{"id":80524,"date":"2023-07-14T09:00:03","date_gmt":"2023-07-14T07:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80524"},"modified":"2023-07-13T19:09:03","modified_gmt":"2023-07-13T17:09:03","slug":"verso-un-nuovo-mondo-due-punti-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80524","title":{"rendered":"Verso un nuovo mondo: due punti di vista"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA CITT\u00e0 FUTURA (di Alessandra Ciattini)<\/strong><\/p>\n<p><em>La sconfitta dell\u2019unipolarismo statunitense sarebbe certo un fatto positivo, ma l\u2019ipotesi di un mondo multipolare o multilaterale presenta molte questioni irrisolte.<\/em><\/p>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/0642d6eea96084de83e0904cabc835aa_XL.jpg\" alt=\"Verso un nuovo mondo: due punti di vista\" width=\"770\" height=\"462\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Gli europeisti convinti esultano: non siamo pi\u00f9 dipendenti dalle risorse energetiche russe. Affermazione falsa, perch\u00e9 come tutti sanno in forme diverse queste affluiscono ancora largamente nell\u2019Unione europea in varie forme, tanto che il saggio Borrell ha riconosciuto che l\u2019India, per esempio, ci invia il diesel, prodotto dal petrolio russo raffinato nel grande paese asiatico e poi etichettato come \u201cindiano\u201d. Il grande diplomatico ha ammesso che ci\u00f2 \u00e8 legale, ma immorale (?) e che bisogner\u00e0 trovare il modo di farla pagare ai russi. Come resta un mistero.<\/p>\n<p>Comunque, dato che il regime di autarchia \u00e8 impraticabile \u2013 come scrive Vijaj Prashad (<i>Can the European Leg of the Triad Break Free from the Atlantic Alliance?<\/i>\u00a0The Twenty-Fifth Newsletter, 2023)\u2013 la guerra in Ucraina e la spirale di sanzioni e controsanzioni, emanate senza posa dal cosiddetto Occidente, hanno spezzato il legame Russia-Europa, quest\u2019ultima ora \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 dipendente dagli Usa, i quali nel 2022 le hanno venduto a caro prezzo pi\u00f9 della met\u00e0 del loro gas liquefatto, meno efficiente e pi\u00f9 inquinante del gas naturale russo. Naturalmente questa folle scelta accresce la capacit\u00e0 statunitense di fare pressione sulle loro incoscienti pedine,\u00a0 minacciando di lasciarle senza il gas necessario a far funzionare la gi\u00e0 sgangherata societ\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Come se tutto ci\u00f2 non bastasse, la legge di riduzione dell\u2019inflazione (2022) e quella sui Chip a la Scienza, volute dall\u2019inconsistente Biden, prevedono centinaia di miliardi di dollari in sussidi a chi investir\u00e0 negli Usa, soprattutto se questi faranno uso di energia pulita e se produrranno semiconduttori, indispensabili per la alta tecnologia. Macron ed altri hanno fatto presente che tali incentivi daranno un ulteriore impulso al processo di deindustrializzazione europeo, avviato da vari decenni. E in effetti, la nota corporazione Tesla ha deciso di costruire negli Usa la sua fabbrica di batterie, che avrebbe dovuto aver sede in Germania; la Volkswagen impianter\u00e0 un\u2019industria analoga in Canada invece che costruirla nell\u2019Europa orientale, per ricevere gli agognati sussidi.<\/p>\n<p>Dopo aver ridotto l\u2019Iraq (e non solo) all\u2019et\u00e0 della pietra, tocca agli europei tornare indietro nel tempo di migliaia e migliaia di anni, e certamente nessuno di loro avr\u00e0 le capacit\u00e0 intellettuali, di cui sono chiaramente privi i loro sciagurati discendenti, di affrescare misteriose caverne con le straordinarie immagini dell\u2019arte paleolitica.<\/p>\n<p>L\u2019UE dipende dagli Usa anche nell\u2019ambito digitale. Due leggi (2018 US Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act e il 1978 US Foreign Intelligence Surveillance Act) permettono alle societ\u00e0 Usa accesso aperto al Sistema di telecomunicazioni europee, consentendo loro di spiare i cittadini europei e i loro governanti (si pensi al caso Merkel).<\/p>\n<p>Sempre nella prospettiva della sorveglianza del nostro continente, gli Usa hanno tessuto una rete di controllo militare sull\u2019Europa, basata sulla presenza di 200 basi e 60.000 soldati; inoltre, i paesi della NATO operano per loro difesa in una relazione complementare con i loro padroni e non possono agire in maniera indipendente. L\u2019antipatica Madeleine Albrigth, ex segretaria di Stato, passata a miglior vita, riassumeva la strategia Usa, definendola le tre D. Questa consiste nel divieto di\u00a0<i>de-linking<\/i>\u00a0(distaccarsi) dalle decisioni prese dalla NATO, di duplicare le sue azioni, di discriminare i membri non europei. Inoltre, per consolidare la dipendenza dei paesi europei, gli Stati Uniti non hanno informato questi ultimi sulle pi\u00f9 importanti tecnologie militari, come per esempio i dati e i software collegati ai caccia F-35 da loro comprati.<\/p>\n<p>\u00c8 noto al senso comune che quando si concede a qualcuno un dito (e all\u2019Europa \u00e8 stato naturalmente concesso molto di pi\u00f9), questi vuole anche il braccio. E in effetti ora gli Usa stanno cercando di convincere le \u00e9lite europee a distaccarsi dalla Cina e dalla sua fiorente economia (il cosiddetto decoupling). Se ci\u00f2 accadesse, cosa del resto che sembra impossibile, danneggerebbe irreparabilmente gli interessi della popolazione europea. A vantaggio di quest\u2019ultima, la classe dirigente dovrebbe, invece, secondo Prashad sviluppare una politica estera autonoma, che alimenti la cooperazione internazionale e stabilisca un diverso sistema di relazioni con i vari paesi del mondo. Insomma, per gli Usa vale il principio \u201co con me o contro me\u201d, senza nessuna mediazione o sfumatura.<\/p>\n<p>Del resto, su questa questione cruciale la \u00e9lite europea ha un atteggiamento contraddittorio con Macron, per esempio, che \u00e8 arrivato ad affermare la necessit\u00e0 dell\u2019autonomia strategica della UE, e con la Meloni che vuole rompere l\u2019accordo, siglato dal governo Conte, sulla famosa via della seta. Nel 2020 la Cina rappresentava il nostro maggiore partner commerciale, e nel 2022 era il maggiore esportatore verso l\u2019Europa e il terzo mercato di merci importate dal vecchio continente. Limitare il commercio con la Cina avr\u00e0 gravi ripercussioni su tutta l\u2019economia europea e accrescer\u00e0 la dipendenza dagli Usa, che si \u00e8 visto in ascesa anche negli altri campi. A ci\u00f2 aggiungiamo che l\u2019allontanamento dalla Cina render\u00e0 sempre pi\u00f9 complicati i rapporti che, vuoi o non vuoi, dobbiamo intrattenere con giganti come India, Brasile, Sud Africa, che si volgono ad essa con simpatia. Ma le \u00e9lite europee difendono gli interessi del complesso militare industriale e hanno gi\u00e0 organizzano forum per spartirsi i guadagni tratti dalla futura ricostruzione dell\u2019Ucraina, mentre potenti corporazioni si sono appropriate delle famose terre nere, i cui frutti dovranno ripagare i debiti millenari dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Quanto alla classe dirigente Usa, sembra proprio che brancoli nel buio: Anthony Blinken viene spedito a Pechino dove \u00e8 ricevuto con tutti gli onori e dove forse \u00e8 riuscito a stabilire rapporti pi\u00f9 amichevoli con l\u2019ex impero celeste, considerato il pi\u00f9 pericoloso nemico del mondo libero, ma il giorno dopo lo smemorato Biden dichiara che Xi Jinping \u00e8 un dittatore, mandando a rotoli i risultati forse ottenuti dal suo segretario.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, in questi giorni si \u00e8 svolto l\u2019affare Prigozhin, dovuto molto probabilmente al fatto che le milizie private di quest\u2019ultimo, come le altre esistenti, debbono sottoporsi entro il primo luglio al Ministero della difesa, con conseguente perdita di\u00a0 autonomia e di indipendenza, del resto gi\u00e0 limitata; ipotesi inaccettabile da parte dell\u2019irascibile miliardario, che ha intrapreso una sorta di marcia su Mosca, finita nel nulla, inveendo contro il ministro della difesa Shoigu e il Capo dello Stato maggiore Gerasimov per il non efficace andamento dell\u2019operazione speciale. Comunque, questi eventi hanno riacceso qualche speranza nei nemici della Russia, che si sono immediatamente dichiarati estranei ai fatti ed hanno anche vaticinato la fine del potere di Putin e il suo indebolimento. Un\u2019analisi dettagliata di questi ultimi eventi, bench\u00e9 inevitabilmente non conclusiva,\u00a0<a href=\"http:\/\/..\/C:\/Users\/Alessandra\/Desktop\/Salvataggio\/Desktop\/Nuova%20cartella\/Desktop\/Documenti%20old\/cosemie\/Evgeny%20Utkin,%20gi%C3%A0%20Docente%20di%20Matematica%20ed%20Economia%20all%E2%80%99Universit%C3%A0%20Lomonosov%20di%20Mosca\">si pu\u00f2 leggere nell\u2019editoriale di\u00a0<i>Cumpanis<\/i>, in cui Fosco Giannini intervista Evgeny Utkin<\/a>, gi\u00e0 Docente di Matematica ed Economia all\u2019Universit\u00e0 Lomonosov di Mosca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/eng.globalaffairs.ru\/articles\/shaking-off-the-western-yoke\/\">Su questi temi si \u00e8 espresso recentemente Serguey Karaganov,<\/a>\u00a0docente di Economia mondiale, consigliere di Putin e a suo tempo membro della trista Trilaterale, il quale ha ribadito, come aveva gi\u00e0 fatto in passato, che i legami russo-occidentali sono ormai stati frantumati. In una sua lunga intervista, rilasciata a\u00a0<i>Business on line<\/i>, ha fatto anche presente che la \u00e9lite russa \u00e8 stata \u201cnazionalizzata\u201d, e che quindi sono stati epurati molti miliardari che guardavano con interesse all\u2019occidente per coltivare i loro propri interessi. Si pensi a un tipo come Michail Borisovi\u010d Chodorkovskij, finanziatore in esilio dell\u2019opposizione, sostenitore aperto del capo della Wagner, l\u2019azione del quale renderebbe possibile a suo parere l\u2019instaurazione della \u201cdemocrazia\u201d, ossia l\u2019alimentazione dei grandi affari della borghesia compradora russa, come la definisce lo stesso Karaganov.<\/p>\n<p>Si potrebbe anche pensare che il riassorbimento delle milizie private, presenti\u00a0 anche in paesi come Usa, UK, Francia, e la pulizia tra i miliardari costituiscano fattori scatenanti l\u2019ira di Prigozhin, che per\u00f2 non hanno incendiato n\u00e9 i politici n\u00e9 il popolo russo.<\/p>\n<p>Karaganov reputa che la guerra tra la Russia e la Nato poteva essere evitata, se i russi fossero intervenuti prima, ma ora bisogna riconoscere che, vuoi o non vuoi, essa ha dato il via all\u2019insorgere di un nuovo mondo, in cui il neocolonialismo occidentale sta per essere sconfitto e ogni paese si sta affrancando dall\u2019antica dipendenza. A suo parere il grande problema \u00e8 quello di convincere gli occidentali ad abbandonare la politica della ricerca dell\u2019aspro confronto orientata al mantenimento della loro supremazia e ad accettare una posizione pi\u00f9 modesta nell\u2019ordine internazionale. Egli non esclude che l\u2019attuale scontro possa condurci alla Terza guerra mondiale, che sarebbe ovviamente una tragedia per tutti, e d\u2019altra parte \u2013 dobbiamo riconoscerlo \u2013 Putin non ha reagito alle numerosissime provocazioni provenienti dall\u2019Occidente, come i vari attentati terroristici, mostrando la sua moderazione. A suo avviso la soluzione della guerra sta nella neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina, come era stato previsto negli accordi intercorsi dopo la dissoluzione dell\u2019URSS, ma al bellicismo europeo ci\u00f2 sembra inaccettabile, bench\u00e9 i primi a pagare le conseguenze disastrose della guerra siano proprio gli ucraini.<\/p>\n<p>Se da un lato Prashad auspica un mondo futuro basato sulla collaborazione, dall\u2019altro Karaganov immagina un mondo \u201cmulticolorato e multidimensionale\u201d, in cui ogni paese riacquisti la sovranit\u00e0 e costruisca una politica estera a vantaggio del suo popolo. A suo avviso questo nuovo mondo dovrebbe essere basato su quei valori umani universali, che l\u2019Occidente ritiene sua unica propriet\u00e0, ma che di fatto continuamente tradisce. Invece, rifacendosi alla sua tradizione cristiano-ortodossa, la Russia si propone oggi come colei che difende questi valori senza il rispetto dei quali andremo verso la negazione della nostra umanit\u00e0. Restiamo Umani, afferma Karaganov. Ed \u00e8 interessante che i cosiddetti sovranisti, paventando un mondo, in cui tutti i nostri tratti umani sono e saranno manipolati sino all\u2019orientamento esterno delle nostre parti pi\u00f9 intime, concordino con questa visione, considerando paradossalmente la Russia il vero baluardo dei fondamenti della civilt\u00e0 occidentale. Karaganov e i sovranisti sbagliano nel considerare quei valori come entit\u00e0 astoriche e universali, perch\u00e9 essi hanno una storia complessa radicata nell\u2019antichit\u00e0, non solamente greco-romana. Possiamo vedere il loro primo germoglio nel famoso verso di Terenzio: \u201cHomo sum, humani nihil a me alienum puto\u201d.<\/p>\n<p>Come Putin l\u2019esperto russo ritiene che l\u2019attuale forma di capitalismo dominante sia profondamente ingiusta e che il risultato del conflitto Russia \/ Occidente comporter\u00e0 un\u2019equa redistribuzione della ricchezza verso coloro che fino ad oggi ne sono stati depredati. A suo parere ci\u00f2 sta gi\u00e0 avvenendo in Russia, dove essa viene redistribuita tra coloro che sono importanti per il paese: scienziati, militari, ingegneri, famiglie con bambini etc., e dunque dove si praticherebbe una maggiore giustizia sociale.<\/p>\n<p>Sicuramente anche noi auspichiamo un mondo diverso e pi\u00f9 equo, ma vogliamo sottolineare che per costruirlo non \u00e8 sufficiente convincere gli altri della bont\u00e0 delle proprie idee, bisogna piuttosto tenere conto di alcuni fattori: 1) se c\u2019\u00e8 una legge che governa la storia, questa deve essere identificata nel fatto che essa si svolge secondo i rapporti di forza tra le diverse entit\u00e0 esistenti; 2) i futuri paesi multicolori saranno tra loro disomogenei per molte ragioni, per cui inevitabilmente i pi\u00f9 deboli saranno \u201corientati\u201d dai pi\u00f9 forti; 3) in ogni paese presente nel mondo contemporaneo il dominio sta nelle mano di un\u2019\u00e9lite pi\u00f9 o meno illuminata (del tutto cieca nell\u2019occidente), sostanzialmente non controllato dalle masse, i cui interessi non sempre coincidono con quelli della prima. Se queste premesse sono tutte valide, come credo, la societ\u00e0 giusta e equa potr\u00e0 sorgere solo nel momento in cui la maggioranza della popolazione mondiale, ossia chi vende la sua forza lavoro, prender\u00e0 nelle sue mani le decisioni cruciali, dalle quali dipender\u00e0 lo stesso destino dell\u2019umanit\u00e0. Si dir\u00e0: un\u2019impresa colossale verso la quale certamente la sconfitta dell\u2019imperialismo Usa costituisce un primo passo. Ma successivamente si delineeranno questioni ugualmente colossali.<\/p>\n<p>Concludendo, vorrei citare le parole del sociologo statunitense, John Bellamy Foster, il quale sostiene che \u00e8 indispensabile \u201cpromuovere un movimento globale dal basso pi\u00f9 \u201caudace\u201d in cui la sfida chiave sar\u00e0 lo smantellamento dell&#8217;imperialismo, inteso come\u00a0<i>l&#8217;intera base del capitalismo nel nostro tempo\u00a0<\/i>\u2013 con l&#8217;obiettivo di creare un sistema pi\u00f9 orizzontale, egualitario, pacifico e sostenibile ordine socio-metabolico controllato dai produttori associati\u201d (trad. mia,\u00a0<i>The New Imperialism of Globalized Monopolized-Financed Capital<\/i>, Montly Review, 1 luglio 2015).<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/verso-un-nuovo-mondo-due-punti-di-vista\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/verso-un-nuovo-mondo-due-punti-di-vista<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA CITT\u00e0 FUTURA (di Alessandra Ciattini) La sconfitta dell\u2019unipolarismo statunitense sarebbe certo un fatto positivo, ma l\u2019ipotesi di un mondo multipolare o multilaterale presenta molte questioni irrisolte. 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