{"id":80314,"date":"2023-07-06T11:17:23","date_gmt":"2023-07-06T09:17:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80314"},"modified":"2023-07-04T10:19:50","modified_gmt":"2023-07-04T08:19:50","slug":"dai-gilet-gialli-alla-rivolta-contro-la-polizia-perche-la-francia-brucia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80314","title":{"rendered":"Dai gilet gialli alla rivolta contro la polizia: perch\u00e9 la Francia brucia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDE OVER (Francesca Salvatore)<\/strong><\/p>\n<p>Le chiacchiere da bar prive di contestualizzazione, in questi giorni, plaudono alla\u00a0<strong>Francia<\/strong>\u00a0e alla sua capacit\u00e0 di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/societa\/la-generazione-rabbiosa-della-francia-ecco-chi-anima-la-rivolta-urbana.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">mettere a ferro e fuoco le citt\u00e0<\/a>\u00a0quando le cose non vanno bene. Una sorta di sempiterna eredit\u00e0 della Rivoluzione francese, pronta a riesplodere a tempo debito. Ma questa tendenza, in realt\u00e0, ha costantemente diversi padri e differenti obiettivi, sebbene prenda sempre di mira le medesime piazze francesi. Accanto a questa rabbia latente con differenti eziologie, un enorme fardello che dal 2015 ha gettato una pesante ombra sulla Francia: quella del\u00a0<strong>terrorismo di matrice islamista<\/strong>. Da Charlie Hebdo in poi, l\u2019Europa si \u00e8 a lungo interrogata sul perch\u00e9 la Francia sia stata presa di mira in maniera cos\u00ec spietata e quanto la vita delle\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/societa\/cosi-la-francia-e-diventata-un-focolaio-di-tensioni-razziali.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>banlieue<\/em><\/a>\u00a0sia concausa dell\u2019alto numero di attentato negli ultimi otto anni.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I gilet gialli<\/h2>\n<p>Ma se questo \u00e8 lo sfondo di tensione che accomuna tutti i francesi, \u00e8 dal 2018 che il Paese \u00e8 sotto i riflettori per l\u2019esplosione della rabbia piccolo-borghese e dei suoi\u00a0<strong>gilet gialli\u00a0<\/strong>nell\u2019autunno del 2018. Nato come movimento di protesta organizzato nell\u2019agor\u00e0 virtuale, scagliatosi contro il caro vita e l\u2019aumento del costo del carburante, ha finito per cavalcare il risentimento delle aree rurali e suburbane.<\/p>\n<div class=\"post-strip pt-3 pb-3 d-none d-md-block text-center\"><\/div>\n<p>La fase pi\u00f9 aspra delle proteste, quella durata fino alla primavera del 2019, riport\u00f2 nelle piazze francesi anche la violenza, con tanto di scontri fra i manifestanti e la polizia, blocchi stradali e atti vandalici. Il movimento fin\u00ec per cumulare la rabbia di un gruppo sempre pi\u00f9 eterogeneo di individui, all\u2019insegna dei meccanismi tipici del populismo contemporaneo: non solo pi\u00f9 gli indipendenti costretti a vivere e lavorare sulle proprie auto, ma anche dipendenti precari, pensionati, piccoli imprenditori delusi dalle tante promesse sociali del macronismo. Proprio quest\u2019ultimo \u00e8, infatti, un dettaglio che accomuna l\u2019<strong><em>escalation<\/em>\u00a0di violenza<\/strong>\u00a0nel Paese: molto spesso, infatti, le piazze francesi tornando a popolarsi, per una ragione o per l\u2019altra, ma sempre per via di un fallimento di\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>\u2013<em>il tecnocrate<\/em>, la giovane promessa europea che ha tradito la\u00a0<em>petit France<\/em>\u00a0dei sobborghi.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La pandemia da Covid-19<\/h2>\n<p>Su queste tensioni \u00e8 giunta poi la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/scienza\/come-e-nato-il-covid.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pandemia<\/a>, soffiando sulle diseguaglianze e sul malcontento strisciante dei mesi precedenti. Dapprima, fu la rivolta del sobborgo parigino di Vielleneuve-la-Garenne, nell\u2019aprile 2020, a divampare tra le famiglie di\u00a0<strong>immigrati<\/strong>, costrette a interrompere le attivit\u00e0 lavorative e a dover convivere in\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0all\u2019interno di edifici malandati e iper-affollati nei quartieri popolari. Fu poi la volta di Haut-de-Seine, e poi Tolosa, Lione e Strasburgo.<\/p>\n<p>Se nel 2020 erano state le restrizioni sanitarie a far esplodere alcuni angoli di Francia, un anno dopo fu il famigerato\u00a0<em><strong>green pass,<\/strong><\/em>\u00a0annunciato dal presidente Macron nel luglio 2021 come misura per ritornare alla socialit\u00e0 ma, soprattutto, a lavoro: il 31 luglio 200mila persone in Place de la Bastille a Parigi manifestavano contro Macron-<em>il dittatore<\/em>. Era l\u2019inizio di un\u00a0<strong>effetto domino<\/strong>\u00a0in tutto il Paese, che sarebbe andato scemando solo due mesi dopo, a settembre. Ad accomunare le proteste, non solo la presunta minaccia \u201cesistenziale\u201d alle libert\u00e0 personali alla stregua del segregazionismo, ma anche la rabbia degli strati culturali medio bassi e delle\u00a0<em>banlieue<\/em>, ove le imposizioni sanitarie sono andate a mescolarsi alla disinformazione, all\u2019oscurantismo religioso, all\u2019idea della frode globale, al sospetto che Parigi stesse utilizzando il Covid-19 per fare piazza pulita dei dimenticati.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La riforma delle pensioni<\/h2>\n<p>Non \u00e8 stata, invece, la pandemia a riportare in piazza, nel marzo scorso, i francesi. Bens\u00ec una\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/in-francia-ancora-in-piazza-contro-la-riforma-delle-pensioni.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riforma delle pensioni<\/a>, anche questa vergata da Macron.\u00a0<strong>Sciopero generale<\/strong>, cortei, rivendicazioni pacifiche frammiste al vandalismo dei\u00a0<em>black bloc<\/em>. Un\u2019onda lunga che ha portato in piazza i pi\u00f9 giovani per i loro padri: fiamme in quel di Parigi, il portone del municipio di Bordeaux dato alle fiamme, l\u2019assalto al tribunale amministrativo di Nantes.<\/p>\n<p>Scene molto simili a quelle di queste ore, sebbene legate ad una popolazione molto pi\u00f9 variegata, sia anagraficamente che da un punto di vista della classe sociale. Capobastone della rivolta, un leader che non le manda di certo a dire:\u00a0<strong>Olivier Mateu<\/strong>, profeta del \u201c<strong>sindacalismo da combattimento<\/strong>\u201d, l\u2019uomo che lo scorso autunno, in occasione delle proteste contro il caro-vita minacciava cos\u00ec l\u2019ordine costituito: \u201csiamo andati a incontrare il prefetto. E gli abbiamo detto: \u2018Alla prima precettazione, scatta la guerra. Se toccate un compagno in una raffineria, diamo fuoco al dipartimento. Ma non nel senso che ci innervosiamo. Incendiamo veramente tutto, con le fiamme vere\u201d. C\u2019era da credergli.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Francia di queste ore<\/h2>\n<p>Qualche mese dopo, Parigi \u00e8 di nuovo in fiamme. Non \u00e8 la benzina n\u00e9 le pensioni, tantomeno il Covid, a sconquassare le piazze. Ma\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/societa\/la-generazione-rabbiosa-della-francia-ecco-chi-anima-la-rivolta-urbana.html?fbclid=IwAR2XHLM-HdC6Mgoqlh24k0c1mr8lAsdotaYDZ1OhrGeZPxaPnZRTGoMG4hk\">una generazione rimasta indietro<\/a>, et\u00e0 media 17 anni, che non si \u00e8 mai sentita francese, al di l\u00e0 delle condizioni di vita in cui vive. Perch\u00e9, come ha ricordato,\u00a0<strong>Annie Fourcaut<\/strong>, studiosa delle\u00a0<em>banlieue<\/em>\u00a0alla Sorbonne, le proteste di oggi sono molto differenti da quelle del 2005, che ebbero come epicentro i quartieri poveri. L\u2019incendio di questi giorni, invece, \u00e8 assolutamente trasversale. Era prevedibile, secondo la studiosa, il\u00a0<strong>circolo vizioso<\/strong>\u00a0fatto di cronaca-rivolte-dispiegamento di polizia: si ripete fin dal 2005 e non ha mai trovato una soluzione a questo magma di risentimento.<\/p>\n<p>La studiosa tuttavia, scagiona parzialmente le politiche pubbliche che, a suo dire, \u201cnon possono far tutto\u201d. Nanterre, dove \u00e8 stato ucciso dalla polizia il giovane Nahel \u00e8 un\u2019area in forte rinnovamento urbano ma che, tuttavia, \u00e8 stata gravemente colpita dalla de-industrializzazione che ha lasciato a casa intere famiglie, radendo al suolo le prospettive dei giovani. Se quel rinnovamento urbano, tuttavia, \u00e8 stato pensato da chi di societ\u00e0 e migrazioni si intende o da un pettinato progettista nel suo studio patinato, tuttavia, non \u00e8 dato sapere. Ma probabilmente il problema \u00e8 anche l\u00ec. Nella pretesa di francesizzazione, un cappello infilato a forza e che segna definitivamente il\u00a0<em>de profundis<\/em>\u00a0del\u00a0<strong>modello assimilazionista francese<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fallimento dell\u2019assimilazionismo<\/h2>\n<p>La\u00a0<strong>crociata macronista per la laicit\u00e0<\/strong>\u00a0ha avuto senso come corollario dei ripetuti attentati che hanno colpito la Francia negli ultimi anni, ma ha finito poi per trasformarsi in ossessione per qualsiasi riferimento culturale estraneo al corpo della\u00a0<em>R\u00e9publique<\/em>. Cos\u00ec come il pugno duro nelle\u00a0<em>banlieue<\/em>\u00a0a spizzichi e bocconi non ha di certo risanato questi vasi di pandora del risentimento antifrancese. Tantomeno i suoi scivoloni sul periodo coloniale, in patria come all\u2019estero, hanno contribuito alla pacificazione interna. Perch\u00e9 bandire il velo integrale ha un suo senso nel solco del rispetto della dignit\u00e0 umana e della pubblica sicurezza, ma disquisire sull\u2019eventuale bando di copricapo e di taluni abbigliamenti (vedasi il\u00a0<em>qamis<\/em>), a lavoro come a scuola, \u00e8 sintomo di cultura del sospetto: quella che cerca di risolvere il problema dell\u2019eversione dei ghetti con la \u201cbianchizzazione\u201d dei \u201cfrancesi col trattino\u201d come il giovane Nahel.<\/p>\n<p>Lo stesso errore che in America, a inizio Novecento, rappresent\u00f2 il mito del\u00a0<em>melting pot<\/em>, un invito all\u2019 \u201camericanizzazione\u201d e all\u2019uniformazione delle culture di immigrazione a quella dominante. Furono i teorici del\u00a0<strong>pluralismo culturale<\/strong>\u00a0a chiedere a gran voce che quel concetto andasse messo da parte a favore di un\u2019articolazione capace di riconoscere le diversit\u00e0 (vedasi il caso del\u00a0<strong>Regno Unito<\/strong>). Proprio come cento anni fa in America, la pretesa di franco-conformit\u00e0 torna in Francia in un momento di grande crisi e pericolo: l\u2019instabilit\u00e0 economica, i fenomeni migratori, il terrorismo, l\u2019incubo di una pandemia (proprio come nel 1918) hanno riacceso quei fantasmi che rimettono in discussione la definizione stessa d\u2019identit\u00e0 nazionale. Se a questo si aggiunge il\u00a0<em>background<\/em>\u00a0di una nazione che non \u00e8 riuscita a fare i conti con il proprio passato coloniale e all\u2019interno della quale \u00e8 un tab\u00f9 perfino parlare di razzismo, le barricate sono presto spiegate.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/dai-gilet-gialli-alla-rivolta-contro-la-polizia-perche-la-francia-brucia.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/dai-gilet-gialli-alla-rivolta-contro-la-polizia-perche-la-francia-brucia.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Francesca Salvatore) Le chiacchiere da bar prive di contestualizzazione, in questi giorni, plaudono alla\u00a0Francia\u00a0e alla sua capacit\u00e0 di\u00a0mettere a ferro e fuoco le citt\u00e0\u00a0quando le cose non vanno bene. Una sorta di sempiterna eredit\u00e0 della Rivoluzione francese, pronta a riesplodere a tempo debito. Ma questa tendenza, in realt\u00e0, ha costantemente diversi padri e differenti obiettivi, sebbene prenda sempre di mira le medesime piazze francesi. Accanto a questa rabbia latente con differenti eziologie,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51253,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/insideover.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kTo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80314"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80314"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80315,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80314\/revisions\/80315"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}