{"id":80123,"date":"2023-06-27T08:00:25","date_gmt":"2023-06-27T06:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80123"},"modified":"2023-06-26T18:11:35","modified_gmt":"2023-06-26T16:11:35","slug":"heiner-flassbeck-mancanza-di-lavoratori-qualificati-e-inflazione-le-bugie-e-i-gravi-errori-della-bce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80123","title":{"rendered":"Heiner Flassbeck &#8211; Mancanza di lavoratori qualificati e inflazione, le bugie e i gravi errori della BCE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div><b>&#8220;Quello che veramente ci interessa \u00e8 mantenere le nostre gerarchie salariali.<\/b>\u00a0Dove saremmo se un\u00a0<b>operaio guadagnasse un quarto<\/b>\u00a0di quello che porta a casa il direttore del personale di un&#8217;azienda automobilistica?\u00a0<b>O se un capotreno guadagnasse la met\u00e0 di un direttore di cassa di risparmio?<\/b>\u00a0O un&#8217;infermiera tre quarti dello stipendio di un insegnante? Sarebbe davvero insopportabile.\u00a0<b>Non vogliamo davvero spingere l&#8217;economia di mercato a tanto&#8230;&#8221;.<\/b>\u00a0Il grande economista tedesco\u00a0<b>Heiner Flassbeck<\/b>\u00a0ci spiega perch\u00e9 il dibattito sui tassi di interesse e sulla presunta mancanza di lavoratori qualificati serve piu&#8217; che altro a nascondere gli interessi delle classi dominanti.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.telepolis.de\/features\/Fachkraeftemangel-und-Inflation-Fatale-Fehldiagnosen-9189470.html?seite=3\">Da Telepolis<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgDHXK3CPIR4f01qIFsMKtLFmq18qp2XZTprk3gawy79A1_7ys0tVUaVHvkwNGmfmaK2FaZ4GN6MuUQbOzek6v0Rm0dj7i9RTeDs420Gs_MTJHTCq9OEw5IUvw2e15jLn44F21K5cRCewnb6pBRcPYmd5aC4pwzT91KbJr4rdFSza1M8uHtCPpWgb6QJL0\/s754\/331b146b8b66d944ae87250b11675765v1_max_755x424_b3535db83dc50e27c1bb1392364c95a2%20(2).jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgDHXK3CPIR4f01qIFsMKtLFmq18qp2XZTprk3gawy79A1_7ys0tVUaVHvkwNGmfmaK2FaZ4GN6MuUQbOzek6v0Rm0dj7i9RTeDs420Gs_MTJHTCq9OEw5IUvw2e15jLn44F21K5cRCewnb6pBRcPYmd5aC4pwzT91KbJr4rdFSza1M8uHtCPpWgb6QJL0\/w400-h210\/331b146b8b66d944ae87250b11675765v1_max_755x424_b3535db83dc50e27c1bb1392364c95a2%20(2).jpg\" width=\"400\" height=\"210\" border=\"0\" data-original-height=\"396\" data-original-width=\"754\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">Heiner Flassbeck<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>A volte un&#8217;affermazione molto semplice<\/b>\u00a0pu\u00f2 dirci in che modo una societ\u00e0 mente a se stessa per nascondere delle relazioni alquanto spiacevoli. Cos\u00ec accade anche per l&#8217;inflazione e cos\u00ec accade per la disoccupazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Un anno di forte aumento dei prezzi,<\/b>\u00a0solitamente chiamato &#8220;inflazione&#8221;, ha fatto tremare la societ\u00e0 e la politica; quarant&#8217;anni di disoccupazione, invece, vengono semplicemente messi da parte perch\u00e9 non rientrano nella propria visione del mondo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>In una intervista straordinaria,<\/b>\u00a0il membro del Comitato esecutivo della BCE Isabel Schnabel ha offerto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TJou2dBAoXU\">un punto di vista approfondito<\/a>\u00a0della sua visione del mondo economico.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il risultato \u00e8 scioccante.<\/b>\u00a0La signora\u00a0<b>Schnabel\u00a0<\/b>non solo difende la dottrina totalmente fallimentare del cosiddetto monetarismo, ma la sua visione storica della disoccupazione \u00e8 anche caratterizzata da una grande ignoranza. Entrambi i fatti sono fatali, perch\u00e9 le false lezioni che si traggono dalla storia spesso ci spiegano in maniera diretta gli errori che si commettono nel presente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00c8 pi\u00f9 che sorprendente<\/b>\u00a0il modo in cui la signora Schnabel vede la situazione sul mercato del lavoro negli anni &#8217;70 rispetto a quella odierna. E dice:<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>&#8220;Soprattutto, abbiamo un mercato del lavoro insolitamente forte. La disoccupazione &#8211; e questa \u00e8 un&#8217;enorme differenza rispetto agli anni &#8217;70 &#8211; \u00e8 ai minimi storici nell&#8217;area dell&#8217;euro. Abbiamo una grande carenza di manodopera. Allo stesso tempo, naturalmente, ci\u00f2 significa che in questo processo negoziale i lavoratori hanno un maggiore potere contrattuale (&#8230;)&#8221;<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b>Isabel Schnabel, BCE<\/b><\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Questo \u00e8 pi\u00f9 che problematico<\/b>\u00a0per il suo giudizio sulla reazione dei lavoratori agli attuali aumenti temporanei dei prezzi. Se questo punto di vista (completamente errato) dovesse prevalere in tutto il Comitato esecutivo della BCE, ci\u00f2 spiegherebbe anche l&#8217;errata valutazione della durata e della pericolosit\u00e0 degli aumenti temporanei dei prezzi.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<div><b>Ora la BCE<\/b>\u00a0ha addirittura aumentato un&#8217;altra volta i tassi di interesse, anche se il pericolo di un&#8217;inflazione reale nel frattempo \u00e8 stato ampiamente scongiurato (come mostrato qui di recente).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La denuncia di una carenza di lavoratori qualificati<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La BCE non \u00e8 affatto sola in questo errore di valutazione.<\/b>\u00a0Si sente spesso dire, soprattutto in Germania, che attualmente si registra una carenza particolarmente grave di lavoratori qualificati e che anche i posti di lavoro che richiedono solo basse qualifiche sono difficili da occupare.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Questo pu\u00f2 essere vero agli occhi delle aziende<\/b>\u00a0da tempo abituate ad essere &#8220;rifornite&#8221; alla svelta delle qualifiche di cui avevano bisogno dall&#8217;ufficio di collocamento. Agli occhi di un imprenditore che ha vissuto gli anni &#8217;70, per\u00f2, l&#8217;affermazione secondo la quale oggi ci sarebbe carenza di manodopera \u00e8 uno scherzo di cattivo gusto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il mercato del lavoro: la differenza elementare rispetto agli anni &#8217;70<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Prima dell&#8217;esplosione del prezzo del petrolio nel 1973<\/b>, la Germania e mezzo mondo avevano attraversato 20 anni di super boom che, come l&#8217;Ufficio federale di statistica ha appena mostrato nelle statistiche storiche, la Germania aveva ripreso a crescere all&#8217;inizio degli anni Settanta.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La situazione sul mercato del lavoro era molto chiara.<\/b>\u00a0In Germania c&#8217;erano circa 100.000 disoccupati e circa un milione di posti vacanti, un rapporto di uno a dieci. Non c&#8217;era praticamente lavoro da cercare o trovare, perch\u00e9 la maggior parte delle 100.000 persone registrate come disoccupate si era appena iscritta all&#8217;ufficio di collocamento, poco prima di trovare un nuovo lavoro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjLFjAWwmRgte29nGuYaOXam53bGIx2c_RZVylS8f0Wg4UNOGN_8jcLW70ipn7la5lzSWaqzu-9T7cERzz-XtV-ebDPdcKN68ryzVVAR5mzMPAfryXLK_vBYQgB1SCgizlU5cvEsCsEDW05CzK9oHcjMDgiDJ5uDGEhFsw_k2Y-KLwcn3EqHGrPUs5iUIA\/s2000\/513f651c9e4f9da9.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjLFjAWwmRgte29nGuYaOXam53bGIx2c_RZVylS8f0Wg4UNOGN_8jcLW70ipn7la5lzSWaqzu-9T7cERzz-XtV-ebDPdcKN68ryzVVAR5mzMPAfryXLK_vBYQgB1SCgizlU5cvEsCsEDW05CzK9oHcjMDgiDJ5uDGEhFsw_k2Y-KLwcn3EqHGrPUs5iUIA\/w400-h195\/513f651c9e4f9da9.webp\" width=\"400\" height=\"195\" border=\"0\" data-original-height=\"978\" data-original-width=\"2000\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Oggi ci sono circa 2,5 milioni di disoccupati<\/b>\u00a0secondo le statistiche ufficiali e circa 800.000 posti di lavoro (anch&#8217;essi secondo il conteggio ufficiale) vacanti. Si tratta di un rapporto di tre a uno. Chiunque paragoni un rapporto di uno a dieci con un rapporto di tre a uno giungendo alla conclusione che nel secondo caso vi sia una carenza &#8220;storica&#8221; di manodopera e che quindi i lavoratori oggi abbiano un maggiore potere contrattuale si sta fondamentalmente sbagliando.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il timore di una spirale salari-prezzi viene fomentato in maniera artificiale<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Sulla base di questa diagnosi errata, la BCE arriva<\/b>\u00a0addirittura a fomentare la paura di una spirale salari-prezzi, che invece \u00e8 completamente infondata. Non solo a causa del rapporto inverso tra posti di lavoro e disoccupati, ma anche a causa di molte azioni politiche deliberate durante i decenni del neoliberismo:\u00a0<b>il movimento sindacale in Germania e in tutta Europa \u00e8 stato massicciamente indebolito.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Non da ultimo, all&#8217;inizio di questo secolo,<\/b>\u00a0sotto i rosso-verdi, con la legislazione Hartz IV, il movimento sindacale e la capacit\u00e0 dei sindacati di mobilitare i propri iscritti in occasione di uno sciopero, proprio nel pi\u00f9 grande Paese dell&#8217;Unione monetaria, hanno subito un duro colpo.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<div><b>Tutto questo \u00e8 passato inosservato a Isabel Schnabel?<\/b>\u00a0Se fosse cos\u00ec, allora non ha nulla a che fare con il luogo in cui siede.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ci si chiede, tuttavia, come abbia fatto<\/b>\u00a0l&#8217;economia all&#8217;inizio degli anni Settanta a crescere in modo cos\u00ec sostenuto, quando a differenza di oggi non c&#8217;era la possibilit\u00e0 di reclutare manodopera dall&#8217;esterno<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La risposta \u00e8 semplice.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Vale e dire:<\/b>\u00a0le aziende hanno dovuto trasformare internamente tutti i lavoratori disponibili in lavoratori qualificati con l&#8217;aiuto di una formazione intensiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Chi non riusciva a trovare dipendenti doveva rassegnarsi<\/b>\u00a0alla possibilit\u00e0 di espandere il business solo alle attivit\u00e0 che potevano essere realizzate escllusivamente con la forza lavoro esistente. E c&#8217;erano tutte le ragioni per investire in attivit\u00e0 fisse, pi\u00f9 in quelle che aumentavano la produttivit\u00e0 che in quelle che aumentavano la capacit\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<div><b>Le lamentele dei datori di lavoro sulla carenza di competenze,<\/b>\u00a0che vengono lanciate nel dibattito pubblico ogni pochi mesi, sono piu&#8217; che altro l&#8217;espressione di una mentalit\u00e0 dell&#8217;offerta da parte dei datori di lavoro che non pu\u00f2 essere giustificata da nulla e che ha potuto emergere nei decenni passati perch\u00e9 la disoccupazione \u00e8 rimasta costantemente alta.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Coloro che nei loro discorsi domenicali invocano l&#8217;auto-guarigione<\/b>\u00a0dell&#8217;economia attraverso le sole forze di mercato diventano improvvisamente sostenitori dell&#8217;interventismo statale quando si tratta di disponibilit\u00e0 di manodopera. Lo Stato tuttavia non ha alcun obbligo di garantire un&#8217;offerta regolare di manodopera.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La mentalit\u00e0 orientata all&#8217;offerta dei datori di lavoro<\/b>\u00a0\u00e8 particolarmente evidente quando suppongono che questa offerta di manodopera debba avvenire sempre alle stesse condizioni salariali.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Se si ha urgente bisogno di manodopera,<\/b>\u00a0si deve fare quello che si \u00e8 sempre fatto quando non si riesce a procurarsi facilmente un bene scarso:\u00a0<b>spendere pi\u00f9 soldi<\/b>. E questo \u00e8 l&#8217;unico modo per sfruttare le potenzialit\u00e0 del mercato del lavoro non altrimenti disponibili.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ma quando si tratta di aumentare i salari,<\/b>\u00a0i datori di lavoro dimenticano volentieri che si trovano in un&#8217;economia di mercato e non in un&#8217;istituzione statale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>La colpa \u00e8 solo dei politici.<\/b>\u00a0Quando i ministri federali viaggiano dall&#8217;altra parte del mondo per reclutare lavoratori in un Paese in via di sviluppo, devono avere l&#8217;impressione che si tratti di una questione squisitamente politica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Risolvere la carenza di lavoratori qualificati<\/b>\u00a0con l&#8217;immigrazione \u00e8 tuttavia di un cinismo senza pari in una societ\u00e0 che fa di tutto per chiudere quanto piu&#8217; possibile le proprie frontiere all&#8217;immigrazione in fuga dalla povert\u00e0, anche in barba ai diritti umani.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Va da s\u00e9 che ci \u00e8 permesso, per &#8220;nostre ragioni economiche&#8221;,<\/b>\u00a0sottrarre ai Paesi in via di sviluppo i lavoratori qualificati di cui hanno urgente bisogno. Allo stesso tempo, per\u00f2, facciamo tutto il possibile per fermare o impedire l&#8217;immigrazione per ragioni economiche.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Difficilmente si pu\u00f2 essere pi\u00f9 schizofrenici di cos\u00ec.\u00a0<\/b>Gli immigrati possono anche essere istruiti, ma ovviamente costano di pi\u00f9 che andare a caccia di lavoratori gi\u00e0 formati nei loro Paesi a spese dei contribuenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La soluzione al problema \u00e8 semplice:<\/b>\u00a0in un Paese ci sono tanti lavoratori quanti sono gli abitanti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Da dove arriva l&#8217;arroganza\u00a0<\/b>di dire che dobbiamo crescere pi\u00f9 di quanto siamo effettivamente in grado di fare e che il divario deve essere colmato dall&#8217;immigrazione di lavoratori qualificati e ben istruiti?<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Se la societ\u00e0 \u00e8 in grado di aumentare la propria prosperit\u00e0<\/b>\u00a0attraverso l&#8217;aumento della produttivit\u00e0, tutto bene. Se non ci riesce, deve adattarsi a ci\u00f2 che ha. Dovrebbe essere un tab\u00f9 assoluto, soprattutto per le nazioni &#8220;basate sui valori&#8221;, quello di\u00a0<b>manomettere il potenziale lavorativo di altri Paesi.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Cosa ci interessa davvero<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Quello che ci interessa veramente\u00a0<\/b>\u00e8 mantenere le nostre gerarchie salariali. Dove saremmo se un operaio stipendiato guadagnasse un quarto di quello che porta a casa il direttore del personale di un&#8217;azienda automobilistica?<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>O se un capotreno guadagnasse la met\u00e0 di un direttore di cassa di risparmio?<\/b>\u00a0O un&#8217;infermiera tre quarti dello stipendio di un insegnante? Sarebbe davvero insopportabile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Non vogliamo davvero spingere l&#8217;economia di mercato a tanto.<\/b>\u00a0I lavoratori qualificati devono semplicemente essere disponibili in abbondanza e a basso costo, in modo che il quinto superiore della gerarchia dei redditi possa continuare a vivere nel lusso non solo in termini assoluti, ma anche in termini relativi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/06\/heiner-flassbeck-mancanza-di-lavoratori.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/06\/heiner-flassbeck-mancanza-di-lavoratori.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; &#8220;Quello che veramente ci interessa \u00e8 mantenere le nostre gerarchie salariali.\u00a0Dove saremmo se un\u00a0operaio guadagnasse un quarto\u00a0di quello che porta a casa il direttore del personale di un&#8217;azienda automobilistica?\u00a0O se un capotreno guadagnasse la met\u00e0 di un direttore di cassa di risparmio?\u00a0O un&#8217;infermiera tre quarti dello stipendio di un insegnante? 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