{"id":80322,"date":"2023-07-07T09:35:12","date_gmt":"2023-07-07T07:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80322"},"modified":"2023-07-04T10:58:16","modified_gmt":"2023-07-04T08:58:16","slug":"i-numeri-gli-errori-di-lagarde-e-von-der-leyen-che-affossano-leconomia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80322","title":{"rendered":"I NUMERI\/ Gli errori di Lagarde e von der Leyen che affossano l\u2019economia europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SUSSIDIARIO (Ugo Arrigo)<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"description\">La politica economica dell\u2019Europa appare sbagliata da tutti i punti di vista, con errori sia da parte della Bce che della Commissione<\/h2>\n<div class=\"flexbox mobile_view\">\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/19\/vonderleyen_lagarde_2_lapresse1280-640x300.jpg\" alt=\"vonderleyen lagarde 2 lapresse1280 640x300\" \/>\u00a0<span class=\"alt_image\">Ursula von der Leyen e Christine Lagarde (LaPresse)<\/span><\/div>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_left\">\n<div class=\"social-shares-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il numero di telefono per chiamare l\u2019Europa? Forse Henry Kissinger non ha mai pronunciato questa frase famosa, ma essa ha comunque descritto per lungo tempo una realt\u00e0 indiscutibile: l\u2019Europa non aveva una voce unitaria, n\u00e9 un suo rappresentante che potesse esprimere una posizione di politica estera valida per tutti i Paesi. E sino alla fine del suo mandato chi avesse voluto telefonare all\u2019Europa avrebbe composto direttamente il numero di Angela Merkel, non quello dei vertici dell\u2019Unione europea. Ma ora le cose sono cambiate e, anche a seguito dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, delle debolezze che sono emerse di Germania e Francia, e del maggior ruolo dei Paesi sul confine orientale, \u00e8 sorta per la prima volta una centralit\u00e0 dell\u2019Unione europea nella politica mondiale. Chi oggi vuole parlare con l\u2019Europa sa che deve telefonare direttamente a Ursula von der Leyen.<\/p>\n<div id=\"iol-player-container-outer\" data-partner=\"nol\" data-account=\"6202477133001\" data-player=\"GtKe2yrmg\" data-autoplay=\"true\" data-shuffle-first-video=\"false\" data-muted=\"true\" data-sticky=\"true\" data-dmin=\"20\" data-dmax=\"40\" data-orderby=\"data\"><\/div>\n<p>Dobbiamo dunque affidare la frase attribuita a Kissinger all\u2019archivio della Storia? In realt\u00e0 ne abbiamo ancora bisogno, ma con un piccolo adattamento: qual \u00e8 il numero di telefono di chi decide la politica economica dell\u2019Europa? Quello di Christine Lagarde che in undici mesi ha alzato sette volte il tasso di riferimento della Bce, portandolo dallo zero al quattro per cento tondo, e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/inflazione-e-tassi-rischi-se-la-bce-li-alza-ancora-tocca-alle-imprese-sgonfiare-i-prezzi\/2558760\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vorrebbe proseguire nella stessa direzione<\/a>? Oppure quello della Commissione europea che sta proseguendo imperterrita nella gestione del programma keynesiano monstre, anti-recessivo, da 750 miliardi, di cui 190 destinati al Pnrr italiano? Come si accordano una politica monetaria restrittiva, finalizzata al contenimento dell\u2019inflazione, con una concomitante politica fiscale espansiva, finalizzata a contrastare la recessione economica generata dal Covid? \u00c8 una domanda la cui risposta non \u00e8 stata sinora data.<\/p>\n<p class=\"intext_related\">\n<p>Le due politiche, monetaria e fiscale, sono due strumenti solitamente complementari, anche se talvolta \u00e8 pi\u00f9 efficace l\u2019una e talvolta l\u2019altra, per perseguire identiche finalit\u00e0: accelerare l\u2019economia nelle fasi negative del ciclo economico e raffreddare l\u2019economia nelle fasi eccessivamente espansive. Sono due coppie di strumenti freno e acceleratore, come se nella macchina dell\u2019economia, in maniera simile a quelle delle scuole guida, vi fossero due postazioni di guida. Solo che questi strumenti dovrebbero essere usati in maniera coordinata, in una sola direzione: frenare oppure accelerare, non le due cose in contemporanea e quasi all\u2019insaputa l\u2019una dell\u2019altra, la politica monetaria che frena e quella fiscale che accelera.<\/p>\n<p class=\"intext_related\">\n<p>Per rafforzare quanto detto bisogna inoltre ricordare che ambedue influiscono sulla stessa grandezza, la domanda aggregata di un sistema economico. Dunque l\u2019aumento dei tassi, rendendo pi\u00f9 caro il costo del denaro, scoraggia gli investimenti privati, mentre il Pnrr, e i suoi omologhi degli altri Paesi, finanziano direttamente consistenti investimenti pubblici. Ma in questo modo investimenti privati, in grado di accrescere la capacit\u00e0 produttiva di un Paese, sono ostacolati, e vengono di fatto sostituiti da investimenti pubblici che saranno pur in grado di produrre effetti di benessere, ma di sicuro non aumentano per nulla la capacit\u00e0 produttiva, il Pil potenziale degli anni a venire. Quando maggiori investimenti pubblici vanno a ridurre investimenti privati questo fenomeno nei libri di macroeconomia \u00e8 denominato spiazzamento e il giudizio che se ne d\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro che positivo.<\/p>\n<p>In sintesi, volendo usare una metafora, \u00e8 come se l\u2019attuale politica economica dell\u2019Europa fosse un grande tiro alla fune nel quale la corda dell\u2019economia viene tirata da un capo in senso espansivo, via politica fiscale comune della Commissione attraverso Next Generation Eu, e dal capo opposto in senso restrittivo, via politica monetaria della Bce. Ma le due titolari della corda, von del Leyen e Lagarde, non possono aver ragione entrambe, o ha ragione la prima oppure ha ragione la seconda oppure entrambe hanno torto.<\/p>\n<p>Vediamo pi\u00f9 in dettaglio. Se le economie europee, nonostante la fine dell\u2019emergenza Covid, fossero ancora zoppicanti e lontane dal pieno recupero dei livelli di attivit\u00e0 pre-pandemia, allora si giustificherebbe il proseguimento di Next generation Eu secondo l\u2019ampiezza e il finanziamento originario. In questo caso avrebbe ragione la politica fiscale espansiva e torto quella monetaria restrittiva. Se invece le economie fossero in rapida crescita e ormai ben distanti dai livelli pre-Covid allora probabilmente avrebbe ragione la politica monetaria restrittiva e torto quella fiscale espansiva. Dunque per dirimere la questione non ci resta che analizzare i numeri economici dell\u2019Eurozona, in primo luogo il Pil reale.<\/p>\n<p><b>Grafico 1 \u2013 Pil reale Eurozona e Italia\u00a0(Indici IV trim. 2019=100)<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2560310 size-full\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/03\/image1-e1688393460498.png\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"359\" \/><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere dal grafico qui sopra, la recessione prodotta dalla pandemia ha generato una ripresa a \u201cV\u201d, dunque molto rapida, anche se interrotta e poi prolungata nel 2020-21 dalla nuove varianti del virus. In ogni caso gi\u00e0 nell\u2019estate 2021, due anni fa, i livelli economici ante-covid erano gi\u00e0 stati recuperati nell\u2019intera Eurozona. Questo fatto avrebbe probabilmente dovuto indurre la Commissione Ue a ripensare all\u2019ampiezza del Next Generation Eu, dato che i suoi obiettivi, il pieno recupero degli effetti economici della pandemia, erano gi\u00e0 stati raggiunti ancora prima che il programma europeo di ripresa iniziasse a dispiegare i suoi effetti. Ricordiamo che la prima rata Pnrr \u00e8 stata versata all\u2019Italia ad aprile 2022, quando il Pil italiano era gi\u00e0 quasi un punto sopra il Covid, e dunque il Pnrr ha l\u2019aspetto di una cura che viene somministrata a malattia ormai definitivamente archiviata.<\/p>\n<p>Tuttavia, sempre guardando il Grafico1, quello che stupisce dopo la rapida ripresa post-Covid \u00e8 ancora di pi\u00f9 la debole crescita successiva dell\u2019Eurozona. Rispetto all\u2019estate 2021, in cui il Pil era ritornato al livello pre-pandemia, a marzo scorso, ultimo dato disponibile, eravamo solo 2,2 punti percentuali sopra (2,5 per l\u2019Italia che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dentro-il-pil-come-ha-fatto-litalia-a-crescere-piu-di-francia-e-germania\/2546630\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 andata meglio<\/a>), peraltro tutti realizzati entro il primo semestre 2022. Infatti, a partire da met\u00e0 2022, quando si sono manifestati gli effetti economici della guerra russa in Ucraina e del caro energia, il Pil dell\u2019Euroarea appare completamente immobile se non debolmente declinante. Chi riesce a vedere in questi numeri un eccesso di crescita della domanda che debba essere contrastato da politiche monetarie recessive? Infatti, la domanda \u00e8 completamente immobile e dunque l\u2019inflazione che Christine Lagarde vorrebbe contrastare con i suoi compulsivi aumenti del tasso di riferimento Bce non \u00e8 in alcun modo imputabile al lato della domanda.<\/p>\n<p>Possiamo anche andare a vedere in dettaglio le diverse componenti della domanda aggregata nell\u2019Eurozona. Il Grafico 2 le riporta come numero indice, ponendo sempre uguale a 100 il livello pre covid di fine 2019 ed evidenziando per ognuna di esse il livello minimo raggiunto all\u2019apice del Covid alla met\u00e0 del 2020 e il valore pi\u00f9 recente, quello del primo trimestre 2023.<\/p>\n<p><b>Grafico 2 \u2013 Componenti della domanda nell\u2019Eurozona\u00a0(Indici IV trim. 2019=100)<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2560311 size-full\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/03\/image2-e1688393494408.png\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"359\" \/><\/p>\n<p>I consumi finali sono solo poco pi\u00f9 di un punto percentuale sopra il Covid, tuttavia al loro interno i consumi privati, dunque quelli delle famiglie, sono ancora quasi un punto sotto il Covid. Dunque, \u00e8 davvero molto difficile leggervi una strepitosa dinamica della domanda da contrastare con l\u2019aumento dei tassi. E dal lato degli investimenti, la componente maggiormente penalizzata dall\u2019aumento dei tassi, va molto peggio: qui siamo ancora quasi cinque punti sotto il Covid. Solo i consumi collettivi, quelli delle Amministrazioni pubbliche sono sopra il Covid, per quasi cinque punti, a seguito delle politiche espansive della spesa adottate dagli Stati. E poi vi \u00e8 la domanda estera, lorda (l\u2019export), e netta (l\u2019export meno l\u2019import), ad aver contribuito nel riportare il Pil sopra il Covid.<\/p>\n<p>A questo punto possiamo per\u00f2 dare le pagelle alla politica economica dell\u2019Europa, concludendo come sia sbagliata da tutti i punti di vista. Dal lato della politica fiscale non sembra infatti corretto aver mantenuto invariato e non aver ridimensionato in corso d\u2019opera il programma Ngeu a seguito della ripresa economica a \u201cV\u201d dopo il Covid. Gli Stati potrebbero infatti pi\u00f9 opportunamente finanziare maggiori investimenti pubblici anche con risorse proprie, recuperando i forti incrementi di spesa corrente realizzati per contrastare il Covid.<\/p>\n<p>E dal lato della politica monetaria essa \u00e8 sbagliata perch\u00e9 cerca di contrastare un\u2019inflazione sorta dal lato dell\u2019offerta, a seguito del caro gas e caro energia generato dalla guerra, con uno strumento tipico, il rialzo dei tassi, del lato della domanda. L\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia, riverberandosi su tutti i processi produttivi, rappresenta uno shock dal lato dell\u2019offerta piuttosto simile alle crisi petrolifere degli anni \u201970. Peraltro all\u2019epoca i prezzi petroliferi restarono alti dopo i due shock mentre il prezzo del gas \u00e8 ampiamente rientrato. Questi shock dal lato dell\u2019offerta generano inflazione, come si \u00e8 visto, e nello stesso tempo tendenze recessive. Si tratta di due problemi congiunti che non possono essere in alcun modo risolti dalla politica monetaria ma solo trasformati. Gli alti tassi contrastano l\u2019inflazione spostando la domanda in senso recessivo, dopo che i prezzi dell\u2019energia hanno gi\u00e0 spostato l\u2019offerta in senso recessivo. Dunque, si aggiunge recessione a recessione e i Governi europei non dovrebbero esserne contenti, a maggior ragione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-pil-litalia-non-andra-in-recessione-la-bce-danneggia-germania-e-frugali\/2557675\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quello tedesco<\/a>\u00a0che \u00e8 stato il primo a veder comparire il segno meno davanti al tasso di variazione del suo Pil.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/i-numeri-gli-errori-di-lagarde-e-von-der-leyen-che-affossano-leconomia-europea\/2560283\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/i-numeri-gli-errori-di-lagarde-e-von-der-leyen-che-affossano-leconomia-europea\/2560283\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Ugo Arrigo) La politica economica dell\u2019Europa appare sbagliata da tutti i punti di vista, con errori sia da parte della Bce che della Commissione \u00a0Ursula von der Leyen e Christine Lagarde (LaPresse) &nbsp; Qual \u00e8 il numero di telefono per chiamare l\u2019Europa? 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