237 final.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>\u00a0Sono tutti Fondi richiamati dal Regolamento Ue 2021\/1060, a sua volta richiamato dalla Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, considerando 15.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>\u00a0Decisione del 1. giugno 2023, P9_TA(2023)0208.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, Relazione e considerando 19.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, considerando 33.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, considerando 36.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>\u00a0Alla Carta, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000, il Trattato sull\u2019Unione europea ha attribuito lo \u00abstesso valore giuridico dei Trattati\u00bb (art. 6).<\/p>\n<p><a id=\"_ftn18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>\u00a0A. Somma,\u00a0<em>Quando l\u2019Europa trad\u00ec se stessa e come continua a tradirsi nonostante la pandemia<\/em>, Roma e Bari, 2021, p. 111 ss.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, considerando 37.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>\u00a0Proposta di regolamento del 3 maggio 2023, considerando 39 e 40.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn21\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/#_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>\u00a0A. Somma,\u00a0<em>Si scrive europeismo ma si legge atlantismo. L\u2019Unione europea nel conflitto tra Nato e Russia<\/em>, ne\u00a0<em>La Fionda<\/em>, 2022, 2, p. 57 ss.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/\" data-a2a-title=\"Verso l\u2019economia di guerra\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/06\/07\/verso-leconomia-di-guerra\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Alessandro Somma) Le conseguenze della guerra non sono solo quelle visibili a occhio nudo, quelle denunciate dalle innumerevoli immagini che raccontano la tragica quotidianit\u00e0 di chi sopravvive e muore sotto le bombe. Non sono da meno gli effetti su chi viene apparentemente risparmiato dal conflitto perch\u00e9 vive in Paesi non direttamente coinvolti nei combattimenti. Semplicemente sono meno riconoscibili, sebbene coinvolgano il complessivo modo di stare insieme come societ\u00e0 e in ultima analisi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kL5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79799"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79799"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79801,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79799\/revisions\/79801"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}