{"id":80534,"date":"2023-07-14T10:03:44","date_gmt":"2023-07-14T08:03:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80534"},"modified":"2023-07-14T09:06:36","modified_gmt":"2023-07-14T07:06:36","slug":"forniture-militari-scadenti-allucraina-le-responsabilita-di-alleati-e-contractor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80534","title":{"rendered":"Forniture militari scadenti all\u2019Ucraina: le responsabilit\u00e0 di alleati e contractor"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Pietro Orizio)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1592380631-3241-1.jpg\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa ha recentemente attribuito pesanti responsabilit\u00e0 all\u2019Esercito degli Stati Uniti e al contractor Amentum Services, Inc. per non aver eseguito le manutenzioni previste sui materiali del magazzino pre-posizionato APS-5, in Kuwait, destinati all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Non solo non erano pronti per l\u2019impiego in combattimento, contravvenendo agli\u00a0<em>standard\u00a0<\/em>e, pi\u00f9 in generale, alla logica dei magazzini pre-posizionati delle Forze Armate americane, ma avrebbero potuto, addirittura, ferire o uccidere il personale a cui erano destinati.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha consentito di aprire una parentesi su aspetti delle forniture militari occidentali all\u2019Ucraina passati per lo pi\u00f9 inosservati. Oltre a materiali tra i pi\u00f9 sofisticati ed efficaci al mondo, agli ucraini ne sono stati consegnati altri con tutta una serie di carenze manutentive, qualitative e prestazionali.<\/p>\n<p>Per rifornire Kiev, infatti, sono stati letteralmente svuotati gli arsenali dei Paesi alleati con relativi fondi di magazzino. Allo stesso tempo, per evitare pericolose\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>con la Russia o che sistemi troppo avanzati cadessero in mani sbagliate, sono stati inviati armi ed equipaggiamenti nelle versioni pi\u00f9 datate e limitate.<\/p>\n<p>Si aggiungano ordini inevasi, contratti non rispettati e beni o servizi scadenti anche da parte dei contractor; tanto ucraini, quanto stranieri.\u00a0Insomma, quel fondamentale supporto militare all\u2019Ucraina che per molti aspetti \u00e8 apparso un capolavoro di logistica, per altri si \u00e8 rivelato decisamente meno entusiasmante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Materiali\u00a0\u00a0<em>\u201cNot Combat -Ready\u201d<\/em><\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Nel\u00a0<a href=\"https:\/\/media.defense.gov\/2023\/May\/25\/2003230073\/-1\/-1\/1\/DODIG-2023-076.PDF\">Rapporto DODIG-2023-076<\/a>\u00a0\u2013\u00a0<em>Preoccupazioni per la Manutenzione dei Materiali del Magazzino Preposizionato dell\u2019Esercito-5 destinati all\u2019Ucraina<\/em>\u00a0del 23 maggio 2023, l\u2019Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha segnalato<em>\u00a0\u201cuna serie di problematiche che hanno comportato manutenzioni impreviste, riparazioni e tempi di consegna prolungati per l\u2019invio di aiuti militari alle Forze Armate ucraine\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Poco dopo l\u2019inizio dell\u2019invasione russa, infatti, l\u2019Esercito degli Stati Uniti aveva richiesto al 401\u00b0 Battaglione di Supporto sul Campo di trasferire urgentemente tutti e sei gli obici M777 dal proprio magazzino pre-posizionato \u2013 APS-5 \u2013 in Kuwait all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166502\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/297436999_429630065871248_7053893875735566980_n-e1659605894939.jpg\" alt=\"\" width=\"889\" height=\"522\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia, non essendo stato in grado di garantire che negli ultimi 19 mesi la societ\u00e0 Amentum Services, Inc. avesse eseguito le manutenzioni trimestrali ed annuali previste per gli obici destinati a Kiev, il 401\u00b0 Battaglione ha obbligato il Comando Materiali dell\u2019Esercito a richiedere l\u2019intervento di una squadra di riparazione mobile.<\/p>\n<p>Al personale del Tank Automotive-Armament Command dell\u2019Esercito \u2013 TACOM \u2013 arrivato da Anniston (Alabama) a Camp Arifjan (Kuwait) nel marzo 2022, Amentum ha mostrato uno dei pezzi d\u2019artiglieria ritenuto conforme agli\u00a0<em>standard\u00a0<\/em>e pronto per il fronte. Secondo i tecnici del TACOM, invece, il sistema d\u2019arma\u00a0<em>\u201cavrebbe ucciso qualcuno [il servente]\u201d<\/em>\u00a0se avesse sparato.<\/p>\n<p>Successivamente, \u00e8 stato scoperto che anche gli altri cannoni presentavano grossi problemi. Quattro avevano blocchi di culatta allineati in modo errato con l\u2019ingranaggio a cremagliera, impedendone il corretto bloccaggio. Una culatta non adeguatamente bloccata pu\u00f2 provocare un\u2019esplosione in grado di uccidere i serventi.<\/p>\n<p>Inoltre, tutti gli obici contenevano fluido idraulico riutilizzato che, degradandosi nel tempo, avrebbe potuto portare a\u00a0<em>\u201crisultati disastrosi e malfunzionamenti dei sistemi critici\u201d.\u00a0<\/em>Amentum ha dovuto, quindi, pagare al team di riparazione mobile 114.000 dollari per manodopera e spese di viaggio.<\/p>\n<p>Il 21 giugno 2022, mentre gli obici stavano lasciando il Kuwait per fare tappa in Europa, uno di essi ha subito un incendio del freno di stazionamento, causato probabilmente dal mancato rilascio durante la movimentazione da parte dei contractor di Amentum.<\/p>\n<p>Giunti in Polonia, su tutti e sei gli obici sono stati riscontrati percussori usurati e problemi al meccanismo di sparo. Le riparazioni sono costate circa 17.490 dollari tra manodopera e materiali.\u00a0Gli obici, per\u00f2, non sono stati gli unici materiali a dare problemi. Precedentemente all\u2019agosto 2022 i logisti del 401\u00b0 Battaglione avevano dichiarato 28 dei loro 29 M1167 (versione rinforzata del tradizionale Hummer) pienamente operativi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166503 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5434018169820924096_121-003-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Quando, poi, il 24 agosto \u00e8 stato richiesto il trasferimento di tutti i 29 mezzi, invece, \u00e8 risultato che ben 26 non erano funzionanti. Batterie scariche, fari fuori uso, guarnizioni usurate, cinture di sicurezza difettose, sistemi di chiusura delle portiere rotti, manometri malfunzionanti e perdite di liquidi hanno richiesto lavori di ripristino, nonch\u00e9 la cannibalizzazione di altri veicoli.<\/p>\n<p>Arrivati in Polonia nel settembre 2022, uno dei pneumatici degli M1167 era danneggiato da \u201cmarciume secco\u201d; quello di scorta presentava lo stesso problema. Il personale sul posto ha, quindi, aperto un ordine di lavoro per la completa sostituzione degli pneumatici dei veicoli, salvo poi scoprire che non erano stati spediti. Ci\u00f2 ha obbligato a reperirli da altri veicoli.<\/p>\n<p>Il tutto ha provocato ritardi nelle consegne all\u2019Ucraina, nonch\u00e9 una considerevole quantit\u00e0 di lavoro e di materiali per un costo di 173.524 dollari. Senza contare l\u2019aver dovuto\u00a0<em>\u201cdistogliere personale militare da compiti primari\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Alle segnalazioni di inadeguata manutenzione dei materiali del magazzino pre-posizionato in Kuwait dell\u2019Ispettore Generale, il Comando Mantenimento dell\u2019Esercito ha risposto minimizzando l\u2019entit\u00e0 dei ritardi. Ha lamentato, poi, una considerevole riduzione degli stanziamenti per le attivit\u00e0 di manutenzione: solo 27,8 milioni contro i 91,3 milioni di dollari previsti per l\u2019anno fiscale 2023.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166507\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/170117-A-TX665-010.jpg\" alt=\"\" width=\"895\" height=\"596\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, ha dichiarato che il contractor\u00a0<em>\u201cnon \u00e8 contrattualmente obbligato o appropriatamente dotato di risorse per mantenere l\u2019equipaggiamento [APS]\u201d<\/em>\u00a0secondo quanto riportato nel Manuale Tecnico 10\/20 utilizzato dall\u2019Ispettore Generale per determinarne lo stato di approntamento.<\/p>\n<p>L\u2019Ispettore Generale ha, per\u00f2, ribattuto esprimendo il proprio disappunto per l\u2019utilizzo del Manuale Tecnico 38-470 da parte del contractor e ha inoltre precisato che l\u2019Esercito aveva gi\u00e0 adeguatamente finanziato Amentum per immagazzinare e mantenere il materiale secondo gli\u00a0<em>standard\u00a0<\/em>previsti: 971,8 milioni di dollari dal 31 agosto 2016 al 13 aprile 2023.<\/p>\n<p>Il rapporto si conclude con raccomandazioni sulla verifica del livello di manutenzione e tempo di esecuzione richiesto per la selezione dell\u2019equipaggiamento del magazzino pre-posizionato 5 da inviare alle Forze Armate ucraine. Viene\u00a0<a href=\"https:\/\/www.defensenews.com\/land\/2023\/05\/31\/equipment-for-ukraine-drawn-from-kuwait-wasnt-combat-ready-ig-says\/\">raccomandato<\/a>, inoltre, lo sviluppo ed implementazione di\u00a0<em>\u201cprocedure d\u2019ispezione rafforzate non solo per convalidare che il contractor dell\u2019APS abbia adeguatamente colmato le lacune manutentive, ma che abbia anche effettuato un\u2019approfondita ispezione visiva dei materiali, nonch\u00e9 la correzione di qualunque carenza \u2013 inclusi i danni degli pneumatici da marciume secco \u2013 prima dell\u2019invio dell\u2019equipaggiamento allo European Command degli Stati Uniti per il trasferimento\u00a0 alle Forze Armate Ucraine\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Magazzini pre-posizionati<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dispone di Riserve di Materiali di Guerra Preposizionate (PWRM) o, pi\u00f9 semplicemente, magazzini pre-posizionati da impiegare in caso di emergenza in giro per il mondo: attrezzature ed equipaggiamenti, veicoli, armi, munizioni e rifornimenti, sia sulla terraferma che imbarcati, situati in prossimit\u00e0 di potenziali teatri operativi.<\/p>\n<p>Il ricorso a tali riserve consente di ridurre il tempo necessario al dispiegamento di unit\u00e0 militari e la necessit\u00e0 di trasporti aerei e navali. Questo, mentre vengono stabilite le linee di rifornimento ed aumentata la produzione industriale a sostegno dell\u2019eventuale sforzo bellico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166504\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/230125-F-SK383-1112-_1_.jpg\" alt=\"\" width=\"892\" height=\"594\" \/><\/p>\n<p>I magazzini pre-posizionati permettono, anche, di esercitare deterrenza, dimostrando l\u2019impegno americano nei confronti di alleati e partners nel cui territorio vengono dislocati.<\/p>\n<p>Il meccanismo \u00e8 stato concepito durante la Guerra Fredda, per consentire alle Forze Armate americane di rispondere tempestivamente ad un attacco sovietico dalla Germania Est, senza dover aspettare materiali e mezzi dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Operazioni di portata ridotta come l\u2019invasione di Grenada o di Panama negli anni 80 si sono basate quasi esclusivamente sull\u2019impiego dei magazzini pre-posizionati. Durante l\u2019Operazione Desert Shield (1990-1991) questi hanno consentito al Corpo dei Marines di disporre di unit\u00e0 corazzate nel Golfo Persico con un mese d\u2019anticipo rispetto ad altre inviate dagli Stati Uniti. Anche con Iraqi Freedom si \u00e8 fatto un ampio ricorso a magazzini pre-posizionati in Medio Oriente e Europa, per non parlare del supporto alla NATO Response Force in seguito all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>L\u2019importanza di questi magazzini li rende anche potenziali bersagli per armi a lungo raggio in scenari di conflitto e\/o attacchi terroristici. Per tale motivo si stanno sviluppando soluzioni di varie dimensioni, facilmente e selettivamente accessibili e velocemente riposizionabili perfino in contesti bellici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166505\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/size0-full.jpg\" alt=\"\" width=\"893\" height=\"596\" \/><\/p>\n<p>Ogni branca delle Forze Armate americane mantiene e gestisce i propri magazzini, contando sul supporto dell\u2019Agenzia della Logistica della Difesa e contractor, ma anche del Paese ospitante. Quelli dell\u2019Esercito prendono il nome di Army Prepositioned Stock (APS): APS-1 (Stati Uniti), APS-2 (Europa), APS-3 (imbarcato), APS-4 (Asia nord-orientale) e APS-5 (Asia sud-occidentale).<\/p>\n<p>La Marina e il Corpo dei Marines possono contare sulla Maritime Prepositioning Force (MPF) imbarcata su due squadroni navali e la Marine Corps Prepositioning Program-Norway (MCPP-N) a terra, in Norvegia.<\/p>\n<p>L\u2019Aeronautica, invece, dispone\u00a0<a href=\"https:\/\/crsreports.congress.gov\/product\/pdf\/IF\/IF11699\">di 23 magazzini pre-posizionati<\/a>\u00a0in giro per il mondo e a bordo di due navi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Equipaggiamenti obsoleti e difettosi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In pi\u00f9 di un anno di guerra gli alleati occidentali hanno inviato all\u2019Ucraina aiuti militari per molti miliardi di dollari. Solo gli Stati Uniti hanno fornito finora pi\u00f9 di 34 miliardi di dollari; oltre 37 pacchetti di aiuti che, attraverso la Presidential Drawdon Autorithy \u2013 Autorit\u00e0 Presidenziale di Prelievo, hanno consentito di fornire armi, munizioni ed altri equipaggiamenti prelevandoli dalle proprie scorte; evitando, cos\u00ec,\u00a0<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/ukraine-russia-war-weapons-surplus-funding-72eeb6119439146f1939d5b1973a44ef\">lunghi processi di\u00a0<em>procurement<\/em>.<\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019estrema urgenza di fornire un cos\u00ec ampio e costante flusso di armi ha obbligato i Paesi donatori a svuotare letteralmente i propri arsenali. Diversi dei materiali inviati sono risultati, quindi, datati o mantenuti in condizioni tali da necessitare, nella migliore delle ipotesi, considerevoli attivit\u00e0 di riparazione o ricondizionamento.<\/p>\n<p>Nelle peggiori, di essere cannibalizzati per ricambi per altri sistemi d\u2019arma pi\u00f9 performanti.\u00a0Gli esperti affermano, infatti, che fino ad un 30% dell\u2019arsenale di Kiev \u00e8 costantemente in riparazione. Una percentuale non indifferente per Forze Armate impegnate in una difficile controffensiva!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166498 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5006307940457622473_121-002-1-1024x682-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Per esempio, dei 30 obici semoventi britannici AS-90 che il 14 gennaio 2023 il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha annunciato di voler trasferire all\u2019Ucraina,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2023\/06\/19\/world\/europe\/ukraine-weapons-howitzers-contracts.html\">12 richiedevano importanti attivit\u00e0 di ripristino se non, addirittura, di essere cannibalizzati.<\/a><\/p>\n<p>E ancora, lo stesso presidente Zelensky aveva rivelato a marzo che era stato necessario\u00a0<em>\u201csostituire ripetutamente\u201d<\/em>\u00a0il sistema di difesa aereo fornito da un alleato europeo in attesa dei tanto agognati missili Patriot americani. Per non parlare di molti altri sistemi d\u2019arma promessi:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.businessinsider.com\/zelenskyy-says-ukraine-received-faulty-air-defense-system-europe-ally-2023-3?r=US&amp;IR=T\">non ancora ricevuti o solo dopo lunghissimi ritardi.<\/a><\/p>\n<p>Diversi Paesi Occidentali, quindi, non avrebbero dato propriamente un grande supporto, inclusa l\u2019Italia. A fine aprile il Financial Times riportava lamentele di un anonimo consigliere del Ministero della Difesa ucraino sulla qualit\u00e0 degli armamenti forniti dall\u2019Italia.<\/p>\n<p>Non sarebbe infatti stato possibile utilizzare nemmeno uno dei primi 20 obici semoventi M109L da 155 mm consegnati da Roma ad inizio 2023 a causa di difetti, avarie e la mancata esecuzione di una serie di non meglio precisate riparazioni e revisioni.<\/p>\n<p>Critiche a cui il Ministro della Difesa, Guido Crosetto<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Il_Ministro\/Comunicati\/Pagine\/Difesa-precisazione-su-alcuni-mezzi-da-ricondizionare-forniti-all-Ucraina.aspx\">, ha replicato<\/a>\u00a0parlando di\u00a0<em>\u201cmezzi che erano stati dismessi dalle Forze armate italiane e mai offerti proprio per il loro stato di manutenzione e vetust\u00e0\u201d<\/em>, ma che\u00a0<em>\u201csono stati richiesti, comunque, da parte Ucraina, nonostante le condizioni, per essere revisionati e messi in funzione, vista la urgente necessit\u00e0 di mezzi per fronteggiare l\u2019aggressione russa<\/em>.\u00a0<em>Sull\u2019esito della rimessa in efficienza il ministero della Difesa italiano non \u00e8 stato aggiornato, trattandosi solo di mezzi classificati come di non conveniente riparazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166508 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/foto-himars-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"384\" \/><\/p>\n<p>Del ricondizionamento, infatti, avrebbero dovuto occuparsi gli Stati Uniti o societ\u00e0 da loro incaricate.\u00a0Altri semoventi inviati dall\u2019Italia a met\u00e0 aprile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/04\/verso-la-caduta-di-bakhmut-e-marinka-in-attesa-della-controffensiva-ucraina\/?swcfpc=1\">sarebbero giunti in Ucraina ed immediatamente impiegati sul campo di battaglia.<\/a><\/p>\n<p>Precedentemente, altre forniture militari italiane avevano attirato pesanti critiche per la scarsa qualit\u00e0. A dicembre i mortai Mod.63 da 120 mm sono stati definiti dagli ucraini\u00a0<em>\u201cmolto peggiori dei loro equivalenti sovietici della II Guerra mondiale\u201d<\/em>, con problemi inerenti anche alla consegna di munizioni che ne hanno ulteriormente limitato l\u2019impiego:\u00a0<em>\u201cOggi riusciamo a malapena a sparare due colpi al minuto che non superano i 3-4 km, vale a dire meno della met\u00e0 di quanto ci aspettavamo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Tali armamenti sono stati, perci\u00f2, ritenuti non idonei al combattimento, sostituiti da mortai svedesi e ritirati rapidamente dalla prima linea.\u00a0Gravi carenze sono emerse anche su forniture tedesche.<\/p>\n<p>Il Der Spiegel ha riferito a fine luglio che gli obici semoventi tedeschi Panzerhaubitze 2000, ritenuti da molti i migliori al mondo, hanno mostrato significativi segni di usura dopo appena un mese di servizio. L\u2019Ucraina \u00e8 stata, quindi, costretta a contare su soluzioni americane e sovietiche\u00a0<a href=\"https:\/\/militarywatchmagazine.com\/article\/ukrainians-slam-poor-italian-arms\">significativamente pi\u00f9 affidabili.<\/a><\/p>\n<p>Inoltre, il PHZ 2000 ha avuto problemi di compatibilit\u00e0 con il munizionamento di altri Paesi NATO, nonostante l\u2019insistenza posta dall\u2019Alleanza Atlantica sull\u2019interoperabilit\u00e0. Lo stesso problema \u00e8 stato riscontrato anche dal semovente antiaereo tedesco Gepard.\u00a0Riguardo agli aiuti inviati dal Canada, sui social media \u00e8 circolato il video di un veicolo trasporto truppe blindato Senator della societ\u00e0 canadese Roshel, in Ucraina,\u00a0 con l\u2019avantreno completamente collassato.<\/p>\n<p>Dalla\u00a0<em>clip\u00a0<\/em>di 15 secondi non si evincono tracce di attacchi d\u2019artiglieria n\u00e9 armi leggere. Perci\u00f2, la causa sarebbe il terreno accidentato o settimane di forte usura.\u00a0L\u2019azienda si \u00e8 giustificata ribadendo che i suoi veicoli non erano progettati per un intenso impiego sul campo di battaglia o in prima linea. Pertanto, le sospensioni e il gruppo ruote non sarebbero cos\u00ec robusti come quelli di veicoli per uso militare come gli Hummer, Oshkosh o i russi Tigr.<\/p>\n<p>Il Senator \u00e8, infatti, tipicamente impiegato dalle forze di pubblica sicurezza ed agenzie governative quali NASA, Canadian Security Intelligence Service o la U.S. Customs and Border Protection. In Ucraina il Senator \u00e8 comunque, diventato fondamentale per il trasporto di truppe, evacuazioni mediche, consegna rifornimenti e scambi di prigionieri.<\/p>\n<p>A novembre 2022 il Governo canadese aveva acquistato 8 Senator per l\u2019Ucraina. Altre dozzine erano state fornite anche da NATO ed altri alleati occidentali allo scoppio della guerra. Sarebbero, quindi, almeno un centinaio gli esemplari attualmente in servizio nell\u2019Esercito e Forze dell\u2019Ordine ucraini.\u00a0<a href=\"https:\/\/eurasiantimes.com\/twisted-tires-canadian-armored-vehicle-supplied-to-ukraine\/\">Entro maggio<\/a>\u00a0la Rosheld avrebbe dovuto inviare ulteriori 200 Senator per un contratto da 90 milioni di dollari annunciato durante una visita a Kiev di Anita Anand, Ministro della Difesa canadese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166510\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/767.jpg\" alt=\"\" width=\"887\" height=\"503\" \/><\/p>\n<p>Societ\u00e0 canadesi erano gi\u00e0 state criticate per la fornitura di materiali scadenti. Nell\u2019agosto 2022 erano stati infatti forniti alla Polizia e volontari ucraini giubbotti antiproiettile ed elmetti non in grado di fermare proiettili o schegge. Con l\u2019inizio dell\u2019Operazione Militare Speciale russa i sopraccitati articoli sono andati letteralmente a ruba ed esemplari scadenti o non certificati hanno invaso il mercato.<\/p>\n<p>Stessa sorte \u00e8 toccata a numerosi Turniquet (lacci emostatici arteriosi) prodotti in Canada\u00a0<a href=\"https:\/\/theglobalherald.com\/news\/faulty-aid-donations-sent-to-ukraine-traced-back-to-canada\/\">che si spezzavano al momento della chiusura<\/a>.\u00a0Washington, invece, oltre ai materiali non sufficientemente mantenuti di cui abbiamo parlato in precedenza, ha fornito anche sistemi d\u2019arma senza l\u2019adeguato supporto tecnico, addestramento all\u2019impiego e pezzi di ricambio. In particolare, relativamente ad uno dei pi\u00f9 noti simboli del supporto militare a stelle e strisce a Kiev: il Javelin.<\/p>\n<p>Nell\u2019estate scorsa il Washington Post segnalava, infatti, che gli Stati Uniti avevano inviato in Ucraina oltre 5.000 letali ma costosi e delicati missili anticarro.<\/p>\n<p>Al Pentagono, per\u00f2, non hanno pensato di attivare un numero verde per l\u2019assistenza in caso di malfunzionamenti, di fornire un adeguato addestramento all\u2019uso e tantomeno di predisporre l\u2019invio di determinati componenti come batterie, connettori, unit\u00e0 di addestramento tattico da campo e libretti di istruzioni. O forse, sono andati semplicemente persi perch\u00e9 inviati separatamente.<\/p>\n<p>Gli ucraini hanno quindi dovuto ricorrere all\u2019inventiva, cannibalizzando parti di\u00a0<em>controller\u00a0<\/em>di videogiochi, batterie di motociclette, connettori dai cablaggi di ventole dei pc, oppure usando stampanti 3d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thedrive.com\/the-war-zone\/ukraine-has-no-number-to-call-to-troubleshoot-its-200k-javelin-missiles\">oltre a tradurre e correggere libretti di istruzioni con Google.<\/a><\/p>\n<p>Addirittura, arrivando a telefonare dal campo di battaglia, mentre affrontavano il nemico, a personale militare americano conosciuto in precedenza. A proposito di vetust\u00e0, il Pentagono ha fornito all\u2019Ucraina anche mine anticarro M-21. Entrate in servizio almeno nei primi anni 60,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2023\/04\/21\/us\/politics\/ukraine-weapons-land-mines.html\">sono ancora disponibili in gran quantit\u00e0 negli arsenali USA.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Versioni limitate e d\u2019esportazione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>All\u2019Ucraina \u00e8 stata consegnata anche tutta una serie di armamenti nelle versioni limitate e d\u2019esportazione. Al fine di evitare pericolose\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>con la Russia, ad esempio, gli Stati Uniti hanno fornito lanciarazzi HIMARS con munizionamento a corto raggio \u2013 fino a 80 km di gittata, evitando (finora) di fornire gli MGM-140 ATACMS ed altri missili in grado colpire in profondit\u00e0 le retrovie russe.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166499 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/HIMARS.jpg\" alt=\"\" width=\"939\" height=\"695\" \/><\/p>\n<p>Allo stesso tempo sono stati, addirittura, modificati i lanciatori in modo che non avessero potuto sparare tali tipologie di missili, anche qualora gli ucraini fossero riusciti a procurarseli altrove.<\/p>\n<p>Altro esempio \u00e8 quello dei carri armati M1 Abrams che gli Stati Uniti dovrebbero essere in grado di fornire entro l\u2019autunno in 31 esemplari. Dai modelli pi\u00f9 vecchi, infatti, stanno rimuovendo le \u201cmattonelle\u201d di corazzatura reattiva prima di schierarli in Ucraina. Kiev, infatti, ricever\u00e0 la stessa versione d\u2019esportazione fornita ad Egitto, Arabia Saudita e Iraq. La corazzatura sar\u00e0 comunque a livello dei carri armati forniti da altri Paesi, ma si \u00e8 presa fortemente in considerazione la possibilit\u00e0 che qualche esemplare possa essere catturato e studiato dai russi.<\/p>\n<p>Basti pensare ai Leopard abbandonati sul campo nei primi giorni della controffensiva \u2013 non per tutti \u00e8 stato possibile il recupero \u2013 o ai Javelin finiti a fare da trofeo o testatri e smontati in Russia e Iran.\u00a0Per far fronte alle limitazioni riguardanti alcuni sistemi d\u2019arma forniti dall\u2019Occidente, gli ucraini hanno utilizzato soluzioni locali. Per gli obici M777 ricevuti senza sistemi GPS o altra strumentazione, per esempio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/why-is-the-us-sending-downgraded-weaponry-to-ukraine\/a-65121120\">sono stati installati sistemi e software locali<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Ordini inevasi<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Secondo documenti del Governo ucraino, dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa alla fine del 2022, Kiev ha pagato pi\u00f9 di 800 milioni di dollari ai contractor per armi che non sono mai state consegnate o solo parzialmente. L\u2019annoso processo di\u00a0<em>procurement\u00a0<\/em>ha reso necessario un lavoro di analisi e rivalutazione dei fornitori, con la relativa sostituzione di quelli pi\u00f9 problematici.<\/p>\n<p>E\u2019 emerso, ad esempio, che alcuni dei pi\u00f9 importanti contratti non onorati erano stati sottoscritti con aziende di Stato ucraine che operavano in maniera indipendente.\u00a0Negli ultimi mesi il Ministero della Difesa ucraino ha quindi citato in giudizio almeno due di queste societ\u00e0 ed \u00e8 stato annunciato un progetto di riforma per renderle pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166511\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/M109A4BE-SAU-purchased-by-the-UK-from-Belgium-in-the-summer.-Around-20-of-these-SAUs-were-due-to-enter-service.jpg\" alt=\"\" width=\"895\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p>In altri casi invece si \u00e8 proceduto all\u2019annullamento di contratti e ad ottenere il rimborso delle somme gi\u00e0 corrisposte. Un pagamento di 19,8 milioni di dollari sarebbe stato effettuato alla Ultra Defense Corporation di Tampa, Florida per la riparazione dei 33 obici semoventi M-109L inviati dall\u2019Italia. A gennaio 13 di questi sono stati spediti in Ucraina ma sono arrivati \u200b\u200b<em>\u201cnon adatti a missioni di combattimento\u201d<\/em>. Kiev ha accusato la societ\u00e0 americana di non aver portato a termine il lavoro che avrebbe dovuto essere completato entro la fine di dicembre.<\/p>\n<p>Matthew Herring, amministratore delegato di Ultra Defense Corporation ha negato categoricamente le accuse:\u00a0<em>\u201cOgnuno di loro era funzionante quando li abbiamo consegnati\u201d\u00a0<\/em>\u00a0aggiungendo che erano stati gli ucraini a non aver eseguito adeguatamente gli interventi di manutenzione sugli obici dopo la consegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Errori di calcolo<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Un errore relativo all\u2019invio di supporto militare da parte di Washington pu\u00f2, invece, giocare a favore della causa ucraina. Nel contabilizzare le armi prelevate dai propri magazzini, il Pentagono ha considerato il loro costo di sostituzione, invece del valore di acquisto e relativa svalutazione; quindi un valore superiore a quello effettivamente consegnato.<\/p>\n<p>Da un errore di 3 miliardi stimato inizialmente, si \u00e8 arrivati ad un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.defense.gov\/News\/Transcripts\/Transcript\/Article\/3433535\/deputy-pentagon-press-secretary-sabrina-singh-holds-a-press-briefing\/\">totale di 6,2 miliardi<\/a>\u00a0di dollari (3,6 relativi all\u2019anno fiscale 2022 e 2,6 per il 2023).\u00a0Pertanto, se prima del 13 giugno si pensava che gli Stati Uniti avessero destinato pi\u00f9 di 40 miliardi di dollari in supporto militare all\u2019Ucraina dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa, alla luce dei nuovi calcoli tale cifra\u00a0<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/ukraine-russia-war-weapons-surplus-funding-72eeb6119439146f1939d5b1973a44ef\">\u00e8 scesa a meno di 34 miliardi<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019adeguamento contabile rientrer\u00e0 nel fondo stanziato per il supporto all\u2019Ucraina ed impiegato per l\u2019invio di ulteriori pacchetti d\u2019aiuti, senza la necessit\u00e0 per l\u2019amministrazione Biden di richiedere nuovi fondi al Congresso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Alcune considerazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I materiali del magazzino pre-posizionato APS-5 in Kuwait avrebbero dovuto essere mantenuti in condizioni tali da consentirne un impiego immediato o, comunque, in tempi rapidi ed in completa sicurezza. Il concetto alla base dei preposizionamenti \u00e8, appunto, proprio quello e le preoccupazioni dell\u2019Ispettore Generale riguardano la \u2013 non troppo remota \u2013 possibilit\u00e0 che siano le Forze Armate americane a trovarsi a fronteggiare direttamente situazioni simili in caso di crisi.<\/p>\n<p>Diversi episodi precedenti hanno, infatti, confermato lacune nella manutenzione e mantenimento dei suddetti materiali.<\/p>\n<p>Un report del 2018 indicava che il 401\u00b0 Battaglione non era stato in grado di garantire che il proprio contractor avesse fornito adeguatamente le attivit\u00e0 di sua competenza.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dodig.mil\/reports.html\/Article\/3407150\/management-advisory-maintenance-concerns-for-the-armys-prepositioned-stock5-equ\/\">Difformit\u00e0 nel programma di manutenzione<\/a>\u00a0erano state riscontrate su ben 314 dei 433 veicoli ispezionati.<\/p>\n<p>All\u2019epoca il contractor era URS Federal Services, successivamente acquisito da AECOM da cui, a sua volta, \u00e8 fuoriuscita Amentum.\u00a0Secondo contractor di servizi del Governo degli Stati Uniti dopo Leidos,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amentum.com\/\">Amentum Services, Inc<\/a>. nasce il 1\u00b0 febbraio 2020. Attualmente opera in 85 Paesi con 44.000 dipendenti ed un fatturato di 9 miliardi di dollari nel 2022. Per conto dell\u2019Esercito degli Stati Uniti si occupa della manutenzione e mantenimento dei materiali dei magazzini pre-posizionati APS-2 ( in Germania e Polonia) e APS-5 (in Kuwait e Qatar).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166513 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/316685409_479589120939751_8920012005400481190_n-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"582\" \/><\/p>\n<p>Anche per l\u2019APS-2 non sono mancati problemi. Il 405\u00b0 Battaglione di Supporto sul Campo stavolta, ha avuto difficolt\u00e0 nel coordinare la manutenzione di equipaggiamenti e la loro distribuzione alle truppe americane dispiegate in Europa a supporto del sistema di deterrenza NATO. Sebbene il tutto sia riuscito, comunque, alquanto puntualmente, alcuni veicoli non erano in condizione tali da consentire un\u00a0<a href=\"https:\/\/media.defense.gov\/2023\/Feb\/27\/2003168552\/-1\/-1\/1\/DODIG-2023-053\">dispiegamento rapido delle unit\u00e0 a cui erano stati destinati.<\/a><\/p>\n<p>Grazie ad un aumento dei controlli, al momento non sono pi\u00f9 stati distribuiti materiali in condizioni non ottimali. Tuttavia, alla luce di quanto accaduto, l\u2019Esercito degli Stati Uniti sta rivalutando attentamente modalit\u00e0 e procedure relative alla manutenzione e mantenimento dei materiali all\u2019estero, adottando relativi raccomandazioni e miglioramenti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le forniture militari all\u2019Ucraina, armi datate e vetuste \u2013 ma \u00a0comunque efficaci \u2013 hanno da tempo fatto la loro comparsa\u00a0 tra gli schieramenti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sandboxx.us\/blog\/ukrainian-forces-were-spotted-using-guns-from-the-1940s-as-old-weapons-make-a-comeback-in-russias-bloody-war\/\">contrapposti per sopperire alla mancanza di nuovi e\/o pi\u00f9 avanzati sistemi d\u2019arma<\/a>. In particolare, a causa di sanzioni e mancanza di componenti tecnologici per gli uni, per l\u2019impellente e costante necessit\u00e0 di grandi quantitativi di equipaggiamento per gli altri.<\/p>\n<p>Vaisly Nebenzya, rappresentante permanente della Federazione russa alle Nazioni Unite ha dichiarato che l\u2019Occidente invia all\u2019Ucraina armamenti obsoleti che vengono prontamente distrutti dalle forze russe e che il Paese si \u00e8 trasformato in un \u201c<em>vero banco di prova per armi, dove ne vengono testate di nuove tipologie, modificate e migliorate sulla pelle di russi ed ucraini.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il tutto a beneficio delle forze della NATO che vengono modernizzate e\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.com\/defense\/1573579\">dei produttori di armi occidentali che ottengono notevoli profitti.\u00a0\u00a0<\/a>Anche i gruppi pro-Cremlino hanno dato ampio spazio alle problematiche relative alle forniture militari occidentali sui social che, al netto di tentativi propagandistici,\u00a0<a href=\"https:\/\/disinfo.detector.media\/en\/post\/western-equipment-is-poor-it-is-unsuitable-for-use-in-ukraine\">si sono obiettivamente verificate.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166512\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/870d56584e8c8d18d8fcad6d4c1cb8e2.jpg\" alt=\"\" width=\"882\" height=\"463\" \/><\/p>\n<p>Oltre agli inevitabili e fisiologici danni e perdite sul campo, la guerra in Ucraina ha fatto emergere particolari vulnerabilit\u00e0 dei sistemi d\u2019arma, soprattutto americani. Rispetto a quelli di alleati e rivali, Washington produce infatti materiali tecnologicamente pi\u00f9 avanzati,\u00a0<a href=\"https:\/\/nationalinterest.org\/feature\/us-military-gear-too-complex-and-expensive-206587\">ma delicati, costosi e meno rifornibili, gestibili e riparabili in battaglia.<\/a><\/p>\n<p>E\u2019 questo il caso dei carri armati Abrams, dei cacciabombardieri F-16 o dei veicoli corazzati ruotati Stryker, solo per fare degli esempi. Scarse performance e sostenibilit\u00e0 in azione non arrecano danni solo a Kiev, ma possono avere serie ripercussioni anche sui produttori di armi \u2013 occidentali e non \u2013 impegnati a capitalizzare sulla guerra e sugli aumenti dei budget della difesa di molti Paesi.<\/p>\n<p>Sintomatica potrebbe essere la decisione del Ministro della Difesa polacco di non acquistare ulteriori Leopard 2 o Panzerhaubitze 2000<a href=\"https:\/\/militarywatchmagazine.com\/article\/german-weapons-poor-failing-ukraine-turkey\">, preferendo concorrenti sudcoreani<\/a>\u00a0quali i carri K2 e obici K9, ritenuti entrambi molto pi\u00f9 affidabili (anche se su tale scelta pesano anche considerazioni politiche).<\/p>\n<p>Invece sulla precisa volont\u00e0 invece di fornire a Kiev armi ed equipaggiamenti nelle versioni pi\u00f9 datate e limitate, tale scelta pu\u00f2 aver senso nell\u2019ottica di non rischiare che armi e mezzi cadano in mani anche anche se i pi\u00f9 bellicosi tra le fila della NATO lamentano un eccessivo timore degli Stati Uniti nei confronti della Russia.<\/p>\n<p>Secondo loro, infatti, il territorio russo non dovrebbe essere preservato da attacchi, proprio per il vantaggio di cui Mosca ha potuto godere nell\u2019ammassare truppe ed equipaggiamenti al confine con l\u2019Ucraina, senza rischi.<\/p>\n<p>E ancora, pur ritenendo che la NATO non debba prendere direttamente parte alle ostilit\u00e0, qualunque restrizione nella fornitura di armi all\u2019Ucraina, cos\u00ec come le numerose discussioni che hanno accompagnato il supporto militare a Kiev in questi mesi, lascerebbero trasparire una mancanza di determinazione. Ci\u00f2 lascerebbe pensare a Mosca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/why-is-the-us-sending-downgraded-weaponry-to-ukraine\/a-65121120\">di poter vincere la guerra<\/a>\u00a0semplicemente standosene sulla difensiva e lasciando il conflitto in stallo.<\/p>\n<p>In fin dei conti, concludono i falchi, non vi sono state particolari\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>dopo la fornitura di missili Storm Shadow a Kiev da parte di Londra.\u00a0In realt\u00e0 sostenere lo sforzo militare ucraino risulta sempre pi\u00f9 difficile per l\u2019Occidente. Da una situazione sostanzialmente di pace, con qualche intervento anti-insurrezionale, si \u00e8 passati improvvisamente ad una guerra convenzionale con un rischio crescente di scontro tra grandi potenze. Ci\u00f2 richiede, sostanzialmente, materie prime, personale specializzato e ritmi produttivi adeguati.<\/p>\n<p>Nonostante il pi\u00f9 grande budget militare al mondo e la pi\u00f9 sofisticata industria della difesa, secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS), gli Stati Uniti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/national-security\/2023\/03\/08\/us-weapons-manufacturing-ukraine\/\">ci metteranno almeno cinque anni per ripristinare le scorte<\/a>\u00a0di missili anticarro Javelin, dei missili terra-aria Stinger e di altro munizionamento ai livelli precedenti l\u2019Operazione Militare Speciale russa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-166500\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Poland-Territorial-Defence-Forces-Javelin-masthead.jpg.pc-adaptive.1920.medium.jpg\" alt=\"\" width=\"899\" height=\"527\" \/><\/p>\n<p>Quello del procurement, invece, per l\u2019Ucraina \u00e8 un problema che ha, almeno, 30 anni e si attribuisce sostanzialmente alla presenza di fazioni e visioni contrapposte in fatto di industria nazionale degli armamenti, nonch\u00e9 lo spettro della corruzione che continua ad aleggiare anche ad altissimi livelli.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019indipendenza del 1991 il Paese ha venduto considerevoli quantit\u00e0 di armamenti di produzione sovietica, riducendo cos\u00ec il proprio arsenale, in particolare negli anni 2010-2014 con il presidente filo-russo Yanukovich.<\/p>\n<p>In seguito all\u2019annessione russa della Crimea nel 2014, si \u00e8 aperto un acceso dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 di rinvigorire la propria industria bellica. Tuttavia, i cambiamenti sono stati lenti e quando la Russia ha lanciato la sua Operazione Militare Speciale, l\u2019Ucraina si \u00e8 trovata a doversi procacciare disperatamente armi e munizioni ovunque.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, i fornitori, molti dei quali inaffidabili, hanno inondato il Paese di offerte e promesse pi\u00f9 o meno false.\u00a0Ora sembra che gli ucraini abbiano imparato la lezione, cercando di aumentare la propria capacit\u00e0 di deterrenza grazie a trattative con societ\u00e0 francesi, tedesche, italiane e dell\u2019Europa dell\u2019est per accrescere, sviluppare e potenziare il proprio settore della difesa.<\/p>\n<p>Nel frattempo continuano a richiedere armi all\u2019Occidente, cercando di ripagarle con faticosi e limitati risultati sul campo di battaglia e, soprattutto, contenendo lamentele sulle condizioni di quelle ricevute, per non imbarazzare e\/o contrariare i donatori.<\/p>\n<p>Anche per gli armamenti pare proprio valere il detto: A caval donato\u2026<\/p>\n<p>Foto: Telegram, Us Army\/US DoD, Lockheed Martin, Ministero Difesa Ucraino e Esercito Italiano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/07\/forniture-militari-scadenti-allucraina-le-responsabilita-di-alleati-e-contractor\/\">Forniture militari scadenti all\u2019Ucraina: le responsabilit\u00e0 di alleati e contractor \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Pietro Orizio) L\u2019Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa ha recentemente attribuito pesanti responsabilit\u00e0 all\u2019Esercito degli Stati Uniti e al contractor Amentum Services, Inc. per non aver eseguito le manutenzioni previste sui materiali del magazzino pre-posizionato APS-5, in Kuwait, destinati all\u2019Ucraina. Non solo non erano pronti per l\u2019impiego in combattimento, contravvenendo agli\u00a0standard\u00a0e, pi\u00f9 in generale, alla logica dei magazzini pre-posizionati delle Forze Armate americane, ma avrebbero potuto, addirittura, ferire o uccidere il personale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-kWW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80534"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80534"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80534\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80535,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80534\/revisions\/80535"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}