{"id":80573,"date":"2023-07-18T09:00:57","date_gmt":"2023-07-18T07:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80573"},"modified":"2023-07-17T17:35:58","modified_gmt":"2023-07-17T15:35:58","slug":"michael-every-la-germania-e-sulla-buona-strada-per-diventare-uneconomia-in-via-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80573","title":{"rendered":"Michael Every &#8211; &#8220;La Germania \u00e8 sulla buona strada per diventare un&#8217;economia in via di sviluppo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b><i>In una recente intervista pubblicata<a href=\"https:\/\/www.berliner-zeitung.de\/en-US\/wirtschaft-verantwortung\/finanzanalyst-michael-every-im-interview-deutschland-wird-ein-entwicklungsland-li.348636\">\u00a0sulla Berliner Zeitung<\/a>\u00a0l&#8217;economista olandese\u00a0Michael Every arriva ad affermare che fra inflazione, crisi energetica, crollo dell&#8217;export e i tanti problemi che affliggono l&#8217;economia tedesca &#8220;la Germania sarebbe sulla buona strada per diventare un&#8217;economia in via di sviluppo&#8221;. Probabilmente un giudizio severo ma che sicuramente contiene importanti spunti di riflessione, ne scrive\u00a0<a href=\"https:\/\/www.manova.news\/artikel\/das-ruckentwicklungsland\">Sven Brajer<\/a><a href=\"https:\/\/www.manova.news\/artikel\/das-ruckentwicklungsland\">\u00a0su Manova.news<\/a>, dato che l&#8217;intervista originale a Michael Every sulla Berliner Zeitung \u00e8 dietro paywall.<\/i><\/b><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgrYAm0Pkh1IP6MHTmMEPX-x22qhLR7bf9AGxY3fV-gu_DyoarUwZc-5fak_cc1_8iGvUdmQKdWOO9OMWt59LzQRA_rTNEHMhEfnfaZmg8NQQbj5wOPkNK9sSvNOO3rdOskFzxq8ZKrN-RCXuPJDuIXwY_tF1gieEJHnlI-lIuEzc0IoV9fV3L38xWDXwM\/s1280\/worker-5736096_1280.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgrYAm0Pkh1IP6MHTmMEPX-x22qhLR7bf9AGxY3fV-gu_DyoarUwZc-5fak_cc1_8iGvUdmQKdWOO9OMWt59LzQRA_rTNEHMhEfnfaZmg8NQQbj5wOPkNK9sSvNOO3rdOskFzxq8ZKrN-RCXuPJDuIXwY_tF1gieEJHnlI-lIuEzc0IoV9fV3L38xWDXwM\/w400-h266\/worker-5736096_1280.jpg\" width=\"400\" height=\"266\" border=\"0\" data-original-height=\"853\" data-original-width=\"1280\" \/><\/a><\/div>\n<p><b><br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Amministrazione, infrastrutture e sicurezza pubblica<\/b>\u00a0si trovano in una situazione difficile. L&#8217;esproprio causato dall&#8217;inflazione a danno di impiegati, lavoratori, risparmiatori e contribuenti tedeschi nel corso del 2023 \u00e8 entrato nel vivo. E non a caso, l&#8217;esperto finanziario\u00a0<b>Michael Every ha recentemente affermato: &#8220;La Germania \u00e8 sulla buona strada per diventare un&#8217;economia in via di sviluppo&#8221;.<\/b><\/p>\n<p><b>5 euro per una birra alla spina nella provincia della Germania dell&#8217;Est<\/b>, 50 euro per un biglietto ferroviario a lunga percorrenza che l&#8217;anno scorso costava 30 euro. &#8220;Prosperit\u00e0 per tutti&#8221; &#8211; il credo dell&#8217;ex cancelliere Ludwig Erhard nel 1957 &#8211; ma era un&#8217;altra epoca. Proprio come l&#8217;affermazione di Norbert Bl\u00fcm del 1997: &#8220;La pensione \u00e8 sicura&#8221;, oggi sembra una battutaccia.<\/p>\n<p><b>Dall&#8217;inizio della &#8220;crisi dei rifugiati&#8221; del 2015,<\/b>\u00a0dall&#8217;improvvisa apparizione di una Giovanna d&#8217;Arco climatica svedese nel 2018, dalla &#8220;crisi pandemica&#8221; nel 2020 e dalla svolta di Scholz nel 2022, la maggioranza dei tedeschi si \u00e8 abituata a fare da ufficiale pagatore per tutto e tutti. Con un ditino sempre puntato, una cricca di politici, che sembrano essere controllati da altri, governa dall&#8217;alto verso il basso, presumibilmente senza alcuna alternativa.<\/p>\n<p><b>Nulla viene pi\u00f9 spiegato in modo oggettivo,\u00a0<\/b>il motto per il cittadino \u00e8: mangia questa minestra o muori. Chi non sta al gioco viene considerato un pazzo, un &#8220;negazionista&#8221; o nel peggiore dei casi &#8211; a volte a ragione, a volte a torto &#8211; viene etichettato come nazista.<\/p>\n<p><b>Tuttavia, questa situazione<\/b>\u00a0sembra spaventare un numero sempre minore di persone, perch\u00e9 in ogni momento vale il detto dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln:<\/p>\n<p><i>&#8220;Puoi ingannare alcune persone per sempre e tutte le persone per un certo periodo; ma non puoi ingannare tutte le persone per tutto il tempo&#8221;.<\/i><\/p>\n<p><b>Nell&#8217;est del Paese &#8211; a causa della diversa esperienza<\/b>\u00a0storica e di un materialismo piu&#8217; spinto &#8211; questo stato di cose attualmente sembra ancora pi\u00f9 evidente che nel resto del Paese, che si \u00e8 nutrito con il transatlantismo per piu&#8217; di quarant&#8217;anni. Ma anche l\u00ec si sta entrando nel vivo. Il vassallaggio della Germania nei confronti degli Stati Uniti, in difficolt\u00e0 economiche e in politica estera, ora si sta vendicando aspramente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgNvlEzaBT6nfQSRoDNdkfwMVLIHhDDKjCyJwbo5FUJ5ECIMQtniJdImL__Ys-WEbRES_UejBOA1qYsxZiesOPrpz83wvGG6V2c-dL5auymTR_eXMf2mGfWpgkh0Yu5Lu3sSdzL6s8WRhu8u8smElQfNS2kh0lugIrCfjhUybXpQpiin4SxjxV4iL6mDcw\/s612\/istockphoto-682839254-612x612.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEgNvlEzaBT6nfQSRoDNdkfwMVLIHhDDKjCyJwbo5FUJ5ECIMQtniJdImL__Ys-WEbRES_UejBOA1qYsxZiesOPrpz83wvGG6V2c-dL5auymTR_eXMf2mGfWpgkh0Yu5Lu3sSdzL6s8WRhu8u8smElQfNS2kh0lugIrCfjhUybXpQpiin4SxjxV4iL6mDcw\/s320\/istockphoto-682839254-612x612.jpg\" width=\"320\" height=\"218\" border=\"0\" data-original-height=\"416\" data-original-width=\"612\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">La deindustrializzazione come un incubo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>In un&#8217;intervista alla Berliner Zeitung, l&#8217;esperto di finanza Michael Every<\/b>\u00a0sottolinea che la malattia del sistema economico mondiale internazionale, dominato dal dollaro, che si trascina dalla crisi bancaria del decennio scorso, ora sta per scoppiare di nuovo. I sintomi sono\u00a0 stati curati, ma le cause della malattia si sono intensificate:<\/p>\n<p><b>&#8220;Ci\u00f2 che sta accadendo negli Stati Uniti con la crisi bancaria<\/b>\u00a0non pu\u00f2 essere visto separatamente dall&#8217;intera struttura dell&#8217;economia mondiale.(&#8230;) Nelle economie occidentali sono stati offerti tassi di interesse incredibilmente bassi per 15 anni e improvvisamente nel giro di un anno i tassi di interesse vengono aumentati in modo molto aggressivo. Questo ha causato immediatamente dei problemi. Ma \u00e8 miopia intellettuale pensare che gli eventi attuali siano una sorpresa o uno shock.<\/p>\n<p><b>Si tratta piuttosto di un graduale calo della domanda e di un graduale<\/b>\u00a0inasprimento degli standard legati ai prestiti. Se i tassi di interesse rimarranno cos\u00ec alti, l&#8217;economia potrebbe superare un punto di svolta. La struttura economica che abbiamo conosciuto dopo la crisi finanziaria del 2008 \u00e8 stata costruita su una struttura economica molto inefficiente e iniqua. Si \u00e8 sviluppata una forma economica costruita sulla sabbia, e le fondamenta stanno diventando sempre pi\u00f9 fragili&#8221;.<\/p>\n<p><b>Questo tuttavia non \u00e8 vero per tutte le regioni e gli Stati del mondo.<\/b>\u00a0Se non ci credete, date un&#8217;occhiata a Cina, Vietnam, Uruguay, Nigeria o Emirati Arabi Uniti (EAU). I &#8220;partner&#8221; europei degli Stati Uniti nell&#8217;UE invece sembrano esserne stati colpiti in maniera molto dura. In prima linea: la Repubblica Federale, sempre pi\u00f9 deindustrializzata e senile, che ha perso i suoi grandi poeti e pensatori di un tempo.<\/p>\n<p><b>La massiccia dipendenza politica ed economica rispettivamente dagli Stati Uniti e dalla Cina, nonch\u00e9 l&#8217;improvviso prosciugamento dell&#8217;afflusso di materie prime russe<\/b>\u00a0&#8211; per motivi ideologici &#8211; e gli anni in cui \u00e8 stata accumulata una gigantesca montagna di debiti a causa di una politica da primo della classe di stampo tedesco, che si preoccupa essenzialmente di salvare il mondo, hanno portato il Paese sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso economico.<\/p>\n<p><b>Every afferma senza mezzi termini che:<\/b><\/p>\n<p><b>&#8220;La Germania dipende dalle esportazioni verso la Cina, dalle importazioni dalla Russia e per le armi dall&#8217;America.\u00a0<\/b>Se la Germania continuer\u00e0 a dipendere dagli Stati Uniti, \u00e8 destinata a fallire perch\u00e9 l&#8217;economia americana non pu\u00f2 reggere il ritmo delle spese militari necessarie per difendere l&#8217;Europa dalla Russia e mantenere la sua presa sulla Germania e sull&#8217;Asia. L&#8217;America non ha pi\u00f9 la base industriale per poterlo fare&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Se l&#8217;Europa ha bisogno di essere &#8220;difesa&#8221; dalla Russia<\/b>\u00a0\u00e8 un&#8217;altra questione, ma ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che il periodo in cui la Germania era campione del mondo dell&#8217;export sembra appartenere per sempre al passato:<\/p>\n<p><b>&#8220;Per quanto riguarda le esportazioni verso la Cina,<\/b>\u00a0la Germania ha sbagliato a fare i conti. L&#8217;economia politica del Paese \u00e8 stata valutata in maniera completamente sbagliata. I dati commerciali attuali lasciano gi\u00e0 presagire che\u00a0<b>le esportazioni tedesche non faranno pi\u00f9 grandi balzi in avanti e si ridurranno nel prossimo futuro<\/b>. Le aziende tedesche\u00a0 invece venderanno prodotti cinesi, entrando cos\u00ec in conflitto con gli Stati Uniti, subendo sanzioni, ecc. La Cina ha gi\u00e0 superato la Germania come maggiore esportatore di automobili. Questo sviluppo era prevedibile da anni e ho cercato di spiegarlo ai miei clienti in Germania. Ma loro si sono limitati a sorridere e a dire: &#8220;Siamo imprenditori tedeschi, sappiamo cosa \u00e8 meglio&#8221;.<\/p>\n<p><b>In Germania, inoltre, non avrebbero mai potuto immaginare che la fornitura di gas dalla Russia potesse crollare &#8211; ma \u00e8 successo.\u00a0<\/b>E ora l&#8217;America ha messo all&#8217;angolo la Germania. I tedeschi devono acquistare gas naturale liquefatto molto costoso dall&#8217;America e spendere di pi\u00f9 per la difesa. Questa \u00e8 la dura verit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><b>Infine, Every descrive l&#8217;inizio della fine<\/b>, cio\u00e8 la situazione attuale, rispetto alla quale la politica federale sembra non avere pi\u00f9 nulla in mano e si limita ad affidarsi al &#8220;business as usual&#8221;:<\/p>\n<p><b>&#8220;Ma il punto \u00e8 che la Germania sta vendendo beni<\/b>\u00a0che non possiede nemmeno pi\u00f9, perch\u00e9 \u00e8 stata privata dell&#8217;energia a basso costo. Allo stesso tempo, gli altri Stati imporranno dei dazi se ritengono che l&#8217;euro sia sottovalutato, e alla fine acquisteranno meno beni dalla Germania. In definitiva, l&#8217;euro si indebolir\u00e0 e l&#8217;inflazione aumenter\u00e0. Per combattere l&#8217;inflazione, sar\u00e0 necessario aumentare i tassi d&#8217;interesse di riferimento e la societ\u00e0 ne risentir\u00e0. L&#8217;aumento delle esportazioni, inoltre, non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di generare ulteriori entrate. La Germania sar\u00e0 declassata a economia in via di sviluppo&#8221;.<\/p>\n<p><b>Naturalmente, questa pu\u00f2 essere una diagnosi shock<\/b>\u00a0solo per chi si fida degli economisti filo-governativi che da anni cercano di minimizzare la crisi permanente, sbagliando quasi sempre le loro previsioni, ma che non hanno pi\u00f9 alcun nuovo concetto economico. Non sono in grado di impegnarsi in un nuovo ordine mondiale multipolare e di liberarsi dalle catene transatlantiche.<\/p>\n<p><b>Pertanto, come spesso accade nella storia<\/b>, le cose devono andare molto male prima di poter andare meglio.<\/p>\n<p><b>Tuttavia, si pone la questione di quali basi politiche<\/b>\u00a0ed economiche debbano essere ricostruite, perch\u00e9 un nuovo &#8220;grande fratello&#8221; non sembra essere pi\u00f9 in vista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/07\/michael-every-la-germania-e-sulla-buona.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/07\/michael-every-la-germania-e-sulla-buona.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; In una recente intervista pubblicata\u00a0sulla Berliner Zeitung\u00a0l&#8217;economista olandese\u00a0Michael Every arriva ad affermare che fra inflazione, crisi energetica, crollo dell&#8217;export e i tanti problemi che affliggono l&#8217;economia tedesca &#8220;la Germania sarebbe sulla buona strada per diventare un&#8217;economia in via di sviluppo&#8221;. 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