{"id":801,"date":"2009-12-03T12:22:09","date_gmt":"2009-12-03T11:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=801"},"modified":"2009-12-03T12:22:09","modified_gmt":"2009-12-03T11:22:09","slug":"il-declino-del-discorso-critico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=801","title":{"rendered":"Il declino del discorso critico"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">di <strong>Giorgio Mascitelli<\/strong><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">fonte <a href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\">nazioneindiana<\/a><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">A me sembra che uno dei fenomeni pi&ugrave; significativi di questa fase di crisi della democrazia italiana sia il declino del discorso critico. Oggi ci&ograve; di cui si parla &egrave; quasi esclusivamente ci&ograve; che &egrave; stato deciso dal potere se non politico, almeno economico, cos&igrave; come l&rsquo;ordine del giorno delle priorit&agrave; e il tono del discorso sono quelli del discorso pubblico ufficiale, langue invece un discorso critico indipendente. <\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Chiamo cos&igrave; quella modalit&agrave; di discorso pubblico che da almeno due secoli &egrave; tipica delle societ&agrave; che rispettano le libert&agrave; d&rsquo;espressione e che si articola di solito nelle forme della controinformazione, cio&egrave; rivelare cose di cui il discorso pubblico ufficiale non parla, e della critica dell&rsquo;ideologia, cio&egrave; la demistificazione delle ipocrisie, delle contraddizioni e delle parzialit&agrave; di quella che il discorso pubblico ufficiale presenta come la verit&agrave;. Le ragioni di questa crisi in Italia oggi non stanno certo nella mancanza di ingegni in grado di ottemperare a questo compito perch&eacute; al contrario sono numerosi gli scrittori che hanno la preparazione culturale e il rigore morale necessari per svolgerlo, ma piuttosto in mutamenti della societ&agrave; tanto profondi quanto recenti. Dico subito che tra questi mutamenti non considero qui quello dell&rsquo;apparato mediatico-televisivo perch&eacute; il discorso critico &egrave; sempre stato recepito da piccole minoranze culturalmente e politicamente consapevoli, salvo in alcune circostanze storiche molto particolari, capaci per&ograve; di tradurre in comportamenti e in risposte anche di massa i suggerimenti creativi che venivano da quello.<\/p>\n<p>\tIn particolare penso che siano due i fattori decisivi che hanno determinato il declino del discorso critico. In primo luogo il trionfo dell&rsquo;individualismo, che si &egrave; accompagnato a quel fenomeno che i politici tipo Walter Veltroni chiamano fine delle ideologie, ha ridotto ai minimi termini o cancellato quel processo di politicizzazione dei cittadini che era la base etica e sociale del discorso critico. In pratica il discorso critico ha ragione di essere solo se ci si percepisce come parte di un corpo politico che compie scelte decisive per noi, quando la percezione dominante &egrave;, come accade oggi, quella di individui isolati che possono partecipare alla vita politica unicamente in veste di tifosi con il voto o con il televoto, non ha molto senso criticare il discorso ufficiale: se esso non piace, si pu&ograve; andare all&rsquo;estero perch&eacute; ci si vergogna di essere italiani o provare a cambiare se stessi con i fiori di Bach, visto che &egrave; impossibile cambiare il mondo, o entrare a far parte del popolo della notte. In questo senso &egrave; vero, tanto per fare un&rsquo;osservazione alla maniera di Houellebecq, che nessuna epoca ha mai visto tanta libert&agrave; come questa, il problema &egrave; che la si paga con una radicale perdita di senso dell&rsquo;esperienza. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">L&rsquo;altro fattore che ha determinato la crisi del discorso critico riguarda lo statuto della verit&agrave; nel discorso ufficiale della nostra societ&agrave; e i rapporti di questa con il sapere e il potere. Infatti se il discorso ufficiale nel passato si &egrave; sempre presentato come la verit&agrave; di una societ&agrave;, come la verit&agrave; del potere, al quale il discorso critico opponeva un&rsquo;altra verit&agrave; nascosta che rivelava la menzogna del potere, oggi non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave; perch&eacute; il discorso ufficiale non pretende di dire la verit&agrave;, ma semplicemente di dire cose interessanti, utili e piacevoli ad ascoltarsi. A sua volta una trasformazione del genere &egrave; stata resa possibile da quella modificazione del sapere che Lyotard ha descritto nel suo ormai trentennale libro <i>La condizione postmoderna<\/i> (un libro dal destino curioso perch&eacute; nato quasi come un&rsquo;apologia di questa trasformazione &egrave; divenuto un utile strumento nelle mani di chi voglia riprendere il filo della critica): il sapere postmoderno non punta pi&ugrave; a una validazione universale, cio&egrave; a cercare di scoprire la verit&agrave; per usare un&rsquo;espressione un po&rsquo; pi&ugrave; sfacciata ma comprensibile, ma alla performativit&agrave; delle conoscenze parziali, cio&egrave; a cercare di conoscere cose che siano utili e spendibili nell&rsquo;immediato senza troppe domande sulla verit&agrave;. Ora gran parte del sapere contemporaneo &egrave; figlio di questa trasformazione e quindi &egrave; indifferente alla verit&agrave;, e pertanto &egrave; naturalmente omogeneo al nuovo tipo di discorso ufficiale fatto dal potere. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Di pi&ugrave;, senza una tensione etica, cio&egrave; senza porsi una domanda radicale sulla verit&agrave;, non &egrave; possibile nessun discorso critico. Ma se colui che ha il potere pu&ograve; tranquillamente vivere senza la verit&agrave; perch&eacute; l&rsquo;ascolto e l&rsquo;efficacia delle sue parole vengono per cos&igrave; dire da s&eacute; in virt&ugrave; della posizione che occupa, colui che &egrave; escluso dal potere se non parla in nome della verit&agrave; &egrave; come se non parlasse. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 16.8pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: #333333; mso-ascii-font-family: calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-hansi-font-family: calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Non &egrave; una questione astratta questa, ma drammaticamente concreta: oggi l&rsquo;agenda dei temi da dibattere, anche in ambienti che si vogliono d&rsquo;opposizione, &egrave; scelto sulla base di una supposta efficacia e utilit&agrave; comunicative: che il senato approvi il decreto legge che privatizza l&rsquo;acqua pubblica non deve essere discusso perch&eacute; non interesserebbe il grande pubblico, perch&eacute; non avrebbe audience. E non &egrave; solo un problema di censura, di controllo dei media da parte di una sola persona o di quel gruppo di persone con forti interessi economici che si fanno chiamare sui giornali da loro posseduti &ldquo;i mercati&rdquo;, &egrave; come se quasi tutti avessero interiorizzato una concezione della democrazia da ufficio stampa, per la quale la libert&agrave; di parola coincide con la spendibilit&agrave; della stessa nel commercio della comunicazione. E la vera democrazia muore perch&eacute; essa non &egrave; un sistema di regole da confermare o da cambiare, ma &egrave; una pratica politica collettiva, che vive grazie alla critica.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giorgio Mascitelli fonte nazioneindiana A me sembra che uno dei fenomeni pi&ugrave; significativi di questa fase di crisi della democrazia italiana sia il declino del discorso critico. 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