{"id":80556,"date":"2023-07-17T10:00:43","date_gmt":"2023-07-17T08:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80556"},"modified":"2023-07-17T10:00:43","modified_gmt":"2023-07-17T08:00:43","slug":"sul-vertice-nato-di-vilnius","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80556","title":{"rendered":"Sul vertice NATO di Vilnius"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA ( di Giulio Di Donato)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-80557 size-medium\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9940-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9940-300x200.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9940-768x512.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9940.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Abbiamo chiesto ad <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/bradanini\/\">Alberto Bradanini<\/a> un commento sul recente vertice NATO di Vilnius. Queste le sue parole:<\/p>\n<p>Il vertice Nato di Vilnius (11-12 luglio 2023) ha prodotto esiti insieme patetici e pericolosi.<br \/>\nPatetici perch\u00e9 ancora una volta incorniciati nella falsa retorica secondo cui la Nato-Usa sarebbe uno strumento di tutela della pace e della stabilit\u00e0 nel mondo (alcuni passaggi del Comunicato finale appaiono surreali, questo ad esempio: \u201cNato\u2026 to safeguard peace, freedom and prosperity\u201d; \u201cthe fundamental purpose of NATO\u2019s nucleare capability is to preserve peace, prevent coercion and deter aggression\u201d e via dicendo). Un esito che avrebbe dovuto generare pudore in chi lo ha preparato (il delegato Usa) e sollevare lo sconcerto in chi lo ha sottoscritto (gli alleati-vassalli).<br \/>\nSalta agli occhi invero che il significato storico di tale organizzazione bellica \u00e8 quello di sostenere la patologia imperiale americana, perpetuandone se possibile il dominio unipolare sul pianeta e ora, cogliendo al volo la tragedia ucraina, spremere pi\u00f9 che in passato ricchezze e benessere da un\u2019Europa incapace di emettere anche solo un vagito di dissenso.<br \/>\nRimane dunque ancora veritiero quanto affermato negli anni \u201850 dal suo primo Segretario Generale (Lord Hastings Lionel Ismay): lo scopo precipuo della Nato \u00e8 quello di \u201ckeep the Soviet Union out, the Americans in, and the Germans down\u201d (oggi bisogna sostituire l\u2019Unione Sovietica con la Russia e la Germania con l\u2019Europa).<br \/>\nI risultati del Vertice in questione sono poi pericolosi perch\u00e9 con un lessico verboso e illeggibile (ben 11.256 parole infarcite di ideologia, pregiudizi e menzogne) il Comunicato Finale stila un elenco di nazioni nemiche, che, pur lontane dal teatro atlantico, metterebbero a repentaglio, insieme a Russia e Bielorussia, non solo le prospettive di una pace stabile, ma persino la tenuta democratica dei singoli Paesi del Regno del Bene: parliamo di Cina, Corea del Nord e Iran, guarda caso tutte indisponibili a piegarsi al dominio unipolare della sola nazione indispensabile al mondo (nella patologia espressiva di W. Clinton, 1999).<br \/>\nAll\u2019interno di questa narrazione non c\u2019\u00e8 spazio per ricordare le 800 basi militari statunitensi sparse ovunque, con lo scopo di imporre la cupidigia dell\u2019impero e di spremere i popoli politicamente deboli, ma ricchi di risorse.<br \/>\nSe poi \u2013 come dichiarato il 12 luglio scorso dal ministro degli esteri russo Lavrov \u2013 la fornitura di caccia F-16 all\u2019Ucraina venisse \u201cconsiderata da Mosca una minaccia nucleare ai sensi della dottrina strategica russa, poich\u00e9 questi velivoli sono idonei al trasporto di ordigni atomici\u201d, con tutte le conseguenze del caso, allora \u00e8 lecito chiedersi quanto i signori della guerra in Occidente siano in grado di comprendere la gravit\u00e0 e i rischi della situazione attuale, quanto il mondo si trovi sull\u2019orlo dell\u2019abisso. Verrebbe da chiedersi: vi \u00e8 ancora qualcuno tra costoro che abbia un po\u2019 di coscienza?<br \/>\nSe davvero la pace fosse stata al centro delle discussioni di Vilnius, avremmo ora una proposta di compromesso su cui lavorare, non una postura che coincide col mero ritiro russo dai territori ucraini, vale a dire un\u2019inaccettabile sconfitta della Russia, che \u00e8 poi la parte che sta prevalendo sul campo. Alcuni direbbero che un esito siffatto non sarebbe conforme a giustizia. Gli storici giudicheranno. La storia, maestra di vita, oltre che la logica, ci dice invece che le guerre finiscono con un compromesso, altrimenti continuano fino alla sconfitta di uno dei due. E, come rilevano un\u2019infinit\u00e0 di analisti, per la Russia, che \u00e8 una potenza militare che dispone di 6000 testate nucleare, la sconfitta non pu\u00f2 essere contemplata. La Nato, per\u00f2, vuole che la guerra continui, con il sangue ucraino certo, a ulteriore dimostrazione di irresponsabilit\u00e0 politica e cinismo umano degli auto-proclamatisi padroni del mondo.<br \/>\nNel medesimo Comunicato Finale si afferma che la Russia avrebbe iniziato l\u2019avventura ucraina senza essere stata provocata (unprovoked). Forse alcune delle 12.000 parole del documento avrebbero potuto ricordare le riflessioni di G. Kennan (anni \u201950) e di tanti politici e intellettuali (tra cui H. Kissinger, J. Baker, N. Chomsky, J. Suchs, J. Mearsheimer, H. Schlanger, l\u2019attuale Kennedy, S. Romano, Mc Governo, J. Baud, S. Ritter, fino al direttore della Cia, W. Burns, quando era ambasciatore a Mosca, e via dicendo), i quali avevano previsto una reazione di Mosca qualora la Nato si fosse avvicinata troppo all\u2019Ucraina. Basterebbe anche pensare alle parole di A. Merkel, la quale fin dal 2008 ammoniva sul rischio che l\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nell\u2019Alleanza Atlantica \u201cavrebbe scatenato una guerra con Mosca\u201d. Nello stesso periodo, insieme a Sarkozy e all\u2019ex presidente ucraino Poroshenko, rivelava come gli accordi di Minsk (che se fossero stati rispettati avrebbero evitato la guerra e mantenuto il Donbass sotto sovranit\u00e0 ucraina) avessero nei fatti il solo scopo di guadagnare tempo per consentire a Kiev di armarsi contro la Russia.<br \/>\nA Vilnius, nel frattempo, il presidente ucraino Zelensky \u2013 in rigorosa e seduttiva maglietta da trincea \u2013 viene promosso guerriero-statista dal cinismo euro-atlantico insensibile alla sofferenza di un popolo divenuto strumento della strategia di dissanguamento e distruzione della Federazione Russa, in attesa di procedere al medesimo trattamento con la Cina.<br \/>\nQuanto a quest\u2019ultima, i governi europei (la UE, basta leggere i documenti d\u2019intesa sottoscritti, \u00e8 ormai incistata nella dottrina e nelle strategie atlantiche) potrebbero chiedersi cosa hanno a che fare Cina e Corea del Nord con le sorti della Nato (North Atlantic Treaty Organization), mentre le loro tanto sbandierate democrazie (sempre pi\u00f9 ridotte a un gioco vuoto di formule e sempre pi\u00f9 al servizio di ricchi e potenti signori) vengono tenute all\u2019oscuro della nuova dimensione strategica di un\u2019Organizzazione nata nel quadrante atlantico e che, sotto la pressione del mai tramontato complesso militare-industriale, estende ora il suo campo d\u2019azione al mondo intero, senza nemmeno consultare Parlamenti e elettori dei Paesi membri.<br \/>\nInsomma, nubi pericolose si addensano all\u2019orizzonte se i popoli del pianeta \u2013 che diversamente dai loro governi vogliono tutti la pace \u2013 non faranno sentire alta e sonora la loro voce di saggezza e\u00a0pacificazione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/14\/sul-vertice-nato-di-vilnius\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/14\/sul-vertice-nato-di-vilnius\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA ( di Giulio Di Donato)\u00a0 Abbiamo chiesto ad Alberto Bradanini un commento sul recente vertice NATO di Vilnius. 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