{"id":80147,"date":"2023-06-29T10:34:27","date_gmt":"2023-06-29T08:34:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80147"},"modified":"2023-06-27T17:36:58","modified_gmt":"2023-06-27T15:36:58","slug":"linoffensiva-ed-altri-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80147","title":{"rendered":"L\u2019INOFFENSIVA ED ALTRI FATTI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Mentre sulla linea di combattimento i tentativi di avanzata ucraini si infrangono sulle difese russe, una sorprendente mossa del miliardario Progozhin rischia di pugnalare alle spalle i militari al fronte e viene prontamente \u2013 ed unanimemente \u2013 bollata come tradimento. Intanto, anche a Mosca ferve il dibattito politico sulla guerra e ci si interroga sull\u2019uso delle armi nucleari. L\u2019Europa, come sempre, risulta non pervenuta.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34554\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/7457759_12105950_nucleare.jpg?resize=640%2C351&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"340\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tre fatti<\/strong><\/h2>\n<p>Si \u00e8 spesso osservato, anche su queste pagine, come il dibattito sulle scelte strategiche sia estremamente animato negli Stati Uniti \u2013 a differenza di quanto avviene invece in Europa, dove ogni discussione di merito sul conflitto \u00e8 marginalizzata e criminalizzata aprioristicamente. Contrariamente a quanto si pensi, ed a quanto amano raccontarsi gli aedi locali della NATO, l\u2019esistenza di tale dibattito in USA non testimonia un esclusivo livello di democrazia (se cos\u00ec fosse, dovrebbe essere riconosciuto che in Europa non c\u2019\u00e8 autentica democrazia\u2026); un dibattito, altrettanto serio, si svolge infatti anche nell\u2019<em>autocratica<\/em>\u00a0Russia. Ed \u00e8 un fatto.<br \/>\nData la sfortunata coincidenza con le notizie di cronaca, \u00e8 bene precisare che non ci si intende riferire al tentativo di\u00a0<em>putsch\u00a0<\/em>ad opera della\u00a0<em>Wagner<\/em>, n\u00e9 tantomeno alle\u00a0<em>critiche\u00a0<\/em>del suo proprietario Prigozhin, che nulla hanno a che vedere col dibattito strategico\u00a0<em>serio<\/em>.<\/p>\n<p>Ovviamente, si tratta di un fatto di grande rilevanza, che sarebbe impossibile ignorare. Non fosse altro che perch\u00e9 segna un passaggio importante nella vicenda politica russa di oggi, oltre che ovviamente del conflitto in corso. Pur nella difficolt\u00e0 di analizzare avvenimenti ancora in corso, si tenter\u00e0 ugualmente una prima, sommaria valutazione. Ed \u00e8 quindi questo, il secondo fatto di cui si tratter\u00e0 in questo articolo.<br \/>\nIl terzo, infine, \u00e8 lo stato dei combattimenti sulla linea del fronte, ad oltre due settimane dall\u2019inizio dell\u2019offensiva ucraina, che sembra ben lungi dal conseguire gli ambiziosi obiettivi sbandierati per mesi dalla dirigenza di Kiev.<br \/>\nPi\u00f9 in generale, questa analisi prover\u00e0 a tracciare i possibili sviluppi della guerra \u2013 non molto rassicuranti, in effetti \u2013 proprio a partire dai fatti presi in esame, e che confermano ancora una volta l\u2019assunto che le guerre hanno vita propria: una volta iniziate, \u00e8 difficile prevedere e controllare dove\/come vadano a finire\u2026<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019<em>inoffensiva<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Gi\u00e0 nei giorni scorsi, in un breve post su social network, avevo rilevato come si registrasse un considerevole scarto tra i bellicosi propositi della vigilia e la pratica concreta dell\u2019offensiva dispiegata sul campo, tanto da ipotizzare una certa\u00a0<em>riluttanza\u00a0<\/em>dei comandi ukro-NATO. Com\u2019\u00e8 noto, l\u2019annunciatissima offensiva di primavera risponde essenzialmente ad esigenze politiche, diverse ma concomitanti, sia di Kiev che di Washington. Cos\u00ec come per la difesa ad oltranza di Bakhmut, le scelte politiche si sono imposte sulle valutazioni militari. E, possiamo ormai dirlo con sufficiente certezza, con i medesimi esiti disastrosi.<br \/>\nIl punto \u00e8 che quali fossero le condizioni \u2013 rapporti di forza, caratteristiche delle linee difensive, disponibilit\u00e0 di uomini e mezzi \u2013 era ben noto sia allo stato maggiore ucraino che ai comandi NATO. Dal momento, quindi, che tale quadro della situazione non \u00e8 stato sufficiente a far cambiare idea ai vertici politici, avrebbe dovuto essere affrontato diversamente.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34555\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/1_osnovna-scaled-1.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n<p>Sostanzialmente, l\u2019esercito ucraino andava ad impegnarsi in una offensiva in condizioni di assoluta inferiorit\u00e0. Inferiore supporto di artiglieria, dominio dell\u2019aria da parte del nemico, inferiorit\u00e0 di mezzi; a conti fatti, persino inferiorit\u00e0 numerica, se si tiene conto che un attaccante dovrebbe disporre di una superiorit\u00e0 di almeno 4 a 1 sui difensori.<br \/>\n\u00c8 evidente che, in queste condizioni, e trovandosi di fronte una formidabile linea difensiva articolata in profondit\u00e0, l\u2019unica\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>di ottenere un qualche successo era affidata ad una (certamente rischiosissima) rapida ed elevata concentrazione di uomini e mezzi, cercando\u00a0<em>a qualunque costo<\/em>\u00a0uno sfondamento nel settore meno difeso del fronte nemico. L\u2019evidente riluttanza a tentare un affondo di tal genere, nel timore che si traducesse in una clamorosa disfatta, ha invece spinto gli strateghi ukro-NATO ad adottare una via mediana, una serie di attacchi\u00a0<em>spalmati\u00a0<\/em>lungo la linea di combattimento, nella speranza che si verificasse da qualche parte un cedimento delle truppe russe. Con il risultato di consumare comunque una parte considerevole delle proprie riserve strategiche di uomini e mezzi (almeno un terzo delle brigate \u00e8 sostanzialmente fuori combattimento, o comunque in condizioni di deficit operativo), senza conseguire alcun risultato, nemmeno a livello tattico.<\/p>\n<p>Anche se la propaganda continua a sostenere che\u00a0<em>il bello deve ancora arrivare<\/em>, \u00e8 chiaro che ormai la spinta si sta gi\u00e0 esaurendo ed \u00e8 ben probabile che entro l\u2019estate sopraggiunga invece una nuova offensiva russa. Come ormai ripete continuamente il ministro della difesa Kuleba, in una sorta di mantra allucinato, la risposta \u00e8 pi\u00f9 armi. Anzi, per dirla con le sue stesse parole, le armi saranno sufficienti solo se e quando porteranno alla vittoria. Che, ovviamente, \u00e8 come dire che non basteranno\u00a0<em>mai<\/em>.<br \/>\nIl tutto, mentre la possibilit\u00e0\u00a0<em>materiale\u00a0<\/em>\u2013 da parte dei paesi NATO \u2013 di continuare ad aiutare l\u2019Ucraina si fa di giorno in giorno pi\u00f9 esile. Stoltenberg afferma che gli arsenali sono ormai praticamente vuoti, Borrell che mancano le materie prime per produrre munizioni, Shai Assad (1) sostiene addirittura che, nonostante il Pentagono spenda 10 volte pi\u00f9 della Russia, non sar\u00e0 mai in grado di equiparare la produzione russa.<\/p>\n<p>E, com\u2019\u00e8 ormai una costante, ad ogni fallimento delle aspettative, si risponde rilanciando. Kiev chiede armi sempre pi\u00f9 potenti \u2013 l\u2019ultima frontiera sono gli\u00a0<em>Army Tactical Missile System<\/em>\u00a0(ATacMS) \u2013 che la NATO prima o poi conceder\u00e0, in un folle gioco d\u2019azzardo dove si alza sempre pi\u00f9 la posta, sperando che nel frattempo accada il miracolo.<br \/>\nPerch\u00e9 fondamentalmente \u00e8 questo, lo stato delle cose in campo occidentale: sia Zelensky e la sua cricca, sia i vertici americani che quelli europei, hanno scommesso talmente tanto su questa guerra che adesso non riescono pi\u00f9 a districarsene. E, bench\u00e9 non stia affatto andando come previsto, insistono sulla strada gi\u00e0 battuta, nel timore \u2013 diciamo pure nella consapevolezza \u2013 che una sconfitta di Kiev li spazzerebbe via.<br \/>\nMai come adesso, si \u00e8 resa evidente la divaricazione \u2013 verrebbe da dire la\u00a0<em>dissociazione\u00a0<\/em>\u2013 tra il momento politico e quello militare e l\u2019assunto clausewitziano ne risulta annichilito. Se guardiamo retrospettivamente la storia dell\u2019ultimo secolo, non \u00e8 la prima volta che ci\u00f2 accade, anzi \u00e8 quasi una costante della politica imperiale statunitense. Che infatti, per risolvere la contraddizione, ogni tanto semplicemente prende e scappa, lasciandosi il caos alle spalle (2).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34556\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ATACMS.jpg?resize=640%2C360&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019<em>orchestra<\/em>\u00a0stonata<\/strong><\/h2>\n<p>Se il caos pu\u00f2 essere in qualche modo assunto come\u00a0<em>modus operandi<\/em>\u00a0degli USA, si potrebbe a sua volta pensare che Prigozhin abbia deciso di fare un\u2019<em>americanata<\/em>\u2026 \u2013 e non \u00e8 soltanto una battuta.<br \/>\nChe il proprietario della\u00a0<em>PMC Wagner<\/em>\u00a0avesse ambizioni politiche era evidente gi\u00e0 da un po\u2019, ma il fatto che le sue\u00a0<em>esternazioni\u00a0<\/em>avessero come bersaglio preferito il ministro della difesa Shoigu ed il capo di stato maggiore Gerasimov lasciava pensare che questo fosse appunto il livello delle sue aspirazioni. Ma in fondo Prigozhin, che si \u00e8 sempre mosso all\u2019ombra di una posizione di fedelt\u00e0 a Putin, evidentemente difetta di capacit\u00e0 politiche. Avrebbe infatti dovuto comprendere da tempo che, se pure le sue critiche \u2013 niente affatto leggere, e mosse in un paese in guerra \u2013 venivano tollerate (magari, anche per smuovere la burocrazia militare moscovita), era decisamente impensabile che si arrivasse ad una sostituzione ai massimi livelli della difesa in pieno conflitto. Per tacere del fatto che fosse altrettanto impensabile porre ai vertici un uomo che non provenisse dai ranghi dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>La fama di\u00a0<em>duro\u00a0<\/em>combattente, che non teme di dire pane al pane \u2013 abilmente costruita \u2013 ha probabilmente alimentato ad un tempo il suo ego e la sua frustrazione. Portandolo infine a questa mossa folle.<br \/>\nVa a questo punto precisato anche qualcos\u2019altro. La legislazione della Federazione Russa funziona in modo alquanto diverso da quella dei paesi europei, in materia militare. Non solo, infatti, \u00e8 possibile costituire compagnie militari private, ma queste \u2013 se impiegate in combattimento, come nel caso del conflitto ucraino \u2013 sono semplicemente contrattualizzate dal ministero della difesa, e mantengono una sostanziale autonomia operativa. Cos\u00ec come le unit\u00e0 di volontari, che non sono corpi inquadrati nelle forze armate. Di recente, per\u00f2, \u00e8 stata introdotta una nuova norma, che impone a tutte queste formazioni, private o volontarie, di subordinarsi operativamente al comando dell\u2019esercito, a partire dal primo agosto prossimo. In pratica, Prigozhin si sarebbe presto trovato costretto ad obbedire all\u2019odiato Shoigu o ritrovarsi fuori dai giochi.<\/p>\n<p>Il tentativo di\u00a0<em>putsch<\/em>, quindi, \u00e8 sicuramente frutto del narcisismo di un uomo e delle sue frustrazioni, cos\u00ec come dell\u2019illusione di essere davvero una sorta di novello Giovanni dalle Bande Nere (3). Tutte cose che gli hanno fatto perdere di vista sia la realt\u00e0 soggettiva che quella oggettiva. Ma l\u2019uomo \u00e8 pur sempre tutt\u2019altro che uno sciocco, e quindi tutto questo sembra insufficiente a spiegare la sua mossa. Proprio in quanto uomo navigato, non poteva sfuggirgli che, per avere qualche speranza di successo, necessitava di una\u00a0<em>sponda\u00a0<\/em>forte, dentro e\u00a0<em>fuori\u00a0<\/em>la Federazione.<br \/>\nPer uno connotato come bellicoso\u00a0<em>capitano di ventura<\/em>, patriota tra i patrioti, \u00e8 probabile che ci fossero poche\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>di trovare appoggio tra i\u00a0<em>liberali\u00a0<\/em>russi. Il suo azzardo forse immaginava che una parte delle forze armate lo seguisse e\/o che l\u2019establishment non reagisse prontamente e compattamente. Ma non \u00e8 irragionevole supporre che sia stato incoraggiato dall\u2019estero, da qualcuno che aveva ed ha tutto l\u2019interesse a destabilizzare il paese.<br \/>\nIn ogni caso, le parole di Putin, Surovikin e Kadyrov sono la pietra tombale quantomeno delle sue ambizioni\u2026<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intanto a Mosca\u2026<\/strong><\/h2>\n<p>In tutto questo, anche in Russia si discute su come portare avanti la guerra. Ormai tra i russi c\u2019\u00e8 piena consapevolezza che il conflitto \u00e8 con la NATO, e quindi di ci\u00f2 si tiene pienamente conto. Se all\u2019inizio dell\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>\u00a0c\u2019era l\u2019idea di poter risolvere rapidamente la questione, successivamente la leadership russa si \u00e8 convinta che la guerra sarebbe stata una faccenda di lunga durata e si \u00e8 attrezzata in questa prospettiva. Non solo. Quando Stoltenberg ripete per l\u2019ennesima volta la tiritera che la NATO non vuole un\u00a0<em>congelamento\u00a0<\/em>del conflitto (anche se l\u2019ipotesi, anche detta\u00a0<em>alla coreana<\/em>, \u00e8 venuta fuori proprio dai\u00a0<em>think tank<\/em>\u00a0statunitensi\u2026), prontamente gli ribatte Lavrov:\u00a0<em>\u201cse la NATO dichiara ancora una volta di essere contraria al cosiddetto \u2013 come amano dire \u2013 \u2018congelamento\u2019 del conflitto in Ucraina, allora vuole combattere. Bene, che combattano, noi siamo pronti. Abbiamo capito da un pezzo gli obiettivi, gli scopi reali della NATO nella situazione intorno all\u2019Ucraina, che si sono formati per molti anni\u201d<\/em>. In pratica, sta dicendo che la Russia \u00e8 pronta ad affrontare la NATO\u00a0<em>direttamente<\/em>, sul campo di battaglia.<br \/>\nE si tratta di un\u2019affermazione non da poco, non solo perch\u00e9 Lavrov \u00e8 persona molto attenta e pacata, non certo incline alle smargiassate, ma perch\u00e9 mai prima d\u2019ora, ed a questo livello, si era affermata la disponibilit\u00e0 a giungere a tanto. Segno che a Mosca si fa sempre pi\u00f9 chiaro che la partita \u00e8 per la sopravvivenza della Russia, ma anche che si ha fiducia di poterla vincere.<\/p>\n<p>Ma, com\u2019\u00e8 ovvio, il dibattito politico russo va ben oltre le posizioni ufficiali. Ed oggi verte non tanto sul\u00a0<em>se<\/em>, ma sul\u00a0<em>come\u00a0<\/em>\u2013 e sul\u00a0<em>quando\u00a0<\/em>\u2013 questa guerra possa essere vinta.<br \/>\nBench\u00e9 la Federazione Russa si dica pronta ad una guerra di lunga durata \u2013 e molto probabilmente lo \u00e8, di sicuro assai pi\u00f9 della NATO \u2013 \u00e8 evidente a tutti che quanto pi\u00f9 dura il conflitto, tanto pi\u00f9 alto sar\u00e0 il costo della vittoria, e non solo in termini di vite umane. Ancor pi\u00f9 lo sarebbe se si arrivasse allo scontro frontale con la NATO.<br \/>\nDi conseguenza, il dibattito verte prevalentemente su come vincere rapidamente il conflitto, sfuggendo ai rischi di una\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>senza fine. Sostanzialmente, c\u2019\u00e8 chi ritiene che la strategia pi\u00f9 conveniente sia quella in atto, ovvero consumare nel conflitto quante pi\u00f9 risorse occidentali possibili, oltre a disarticolare le forze armate ucraine, costringendo alla fine la NATO a cedere per consunzione. All\u2019opposto, c\u2019\u00e8 chi ritiene che la NATO continuer\u00e0 ad alzare l\u2019asticella, fornendo armamenti sempre pi\u00f9 sofisticati man mano che quelli precedenti vengono consumati, e che alla fine entrer\u00e0 comunque direttamente nel conflitto.<\/p>\n<p>Tutto si \u00e8 sviluppato a partire da una discussione piuttosto significativa intorno all\u2019articolo dell\u2019influente politologo russo Sergei Karaganov (4), il quale sostiene che sia necessario\u00a0<em>\u201cspezzare la volont\u00e0 dell\u2019Occidente di sostenere Kiev e di costringerlo a ritirarsi strategicamente\u201d<\/em>.<br \/>\nSecondo Dmitry Trenin (5), \u00e8 necessario che la prospettiva di utilizzare armi nucleari diventi\u00a0<em>\u201creale e non solo teorica\u201d<\/em>. Mentre la tesi di Karaganov ritiene necessario rendere credibile la minaccia, ed eventualmente la sua attuazione se questa dovesse risultare insufficiente, per Trenin si tratta soprattutto di\u00a0<em>\u201criportare la paura nella politica e nella coscienza pubblica\u201d<\/em>\u00a0al fine di preservare l\u2019umanit\u00e0. Questo \u00e8 il livello del dibattito in Russia. Cose su cui noi europei dovremmo riflettere con un po\u2019 pi\u00f9 di seriet\u00e0, invece di danzare allegramente sul Titanic. Purtroppo, sul versante occidentale le cose appaiono drammaticamente poco serie.<\/p>\n<p>Zelensky respinge sprezzantemente anche il piano di pace africano. Scholz e Macron invitano in Europa Xi Jinping, per cercare di salvare almeno il commercio con la Cina, mentre Stoltenberg ammonisce che bisogna isolarla. Macron chiede di essere invitato alla riunione dei BRICS, in un ridicolo tentativo di tenere il piede in due scarpe. Lui e Biden si dicono favorevoli all\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella NATO, dopo la guerra. Ma al tempo stesso tutti escludono che possa avvenire.<br \/>\nPurtroppo non \u00e8 semplicemente strategia della confusione, ma anche e soprattutto confusione strategica.<br \/>\nIntanto, l\u2019orologio della guerra scorre inesorabile, conducendoci verso la sua espansione. Da intendere in tutti i sensi: geografica, e di intensit\u00e0.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34557\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/RUS-rocket-artillery-Shikhany-1200x640-1.jpg?resize=640%2C341&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"341\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Ex negoziatore di contratti del Dipartimento della Difesa. Secondo lui, il grosso dell\u2019enorme budget della difesa USA, 800 miliardi di dollari all\u2019anno, andrebbero dispersi in una continua sovrafatturazione da parte delle industrie della difesa. In pratica, una gigantesca corruzione che tiene insieme il complesso militare-industriale statunitense.<br \/>\n2 \u2013\u00a0<em>\u201cQuando i suoi interessi scemano, l\u2019occidente scappa via dai problemi che ha creato. Lo ha fatto in Afghanistan, in Iraq e lo sta facendo in Ucraina, lasciando questo territorio in rovine e minato\u201d<\/em>. Sergej Viktorovi\u010d Lavrov, attuale Ministro degli affari esteri della Federazione Russa.<br \/>\n3 \u2013 Cfr.\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_delle_Bande_Nere\"><em>Wikipedia<\/em><\/a><br \/>\n4 \u2013 Karaganov ha esortato il Cremlino a usare armi nucleari tattiche su obiettivi in Europa, affinch\u00e9 l\u2019Occidente smetta di aiutare l\u2019Ucraina. L\u2019ha definita\u00a0<em>\u201cuna decisione difficile ma necessaria\u201d<\/em>\u00a0giustificandola nel modo seguente. Anche se l\u2019esercito russo riuscisse a ottenere una\u00a0<em>\u201cvittoria minima\u201d<\/em>\u00a0e a conquistare completamente le quattro regioni precedentemente annesse \u2013 Lugansk, Donetsk, Zaporozhye e Kherson \u2013 l\u2019Occidente continuerebbe a fornire armi al resto dell\u2019Ucraina. Lo stesso accadr\u00e0 se la Russia conquister\u00e0 l\u2019intero sud-est. Un simile scenario \u00e8\u00a0<em>\u201cuna ferita sanguinante che presenta il rischio di sviluppare complicanze inevitabili, una nuova guerra\u201d<\/em>. Lo scenario ancora peggiore sarebbe secondo lui una presa di controllo militare di tutta l\u2019Ucraina \u2013 i russi rimarrebbero\u00a0<em>\u201csulle macerie con una parte della popolazione che ci odia\u201d<\/em>. Il che distoglierebbe le risorse russe per i decenni a venire. Allo stesso tempo,\u00a0<em>\u201cl\u2019inimicizia con l\u2019Occidente continuer\u00e0, l\u2019Occidente continuer\u00e0 a sostenere una guerriglia civile strisciante\u201d<\/em>. Karaganov ritiene che l\u2019opzione pi\u00f9 attraente per il Cremlino sia che la Russia prenda il controllo dell\u2019est e del sud, mentre il resto dell\u2019Ucraina diventerebbe una zona\u00a0<em>cuscinetto\u00a0<\/em>amica della Russia e senza ambizioni militari.\u00a0<em>\u201cMa questo \u00e8 possibile solo se e quando saremo in grado di spezzare la volont\u00e0 dell\u2019Occidente di sostenere Kiev e di costringerlo a ritirarsi strategicamente\u201d<\/em>, sostiene Karaganov. A suo avviso, le \u00e9lite occidentali, nel tentativo di mantenere il potere globale, stanno\u00a0<em>\u201cconducendo l\u2019umanit\u00e0 verso la Terza Guerra Mondiale\u201d<\/em>. Allo stesso tempo, durante gli anni di una vita pacifica\u00a0<em>\u201cil loro istinto di conservazione si \u00e8 affievolito\u201d<\/em>, tanto da fargli scatenare una guerra contro\u00a0<em>\u201cuna superpotenza nucleare\u201d<\/em>.<br \/>\n5 \u2013 Dmitry Trenin, professore alla Scuola Superiore di Economia; ha sostanzialmente condiviso le conclusioni di Karaganov. Ha riconosciuto che l\u2019Occidente sta prestando sempre meno attenzione allo status nucleare della Russia, aumentando il grado di escalation. Quindi a suo avviso\u00a0<em>\u201cla possibilit\u00e0 di usare le armi nucleari nell\u2019attuale conflitto non dovrebbe essere nascosta\u201d<\/em>. Allo stesso tempo, ritiene che un attacco nucleare all\u2019Europa provocherebbe un attacco militare\u00a0<em>\u201csensibile e doloroso\u201d<\/em>\u00a0alla Russia, anche se non inizialmente nucleare. Dopodich\u00e9,\u00a0<em>\u201cseguir\u00e0 un attacco di rappresaglia \u2013 e questa volta, possiamo presumere, gi\u00e0 sul nemico principale\u201d<\/em>\u00a0(cio\u00e8 gli Stati Uniti). Nonostante tutto ci\u00f2, Trenin raccomanda alle autorit\u00e0 russe di iniziare a lavorare su misure pratiche per creare una minaccia nucleare.<em>\u00a0\u201c\u00c8 necessario riportare la paura nella politica e nella coscienza pubblica: nei tempi di armi nucleari, questa \u00e8 l\u2019unica garanzia per preservare l\u2019umanit\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/06\/25\/linoffensiva-ed-altri-fatti\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/06\/25\/linoffensiva-ed-altri-fatti\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE (Enrico Tomaselli) Mentre sulla linea di combattimento i tentativi di avanzata ucraini si infrangono sulle difese russe, una sorprendente mossa del miliardario Progozhin rischia di pugnalare alle spalle i militari al fronte e viene prontamente \u2013 ed unanimemente \u2013 bollata come tradimento. Intanto, anche a Mosca ferve il dibattito politico sulla guerra e ci si interroga sull\u2019uso delle armi nucleari. L\u2019Europa, come sempre, risulta non pervenuta. Tre fatti Si \u00e8 spesso osservato,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kQH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80147"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80148,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80147\/revisions\/80148"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}