{"id":79855,"date":"2023-06-16T08:52:41","date_gmt":"2023-06-16T06:52:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79855"},"modified":"2023-06-13T11:55:21","modified_gmt":"2023-06-13T09:55:21","slug":"jeux-de-massacre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=79855","title":{"rendered":"JEUX DE MASSACRE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Mentre assistiamo alle prime mosse dell\u2019ormai famosa offensiva ucraina, preludio a quella che sar\u00e0 probabilmente la pi\u00f9 grande battaglia della guerra, a migliaia di chilometri dalla linea del fronte altri schieramenti si muovono, non meno importanti per le sorti del conflitto. All\u2019interno del NATOstan almeno tre diverse posizioni si confrontano, ma tutte assolutamente incapaci \u2013 dopo oltre un anno di demonizzazione del nemico \u2013 di considerare la Russia al di l\u00e0 della propria semplicistica schematizzazione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34398 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?resize=640%2C467&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?resize=1024%2C747&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?resize=300%2C219&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?resize=768%2C560&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ba928472-d13a-4ecd-ad60-f30dde8b8176_1080x788.jpg?resize=640%2C467&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Tanto tuon\u00f2 che piovve. Inevitabilmente, dopo averne parlato per mesi, e sotto la crescente pressione statunitense, l\u2019Ucraina ha rotto gli indugi ed ha avviato la sua offensiva. Siamo in effetti ancora ai\u00a0<em>preliminari\u00a0<\/em>\u2013 prima le operazioni di gruppi DRG per sondare il terreno, ora puntate offensive pi\u00f9 consistenti (in cui vengono per la prima volta impiegati carri e corazzati NATO) con cui gli ucraini cercano battaglia, in attesa di individuare il punto debole dello schieramento russo, e su cui successivamente lanciare il grosso della forza di sfondamento (5\/600 carri MBT, un migliaio di corazzati, forse 20\/30.000 uomini, pi\u00f9 le riserve).<br \/>\nQuesto lungo periodo di incubazione per\u00f2, non ha fatto che danneggiare le effettive possibilit\u00e0 di successo, sia perch\u00e9 ha ovviamente dato pi\u00f9 tempo ai russi di prepararsi (non solo costruendo linee di difesa fortificate in profondit\u00e0, ma anche accumulando riserve), sia perch\u00e9 ha fortemente logorato la capacit\u00e0 bellica ucro-NATO.<\/p>\n<p>In particolare, sono risultati significativamente deleteri alcuni passaggi, che hanno fortemente indebolito il potenziale offensivo ucraino. Innanzi tutto, ovviamente, l\u2019ostinazione con cui si \u00e8 voluta difendere Bakhmut, e non solo perch\u00e9 si \u00e8 tradotta nel famoso\u00a0<em>tritacarne<\/em>, in cui sono andati perduti decine di migliaia di uomini, in buona parte truppe esperte, ma soprattutto perch\u00e9 quella battaglia \u2013 inutilmente simbolica, giacch\u00e9 era chiaro sin dall\u2019inizio che avrebbero perduto la citt\u00e0 \u2013 ha impedito per mesi la possibilit\u00e0 di sviluppare altrove un\u2019offensiva.<br \/>\nCon l\u2019approssimarsi di questa, inoltre, nonch\u00e9 grazie ad una serie di errori strategici commessi per esigenze mediatiche (1), gli ucraini si sono trovati a subire una serie di colpi\u00a0<em>mirati<\/em>, che ne hanno minato profondamente la capacit\u00e0 offensiva.<\/p>\n<p>Negli ultimi due\/tre mesi, infatti, oltre a colpire pesantemente importanti depositi di munizioni nelle retrovie, le forze aerospaziali russe hanno messo a segno pi\u00f9 di un colpo importante. Ad aprile, un missile Kinzhal colpisce un centro di comando sotterraneo NATO-ucraino (posto a 130 m di profondit\u00e0), distruggendolo (2); il centro era probabilmente attrezzato anche per coordinare l\u2019imminente offensiva. A maggio, ancora un Kinzhal distrugge un altro centro comando, all\u2019interno del quale si trovava \u2013 tra gli altri \u2013 anche il comandante delle forze armate ucraine, Zaluzhny, da allora scomparso (forse deceduto o ferito cos\u00ec gravemente da non poter essere pi\u00f9 attivo). Stessa sorte ad un altro comando congiunto ad Odessa, e quindi al bunker sotterraneo del GRU (il servizio di intelligence militare), nel quale a sua volta potrebbe essere rimasto ucciso il comandante, Kyrylo Budanov.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019impatto simbolico, e del\u00a0<em>messaggio\u00a0<\/em>alla NATO (che in questi attacchi ha perso decine di ufficiali), \u00e8 evidente che l\u2019effetto \u00e8 stato quello di una parziale disarticolazione logistica e di comando dell\u2019offensiva ucraina.<br \/>\nChe, d\u2019altra parte, non poteva essere rinviata ancora troppo a lungo, soprattutto dopo la caduta di Bakhmut, sia per ragioni politico-mediatiche internazionali, sia perch\u00e9 il rischio era di farsi logorare prima ancora di avviarla.<br \/>\nPeraltro, lo stato maggiore ucraino \u00e8 ben consapevole delle difficolt\u00e0 intrinseche al tentativo offensivo, per una serie di ragioni oggettive, legate alle condizioni delle forze armate di Kiev. Probabilmente, senza le forti pressioni anglo-americane, di cui Zelensky \u00e8 divenuto portavoce, questa offensiva non sarebbe neanche stata pianificata; \u00e8 anzi probabile che, anche per questa ragione, gli ucraini abbiano cos\u00ec a lungo temporeggiato, prima di avviarla.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>In ballo<\/strong><\/h2>\n<p>In ogni caso, adesso sono aperte le danze, e non sar\u00e0 certo una passeggiata di salute. A quanto pare, come del resto era stato ampiamente previsto, la direttrice d\u2019attacco \u00e8 sostanzialmente quella Zaporozhye-Melitopol, poco ad est del confine tra gli oblast di Donetsk e Zaporozhye. Sebbene ancora non sia stato sferrato l\u2019attacco vero e proprio, tutto lascia supporre che questo verr\u00e0 portato \u2013 presumibilmente entro la terza settimana di giugno \u2013 esattamente in questo settore. Anche la distruzione della diga di Kakhovka (e la susseguente apertura delle chiuse della centrale idroelettrica sul Dniepr a Zaporozhye, a monte della diga), pi\u00f9 che ad impedire una azione offensiva russa verso Kherson, sembra finalizzata a\u00a0<em>coprire\u00a0<\/em>il fianco destro di un attacco verso il mar d\u2019Azov. In questa prima settimana di combattimenti, l\u2019impegno ucraino nel settore (ben attestato dal fatto che, anche per queste\u00a0<em>incursioni ricognitive<\/em>, vengano impiegati i carri recentemente ricevuti dalla NATO \u2013 Leopard 2, M-2 Bradley, AMX-10 ed altri) depone a favore di questa ipotesi.<\/p>\n<p>Ovviamente \u00e8 ancora presto per avere stime attendibilissime, sulle perdite da parte delle forze armate di Kiev, ma gi\u00e0 alcuni dati \u2013 di fonte russa, gli ucraini come al solito tacciono su questo, e quando parlano sono inaffidabili \u2013 dicono che siamo nell\u2019ambito delle funeree previsioni della vigilia: secondo Mikael Valtersson (3), con perdite di oltre 1000 morti e feriti in azione, una brigata ucraina di 4000 uomini perde almeno il 25% del suo\u00a0<em>manpower<\/em>, ed \u00e8 sul punto di divenire inutilizzabile; due giorni di combattimento con tali perdite distruggerebbero la capacit\u00e0 di battaglia di una brigata. 24 giorni con tali perdite in effetti distruggerebbero l\u2019intero gruppo di 12 brigate che l\u2019esercito ucraino ha raccolto per l\u2019offensiva, e tutte le riserve strategiche che l\u2019esercito ucraino ha costruito negli ultimi 6 mesi andrebbero perdute.<br \/>\nIn pochi giorni, le forze ucraine hanno perso due o tre AMX-10, sei o sette Leopard 2, una decina di M2 Bradley, pi\u00f9 decine di altri corazzati ed automezzi. In pratica, circa il 10% delle forniture NATO \u00e8 gi\u00e0 andato in fumo.<\/p>\n<p>Che gli ucraini, muovendo all\u2019offensiva, avrebbero avuto perdite pesanti era appunto largamente previsto; ci\u00f2 accade normalmente, poich\u00e9 l\u2019attacco \u00e8 la manovra pi\u00f9 dispendiosa, in termini di mezzi e vite umane; era anche prevedibile che in questo caso fossero ancor pi\u00f9 significative, per via della sproporzione di mezzi tra i due eserciti. Ma certo questi primi giorni non sembrano delineare un quadro accettabilmente positivo, per Kiev. Sino ad ora, infatti, tutti gli avanzamenti rivendicati dagli ucraini si collocano nella\u00a0<em>zona grigia<\/em>, quella sorta di\u00a0<em>terra di nessuno<\/em>\u00a0che i due eserciti si contendono, ma sono sempre davanti alla prima linea fortificata russa (che ne hanno tre, stratificate in profondit\u00e0), e si contano nell\u2019ordine delle centinaia di metri.<br \/>\nQuello che si pu\u00f2 osservare, pertanto, \u00e8 che \u2013 almeno in questa prima fase \u2013 il dispiegamento dell\u2019azione offensiva presenta almeno 4\/5 aspetti problematici.<\/p>\n<p>La presenza di vasti campi minati, ed al tempo stesso la scarsa disponibilit\u00e0 di mezzi per lo sminamento dinamico, ha portato spesso le unit\u00e0 ucraine ad avanzare incolonnate, rendendole pi\u00f9 facilmente bersaglio dell\u2019aviazione d\u2019attacco russa.<br \/>\nL\u2019artiglieria ucraina si \u00e8 dimostrata abbastanza inefficace, sia nel fuoco di copertura all\u2019avanzata dei reparti, che in quello di contro-batteria.<br \/>\nLa mancanza di supporto aereo alle unit\u00e0 in avanzamento, anche se previsto, ne ha accentuato l\u2019esposizione al fuoco nemico.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di proteggere i sistemi di difesa aerea, tenendoli a distanza di sicurezza, ha sostanzialmente lasciato campo libero all\u2019aviazione russa nell\u2019attacco ravvicinato.<br \/>\nLa\u00a0<em>permeabilit\u00e0\u00a0<\/em>degli strumenti di comunicazione e controllo all\u2019azione dei dispositivi di disturbo schierati dai russi, ha reso meno efficace il necessario coordinamento tra le diverse unit\u00e0, e tra queste ed i centri di comando.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34399 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mappa-12-6.jpg?resize=640%2C490&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mappa-12-6.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mappa-12-6.jpg?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mappa-12-6.jpg?resize=768%2C588&amp;ssl=1 768w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mappa-12-6.jpg?resize=640%2C490&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Se, come appunto tutto sembra indicare, nei prossimi giorni verr\u00e0 sferrato l\u2019attacco vero e proprio, e questo sar\u00e0 effettivamente indirizzato verso Melitopol, si pu\u00f2 ipotizzare che ci\u00f2 avvenga lungo l\u2019asse Robotyne-Novoprovokivka-Kharkove-Tokmak (come sembra indicare il punto in cui stanno attualmente concentrando gli sforzi), o invece lungo l\u2019asse Kopani-Chystopillia-Pokrovske-Molokans\u2019k; questa seconda direttrice presenterebbe il vantaggio di un sostanziale varco nella prima linea difensiva fortificata russa. Entrambe comunque convergerebbero verso Tokmak-Molokans\u2019k, laddove \u00e8 presente un altro varco nella terza linea, proprio tra queste due localit\u00e0. A quel punto, le forze ucraine si troverebbero a sinistra la citt\u00e0 fortificata di Tokmak, e sul fianco destro un\u2019altra linea fortificata che scende quasi perpendicolarmente da Molokans\u2019k verso Starobohdanivka. Il che non \u00e8 ovviamente una situazione ideale\u2026 (4)<br \/>\nD\u2019altra parte, sarebbe gi\u00e0 un notevole risultato se l\u2019esercito ucraino riuscisse a raggiungere queste posizioni, mantenendo una sufficiente capacit\u00e0 offensiva, e proteggendo alle spalle le vie di rifornimento logistico. Mantenere e consolidare poi una tale penetrazione, se pure ben lungi dal raggiungere la costa, potrebbe essere rivendicato come un grandissimo successo (anche se meramente tattico, e soggetto ad una controffensiva russa).<\/p>\n<p>Tenendo conto che questo \u00e8, con ogni probabilit\u00e0, l\u2019ultimo tentativo che le forze ucraine possono mettere\u00a0<em>autonomamente\u00a0<\/em>in campo, per cercare di modificare la situazione sul terreno, \u00e8 facilmente prevedibile che su questo siano comunque disposte ad investire pesantemente; il che significa accettare perdite assai rilevanti. Che ottengano un qualche successo tattico o meno, ritengo che il costo di questa offensiva sar\u00e0 elevatissimo \u2013 almeno 20.000 KIA e WIA, almeno un migliaio di mezzi.<br \/>\nDopo di ci\u00f2, non resta che arroccarsi in difesa, combattendo metro per metro, casa per casa. O, viceversa, affidarsi a forze\u00a0<em>esterne\u00a0<\/em>per un nuovo tentativo offensivo \u2013 la\u00a0<em>coalizione dei volenterosi<\/em>\u00a0di cui si parla da tempo, e che dovrebbe veder scendere in campo direttamente la Polonia ed i baltici. Una soluzione, questa, non solo estremamente pericolosa \u2013 sia perch\u00e9 potrebbe facilmente portare al confronto diretto NATO-Russia, sia perch\u00e9 potrebbe avere come esito la\u00a0<em>scomparsa\u00a0<\/em>delle tre repubbliche baltiche, sia perch\u00e9 aprirebbe comunque la strada alla spartizione dell\u2019Ucraina ed alla sua estinzione come stato autonomo.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dietro le quinte del conflitto<\/strong><\/h2>\n<p>Mentre sul campo si\u00a0<em>apparecchia\u00a0<\/em>una battaglia significativa \u2013 forse la prima vera grande battaglia della guerra \u2013 non meno importanti manovre si dispiegano altrove.<br \/>\nLo scenario strategico che si va delineando con sempre maggiore nettezza \u00e8, per un verso, un certo\u00a0<em>disimpegno\u00a0<\/em>bellico statunitense, che vede da un lato l\u2019approssimarsi della campagna elettorale per le presidenziali USA, la crisi di bilancio, ed il dilazionarsi degli aiuti (gli ultimi stanziati arriveranno tra mesi, o addirittura il prossimo anno e successivi), mentre dall\u2019altro cresce il dibattito-scontro tra chi propende per la guerra ad oltranza, e chi invece cerca una via d\u2019uscita che salvi capra e cavoli.<br \/>\nDi sicuro, avendo ormai\u00a0<em>incastrato\u00a0<\/em>i paesi europei nel conflitto, Washington punta a scaricare buona parte dell\u2019onere del supporto a Kiev proprio sulla vecchia Europa. Le leadership europee, infatti, se pure all\u2019inizio un po\u2019 dubbiosamente, si sono fatte trascinare fino in fondo nel conflitto, al punto tale da non poter pi\u00f9 tornare indietro; sintomatico, sotto questo punto di vista, quanto affermato da Mario Draghi al MIT, pochi giorni addietro (5), secondo il quale non c\u2019\u00e8 altra scelta che sconfiggere la Russia e abbattere Putin, anche a costo di\u00a0<em>\u201cun conflitto prolungato al confine orientale dell\u2019Europa\u201d<\/em>, pena la distruzione dell\u2019Unione Europea. Detto altrimenti, se l\u2019Ucraina perde, saltano tutte le classi dirigenti europee, e con loro le istituzioni che hanno messo in piedi.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8, per sommi capi, il quadro complessivo al di fuori del campo di battaglia (6), gli scenari possibili \u2013 dal punto di vista dell\u2019<em>occidente collettivo<\/em>\u00a0\u2013 sono sostanzialmente tre. Il primo \u00e8 quello in cui, appunto, gli Stati Uniti scaricano la patata bollente all\u2019Unione Europea, nella consapevolezza che i governi europei sono disposti a tutto pur di non uscire sconfitti insieme all\u2019Ucraina, e quindi si dissangueranno pur di trascinare la guerra all\u2019infinito. La seconda \u00e8 che, vittoria dei democratici o meno, i\u00a0<em>neocon\u00a0<\/em>riusciranno comunque a vincere il braccio di ferro interno alla leadership statunitense, e quindi a tenere la barra della prossima amministrazione sulla rotta della\u00a0<em>guerra sino alla vittoria<\/em>. La terza infine che invece a prevalere siano i sostenitori della soluzione negoziale, e che quindi si cominci a sviluppare una rosa di ipotesi proponibili.<br \/>\nIl grosso limite, in tutti i casi, \u00e8 per\u00f2 la\u00a0<em>lettura\u00a0<\/em>del conflitto che viene fatta negli ambienti politico-militari della NATO. Ad eccezione di poche lucide riflessioni, infatti, il minimo comun denominatore delle varie posizioni \u00e8 che \u2013 sotto il profilo strategico \u2013 la guerra si trovi in una situazione irreversibile di stallo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34400 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Leopard-2-A7-KMW-006.jpg?resize=640%2C330&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Leopard-2-A7-KMW-006.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Leopard-2-A7-KMW-006.jpg?resize=300%2C155&amp;ssl=1 300w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Leopard-2-A7-KMW-006.jpg?resize=640%2C330&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Questa interpretazione del conflitto si basa essenzialmente sulla convinzione che nessuno dei due contendenti sia in grado di prevalere sul campo, al di l\u00e0 da possibili quanto occasionali successi tattici, nonch\u00e9 sulla certezza che gli obiettivi della Russia siano territoriali (i quattro oblast e la Crimea) e politici (il rovesciamento del regime di Kiev).<br \/>\nA partire da questo assunto, ne deriva la certezza che non vi sar\u00e0 vittoria militare\u00a0<em>per alcuno<\/em>, e che quindi \u2013 quando la NATO vorr\u00e0 \u2013 sar\u00e0 possibile negoziare, scambiando ad esempio i territori con la preservazione del regime politico ucraino (a prescindere da Zelensky). Avendo questo scenario in mente, l\u2019occidente ritiene che quando lo riterr\u00e0 opportuno, sar\u00e0 possibile mettere fine al conflitto con un sostanziale\u00a0<em>pareggio<\/em>, senza indiscutibili vinti n\u00e9 vincitori \u2013 cos\u00ec che ciascuno possa poi dire a casa propria di aver effettivamente vinto\u2026<br \/>\nIl punto ovviamente \u00e8 che questa\u00a0<em>lettura\u00a0<\/em>\u00e8 del tutto fallace.<\/p>\n<p>Per la Federazione Russa, questa guerra \u00e8 cominciata in quanto l\u2019espansione della NATO sino ai propri confini, inglobando un paese importante come l\u2019Ucraina, era semplicemente inaccettabile. E nel corso del conflitto ha poi maturato la convinzione che \u2013 indipendentemente dalla questione ucraina \u2013 l\u2019occidente voglia comunque\u00a0<em>liquidare\u00a0<\/em>la Russia, porre fine alla sua esistenza come potenza indipendente. Qualsiasi soluzione negoziale, tanto pi\u00f9\u00a0<em>alla coreana<\/em>\u00a0come si ipotizza ora, \u00e8 quindi semplicemente inaccettabile, senza sufficienti garanzie per la propria sicurezza. E, dopo le promesse sul non allargamento dell\u2019Alleanza Atlantica, e gli accordi di Minsk, \u00e8 chiaro che tali garanzie dovrebbero essere\u00a0<em>materialmente\u00a0<\/em>credibili. Pensare quindi che Mosca accetti un\u00a0<em>congelamento\u00a0<\/em>del conflitto (cos\u00ec che possa riprendere quando la NATO sar\u00e0 nuovamente pronta), soprattutto dopo aver sostenuto una guerra sanguinosa,\u00a0<em>nella quale non \u00e8 certamente sconfitta<\/em>, \u00e8 pura illusione.<br \/>\nOltretutto, dal punto di vista del Cremlino, questa non \u00e8 affatto una situazione di stallo. Non solo perch\u00e9, sia pure lentamente, i russi continuano ad avanzare (7), ma soprattutto perch\u00e9 la scelta strategica non \u00e8 quella di ottenere una rapida vittoria, che lascerebbe le forze ucraine ancora operative, quanto piuttosto quella di\u00a0<em>macinarle lentamente<\/em>, arrivando alla distruzione completa del potenziale bellico di Kiev, ed assestando un colpo duraturo a quello della NATO stessa.<\/p>\n<p>La situazione, quindi, sia sul campo di battaglia che fuori, si profila oggi come un tragico\u00a0<em>jeux de massacre<\/em>. Ed il rischio \u00e8 che, proprio come nell\u2019opera di Ionesco (8), tutti muoiano.<br \/>\nIl fatto che tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nel conflitto, lo vivano come potenzialmente esiziale, non fa che rendere estremamente difficile individuare un punto di caduta diverso da quello dettato dalle armi. Sarebbe quindi auspicabile, anzi decisamente necessario, che si operasse affinch\u00e9 venga prioritariamente a cadere questa percezione. Ed a conti fatti, i soli per cui potrebbe essere pi\u00f9 facile accettare questa prospettiva sono proprio gli USA. Per Washington non ci sono interessi\u00a0<em>vitali\u00a0<\/em>in ballo in Ucraina, e lo scontro per l\u2019egemonia mondiale \u00e8 inteso piuttosto con la Cina che con la Russia. E poi, diciamolo, gli Stati Uniti hanno acquisito una certa\u00a0<em>nonchalance\u00a0<\/em>nell\u2019incassare smacchi e far finta che al contrario le cose vanno alla grande\u2026<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Nell\u2019incapacit\u00e0 di sviluppare azioni militari significative e di successo, ma al contempo pressati dall\u2019esigenza di apparire sufficientemente reattivi ed offensivi, gli ucraini hanno intrapreso una crescente via terroristica, che ha abbondantemente superato i limiti dei quasi decennali bombardamenti sui civili del Donbass. Omicidi di giornalisti in territorio russo, l\u2019attacco al Cremlino, le incursioni in territorio russo di unit\u00e0 DRG\u2026 Il tutto, con l\u2019evidente supporto della NATO.<br \/>\n2 \u2013 All\u2019interno, si trovavano circa 300 persone, tra ufficiali ucraini e di vari paesi NATO, oltre ad alcuni\u00a0<em>contractors\u00a0<\/em>per la gestione delle comunicazioni elettroniche, tutte morte nell\u2019attacco.<br \/>\n3 \u2013 Noto analista militare, ex ufficiale delle forze armate svedesi.<br \/>\n4 \u2013 Una terza direttrice d\u2019attacco potrebbe essere verso la citt\u00e0 fortificata di Novomykhailiyka, pi\u00f9 ad est. In tal caso la distanza da percorrere sarebbe inferiore, ma non ci sarebbero varchi nelle linee russe, ed alla fine si andrebbe a cozzare contro una citt\u00e0, impossibile da prendere d\u2019impeto.<br \/>\n5 \u2013 In proposito, cfr.\u00a0<em>IlSole24Ore<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/stream24.ilsole24ore.com\/video\/mondo\/guerra-ucraina-draghi-kiev-deve-vincere-o-ue-sara-fine\/AEFJdobD\">stream24.ilsole24.com<\/a>, e l\u2019analisi di Giuseppe Masala,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ue_e_guerra_in_ucraina_le_inquietanti_e_sincere_parole_di_draghi_al_mit\/29296_49922\/\">l\u2019Antidiplomatico<\/a><br \/>\n6 \u2013 A riguardo, cfr. anche\u00a0<em>\u201cDopo Bakhmut\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/category\/internazionale\/\">Giubbe Rosse News<\/a><br \/>\n7 \u2013 Mentre l\u2019attenzione \u00e8 focalizzata sugli oblast di Zaporozhye, le forze russe continuano a conquistare posizioni nell\u2019area di Kharkov, in direzione di Kupyansk, a Kreminna, nel Lugansk, a Maryinka, nel Donetsk\u2026<br \/>\n8 \u2013\u00a0<em>Jeux de massacre<\/em>\u00a0\u00e8 un\u2019opera teatrale di Eug\u00e8ne Ionesco, rappresentata per la prima volta in francese l\u201911 settembre 1970 al Th\u00e9\u00e2tre Montparnasse in una messa in scena di Jorge Lavelli.<br \/>\nIspirata al\u00a0<em>Diario dell\u2019anno della peste<\/em>\u00a0di Daniel Defoe, la commedia si intitolava inizialmente\u00a0<em>The Epidemic<\/em>. Fu rappresentata per la prima volta in tedesco, al Teatro di D\u00fcsseldorf nel gennaio 1970, con il titolo\u00a0<em>Il trionfo della morte<\/em>.<br \/>\nUno strano e sconosciuto male scende su una piccola citt\u00e0 banale, tutti muoiono o hanno paura di morire. Da quel momento in poi, tutte le classi della societ\u00e0 si incontrano e si evitano, temendo la contaminazione\u2026<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/06\/12\/jeux-de-massacre\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/06\/12\/jeux-de-massacre\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Mentre assistiamo alle prime mosse dell\u2019ormai famosa offensiva ucraina, preludio a quella che sar\u00e0 probabilmente la pi\u00f9 grande battaglia della guerra, a migliaia di chilometri dalla linea del fronte altri schieramenti si muovono, non meno importanti per le sorti del conflitto. All\u2019interno del NATOstan almeno tre diverse posizioni si confrontano, ma tutte assolutamente incapaci \u2013 dopo oltre un anno di demonizzazione del nemico \u2013 di considerare la Russia al&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kLZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79855"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79856,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79855\/revisions\/79856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}