{"id":80446,"date":"2023-07-13T10:16:46","date_gmt":"2023-07-13T08:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80446"},"modified":"2023-07-11T10:21:59","modified_gmt":"2023-07-11T08:21:59","slug":"scenario-ue-lausterita-tedesca-danneggera-tutta-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80446","title":{"rendered":"SCENARIO UE\/ \u201cL\u2019austerit\u00e0 tedesca dannegger\u00e0 tutta Europa\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi int. Gustavo Piga)<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"description\">L\u2019austerit\u00e0 che la Germania intende perseguire il prossimo anno avr\u00e0 un peso importante anche sul resto d\u2019Europa, che crescer\u00e0 meno del previsto<\/h2>\n<div class=\"flexbox mobile_view\">\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/12\/gentiloni_dombrovskis_lindner_1_lapresse1280-640x300.jpg\" alt=\"gentiloni dombrovskis lindner 1 lapresse1280 640x300\" \/>\u00a0<span class=\"alt_image\">I commissari europei Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis con il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner (LaPresse)<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div><\/div>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_left\">\n<div class=\"social-shares-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dalla-germania-economia-a-pezzi-ma-lindner-sceglie-ancora-lausterita\/2562488\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il progetto di bilancio pubblico per il 2024<\/a>presentato dal ministro delle Finanze Lindner, e approvato dal Governo, avr\u00e0 impatti anche fuori dai confini della Germania. L\u2019idea \u00e8 quella di tagliare le spese di oltre 30 miliardi di euro (circa sette punti percentuali), salvaguardando alcuni capitoli come la difesa, ma colpendone altri non marginali come l\u2019istruzione e i trasporti. Il tutto mentre il Paese \u00e8 in recessione tecnica. \u00abOltre alle cifre \u2013 ci dice\u00a0<strong>Gustavo Piga,\u00a0<\/strong><em>ordinario di Economia politica nell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata<\/em>\u00a0\u2013 sono anche alcune espressioni utilizzate dal ministro Lindner ad apparire piuttosto allarmanti\u00bb.<\/p>\n<div id=\"iol-player-container-outer\" data-partner=\"nol\" data-account=\"6202477133001\" data-player=\"GtKe2yrmg\" data-autoplay=\"true\" data-shuffle-first-video=\"false\" data-muted=\"true\" data-sticky=\"true\" data-dmin=\"20\" data-dmax=\"40\" data-orderby=\"data\"><\/div>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Si ritiene necessario tornare alla \u201cnormalit\u00e0\u201d, dando per conclusa la straordinariet\u00e0 della crisi. Sarebbe in effetti sensato frenare la spesa pubblica, con una politica fiscale anticiclica, nel momento in cui ci si fosse lasciati alle spalle un periodo di difficolt\u00e0 con una vigorosa ripresa. I dati, per\u00f2, ci parlano di una Germania che continua a essere il malato d\u2019Europa, principalmente per via dell\u2019interruzione degli approvvigionamenti energetici russi e di un\u2019elevata inflazione.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 eccessivo definire la Germania \u201cmalato d\u2019Europa\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Se guardiamo ai dati Ocse relativi al periodo 2020-23, per l\u2019economia globale si prevede una crescita dell\u20198,7%, per quella della Cina del 19%, per quella degli Usa del 6,2%, per quella dell\u2019Eurozona del 3,2%, per quella dell\u2019Italia del 3%, mentre per quella della Germania dello 0,4%. Un economista, di fronte a questi dati, direbbe che non \u00e8 tempo di ritorno alla \u201cnormalit\u00e0\u201d, perch\u00e9 la Germania ha ancora un enorme bisogno di riprendersi. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra espressione che lascia perplessi.<\/p>\n<p><strong>A che cosa si riferisce?<\/strong><\/p>\n<p>Il ministro Lindner parla della necessit\u00e0 di far cessare una maxi-spending che ha fatto salire il debito pubblico.Guardando ai dati, possiamo osservare che il rapporto debito\/Pil \u00e8 passato dal 59,6% pre-Covid al 67,6%. Si tratta di un aumento irrisorio, da un livello gi\u00e0 basso, alimentato oltretutto anche dal rallentamento del Pil. Vien quasi da sorridere pensando ai livelli raggiunti negli altri Paesi di tutto il mondo: altro che maxi-spending, probabilmente si \u00e8 speso troppo poco. Tra l\u2019altro, i tagli colpiranno anche la mobilit\u00e0 sostenibile, tema molto caro all\u2019Ue, in un Paese che poi di fatto detta la linea per tutta l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Quali ricadute avr\u00e0 questa dose di austerit\u00e0 tedesca sul resto d\u2019Europa?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 evidentemente un\u2019esternalit\u00e0 negativa per tutta l\u2019Eurozona, che gi\u00e0 dovr\u00e0 fare i conti, stando alle previsioni Ocse, con una crescita tra il 2020 e il 2023 pari a circa la met\u00e0 di quella degli Stati Uniti. Ogni volta che il Paese leader impone austerit\u00e0, di fatto riduce le potenzialit\u00e0 di crescita di tutti gli altri.<\/p>\n<p><strong>E si sta anche discutendo la riforma del Patto di stabilit\u00e0 e crescita\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 ancora chiaro che cosa si pone all\u2019orizzonte in termini di nuove regole fiscali. Certo \u00e8 che, ormai dalla crisi del 2008, in Europa siamo inviluppati in una serie di costante capacit\u00e0 di decidere in maniera perversa. Fortunatamente<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dietro-il-mes-i-vantaggi-e-le-incognite-dei-calcoli-della-meloni\/2559454\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0l\u2019Italia non ha ancora ratificato la riforma del Mes<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Ritiene che sarebbe bene non farlo?<\/strong><\/p>\n<p>Ringrazio ancora la visione di lungo termine che ebbero a suo tempo Regno Unito, Repubblica Ceca e Svezia quando si opposero all\u2019inserimento del Fiscal compact nei Trattati: questo ci ha salvato e ci consente oggi di poter parlare di riforma delle regole fiscali. Il fatto che l\u2019Italia non abbia ancora ratificato la riforma del Mes, che all\u2019interno prevede clausole di condizionalit\u00e0 macroeconomiche analoghe a quelle del Fiscal compact, \u00e8 secondo me cosa buona e giusta. Siccome, per\u00f2, mi sembra che l\u2019intenzione sia poi quella di procedere alla ratifica entro fine anno, a questo punto diventa rivelantissimo quello che si pu\u00f2 ottenere in cambio nel dibattito relativo alla riforma del Patto di stabilit\u00e0. Devo dire, tuttavia, che su questo non mi sembra che ci sia un progetto di lungo periodo da parte italiana.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia continua a chiedere di escludere gli investimenti, quanto meno quelli relativi alle transizioni ecologica e digitale, dal computo dei parametri chiave del bilancio pubblico\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo chiedendo qualcosa che alla luce dei fatti non siamo in grado di mettere in atto. A cosa serve chiedere una golden rule per gli investimenti se poi, come abbiamo ancora plasticamente dimostrato, non sappiamo assolutamente spendere i soldi quando sono disponibili?<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 a suo avviso la criticit\u00e0 che non consente al nostro Paese di spendere le risorse?<\/strong><\/p>\n<p>Ho trovato piuttosto impressionante l\u2019andamento dell\u2019occupazione nel periodo 2020-23 nell\u2019Eurozona: \u00e8 cresciuta del 4%, con una grande spinta da parte della Francia. La cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 che ovunque l\u2019occupazione \u00e8 trascinata dal comparto pubblico, tranne che in Italia. Com\u2019\u00e8 possibile immaginare di affrontare la sfida rappresentata dal Pnrr, pensando solo alle persone necessarie a metterne a terra i progetti, con lo stesso personale pubblico depauperato che ci portiamo appresso da un decennio? \u00c8 evidente che poi diventiamo un attore poco credibile nelle nostre richieste. Ci troviamo veramente all\u2019interno di un\u2019Europa sclerotica.<\/p>\n<p><strong>Cosa intende dire?<\/strong><\/p>\n<p>Se ci pensiamo bene c\u2019\u00e8 un Paese come l\u2019Italia che ha una marea di risorse a disposizione, ma non sa usarle bene, e un altro Paese come la Germania che sa come spendere i soldi, ma decide di non farlo. Stiamo facendo quanto di pi\u00f9 contrario a ogni logica di politica fiscale ci sia. Questo la dice lunga su quanta strada ci sia ancora da percorrere per comprendere le sfide del XXI secolo. L\u2019Eurozona continua a essere l\u2019area pi\u00f9 succube a ideologie terribilmente poco attente ai bisogni della gente e delle future generazioni e questo finir\u00e0 un giorno per impattare sulla sostenibilit\u00e0 del progetto politico europeo stesso.<\/p>\n<p><strong>Al momento c\u2019\u00e8 una situazione di stallo sulla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-ue-il-nuovo-colpo-di-germania-e-frugali-contro-italia-e-francia\/2555184\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riforma del Patto di stabilit\u00e0 e crescita<\/a>: Francia e Italia sostengono la proposta della Commissione europea, mentre la Germania vi si oppone. Lei cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>La battaglia che la Germania sta conducendo contro la Commissione europea per avere delle regole che non siano cos\u00ec arbitrarie da lasciare spazio al potere politico dell\u2019organo tecnocratico che ha sede a Bruxelles non mi trova totalmente contrario. Berlino chiede dei criteri oggettivi e offre una riduzione lenta, ma costante del debito su Pil dell\u20191% annuo: se fossi l\u2019Italia guarderei con interesse a questa proposta, perch\u00e9 si parla di un obiettivo traguardabile senza austerit\u00e0, ma anzi tramite investimenti pubblici sani in deficit che fanno scendere il rapporto debito\/Pil grazie a una maggiore crescita. Certo, i tedeschi chiedono anche il solito controllo assurdo, ma coerente con il piano presentato da Lindner, della spesa pubblica, senza fare distinzioni tra investimenti e spesa corrente. E questo non va bene per l\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Come se ne esce allora?<\/strong><\/p>\n<p>Si potrebbe trovare un punto di incontro, dicendo alla Germania che ci sta bene la riduzione dell\u20191% del rapporto debito\/Pil, lasciando per\u00f2 spazio agli investimenti pubblici. Occorrerebbe poi attuare una vera spending review per garantire una qualit\u00e0 della spesa pubblica. Questo potrebbe essere un pacchetto virtuoso che farebbe contenti tutti, con l\u2019eccezione forse della Francia. Le soluzioni, come si vede, ci sono, ma continuiamo a essere un continente che guarda ai dettagli contabili piuttosto che alla grande visione d\u2019insieme in un secolo che appare veramente sconvolgente. Le lezioni della storia ci dicono che se non si fa attenzione al bisogno delle persone pi\u00f9 in difficolt\u00e0, poi accadono rivoluzioni o cambiamenti istituzionali potenti. Mi sembra che i nostri leader siano incapaci di capirlo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-ue-lausterita-tedesca-danneggera-tutta-europa\/2563012\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/scenario-ue-lausterita-tedesca-danneggera-tutta-europa\/2563012\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi int. 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