{"id":80255,"date":"2023-07-03T10:30:00","date_gmt":"2023-07-03T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80255"},"modified":"2023-07-02T16:53:37","modified_gmt":"2023-07-02T14:53:37","slug":"lostinata-ricerca-ricardo-e-la-misura-invariabile-del-valore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80255","title":{"rendered":"L\u2019ostinata ricerca. Ricardo e la misura invariabile del valore"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Riccardo Evangelista)<\/strong><\/p>\n<p><i>La teoria del valore di David Ricardo, un vero rompicapo dell&#8217;economia politica di cui Marx sapr\u00e0 acutamente servirsi, ha posto le basi per definire la distribuzione dei redditi nel capitalismo come un processo conflittuale. Motivo per cui \u00e8 oggi importante riscoprirne i fondamenti.\u00a0<\/i><\/p>\n<div id=\"cc-m-12024081677\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12024081677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=863x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ida4e38782d4cb206\/version\/1687594063\/image.jpg\" alt=\"Vittorio Carpaccio, &quot;Ritorno degli ambasciatori&quot;\" data-src-width=\"1045\" data-src-height=\"586\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=863x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ida4e38782d4cb206\/version\/1687594063\/image.jpg\" data-image-id=\"7750299977\" \/><figcaption>Vittorio Carpaccio, &#8220;Ritorno degli ambasciatori&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024079577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Nella sua Storia dell\u2019economia, piccolo capolavoro della divulgazione d\u2019autore, John Kennet Galbraith introduce in questo modo l\u2019economista David Ricardo:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024079677\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>\u00ab \u00c8 il personaggio pi\u00f9 sconcertante e, sotto certi aspetti, il pi\u00f9 controverso nella storia della sua disciplina; sconcertante perch\u00e9 la natura e la profondit\u00e0 della sua influenza sulla scienza economica sono tutt\u2019altro che chiare;\u00a0 controverso perch\u00e9 agli occhi di molti tale influsso ha reso un servizio meraviglioso alle persone sbagliate: Marx e i marxisti. \u00bb<\/strong>\u00a0(J. K. Galbraith,\u00a0<em>Storia dell\u2019economia<\/em>)<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024079777\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Un giudizio tutt\u2019altro che esagerato: effettivamente siamo di fronte a un autore difficile, a tratti oscuro, con una prosa grigia e un metodo rigidamente deduttivo attraverso il quale, muovendo da una proposizione evidente (o presunta tale), arriva a conclusioni ritenute inevitabili. Nei suoi aspetti pi\u00f9 originali e anche in forza di discordie interpretative ancora irrisolte,\u00a0<strong>rappresenta probabilmente il caso scientifico pi\u00f9 interessante del pensiero economico.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>David Ricardo nasce a Londra nel 1772 da una famiglia ebrea di antiche origini portoghesi e, dopo una lunga attivit\u00e0 da agente di cambio che lo aveva reso benestante, nel 1815 pubblica l\u2019opera in cui s\u2019imbatte per la prima volta nel\u00a0<strong>problema che lo tormenter\u00e0 per tutta la vita da infaticabile studioso: l\u2019origine e la misura del valore, nonch\u00e9 le leggi che determinano la distribuzione dei redditi nella societ\u00e0 capitalistica.<\/strong>\u00a0Il titolo didascalico,\u00a0<em>Saggio sull\u2019influenza di un basso prezzo sul grano sui profitti del capitale<\/em>, non deve trarre in inganno: pur facendo riferimento a una questione di politica economica del tempo (il dibattito del Parlamento inglese sulle\u00a0<em>Corn Laws<\/em>, relativo all\u2019opportunit\u00e0 di aprire all\u2019importazione del grano straniero), lo scritto, per quanto breve, ha una portata che deborda largamente dagli argini contingenti.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024079877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Piero Sraffa lavor\u00f2 per oltre vent\u2019anni alla ricostruzione del pensiero di Ricardo e alla ricerca di documenti inediti che facessero luce sui passaggi pi\u00f9 controversi delle sue opere. Del resto, come avverte\u00a0lo stesso\u00a0nell\u2019introduzione alla monumentale edizione delle opere, per comprendere il pensiero di Ricardo vanno sempre distinte le conclusioni pratiche, legate alla sua filosofia politica impregnata di utilitarismo benthaniano e liberismo cavalcante, dalla cornice analitica pi\u00f9 generale. \u00c8 proprio Sraffa, allora, che pu\u00f2 condurci con cura lungo il tortuoso sentiero ricardiano, iniziando con l\u2019indagare quello che \u00e8 passato alla storia del pensiero economico come la bizzarria di un \u201cmodello grano\u201d. La tesi di fondo sostenuta nel piccolo saggio \u00e8 grosso modo la seguente:\u00a0<strong>dato che in agricoltura il capitale \u00e8 della stessa natura del prodotto (grano come mezzo di sussistenza per i lavoratori e come semente, ma anche come prodotto),<\/strong>\u00a0allora i<strong>l valore totale della produzione pu\u00f2 essere interamente misurato in termini fisici,<\/strong>\u00a0senza riferimenti e unit\u00e0 di misura ulteriori. Inoltre, poich\u00e9 in un sistema concorrenziale il profitto deve essere per definizione uniforme, diventa possibile determinare contemporaneamente il saggio generale del profitto (cio\u00e8 di tutti i settori della produzione) facendo riferimento a quello realizzato in agricoltura. Scrive Sraffa, provando a chiarire i passaggi essenziali del ragionamento di Ricardo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024082177\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12024082177\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=346x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i39b568cfa00b06c4\/version\/1687530083\/image.jpg\" alt=\"Sraffa\" data-src-width=\"444\" data-src-height=\"658\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=346x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i39b568cfa00b06c4\/version\/1687530083\/image.jpg\" data-image-id=\"7750300577\" \/><figcaption>Sraffa<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12024082177\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab Se deve darsi un saggio uniforme del profitto in tutte le attivit\u00e0, saranno i valori di scambio delle altre attivit\u00e0 in rapporto ai rispettivi capitali (cio\u00e8 in rapporto al grano) a doversi adeguare in modo d\u2019assicurare lo stesso saggio del profitto realizzato nella produzione del grano, dato che in questa nessun cambiamento di valore pu\u00f2 mutare il rapporto tra il prodotto e il capitale, che consistono entrambi della medesima merce. [\u2026] Il vantaggio del metodo ricardiano d\u2019approccio \u00e8 che, sia pure a costo di considerevole semplificazione, diventa possibile comprendere la determinazione del saggio del profitto senza bisogno di un metodo che riduca ad una comune unit\u00e0 di misura un insieme eterogeneo di merci. \u00bb\u00a0(P. Sraffa,\u00a0<em>Introduzione ai \u201cPrincipi\u201d di Ricardo<\/em>)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080077\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Il \u201cmodello grano\u201d, per quanto logicamente ineccepibile, si allontana per\u00f2 davvero troppo dalla realt\u00e0 di un capitalismo industriale in espansione, nel quale l\u2019agricoltura stava rapidamente perdendo la sua centralit\u00e0. Il problema non tarda a metterlo in evidenza il pastore anglicano ed economista Thomas Malthus, il cui rapporto con Ricardo \u00e8 stato ricostruito sempre da Sraffa attraverso la pubblicazione delle numerose lettere che i due studiosi, grandi amici ma tenaci avversari politici, si sono scambiati nel corso della loro vita. Scrive molto semplicemente l\u2019alto prelato inglese\u00a0<strong>\u00abIn nessun ramo di produzione il prodotto ha esattamente la medesima natura del capitale anticipato. E quindi non \u00e8 corretto fare riferimento ad un saggio materiale del prodotto.\u00bb<\/strong>\u00a0(ivi)<\/p>\n<p>L\u2019autorevole opinione di Malthus \u00e8 stata con ogni probabilit\u00e0 decisiva per convincere Ricardo a percorrere un\u2019altra strada, ma allo stesso tempo a non cambiare direzione: il suo ambizioso sistema teorico, del resto, era stato costruito per decifrare\u00a0<strong>le leggi che governano l\u2019economia politica e individuare i sentieri di sviluppo di quella societ\u00e0 capitalistica che sembrava non ammettere possibilit\u00e0 d\u2019interferenza umana.<\/strong>\u00a0Inizia con questi presupposti l\u2019impresa pi\u00f9 ardua e per certi aspetti eroica di Ricardo:\u00a0<strong>la ricerca di una teoria generale del valore e della distribuzione in grado di prescindere tanto dai singoli settori della produzione,<\/strong> quanto dai mutevoli prezzi di mercato, indipendente quindi da ogni tipo di relazione tra variabili fisiche o monetarie (salari, profitti e rendite), ma anzi diventando il presupposto e la misura ultima di queste.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080177\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Sotto il costante incitamento di James Stuart Mill, Ricardo decide cos\u00ec di lavorare in maniera febbrile a un testo ben pi\u00f9 articolato del precedente per trovare la soluzione definitiva al problema di tutta la sua vita da studioso. La prima edizione dei\u00a0<em>Principi dell\u2019economia politica e della tassazione<\/em>, questo il titolo dell\u2019opera della maturit\u00e0, vede la luce nel 1817 e si apre non a caso con un capitolo intitolato\u00a0<em>Sul valore<\/em>. Il punto di attacco \u00e8 in questo caso l\u2019opera maggiore di Adam Smith,\u00a0<em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, pubblicata nel 1776, in cui \u00e8 contenuta una teoria del valore di tipo additivo: in estrema sintesi,\u00a0<strong>Smith ritiene che il valore di ogni bene prodotto corrisponda alla somma dei valori dei suoi fattori<\/strong>\u00a0(rendita, profitto e salari), definendo il risultato della somma come il prezzo naturale. In un sistema di concorrenza, quest\u2019ultimo deve coincidere con il prezzo di mercato.<\/p>\n<p>Ricardo non \u00e8 per nulla soddisfatto della soluzione proposta dall\u2019economista e filosofo scozzese:\u00a0<strong>se il valore \u00e8 composto da una mera somma di remunerazioni, allora cosa determina il valore di quest\u2019ultime?<\/strong>\u00a0In altri termini:\u00a0<strong>possono le rendite, i profitti e i salari determinare il valore se essi stessi necessitano di una misura del valore per essere determinati?<\/strong>\u00a0Per Ricardo la teoria smithiana aveva un evidente\u00a0<strong>vizio di circolarit\u00e0<\/strong>\u00a0che la rendeva gravemente difettosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024081977\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12024081977\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=723x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i6330fa5144290c2d\/version\/1687528424\/image.jpg\" alt=\"Giovanni Carlone, &quot;Giuseppe venduto dai fratelli&quot;\" data-src-width=\"1000\" data-src-height=\"750\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=723x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i6330fa5144290c2d\/version\/1687528424\/image.jpg\" data-image-id=\"7750300377\" \/><figcaption>Giovanni Carlone, &#8220;Giuseppe venduto dai fratelli&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080277\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Data la mancanza di realismo del \u201cmodello grano\u201d, la soluzione al dilemma del valore sembra prendere, per Ricardo, la stretta via di un criterio immune tanto dai vizi formali quanto dalla mutevolezza fenomenica dei prezzi. \u00c8 ancora Sraffa a mostrarci\u00a0<strong>l\u2019approdo dell\u2019impervia ricerca<\/strong>\u00a0attraverso il contenuto di una lettera del 1820 destinata al solito Malthus, nella quale Ricardo cerca di riassumere l\u2019ingarbugliato contenuto dei suoi\u00a0<em>Principi<\/em>:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080377\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>\u00ab Mi si pu\u00f2 chiedere che cosa intendo con la parola valore, e in base a quale criterio posso giudicare se una merce ha cambiato o no di valore. Rispondo che non conosco altro criterio per dire se una cosa \u00e8 cara o a buon mercato tranne il sacrificio di lavoro sopportato per ottenerla [\u2026]. Mi sembra proprio una contraddizione dire che una merce \u00e8 aumentata di valore mentre continua ad essere prodotta nelle stesse condizioni di prima. \u00bb<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080477\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Se Ricardo, per venir fuori dal circolo vizioso smithiano,\u00a0<strong>vuole determinare un valore assoluto,<\/strong>\u00a0<strong>ossia definire un criterio di misurazione indipendente dagli accidenti del mercato,<\/strong>\u00a0allora l\u2019obiettivo diventa possibile solo grazie all\u2019ancoraggio del valore stesso a un\u2019unit\u00e0 di misura invariabile nel tempo e nello spazio. Tutte queste caratteristiche le possiede, seppur in modo imperfetto, soltanto\u00a0<em><strong>il lavoro umano<\/strong><\/em>. Scrive ancora Ricardo:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>\u00ab Se avessimo una misura di tipo invariabile, attraverso cui misurare la variazione delle altre merci, ci avvedremmo che il limite massimo che queste possono permanentemente raggiungere, ove siano prodotte nelle condizioni postulate, \u00e8 in ragione della quantit\u00e0 supplementare di lavoro occorrente per la loro produzione, e che esse non possono affatto aumentare, se per la loro produzione non occorre una maggiore quantit\u00e0 di lavoro. \u00bb<\/strong>\u00a0(D. Ricardo,\u00a0<em>Principi dell\u2019economia politica e della\u00a0tassazione<\/em>)<\/p>\n<p>Molti studiosi contemporanei, pur riconoscendo l\u2019importanza dell\u2019opera, si sono chiesti cos\u2019abbia spinto una mente acutissima come quella di Ricardo a <strong>una soluzione per certi aspetti atavica del problema relativo al valore<\/strong>, che per giunta gi\u00e0 Smith aveva scartato, ritenendola adatta solo a\u00a0<strong>\u00abquello stadio primitivo dell\u2019agricoltura che precede il progresso delle manifatture\u00bb<\/strong>\u00a0(A. Smith,\u00a0<em>La ricchezza delle Nazioni<\/em>) e dunque l\u2019accumulazione di capitale. Ad esempio, Robert Lekachman ritiene che in Ricardo\u00a0<strong>\u00abci\u00f2 che legittimava il lavoro come misura del valore non era altro che una combinazione di praticit\u00e0 e solidit\u00e0 psicologica\u00bb\u00a0(<\/strong>R. Lekachman,\u00a0<i>Storia del pensiero economico<\/i>). Alessandro Roncaglia sottolinea invece come\u00a0<strong>nella teoria del valore-lavoro<\/strong>\u00a0ricardiana permangano degli\u00a0<strong>elementi\u00a0metafisici<\/strong>\u00a0causati da una confusione tra due piani analitici:\u00a0<strong>la ricerca di una misura esatta del valore e il problema del fondamento, o dell\u2019origine ultima, del valore stesso.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080677\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024081877\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12024081877\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=385x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i420d4b1aefe0bedb\/version\/1687594112\/image.jpg\" alt=\"David Ricardo\" data-src-width=\"620\" data-src-height=\"800\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=385x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i420d4b1aefe0bedb\/version\/1687594112\/image.jpg\" data-image-id=\"7750300277\" \/><figcaption>David Ricardo<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>\u00c8 indubbio che in Ricardo il\u00a0<strong>problema della misura del valore e quello del suo fondamento tendano a coincidere:<\/strong>\u00a0trovare quest\u2019ultimo rende anche possibile, di per s\u00e9, una sua determinazione quantitativa. Ecco la ragione per cui la misura invariabile del valore rappresenta il culmine di tutto il suo sistema, il punto d\u2019approdo agognato, che rende intellegibile la societ\u00e0 capitalistica mettendo ordine nelle sue leggi di distribuzione dei redditi tra le classi sociali.<\/p>\n<p>Il metodo teoretico e deduttivo, allora, diventa uno strumento di cui Ricardo si serve eccellentemente per procedere dall\u2019astratto al concreto, individuando le priorit\u00e0 logiche del discorso scientifico e giungere a una comprensione ritenuta oggettiva della realt\u00e0. L\u2019operazione, se vogliamo,\u00a0<strong>conduce a porre il primato dell\u2019universale sul particolare, ossia del valore in s\u00e9, che Ricardo definisce assoluto, sui prezzi di mercato,<\/strong>\u00a0espressione della variabilit\u00e0 e quindi inutilizzabili per un procedimento d\u2019analisi da cui giungere a conclusioni inattaccabili.<\/p>\n<p><strong>La ricerca di una misura invariabile del valore lo tormenter\u00e0 fino alla fine dei suoi giorni,<\/strong>\u00a0tanto che ancora nel suo ultimo saggio, pubblicato nel 1823 a poche settimane dalla morte e intitolato emblematicamente\u00a0<em>Valore assoluto e valore di scambio<\/em>, scrive come mosso da un\u2019insoddisfazione dei risultati sino ad allora raggiunti, che a ragione riteneva non al completo riparo dagli attacchi successivi:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024080977\" class=\"j-module n j-text \">\n<p><strong>\u00ab \u00c8 il costo di produzione che deve in ultima analisi regolare il prezzo delle merci. E non, come spesso \u00e8 stato detto, la proporzione tra l\u2019offerta e la domanda: la proporzione tra offerta e domanda pu\u00f2 in effetti per un qualche tempo influire sul valore di mercato di una merce, fino a quando non sia offerta in quantit\u00e0 maggiore o minore, a seconda che la domanda sia aumentata o diminuita; ma questo effetto sar\u00e0 solo temporaneo. \u00bb<\/strong>\u00a0(D. Ricardo,\u00a0<i>Valore assoluto e valore di scambio<\/i>)<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024081077\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Nella sua caparbiet\u00e0 intellettuale, Ricardo impersona il\u00a0<strong>coraggioso paradosso di chi continua a ricercare un principio primo<\/strong>\u00a0proprio in una societ\u00e0, quella capitalistica, in rapida e inarrestabile trasformazione. Anche qualora la dinamica della domanda e dell\u2019offerta modificasse i prezzi, questo l\u2019approdo ricardiano, essa sarebbe solo una variazione apparente, un movimento superficiale che non pu\u00f2 ingannarci sulla natura delle leggi pi\u00f9 profonde dell\u2019economia politica. Non \u00e8, pertanto, il prezzo che esprime il valore, ma \u00e8 quest\u2019ultimo, determinato dai costi di produzione e in ultima istanza dal lavoro, il centro di gravit\u00e0 attorno a cui i prezzi possono muoversi.<\/p>\n<p>Ricardo, probabilmente senza rendersene conto, aveva acceso una miccia potente.\u00a0<strong>L\u2019opposta convinzione successiva secondo cui i prezzi (compreso il salario) dipendano solo dalle variazioni soggettive della domanda e dell\u2019offerta e che il valore assoluto sia un concetto senza alcun fondamento logico era gi\u00e0 pronta a farsi strada, dirigendosi contro le rivendicazioni sindacali e ogni riformismo sociale.<\/strong>\u00a0Nel frattempo, per\u00f2, l\u2019idea di Ricardo aveva fatto strada. I primi a coglierne l\u2019intrinseca valenza contestativa dell\u2019ordine esistente furono i cosiddetti socialisti ricardiani, che avevano tratto conclusioni chiare e inequivocabili dalla teoria del valore:\u00a0<strong>se il lavoro \u00e8 veramente fonte di tutto il valore, allora i lavoratori hanno diritto a tutto il prodotto e i capitalisti sono degli espropriatori.<\/strong>\u00a0La giustificazione del profitto, che in Ricardo era perlopi\u00f9 implicita e conseguente al naturalismo della sua filosofia politica, perdeva di colpo ogni fondamento.<\/p>\n<p><strong>Fu per\u00f2 Marx, qualche anno dopo, che sviluppando organicamente il concetto di lavoro astratto riusc\u00ec a distinguere il valore di scambio della forza lavoro (rappresentato dal salario) dal valore d\u2019uso del lavoro stesso (rappresentato dalla capacit\u00e0 di creare valore una volta impiegato nel processo produttivo).<\/strong>\u00a0La differenza tra il valore creato attraverso la produzione di altre merci, qualit\u00e0 peculiare del lavoro umano, e il salario, mantenuto al livello di sussistenza, genera il\u00a0<strong>plusvalore<\/strong>,\u00a0<strong>di cui si appropria il capitalista<\/strong>\u00a0e determina lo\u00a0<strong>sfruttamento connaturato al modo di produzione capitalistico.\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12024081177\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>Se la potenza storica delle tesi marxiane non ha eguali, \u00e8 stata l\u2019ostinata ricerca di una misura invariabile del lavoro da parte di Ricardo che ha permesso a Marx di sostenere la struttura invariabile dello sfruttamento capitalistico. Le grandi idee, si sa, portano a conseguenze inaspettate. Per cui, terminando, \u00e8 forse il caso di convenire con l\u2019economista scozzese Alexandre Gray, che qualche decennio fa scriveva:\u00a0<strong>\u00abSe Marx e Lenin meritano un busto nella galleria degli eroi rivoluzionari, da qualche parte, in seconda fila, dovrebbe esserci posta un\u2019effige di Ricardo.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/giugno\/l-ostinata-ricerca\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/giugno\/l-ostinata-ricerca\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Riccardo Evangelista) La teoria del valore di David Ricardo, un vero rompicapo dell&#8217;economia politica di cui Marx sapr\u00e0 acutamente servirsi, ha posto le basi per definire la distribuzione dei redditi nel capitalismo come un processo conflittuale. Motivo per cui \u00e8 oggi importante riscoprirne i fondamenti.\u00a0 Vittorio Carpaccio, &#8220;Ritorno degli ambasciatori&#8221; Nella sua Storia dell\u2019economia, piccolo capolavoro della divulgazione d\u2019autore, John Kennet Galbraith introduce in questo modo l\u2019economista David Ricardo: \u00ab \u00c8 il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kSr","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80255"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80255"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80255\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80256,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80255\/revisions\/80256"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}