{"id":80396,"date":"2023-07-10T10:30:58","date_gmt":"2023-07-10T08:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80396"},"modified":"2023-07-09T12:26:07","modified_gmt":"2023-07-09T10:26:07","slug":"la-logica-e-la-critica-delle-cose-a-partire-da-leopardi-e-marx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80396","title":{"rendered":"La logica e la critica delle cose. A partire da Leopardi e Marx"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (<em>Intervista a Fabio\u00a0Vander\u00a0di\u00a0<a title=\"https:\/\/www.facebook.com\/gabrielezuppa\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/gabrielezuppa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gabriele Zuppa<\/a><\/em><em>.)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80398 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-popolo-300x242.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-popolo-300x242.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-popolo-1024x826.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-popolo-768x620.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-popolo.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2mWALNl-NYk&amp;t=1s\">puntata di Ottosofia<\/a>\u00a0che abbiamo dedicato a Leopardi e nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0itLYXlT6rs&amp;t=3s\"><em>lectio<\/em>\u00a0introduttiva<\/a>, dalla ricchezza sterminata contenuta nei suoi scritti, abbiamo deciso di attingere per fare il punto su una questione cruciale che \u00e8 emersa finora costantemente: com\u2019\u00e8 possibile creare un soggetto politico che si costituisca come alternativa alla direzione neoliberista che caratterizza esplicitamente l\u2019Occidente?<\/strong><\/p>\n<p><strong>La costruzione non sembra oggi possibile certamente per l\u2019egemonia culturale che il neoliberismo esercita. Non \u00e8 neanche possibile perch\u00e9 l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0della societ\u00e0 capitalista \u00e8 in ultima istanza neoliberale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec la questione si mostra come pi\u00f9 drammatica perch\u00e9 il problema si mostra radicato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma si potrebbe pensare che in fondo l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0sia tale a causa dell\u2019egemonia culturale. In questo caso, basterebbe \u2013 spinti dalle evidenze sulle catastrofi che vanno realizzando: sociali, militari, ambientali \u2013 sostituire un poco per volta alla narrazione imperante una nuova narrazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tuttavia, ci dice Leopardi, con il potere lungimirante della sua comprensione filosofica delle strutture concettuali di fondo, non sono l\u2019economia e la politica a dettare l\u2019agenda neoliberale al mondo e formare cos\u00ec una visione del mondo ad essa funzionale; bens\u00ec \u00e8 il contrario.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 una visione del mondo, \u00e8 la comprensione del mondo che fa s\u00ec che l&#8217;<em>ethos<\/em>\u00a0capitalista e neoliberale diventi dominante ed egemonico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non condivido l\u2019impostazione delle vostre note introduttive circa lo stato delle cose, oggi, nel mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbio che l\u2019egemonia capitalista si sia imposta definitivamente e su scala universale dopo la fine dell\u2019ultimo grande \u201ccompetitor\u201d globale, il comunismo. Parliamo evidentemente del mondo dopo il crollo del muro di Berlino.<\/p>\n<p><strong>La vittoria, storica, epocale, del capitalismo \u00e8 sotto gli occhi di tutti<\/strong>.<\/p>\n<p>Di conseguenza<strong>\u00a0<\/strong>\u00abl\u2019egemonia culturale che il neoliberismo esercita\u00bb costituisce ormai una sorta di\u00a0<strong>\u00ab<em>ethos<\/em>\u00a0della societ\u00e0 capitalista\u00bb<\/strong>, di senso comune, come l\u2019aria che respiriamo.<\/p>\n<p>Quello che mi lascia perplesso dei vostri spunti \u00e8 l\u2019asserito rovesciamento per cui\u00a0\u00abnon sono l\u2019economia e la politica a dettare l\u2019agenda neoliberale al mondo e formare cos\u00ec una visione del mondo ad essa funzionale, bens\u00ec \u00e8 il contrario\u00bb. N\u00e9 mi persuade leggere che \u00ab\u00e8 una visione del mondo, \u00e8 la comprensione filosofica del mondo che fa s\u00ec che l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0capitalista e neoliberale diventi dominante ed egemonico\u00bb. Questa seconda affermazione mi pare tautologica, non riuscendo ad intendere la distinzione fra \u201cvisione del mondo\u201d ed \u201c<em>ethos<\/em>\u00a0capitalista, egemone ecc.\u201d \u00c8 perch\u00e9 il neoliberismo \u00e8 riuscito a imporre la propria \u201cvisione del mondo\u201d (i suoi \u2018valori\u2019: l\u2019individualismo, la concorrenza, il privatismo, la meritocrazia, ecc.), che ha imposto il proprio \u201c<em>ethos<\/em>\u201d come norma, anzi normalit\u00e0, senso comune ecc.<\/p>\n<p>Quanto al primo punto resto convinto, marxianamente se volete (ma non dimentichiamo Carl Schmitt:\u00a0\u00ab<em>cuius aeconomia eius regio<\/em>\u00bb), che \u00e8 &#8220;l\u2019economia\u201d a determinare \u201cl\u2019immensa sovrastruttura\u201d e dunque politica, cultura, morale ecc.<\/p>\n<p>Certo\u00a0<strong>il rapporto fra i piani \u00e8 dialettico<\/strong>, ermeneutico nel senso di Gadamer:\u00a0<strong>l\u2019economico determina il politico-culturale, ma anche questo si rifrange sull\u2019economico e lo investe, lo influenza<\/strong>. In altre parole resta per me vero che\u00a0<strong>\u00abla produzione e riproduzione della vita reale \u00e8 nella storia\u00a0<em>in ultima istanza<\/em>\u00a0determinante\u00bb<\/strong>.\u00a0<strong>\u00abIn ultima istanza\u00bb<\/strong>\u00a0come scrive e sottoscrive Engels in una lettera del 1890. Nella quale aggiunge a scanso di equivoci:\u00a0<strong>\u00abn\u00e9 io n\u00e9 Marx abbiamo mai affermato [\u2026] che il momento economico risulti essere l\u2019<em>unico<\/em>\u00a0determinante\u00bb<\/strong>. Parole chiare, direi. Tali da scongiurare ogni rischio di determinismo, economicismo, malinteso \u201cstrutturalismo\u201d.<\/p>\n<p>Ma tutto questo ha a che vedere anche con un altro passo delle vostre note, quello in cui dite che la priorit\u00e0 oggi, per una cultura e una pratica critica, \u00e8\u00a0\u00absostituire un poco per volta alla narrazione imperante una nuova narrazione\u00bb. Detta cos\u00ec \u00e8 troppo semplice. Anche per questo profilo\u00a0<strong>continuo infatti a ritenere che si debba aggredire criticamente prima il piano economico e solo di conseguenza quello della \u201cnarrazione\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Riprendiamo a criticare il capitalismo, il resto verr\u00e0 da s\u00e9. E comunque\u00a0<em>dopo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Che cos&#8217;\u00e8 il capitalismo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>A nostro avviso \u00e8 senz\u2019altro una forma di sfruttamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo sfruttamento, presente ben prima della sua forma capitalistica, consiste nella sottrazione, nell\u2019estorsione della forza-lavoro. \u00c8 evidente nella schiavit\u00f9 e nella servit\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo sfruttamento \u00e8 la violazione di quel principio che afferma che il valore di qualcosa dipende \u2013 anche, ma non solo \u2013 dalle energie profuse per la sua disponibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ordunque, come si \u00e8 affermata l\u2019et\u00e0 della propriet\u00e0 privata dei grandi capitali, cio\u00e8 della propriet\u00e0 privata capitalistica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con l\u2019appoggio della societ\u00e0 in generale e, soprattutto, del potere politico in particolare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>S\u00ec che, spiega Braudel, \u00abil capitalismo \u00e8 impensabile senza la complicit\u00e0 attiva della societ\u00e0\u00bb (F. Braudel,\u00a0<em>La dinamica del capitalismo<\/em>, 1977).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Infatti, la storia comparata mostra che lo Stato moderno occidentale \u2013 \u00abche non ha costruito il capitalismo ma lo ha ereditato\u00bb \u2013 ha deciso di servirsi del capitalismo, laddove in Cina, per esempio \u00able famiglie troppo ricche e potenti sono, per principio, sospette allo stato\u00bb. \u00abLo stato cinese, malgrado le complicit\u00e0 locali di mercanti e mandarini corrotti, \u00e8 stato sempre tenacemente ostile alla proliferazione del capitalismo\u00bb (F. Braudel,\u00a0<em>op. cit.<\/em>).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo porta a considerare che la propriet\u00e0 privata capitalistica pu\u00f2 espandersi perch\u00e9 viene considerata come valore da perseguire.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domanda capitale. Nella vostra nota scrivete:\u00a0\u00ab\u00e8 senz\u2019altro una forma di sfruttamento. Lo sfruttamento, presente ben prima della sua forma capitalistica, consiste nella sottrazione, nell\u2019estorsione della forza-lavoro. \u00c8 evidente nella schiavit\u00f9 e nella servit\u00f9\u00bb. Definizione esatta nella sostanza. Con gli ovvi aggiornamenti,\u00a0<strong>l\u2019analisi dei classici intorno alla natura del capitalismo rimane ancora valida e stimolante<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019analisi contemporanea del capitalismo utile in prospettiva tanto gnoseologica, quanto critica<\/strong>. Penso ad un classico-contemporaneo come\u00a0<em>Il Capitale del XXI secolo<\/em>\u00a0di Piketty, alla produzione di \u017di\u017eek, alla scuola francese (che amo meno), al pensiero critico americano ma anche italiano.<\/p>\n<p>Vorrei qui brevemente richiamare le analisi di Nancy Fraser e Rahel Jaeggi, perch\u00e9 mi permettono di riprendere il ragionamento gi\u00e0 iniziato con la prima domanda. La conversazione fra le due studiose gi\u00e0 nel titolo\u00a0<em>Capitalismo<\/em>\u00a0d\u00e0 il senso della discussione, tanto pi\u00f9 che, ricordano, il progetto neo-liberista, per quanto privo ormai di alternative globali, \u00e8 stato comunque investito dalla crisi generale del 2008. Ma dicono anche: \u00e8 giunto il momento di \u201cuna teoria critica della societ\u00e0 capitalistica\u201d. Pi\u00f9 che ragionare del capitalismo in astratto riprendiamo dunque a ragionare della critica del capitalismo. Non in astratto, ma in concreto. Cio\u00e8 politicamente.<\/p>\n<p><strong>Capire quindi le cose, ma per cambiare. Pensare il mondo, ma per trasformarlo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Da dove partire? Per le due autrici la contraddizione capitale-lavoro rimane centrale. E questo nonostante che il capitalismo di oggi sia segnato anche da altre contraddizioni, che si aggiungono per\u00f2, non sostituiscono quella fondamentale.<\/strong><\/p>\n<p>La nuova \u201cnarrazione\u201d del pensiero critico deve dunque saper mantenere l\u2019essenziale della \u201cnarrazione\u201d classica. Non partire per la tangente del\u00a0<em>nuovismo<\/em>.<\/p>\n<p>Solo con questa accortezza sar\u00e0 poi possibile valutare ed apprezzare le nuove contraddizioni: di genere, razziali, fra sviluppo e ambiente.<\/p>\n<p>Ora a mio avviso la critica dell\u2019esistente deve per\u00f2 fondarsi su un preciso presupposto teorico:\u00a0<strong>la natura dialettica del rapporto struttura\/sovrastruttura<\/strong>. Ferma restando la decisivit\u00e0 di ultima istanza del piano economico-strutturale, pure \u00e8 innegabile l\u2019importanza della politica, della cultura, della morale ecc. E se Marx considerava di natura critica la dinamica stessa produzione-riproduzione, per cui si cambia il mondo, cambiando se stessi, perch\u00e9 critico per natura \u00e8 il mondo che intendiamo criticare e perci\u00f2 critici (aperti, consapevoli, organizzati) dobbiamo essere anche noi, i soggetti di un cambiamento possibile.<\/p>\n<p>Occorre lavorare sulla criticit\u00e0 (i.e. contraddittoriet\u00e0) dell\u2019esistente. Questa\u00a0<em>critica della critica<\/em>\u00a0\u00e8 a mio avviso il senso profondo della rivoluzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Che\u00a0cos\u2019\u00e8 il neo-liberismo?\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Noi diremmo che \u00e8 quella versione del capitalismo che non riconosce pi\u00f9 limitazioni eventuali al successo guadagnato in termini di ricchezza, poich\u00e9 l\u2019avercela fatta \u00e8 con ci\u00f2 la prova di esserselo meritato. Il liberalismo originario si muoveva ancora all\u2019interno di quella concezione del mondo tradizionale che la filosofia avrebbe presto dissolto, come previde Leopardi, contribuendo alla sua dissoluzione. Il neoliberismo si muove all\u2019interno di un mondo in cui la tradizione \u00e8 nelle fasi avanzate di dissolvimento.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il neo-liberismo \u00e8 la fase suprema del capitalismo.<\/strong>\u00a0\u00c8 il capitalismo scatenato dopo la fine del comunismo (fermo restando che i primordi reaganiani e thatcheriani del neoliberismo furono decisivi per la crisi finale del comunismo sovietico).<\/p>\n<p>Nelle vostre note richiamate Leopardi con riferimento alla crisi dei presupposti filosofici della modernit\u00e0. E dunque dell\u2019egemonia capitalistica.<\/p>\n<p>Almeno il capitalismo della prima modernit\u00e0, quello che poteva aver presente Leopardi, certamente, come scrivete voi, si muoveva \u00aball\u2019interno di quella concezione del mondo tradizionale che la filosofia avrebbe presto dissolto, come previde Leopardi, contribuendo alla sua dissoluzione\u00bb; altrettanto vero per\u00f2 che l\u2019odierno neo-liberismo si muove a sua volta entro \u00abun mondo in cui la tradizione \u00e8 nelle fasi avanzate di dissolvimento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il punto \u00e8 allora: quale alternativa? E quale pensiero, quale filosofia per l\u2019alternativa?<\/strong><\/p>\n<p>Quando prima parlavo di una necessaria\u00a0<em>critica della critica<\/em>, cio\u00e8 della presupposizione del carattere critico, negativo, transeunte del presente, intendevo questo come il presupposto di qualsiasi nuova critica e critica radicale, di sistema.<\/p>\n<p>Certo un progetto di questa ambizione deve fondarsi su un modello teorico preciso. Ebbene la critica \u201calla concezione del mondo tradizionale\u201d a mio avviso ha ancora oggi i suoi presupposti teorici in Hegel, in Leopardi, in Marx.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 pi\u00f9 originale e interessante concentrarsi su Leopardi.<\/p>\n<p>Giacomo Leopardi \u00e8 un classico moderno. Ha davanti agli occhi la Rivoluzione e la Restaurazione, sia gli eccessi dei giacobini, che gli eccessi dei reazionari.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un po\u2019 la nostra condizione oggi? Dopo il \u201csecolo breve\u201d dei totalitarismi, del comunismo\/bolscevismo e del fascismo\/nazismo.<\/p>\n<p><strong>Leopardi cerc\u00f2 la soluzione nei classici (i Greci, Machiavelli, Vico), dovremmo farlo anche noi. Ripartendo dai classici moderni: appunto Hegel, Marx, Leopardi. Il Leopardi che contro gli\u00a0<em>opposti estremismi<\/em>\u00a0invita a coltivare quella\u00a0\u00ab\u2018civilt\u00e0 media\u2019 in cui\u00a0<em>natura e ragione<\/em>\u00a0si equilibrano\u00bb.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abCivilt\u00e0 media\u00bb<\/strong>\u00a0che non \u00e8 mediocrit\u00e0, non \u00e8 moderatismo, ma al contrario \u00e8 senso della politica, gusto della mediazione fra natura e ragione, forza e coscienza, economia e politica. La\u00a0<em>phr\u00f2nesis<\/em>\u00a0dei Greci.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la alternativa\u00a0<em>neo-classica<\/em>, nel senso letterale e pieno del termine, alla crisi del Moderno, della Politica, del Capitalismo.<\/p>\n<p><strong>Quella di Leopardi era una lucida mente politica.<\/strong>\u00a0Non il poeta della \u201cdonzelletta\u201d e degli \u201caugelli\u201d. Per lui ragione della \u201csociet\u00e0 perfetta\u201d non signific\u00f2 mai il regno dell\u2019Assoluto, ma al contrario:\u00a0<strong>\u00abuna forma di societ\u00e0, in cui gl\u2019individui che la compongono, per cagione della stessa societ\u00e0, non nocciano gli uni agli altri, o se nocciono, ci\u00f2 sia accidentalmente, e non immancabilmente\u00bb<\/strong>. Ecco dunque l\u2019ultima parola di una\u00a0<em>nuova<\/em>\u00a0politica classica: una societ\u00e0 in cui gli\u00a0<strong>\u00abindividui cospirano tutti e sempre al ben comune, e si giovano scambievolmente\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Bene comune<\/em>\u00a0e\u00a0<em>social catena<\/em>\u00a0fra gli esseri umani. Una lezione che parla anche a noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Qual \u00e8 la filosofia del nostro tempo? Il Postmoderno?\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Postmoderno, che ha dichiarato la fine delle metanarrazioni, ossia \u2013 per usare un termine tradizionale \u2013 della verit\u00e0, che almeno con Kant e Leopardi \u00e8 gi\u00e0 considerata\u00a0<em>illusione<\/em>. Perci\u00f2 non c\u2019\u00e8 nessuna realt\u00e0 se non quella che si riesce a costruire e in cui ciascuno di noi, individualmente, crede. Nessuno \u2013 si dice \u2013 deve avere la pretesa di indicare agli altri ci\u00f2 in cui credere.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fate bene ad individuare la retorica \u201cdel nostro tempo\u201d nel Postmoderno. In quella ideologia della fine delle metanarrazioni che \u00e8 la prima e la pi\u00f9 radicale delle narrazioni farlocche<\/strong>. L\u2019ideologia dello stato di cose presenti.<\/p>\n<p>La domanda l\u2019abbiamo gi\u00e0 posta: quale alternativa? Una risposta ho provato ad articolarla rispondendo alle precedenti domande.<\/p>\n<p>Vorrei integrare il discorso rispondendo ad alcune domande particolari che mi rivolgete a partire dal mio commentario ad una antologia da me curata del Leopardi politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Nell\u2019introduzione a<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/stato-libero-democratico-fondazione-della-libro-giacomo-leopardi\/e\/9788857534114\">Lo Stato libero e democratico. La fondazione della politica nello Zibaldone<\/a><em>, riprendendo una tesi gi\u00e0 di De Sanctis, scrivi che \u00abcon Leopardi inizia la \u201cdissoluzione del mondo teologico-metafisico\u201d tanto della reazione quanto del progressismo\u00bb. In che cosa consiste questa dissoluzione e come viene compreso e recepito il contributo di Leopardi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In parte ho gi\u00e0 risposto. Leopardi \u00e8 alle prese con la fine della Rivoluzione francese e con l\u2019et\u00e0 della Restaurazione.\u00a0<strong>Non si limita a prendere atto della \u201cdissoluzione\u201d (dell\u2019<em>ancien<\/em>\u00a0<em>r\u00e9gime<\/em>, del\u00a0<em>nouveau<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>neo-anci\u00e8n<\/em>), cerca le ragioni teoriche della crisi, sapendo che la loro esatta individuazione \u00e8 la premessa di ogni possibile alternativa<\/strong>. Ora a mio avviso si tratta proprio del\u00a0<strong>Postmoderno<\/strong>\u00a0di cui si diceva, ma da intendersi rigorosamente come Ontologia della Modernit\u00e0, ipostatizzazione dell\u2019Essere dell\u2019esistente. Una teoria\/ideologia gi\u00e0 alla base dell\u2019Essere Supremo di Robespierre, ma anche della\u00a0<em>Restitutio<\/em>\u00a0reazionaria del Vero, Santo, Eterno ecc.<\/p>\n<p>Impostando il discorso in questi termini, cio\u00e8 di individuazione e critica dei presupposti della crisi,\u00a0<strong>Leopardi apre alla ricerca di possibilit\u00e0 altre ed inedite. La sua \u00e8 una critica\u00a0<em>ante litteram<\/em>\u00a0del\u00a0<em>There Is Not Alternative<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><em>Alternativa c\u2019\u00e8 sempre<\/em>. Perch\u00e9 alternativo \u00e8 il mondo. Alternativo, cio\u00e8 problematico, conflittuale, contendibile, relativo, transeunte.<\/p>\n<p>Certo l\u2019alternativa bisogna saperla poi concretamente costruire e praticare. Serve perci\u00f2 una\u00a0<em>soggettivit\u00e0 critica<\/em>, un progetto, una organizzazione, una cultura politica, una classe dirigente.<\/p>\n<p>Il problema della politica dopo Rivoluzione\/Reazione \u00e8 in fondo,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, il problema anche nostro, di noi nipotini del \u201csecolo breve\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80399 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-leop-300x162.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-leop-300x162.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-leop-768x414.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/gazz-leop.png 924w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Il titolo della tua introduzione all\u2019antologia appena citata \u00e8<\/em>\u00a0Il sistema della politica<em>, in essa sostieni che ogni riflessione non pu\u00f2 che essere e non pu\u00f2 che ambire ad essere sistematica, ogni tesi trova il suo senso nella combinazione con le altre ecc. Come si concilia per\u00f2 questo elemento con gli scrittori di aforismi in generale e, nel particolare, con chi ci ha\u00a0lasciato\u00a0in eredit\u00e0 uno Zibaldone?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A mio avviso lo\u00a0<em>Zibaldone<\/em>\u00a0di Leopardi \u00e8 un\u2019opera integralmente sistematica. C\u2019\u00e8 dietro un pensiero, una struttura, una\u00a0<em>intentio<\/em>\u00a0conclamata e rivendicata<\/strong>. C\u2019\u00e8 del resto in tutti i grandi scrittori di aforismi, dai\u00a0<em>Pensieri<\/em>\u00a0di Pascal, ai\u00a0<em>Quaderni del carcere<\/em>\u00a0di Gramsci, ai\u00a0<em>Quaderni Neri<\/em>\u00a0di Heidegger, ai\u00a0<em>Quaderni<\/em>\u00a0di Cioran, fino a Nietzsche e G\u00f3mez D\u00e1vila.<\/p>\n<p>Leopardi ripete infinite volte nello\u00a0<em>Zibaldone<\/em>\u00a0la formula\u00a0<strong>\u00abil mio sistema\u00bb<\/strong>\u00a0ed anzi scrive:\u00a0<strong>\u00abqualunque vero pensatore, non pu\u00f2 assolutamente fare a meno di non formarsi, o di non seguire o generalmente di non avere un sistema\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dovere per il \u201cvero pensatore\u201d, ma anche per il\u00a0<em>vero lettore<\/em>.<\/p>\n<p>Fra Gentile che parlava dello\u00a0<em>Zibaldone<\/em>\u00a0come insieme di \u00abdetriti\u00bb della successiva produzione poetica e Severino che sottolinea la \u00abpotenza filosofica\u00bb di Leopardi e respinge le tesi di uno\u00a0<em>Zibaldone<\/em>\u00a0\u00abirrimediabilmente\u00a0<em>frammentario<\/em>\u00bb preferir\u00f2 sempre, ovviamente, questa seconda interpretazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Un tuo saggio recente, del 2021, si intitola<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/che-fare-crisi-critica-della-libro-fabio-vander\/e\/9791280124081\">Che fare? Crisi e critica della sinistra<\/a><em>. Ritieni che la crisi della sinistra abbia a che fare con l\u2019aspetto centrale della riflessione politica e civile di Leopardi? Mi riferisco alla tendenza della politica a perdere di respiro e prospettiva, per risolversi in interesse per il \u201cparticulare\u201d e il personale, senza\u00a0<\/em><\/strong><span style=\"font-weight: 700 !important\"><em>\u00ab<\/em><\/span><strong><em>n\u00e8 legame n\u00e8 rapporto nessuno interiore col resto degli uomini<\/em><\/strong><b><em>\u00bb<\/em><\/b><strong><em>. Da segnalare anche un passo in cui Leopardi cita Rousseau: \u00abI politici antichi parlavano in continuazione di costumi e di virt\u00f9; i nostri non parlano che di commercio e denaro\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0del capitalismo a far s\u00ec che un\u2019alternativa non sia possibile poich\u00e9 da due secoli non esiste un\u2019alternativa valoriale? E questa mancanza di alternativa etica comporta che possano bens\u00ec formarsi delle organizzazioni politiche, ma che siano destinate \u2013 per l\u2019inevitabile conflittualit\u00e0 egoistica \u2013 ad essere passeggere e\/o modeste?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come sai l\u2019originale francese di questo passo di Rousseau ripreso da Leopardi l\u2019ho posto\u00a0<em>ad exergo<\/em>\u00a0della gi\u00e0 citata antologia del Leopardi politico.<\/p>\n<p><strong>Senza dubbio la crisi della sinistra \u00e8 tutta dentro la crisi della modernit\u00e0 politica<\/strong>\u00a0di cui abbiamo discorso fino adesso. Non c\u2019\u00e8 sinistra fuori della dimensione del Moderno e dunque della sua crisi. Sia della modernit\u00e0 rivoluzionaria, sia anche di quella reazionaria, perch\u00e9 abbiamo condiviso la stessa Epoca.<\/p>\n<p>La fine del \u2018900 ha significato la fine della sinistra\u00a0<em>finora realizzata<\/em>. Quella comunista e socialista, rivoluzionaria e riformista, istituzionale e movimentista.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da avere nessuna fiducia negli attuali partiti politici organizzati, in quello che ne resta, in Italia, in Europa, ovunque nel mondo, ma neanche avere alcuna fiducia nei movimenti, nelle reti, nei Green New Deals, nelle Grete ecc.<\/p>\n<p><strong>Resto convinto che occorra una rifondazione neo-moderna,\u00a0<em>i.e.<\/em>\u00a0neo-classica, della Modernit\u00e0. Come dicevo: un nuovo Partito, una nuova Internazionale, una nuova Politica, una nuova Rivoluzione.<\/strong><\/p>\n<p>Certo non vorrei essere\u2026 nei nostri panni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vorrei insistere sulla questione marxista, che a mio avviso \u00e8 cruciale, del rapporto tra\u00a0<em>struttura<\/em>\u00a0e\u00a0<em>sovrastruttura<\/em>. Anche l\u2019analisi empirica della realt\u00e0 attuale non dovrebbe forse condurci a ritenere che \u00e8 la sovrastruttura a determinare la struttura? O, meglio, che la struttura \u00e8 essa stessa il modo in cui i valori trovano la loro organizzazione sociale e politica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 divenuto celebre questo slogan, a restituire la profondit\u00e0 del problema ambientale: \u201cl\u2019ecologismo senza lotta al capitalismo \u00e8 giardinaggio\u201d; a spiegazione del rinnovarsi delle vittorie del capitalismo, potremmo proporre questa sintesi: \u201cla lotta di classe non pu\u00f2 vincere il capitalismo perch\u00e9, in ultima analisi, \u00e8 interna al capitalismo stesso\u201d. (Un<\/strong>\u00a0<strong>approfondimento<\/strong><strong>\u00a0di questa tesi\u00a0la si trova nel mio articolo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/maggio\/leopardi-e-il-sistema-dell-egoismo\/\">Leopardi e il<\/a><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/maggio\/leopardi-e-il-sistema-dell-egoismo\/\">\u00a0<\/a><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/maggio\/leopardi-e-il-sistema-dell-egoismo\/\">\u00ab<\/a><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/maggio\/leopardi-e-il-sistema-dell-egoismo\/\">sistema dell&#8217;egoismo<\/a><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/maggio\/leopardi-e-il-sistema-dell-egoismo\/\">\u00bb<\/a>)<b><em>.<\/em><\/b><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>No, non sono d\u2019accordo. Credo il fatto che la lotta di classe sia \u201cinterna al capitalismo stesso\u201d sia la sua forza, non la sua debolezza. \u00c8 possibile critica del capitalismo proprio in quanto la lotta di classe \u00e8 \u201cinterna al capitalismo stesso\u201d. Proprio in quanto\u00a0<strong>il capitalismo \u00e8 criticit\u00e0, parzialit\u00e0, conflittualit\u00e0<\/strong>. Lo dicevamo sopra, confermo. \u00c8 questo il motivo filosofico decisivo: la lotta di classe \u00e8 un dato ontologico. Non ha molto senso dirsi favorevoli o contrari.<\/p>\n<p><strong>La contraddizione capitale-lavoro \u00e8 l\u2019essere dell\u2019ente sociale<\/strong>. Del resto Marx ed Engels lo hanno scritto a chiare lettere:\u00a0\u00abla storia del mondo \u00e8 storia di lotte di classe\u00bb, da sempre e per sempre:\u00a0\u00abliberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba\u00bb, fino a capitalisti e proletari. Prima del capitalismo e dopo, se un dopo ci sar\u00e0, del capitalismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tu senti l\u2019esigenza di ritornare ai fondamenti e il tuo tentativo \u00e8 quello di ripensare, come scrivi, la logica delle cose. Lo hai fatto, tra l\u2019altro, seguendo lo sviluppo del pensiero di Marx ed Engels a partire dal loro carteggio. Ci daresti qualche suggestione di questo straordinario scambio epistolare e di che cosa tu intenda per logica delle cose?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mio ultimo libro, a cui hai accennato, si intitola\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/giugno\/la-logica-e-la-critica-delle-cose\/?preview_sid=160130\"><em>La logica delle cose. La rivoluzione in Occidente nel carteggio Marx-Engels<\/em><\/a><\/strong>\u00a0e inizia con queste parole:\u00a0<strong>\u00abLa logica delle cose \u00e8 dialettica. \u2018<em>Das innere der Sache<\/em>\u2019 lo \u00e8\u00bb<\/strong>. La logica interna delle cose \u00e8 precisamente quel dato ontologico di cui parlavamo poc\u2019anzi: un dato conflittuale, una differenza ontologica nel senso proprio di costitutiva dell\u2019essere stesso \u201cdelle cose\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019essere dell\u2019ente \u00e8 contraddizione. Questa per me \u00e8 la logica delle cose<\/strong>.<\/p>\n<p>Marx usa la formula \u201c<em>die Logik der Dinge<\/em>\u201d in una lettera del 1865 a Wilhelm Liebknecht per dire che se tutto \u00e8 conflitto e dunque soprattutto lotta politica,\u00a0<strong>il movimento operaio non deve mai cercare accordi di collaborazione con forze borghesi moderate, perch\u00e9 ne perderebbe di incisivit\u00e0 e di potenza critica<\/strong>.<\/p>\n<p>La logica delle cose riguarda insomma sia le cose in quanto tali, sia le cose politiche in particolare, sempre bisogna tenere aperta la strada per la critica, la vita, la rivoluzione.<\/p>\n<p>A dieci anni dalla sconfitta del 1848 Marx scriveva ad Engels con lo sguardo fisso sull\u2019Europa del suo tempo: \u201c<em>there is something moving again<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se anche noi potremmo mai dirlo ancora di nuovo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/giugno\/la-logica-e-la-critica-delle-cose\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/giugno\/la-logica-e-la-critica-delle-cose\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Intervista a Fabio\u00a0Vander\u00a0di\u00a0Gabriele Zuppa.) Nella\u00a0puntata di Ottosofia\u00a0che abbiamo dedicato a Leopardi e nella\u00a0lectio\u00a0introduttiva, dalla ricchezza sterminata contenuta nei suoi scritti, abbiamo deciso di attingere per fare il punto su una questione cruciale che \u00e8 emersa finora costantemente: com\u2019\u00e8 possibile creare un soggetto politico che si costituisca come alternativa alla direzione neoliberista che caratterizza esplicitamente l\u2019Occidente? La costruzione non sembra oggi possibile certamente per l\u2019egemonia culturale che il neoliberismo esercita. Non \u00e8 neanche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kUI","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80396"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80396"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80401,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80396\/revisions\/80401"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}