{"id":80472,"date":"2023-07-12T09:10:55","date_gmt":"2023-07-12T07:10:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80472"},"modified":"2023-07-11T20:51:11","modified_gmt":"2023-07-11T18:51:11","slug":"il-vertice-nato-di-vilnius-e-i-rischi-di-escalation-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80472","title":{"rendered":"Il Vertice NATO di Vilnius e i rischi di escalation in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5841297639189101771_121-002.jpg\" \/><\/p>\n<p>Nonostante i limitati progressi territoriali e le numerose fonti (anche provenienti dagli stessi reparti ucraini in prima linea) che riferiscono di perdite spaventose tra gli attaccanti, la controffensiva ucraina continua impiegando a fondo le riserve disponibili.<\/p>\n<p>Il 5 luglio il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ha riferito che dal 4 giugno, giorno in cui \u00e8 scattata la controffensiva, gli ucraini hanno perso un totale di circa 2.500 veicoli, mezzi, cannoni e armamenti pesanti mentre la contraerea russa ha abbattuto 158 missili HIMARS, 25 missili da crociera Storm Shadow (nella foto sotto un esemplare \u201cdirottato\u201d dalle ECM russe) e 386 droni ucraini, grazie anche ai sistemi di disturbo elettronico, come ha confermato al Financial Times il ministro della difesa ucraina Reznikov.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-166631 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5269530100729236286_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p>Numeri che non possono venire confermati o smentiti da fonti neutrali ma, come era prevedibile, gli attacchi ucraini si sono intensificati in vista del Vertice NATO di Vilnius che si tiene oggi e domani e che costituisce per Kiev uno spartiacque tra il sostegno occidentale allo sforzo bellico e le pressioni su Zelensky a negoziare un accordo che faccia cessare le ostilit\u00e0, ammesso che Mosca sia disponibile al dialogo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da tempo fonti statunitensi vicine all\u2019amministrazione Biden e fonti diplomatiche europee hanno evidenziato che gli aiuti militari occidentali non potranno continuare in eterno.\u00a0\u00a0Gli europei hanno ormai ben poco da offrire a Kiev e il successo (anche parziale) o meno della controffensiva sancir\u00e0 probabilmente il destino dell\u2019Ucraina in questa guerra.<\/p>\n<p>Del resto, come abbiano gi\u00e0 nelle scorse settimane evidenziato, lo stesso segretario generale della NATO Lens Stoltenberg ha detto in almeno un paio di occasioni che le conquiste territoriali ucraine, frutto auspicato della controffensiva, permetteranno a Kiev di negoziare da una posizione di maggiore forza con Mosca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il nervosismo di Kiev<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Opzione per ora non accettabile da Zelensky che avendo messo al bando opposizioni e libert\u00e0 di stampa \u00e8 oggi legato agli ultranazionalisti non disposti ad accettare negoziati che prevedano cessioni territoriali. l nervosismo di Kiev nei confronti degli alleati occidentali e degli esiti della controffensiva \u00e8 apparso sempre pi\u00f9 evidente con l\u2019avvicinarsi del vertice di Vilnius.<\/p>\n<p>Ieri un portavoce militare aveva annunciato la riconquista, la scorsa settimana, di appena 4 chilometri quadrati di territorio intorno a Bakhmut e subito dopo il comandante dell\u2019Esercito, generale Oleksandr Sirsky, ha rilanciato affermando che \u201cil nemico \u00e8 intrappolato. La citt\u00e0 \u00e8 sotto il controllo del fuoco delle forze armate\u201d dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166633\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/svo1-03723-550.jpg\" alt=\"\" width=\"893\" height=\"633\" \/><\/p>\n<p>A Sirsky ha fatto eco il vice ministro della Difesa ucraino, Hanna Malyar che ha parlato di \u201cnemico in trappola e citt\u00e0 posta sotto il controllo delle forze di difesa\u201d con le forze di Kiev che \u201channo tenuto sotto controllo le entrate, le uscite e i movimenti del nemico in citt\u00e0 per diversi giorni\u201d e che questo \u00e8 \u201creso possibile dal fatto che nel corso della loro avanzata, le nostre truppe hanno preso il controllo delle principali alture intorno a Bakhmut\u201d.<\/p>\n<p>Affermazioni utili forse a sbandierare un successo all\u2019apertura del vertice NATO di Vilnius ma prive di riscontri come mostra anche la mappa (che pubblichiamo qui sotto) diffusa questa mattina dal bollettino quotidiano dell\u2019Institute for the Study of the War, think-tank statunitense \u201cmilitante\u201d al fianco di Kiev.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-166629 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Bakhmut-Battle-Map-Draft-July-102023.jpg\" alt=\"\" width=\"735\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>In cinque settimane di attacchi furiosi sui fianchi di Bakhmut, a nord e a sud della citt\u00e0, gli ucraini hanno guadagnato alcuni chilometri quadrati di territorio sulle colline che dominano la citt\u00e0. Postazioni da cui potranno colpire pi\u00f9 agevolmente le truppe russe nel centro urbano qualora riuscissero a consolidarsi e a schierarvi artiglierie.<\/p>\n<p>Non ci sono quindi per ora le condizioni, se non quelle propagandistiche, per parlare di russi in trappola e di controllo ucraino su Bakhmut, anche perch\u00e9 proprio ieri i russi hanno fatto sapere di aver trasferito in quest\u2019area i ceceni della Forza speciale Akhmat, ritirati dal settore di Marynka (a sud di Bakhmut).<\/p>\n<p>Nel nuovo schieramento ieri sera le truppe di Ramzan Kadyrov, guidate dal comandante Apty Alaudinov, venivano segnalate al contrattacco nei pressi di Kleshchivka.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di portare agli occidentali qualche successo conseguito sul campo ha indotto gli ucraini a quantificare i successi territoriali conseguiti dal 4 giugno scorso in chilometri quadrati con il rischio concreto di un \u201ceffetto boomerang\u201d considerato che finora sono stati annunciati come strappati ai russi su tutti i fronti (inclusi quelli pi\u00f9 caldi e sanguinosi nella regione di Zaporizhia dove gli attacchi ucraini si sono finora infranti contro la \u201cLinea Surovikin\u201d) territori in gran parte ancora contesi, la cui superficie in ogni caso \u00e8 inferiore complessivamente a quella dell\u2019isola d\u2019Elba (223 kmq).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166634\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/svo3-03723-550.jpg\" alt=\"\" width=\"891\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p>Il 5 luglio la CNN aveva sottolineato come le conquiste territoriali ucraine si misurino \u201cin metri\u201d anche se l\u2019esercito ucraino non ha ancora dispiegato tutto il suo potenziale e le sue riserve, come ha assicurato nei giorni scorsi il generale Syrskyi, spiegando che le sue truppe devono superare ampi campi minati e linee di difesa pesantemente fortificate attaccando il nemico senza avere alcun supporto aereo o quasi.<\/p>\n<p>La controffensiva \u201cva un po\u2019 piano, ma questo fa parte della natura della guerra\u201d, ha detto prudentemente il capo delle forze armate USA, generale Mark Milley ma quasi nessuno ha evidenziato che a nord, ai confini tra le regioni di Luhansk e Kharkiv, sono i russi ad avere assunto l\u2019iniziativa avanzando gradualmente da diversi giorni verso i capisaldi di Kupyansk e Lyman.<\/p>\n<p>Le truppe russe hanno respinto anche le limitate forze ucraine sbarcate sulla riva sinistra del Dnepr nella regione di Kherson annunciando ieri la riconquista di tutta la riva e delle isole.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166636\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/347430582_663201082502614_8834417920400912709_n.jpg\" alt=\"\" width=\"891\" height=\"595\" \/><\/p>\n<p>lo sbarco di piccoli reparti da unit\u00e0 fluviali leggere ucraino era stato reso possibile dal ritiro obbligato delle forze di Mosca dalla riva del fiume dopo che il crollo della diga di Novaya Khakovka aveva spazzato via le difese russe in quel settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Ammissione a sorpresa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Un altro evidente segnale del nervosismo di Kiev alla vigilia del vertice NATO \u00e8 rappresentato dall\u2019ammissione delle responsabilit\u00e0 ucraine nell\u2019attentato al Ponte di Crimea, l\u20198 ottobre scorso, in cui l\u2019Ucraina aveva sempre negato ogni coinvolgimento ma che ha finito per ammetterlo (guarda caso) il giorno in cui Stati Uniti e i principali alleati si sono espressi per un non immediato ingresso dell\u2019Ucraina nella NATO.<\/p>\n<p>Un\u2019ammissione con cui il governo ucraino sembra voler \u201cricordare\u201d agli alleati occidentali di potere e volere attuare ulteriori azioni contro la Russia (secondo Mosca un missile da crociera ucraino lanciato contro il Ponte di Crimea il 9 luglio \u00e8 stato abbattuto) che possano determinare un\u2019escalation del conflitto e del resto \u00e8 stato solo per un \u201catto di fede\u201d che l\u2019Occidente ha finto a lungo di credere che i russi abbiano autodistrutto le proprie infrastrutture strategiche (dai gasdotti del Baltico al Ponte di Crimea alla diga di Novaya Khakovka).<\/p>\n<p>A questo proposito sono state indicative le polemiche dei giorni scorsi tra i vertici ucraini e l\u2019agenzia dell\u2019ONU per l\u2019energia atomica (AIEA) e il suo direttore Rafael Mariano Grossi con quest\u2019ultimo impegnato a ribadire che i suoi tecnici presenti nella centrale nucleare Energodar non avevano trovato alcun riscontro alle accuse di Kiev che denunciavano il minamento della centrale da parete dei russi.<\/p>\n<p>Chiarificatore e imbarazzante al tempo stesso l\u2019intervista di France 24 al diplomatico argentino (che riproponiamo qui sotto).<\/p>\n<div class=\"wp-video\"><\/div>\n<p>Anche a questo proposito \u00e8 superfluo evidenziare che i russi difficilmente avrebbero interesse a far esplodere una centrale atomica sotto il loro controllo con il rischio concreto che la fuga di radiazioni raggiunga non solo le proprie truppe e gli abitanti filorussi deli territori ucraini sotto il controllo di Mosca, ma pure il territorio della Federazione Russa che dista in linea d\u2019aria non pi\u00f9 di 200 chilometri dalla centrale di Energodar (molti meno nel caso della Crimea).<\/p>\n<p>Per la stessa ragione non pu\u00f2 essere escluso che gli ucraini puntino a danneggiare la centrale con l\u2019obiettivo di dare la colpa ai russi e sperare in un\u2019escalation che imponga il coinvolgimento diretto degli occidentali nella guerra, opzione che al momento appare l\u2019unica in grado di aumentare in modo significativo le possibilit\u00e0 di vittoria di Kiev in questa guerra.<\/p>\n<p>Che l\u2019Ucraina cerchi un\u2019escalation appare chiaro anche dai recentissimi attacchi con droni su Mosca e dall\u2019impiego dei missili antiaerei americani Patriot per abbattere aerei nemici nello spazio aereo russo.<\/p>\n<p>Al tempo stesso la propaganda ucraina punta a esasperare l\u2019indignazione dell\u2019opinione pubblica occidentale per le vittime civili provocate dai russi, come \u00e8 emerso anche nella strage della pizzeria di Kramatorsk dove i russi sostengono invece di aver colpito il locale perch\u00e9 ospitava un incontro tra alti ufficiali ucraini e mercenari stranieri (secondo il ministero della Difesa russo i combattenti stranieri uccisi dal febbraio 2022 sarebbero 4.845 mentre altri\u00a0 4.801 avrebbero lasciato l\u2019Ucraina e in 2.029 continuerebbero a combattere a fianco dell\u2019esercito ucraino).<\/p>\n<p>Versione quasi del tutto ignorata da media occidentali ma confermata indirettamente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cbsnews.com\/losangeles\/video\/u-s-marine-corps-veteran-from-orange-county-killed-in-ukraine\/?intcid=CNM-00-10abd1h#x\">da CBS News che ha riferito<\/a>\u00a0che uno dei morti nell\u2019attacco missilistico contro il ristorante a Kramatorsk era un veterano dei marines, Jan Frank Tortorici (nella foto sotto), che combatteva a fianco delle forze armate ucraine da almeno 15 mesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166639 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5841633849229032775_121-002-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Del resto gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/08\/se-anche-amnesty-international-diventa-putiniana\/\">l\u2019estate scorsa Amnesty International denunci\u00f2<\/a>\u00a0la consuetudine delle forze di Kiev di mischiare truppe e armi nel Donbass alla popolazione e alle abitazioni mettendole cos\u00ec a rischio.<\/p>\n<p>Proprio queste iniziative tese a provocare una pericolosa escalation del conflitto dovrebbe imporre a NATO e UE di tenere sotto stretto controllo l\u2019alleato ucraino che, in assenza di successi militari rilevanti, potrebbe essere tentato dal giocare il tutto per tutto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-166640 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/400_0_1661365455-8657.webp\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/p>\n<p>Ieri il presidente Volodymyr Zelensky ha cercato di smorzare la delusione per l\u2019assenza di una precisa\u00a0<em>road map<\/em>\u00a0per l\u2019ingresso di Kiev nell\u2019Alleanza Atlantica dichiarando che l\u2019Ucraina \u00e8 gi\u00e0, \u201cde facto\u201d, nella NATO.<\/p>\n<p>\u201cLe nostre armi sono le armi dell\u2019Alleanza. I nostri valori sono ci\u00f2 in cui crede l\u2019Alleanza\u201d, ha affermato Zelensky nel suo consueto discorso serale in cui ha che ci sono \u201cposizioni diverse\u201d, ma \u201c\u00e8 chiaro che l\u2019Ucraina merita di stare nell\u2019Alleanza, non ora, che c\u2019\u00e8 la guerra, ma serve un gesto chiaro e ne abbiamo bisogno adesso\u201d.<\/p>\n<p>Questa mattina il presidente ucraino \u00e8 stato ancora pi\u00f9 esplicito. \u201cE\u2019 assurdo e senza precedenti che non sia fissata una cornice temporale n\u00e9 per l\u2019invito n\u00e9 per l\u2019adesione dell\u2019Ucraina. Mentre allo stesso tempo viene aggiunta una formulazione vaga su \u2018condizioni\u2019 anche per l\u2019invito all\u2019Ucraina. Sembra che non vi sia sollecitudine n\u00e9 per invitare l\u2019Ucraina nella NATO, n\u00e9 per farne un membro dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che viene lasciata una finestra di opportunit\u00e0 per contrattare l\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla NATO in negoziati con la Russia. Per la Russia questa \u00e8 una motivazione per continuare col suo terrore. L\u2019incertezza \u00e8 debolezza. E ne parler\u00f2 apertamente al summit\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La polemica sulle munizioni a grappolo<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La recente decisione statunitense di fornire munizioni\u00a0<em>cluster<\/em>\u00a0(o a grappolo) all\u2019Ucraina ha determinato diverse reazioni critiche. Mosca la considera un\u2019ulteriore escalation del conflitto mentre Dimitrii Medvedev ha ironizzato sulle precarie condizioni del presidente Joe Biden, definito \u201cun nonno col piede nella fossa\u201d che vuole provocare un\u2019escalation nucleare.<\/p>\n<p>Critiche sono giunte per\u00f2 da tutti i governi europei, inclusi quello italiano, tedesco, britannico e spagnolo mentre la NATO non si esprime su questo tema lasciando che a farlo siano i singoli stati membri.<\/p>\n<p>Un atteggiamento motivato dal fatto che gli USA, come Russia, Ucraina e altre nazioni nel mondo (Cina, Israele, paesi arabi\u2026.), non hanno mai ratificato la Convenzione internazionale del 2008 che vieta produzione, stoccaggio, impiego e vendita delle armi a dispersione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166641 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/309598962_468039905367991_3281368253749173998_n.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1365\" \/><\/p>\n<p>L\u2019arrivo di queste munizioni americane \u201ca dispersione\u201d (cio\u00e8 in grado di seminare sul terreno centinaia di sub munizioni) impiegabili da cannoni da 155mm e forse anche lanciarazzi HIMARS o bombe d\u2019aereo, \u00e8 stato invece accolto con entusiasmo dall\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>\u201cLe munizioni a grappolo sono estremamente importanti per l\u2019Ucraina. Compensano in qualche modo il nostro deficit di proiettili e ripristinano parzialmente la parit\u00e0 sul campo di battaglia\u201d, ha twittato il consigliere principale di Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166574\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Donetsk-Petal.jpg\" alt=\"\" width=\"891\" height=\"501\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante non saranno certo le munizioni a grappolo a cambiare i destini di questa guerra dopo che diversi armamenti occidentali erano stati definiti inopinatamente risolutivi (<em>game changer<\/em>) da esperti e media occidentali: prima i missili anticarro Javelin, poi gli obici semoventi e trainati, poi i lanciarazzi HIMARS, infine i carri Leopard 2\u2026.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte le armi contenenti sub-munizioni sono gi\u00e0 ampiamente impiegate in questa guerra: le usano i russi ma pure gli ucraini che hanno peraltro seminato mine antiuomo nella citt\u00e0 di Donetsk impiegando testate dei missili Tochka-U caricate con sub-munizioni come ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/04\/reportage-dal-donbass-avdiivka-la-battaglia-infinita\/\">raccontato il reporter Gian Micalessin su Analisi Difesa.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Aspetti militari<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Certo le\u00a0<em>cluster\u00a0<\/em>americane aumenteranno le capacit\u00e0 delle truppe di Kiev di saturare aree del campo di battaglia e gli ucraini garantiscono che non colpiranno il territorio russo n\u00e9 i centri abitati da civili anche se da tempo bombardano la citt\u00e0 di Donetsk anche con gli obici statunitensi M777 e con i lanciarazzi HIMARS.<\/p>\n<p>La polemica sulla\u00a0<em>cluster bombs<\/em>\u00a0appare in realt\u00e0 ipocrita e pretestuale perch\u00e9 i belligeranti gi\u00e0 le impiegano (e le impiegarono fin dall\u2019inizio del conflitto nel 2014,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2014\/oct\/21\/cluster-bombs-ukraine-human-rights-watch\">come document\u00f2 Human Rights Watch)<\/a>\u00a0e perch\u00e9 nessuno dei tre paesi coinvolti (USA, Russia e Ucraina) viola una convenzione che non ha mai firmato.<\/p>\n<p>In termini militari restano tre aspetti da valutare. Il primo riguarda l\u2019impatto sui civili celle sub-munizioni inesplose che \u00e8 stato devastante in Kosovo, Iraq, Siria, Afghanistan, Yemen e in altri teatri bellici. Non a caso il primo ministro cambogiano Hun Sen ha messo in guardia Kiev contro l\u2019uso delle bombe a grappolo, ricordando la \u201cdolorosa esperienza\u201d della Cambogia negli anni \u201970 e il fatto che saranno gli ucraini i primi a patirne,<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166642\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/633558e0e212a.jpeg\" alt=\"\" width=\"906\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>\u201cSarebbe il maggiore pericolo per gli ucraini per molti anni a venire, anche fino a cento anni, se le bombe a grappolo fossero usate nelle aree occupate dai russi sul territorio ucraino\u201d, ha twittato Hun Sen ricordando che a causa delle bombe a grappolo statunitensi lanciate nei primi anni \u201870 decine di migliaia di cambogiani sono stati uccisi o mutilati.<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di cinismo sembra evidente che Kiev possa non avere scrupoli a seminare ordigni pericolosi nei territori del Donbass e nelle regioni annesse dai russi e che \u00e8 possibile ipotizzare resteranno almeno in parte sotto il controllo della Federazione e dove la popolazione sostiene Mosca.<\/p>\n<p>Il gi\u00e0 citato rapporto di Amnesty International (pesantemente censurato in Italia e in altre nazioni occidentali schierate con Kiev) evidenzi\u00f2 che le truppe ucraine non avevano alcuno scrupolo nello schierare armi e truppe in mezzo ai civili del Donbass, evidentemente considerati ostili.<\/p>\n<p>Un ultimo aspetto militare riguarda la relativa pericolosit\u00e0 delle sub-munizioni in un\u2019Ucraina sconvolta da 17 mesi da una guerra ad alta intensit\u00e0 in cui vengono esplosi a volte pi\u00f9 di 20 mila proiettili d\u2019artiglieria al giorno e dove sono gi\u00e0 tantissime le munizioni e gli ordigni rimasti inesplosi e che costituiranno domani un grave pericolo per i civili. Per farsi un\u2019idea di questa minaccia basti pensare a quante bombe e proiettili inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale vengono rivenuti ancor oggi ogni anno in Italia.<\/p>\n<p>Le regioni ucraine dove si combatte o si \u00e8 combattuto vivono e vivranno comunque l\u2019incubo degli ordigni inesplosi indipendentemente dal fatto che si impieghino o meno le munizioni\u00a0<em>cluster.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166645\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5859712332945537948_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"897\" height=\"897\" \/><\/p>\n<p>Basti pensare che il ministero russo per le Emergenze ha reso noto che quasi 30.000 mine e proiettili inesplosi sono stati eliminati tra gennaio e giugno di quest\u2019anno dai genieri russi (nella foto sopra) sul territorio della Repubblica Popolare di Donetsk sotto il controllo delle forze di Mosca.<\/p>\n<p>Infine, un\u2019ultima (ma non certo per importanza) motivazione militare per cui gli Stati Uniti forniranno a Kiev questo tipo di munizioni \u00e8 l\u2019ormai cronica carenza di munizionamento convenzionale che gli USA hanno gi\u00e0 fornito in grandi quantit\u00e0 agli ucraini riducendo pericolosamente le scorte di artiglieria di US Army e Marines.<\/p>\n<p>Lo hanno rivelato diversi media statunitensi, citando fonti militari: nei depositi vi sarebbero quasi 5 milioni di bombe, razzi e proiettili caricati con sub-munizioni, inclusi oltre mezzo milione di proiettili da 155mm M864 (contenenti ognuna 72 sub-munizioni M42 e M46)\u00a0 oltre a un numero imprecisato di proiettili\u00a0<em>cluster<\/em>\u00a0M80 per gli obici M119 da 105mm e di razzi da 227 mm per HIMARS\/MLRS.<\/p>\n<p>Munizioni in parte realizzate tra gli anni \u201980 e i primi anni 2000, quindi ormai vicine alla scadenza: per questo fornirle all\u2019Ucraina comporter\u00e0 non solo un vantaggio militare per Kiev ma risparmier\u00e0 al Pentagono elevati costi di smantellamento e smaltimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Aspetti politici<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Diversi parlamentari statunitensi hanno espresso dubbi e critiche in proposito a conferma che il vero problema costituito dalle forniture di munizioni a grappolo \u00e8 soprattutto di tipo politico, anche se \u00e8 curioso notare come, dopo l\u2019uranio impoverito, anche le munizioni a grappolo risultino per molti osservatori occidentali meno dannose per le persone e l\u2019ambiente se impiegate contro i russi o gli ucraini filorussi.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 sostanzialmente politica per gli ucraini, pronti a compiere ogni passo che venga definito \u201cdi escalation\u201d da Mosca nel tentativo di coinvolgere gli alleati della NATO nella guerra alla Russia. Lo \u00e8 anche per gli europei, considerato che gli USA avevano duramente condannato i russi per l\u2019impiego di munizioni\u00a0<em>cluster\u00a0<\/em>in Ucraina definendole armi vietate bench\u00e9 gli stessi americani non abbiano aderito alla Convenzione internazionale firmata da 111 nazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166643 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5843862353140105973_121-002-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>La decisione statunitense rappresenta uno schiaffo morale e politico agli alleati europei, sia perch\u00e9 non sembra si siano consultati con loro prima di prendere la decisione di fornire tali armi agli ucraini, sia perch\u00e9 tutti gli stati europei (inclusa la Gran Bretagna) hanno aderito alla messa al bando delle munizioni a grappolo.<\/p>\n<p>Le reazioni contrariate di diversi paesi europei per quanto deciso oltreoceano evidenziano come questa vicenda rischi di minare la coesione tra gli alleati occidentali rispetto al conflitto in atto. Del resto era difficile attendersi che Washington tenesse in maggior contro il parere degli europei (pi\u00f9 vassalli che alleati), o che li preavvisasse o si confrontasse con loro.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio dell\u2019intervento russo in Ucraina, l\u2019Europa ha seguito supinamente gli Stati Uniti nella gestione di questa guerra, senza assumere nessuna iniziativa autonoma nonostante il conflitto si combatta in Europa e abbia determinato effetti pesantissimi sulla nostra sicurezza e sulla nostra economia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Foto: ministero Difesa Ucraino, ministero Difesa Russo, ministero Emergenze Russo, Gian Micalessin, ISW e CBS News<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/07\/il-vertice-nato-di-vilnius-e-i-rischi-di-escalation-in-ucraina\/\">Il Vertice NATO di Vilnius e i rischi di escalation in Ucraina \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Nonostante i limitati progressi territoriali e le numerose fonti (anche provenienti dagli stessi reparti ucraini in prima linea) che riferiscono di perdite spaventose tra gli attaccanti, la controffensiva ucraina continua impiegando a fondo le riserve disponibili. Il 5 luglio il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ha riferito che dal 4 giugno, giorno in cui \u00e8 scattata la controffensiva, gli ucraini hanno perso un totale di circa 2.500 veicoli, mezzi, cannoni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kVW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80472"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80473,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80472\/revisions\/80473"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}