{"id":80589,"date":"2023-07-18T10:30:16","date_gmt":"2023-07-18T08:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80589"},"modified":"2023-07-18T10:16:27","modified_gmt":"2023-07-18T08:16:27","slug":"jean-claude-michea-unintroduzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80589","title":{"rendered":"Jean-Claude Mich\u00e9a: un\u2019introduzione"},"content":{"rendered":"<p><b>DA LA FIONDA (di Bianca Fazio)<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-80590 size-medium\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9959-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9959-300x169.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9959-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9959-768x432.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9959.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Il breve saggio uscito per le edizioni Meltemi a luglio \u2013 <a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/nuovo-paradigma-sociale-Bianca-Fazio\/eai978885519841\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un nuovo paradigma sociale-natura e teoria politica in Jean Claude Mich\u00e9<\/em>a\u00a0<\/a>\u2013 avrebbe dovuto intitolarsi \u201cMich\u00e9a, s\u2019il vous pla\u00eet!\u201d, che suona alle orecchie di un italofono come \u201cMich\u00e9a, se vi piace!\u201d, anche se in realt\u00e0 rimanda all\u2019espressione francese \u201cGrazie, per favore\u201d. Invece il titolo scelto dalla casa editrice risulta pi\u00f9 didattico e corposo, del resto era lo stesso della tesi triennale di Filosofia (alla Statale di Milano) da cui il libro \u00e8 nato. Ma niente paura: filosofia, antropologia, economia e storia non sono mai state cos\u00ec scorrevoli. Quando ho letto i saggi di Mich\u00e9a <a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftn1\">[1]<\/a>sono rimasta colpita dalla chiarezza espositiva. I concetti prendono la lettera maiuscola e la filosofia diventa alla portata di tutti. Ma la scoperta pi\u00f9 importante che ho fatto leggendolo \u00e8 stata un\u2019altra: forse esiste un modo di ragionare politicamente sul presente che superi l\u2019impasse pratica e torica che caratterizza il pensiero piuttosto atrofizzato della sinistra contemporanea. Divertente, nuovo (certo, non per tutti), provocatorio e radicale allo stesso tempo, Mich\u00e9a si fa spazio nel dibattito politico dei nostri giorni, dialogando con molte figure intellettuali e militanti del passato<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftn2\">[2]<\/a>, e muovendo una critica al paradigma liberale e neoliberale, che considera l\u2019uno l\u2019evoluzione dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Che cosa collega la trattazione politica di grandi pensatori del passato come Thomas Hobbes (<em>Leviatano<\/em>, 1651), John Locke (<em>Secondo trattato sul governo<\/em>, 1689) e Adam Smith (<em>Ricerca sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni<\/em>, 1776) con le moderne rivendicazioni nel campo dei diritti? In che modo la societ\u00e0 occidentale ha \u201crisolto\u201d i problemi che erano sorti contemporaneamente alla sua nascita, i problemi messi in luce dalla Rivoluzione Francese prima, dalla nascita dei movimenti socialisti poi, fino alle due guerre mondiali del \u2018900? Queste sono le (macro) questioni a cui tenta di rispondere il filosofo francese, con lo scopo di trovare un fil rouge che spieghi e metta in risalto i nodi politici attuali, illuminando anche quelli che per lui sono i motivi del fallimento delle operazioni di quella che era la sua famiglia politica \u2013 la sinistra contemporanea.<\/p>\n<p>Le risposte che Mich\u00e9a ci fornisce sono fatte di collegamenti, scolii e citazioni. La sua trattazione assume la forma di un sistema solo dopo avere composto come in un puzzle tutte le diverse argomentazioni di antropologia, filosofia, psicologia e letteratura di cui vivono i suoi saggi.<\/p>\n<p>Secondo il filosofo, il movimento storico che va dalla modernit\u00e0 fino ad oggi, avviene grazie al rapporto dialettico di due coppie. La prima coppia \u00e8 quella del Diritto e del Mercato, due luoghi astratti su cui gli uomini hanno costruito le regole della nuova societ\u00e0. La seconda \u00e8 quella della polarizzazione Destra e Sinistra storiche, le quali, nel campo della politica, hanno giocato ruoli distinti ma entrambi funzionali ad oliare di continuo il funzionamento della macchina del Diritto-Mercato.<\/p>\n<p>I meccanismi del Diritto e del Mercato che si sono sviluppati a partire dal \u2018800 poggiano sulle basi antropologiche formulate dai padri del liberalismo nel secolo precedente. Ogni epoca ha le sue problematiche e le risolve secondo lo spirito del proprio tempo: Mich\u00e9a ci mostra come i moderni risolsero le guerre, le rivoluzioni e la povert\u00e0 che li dilaniavano creando entit\u00e0, istituzioni e meccanismi sociali innanzitutto \u201cliberi -da\u201d(da qui, una nuova definizione di \u201clibert\u00e0\u201d) qualsiasi orientamento assiologico, etico o morale. La prima mossa del passato, sottolinea Mich\u00e9a, \u00e8 stata quella di liberarsi delle vecchie ideologie, e di fare in modo che mai pi\u00f9 nessuna potesse ritornare alla guida della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto, che tutti sappiamo, \u00e8 che quando un mostro esce dalla porta, rischia di rientrare dalla finestra! \u00c8 possibile che esista e continui a prosperare una societ\u00e0 umana senza che si ponga alla guida di essa una forma assiologica, etica o morale? E ancora prima: \u00e8 certamente vero che ogni forma ideologica o morale condivisa sia necessariamente un male, nonostante le derive ideologiche del passato? Secondo il filosofo francese (e non solo secondo lui) \u00e8 impossibile che esista e continui ad evolversi una societ\u00e0 moralmente neutra, perch\u00e9 l\u2019etica e la morale fanno parte della materia di cui \u00e8 fatto l\u2019uomo. Ci dobbiamo ricordare che l\u2019uomo e la comunit\u00e0 in cui vive si determinano a vicenda, oppure aveva ragione la prima ministra inglese Margaret Tatcher a dire che \u201cnon esiste la societ\u00e0, esistono solo individui\u201d? <a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Dalla finestra del terribile condominio del capitalismo contemporaneo si insinuano nuove ideologie, frutto della soppressione degli spazi etici e dell\u2019abbandono del dibattito morale da parte della comunit\u00e0: le ideologie del Progresso e della Crescita. Infatti, prima ancora di significare acquisizione di diritti e accumulo di capitale, esse rappresentano le nuove religioni della modernit\u00e0. L\u2019ideologia del Progresso poggia sull\u2019idea di libert\u00e0 negativa e di uomo indipendente per natura, ha come risultante (volontaria o involontaria) la distruzione di qualsiasi legame sociale ed etico, nonch\u00e9 la distruzione di quella conosciuta come \u201cmemoria collettiva del passato\u201d. Mich\u00e9a sostiene che da essa scaturiscono rivendicazioni come quella della \u201cpropriet\u00e0 sul proprio corpo\u201d, delle ideologie <em>no border<\/em>, della cieca fiducia incontrastata nei confronti di qualsiasi avanzamento tecnologico (e altre). L\u2019ideologia del Progresso, come \u00e8 evidente, \u00e8 quella sostenuta e portata avanti dal primo braccio del maccanismo politico contemporaneo, la sinistra. Questa non \u00e8 altro che la base culturale funzionale al secondo braccio del meccanismo, la destra, esattamente ci\u00f2 che presta il fianco al nuovo-dio della religione occidentale: l\u2019ideologia della Crescita. La modernit\u00e0 \u00e8 come la ruota di un criceto, che si muove incessantemente, riproducendo se stessa, col solo fine della crescita economica. In questa metafora gli uomini sono i criceti: le questioni politiche e prettamente umane, quali la salute, una vita degna, la felicit\u00e0, sono questioni assolutamente secondarie rispetto all\u2019accumulo di capitale, perci\u00f2 vanno tutte riunite in un gran calderone, quello della libert\u00e0 negativa, della tolleranza, dell\u2019indipendenza e dell\u2019idea di Progresso, con l\u2019obiettivo di eliminare uno spazio morale comune e qualsiasi forma di dibattito pubblico. Questo vuoto, un vuoto assolutamente innaturale, viene riempito dall\u2019obiettivo della crescita ad ogni costo: l\u2019uomo si trasforma nel lavoratore ideale, nel compratore ideale e infine nella macchina ideale.<\/p>\n<p>Jean-Claude Mich\u00e9a chiama quest\u2019ultima trasformazione il passaggio da \u201cl\u2019impero del male minore\u201d, quello voluto dai padri del liberalismo, all\u2019 \u201cimpero del Bene\u201d, orientato al culto del Progresso e della Crescita, il quale comporta, come ogni nuova fase storica, un fondamentale mutamento antropologico.<\/p>\n<p>Per concludere, secondo il filosofo, la soluzione al problema politico \u00e8 eminentemente morale. Quindi bisogna ripartire da basi antropologiche reali e nuove concezioni etiche per superare le degenerazioni di un sistema che ha abbandonato le questioni eminentemente umane. Per fare questo si serve di autori fondamentali del \u2018900, primo fra tutti il romanziere e saggista George Orwell<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftn4\">[4]<\/a>, e avanza alcune proposte teoriche, che si possono accogliere o mettere in questione, come quella di \u201c<em>common decency<\/em>\u201d, ovvero la \u201cdecenza comune\u201d, \u201cla morale dell\u2019uomo comune\u201d. Il terreno per l\u2019edificazione di un progetto che punti alla realizzazione di nuove istanze sociali e alla salvaguardia della natura umana \u00e8 dissodato. Anche grazie al contributo del filosofo francese di cui ho creduto che fosse necessario riportare alcune tesi (il pensiero dell\u2019autore non si trova tutto dentro questo breve saggio). Ma \u00e8 un terreno ancora tutto da coltivare, un piccolo libro che forse pu\u00f2 essere utile per non restare invischiati in questo presente.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftnref1\">[1]<\/a>I saggi dell\u2019autore tradotti in italiano: <em>Il vicolo cieco dell\u2019economia, sull\u2019impossibilit\u00e0 di sorpassare a sinistra il capitalismo<\/em>, 2002, El\u00e8uthera; <em>L\u2019impero del male minore: saggio sulla civilt\u00e0 liberale<\/em>, 2007, Libri Scheiwiller; <em>I misteri della sinistra: dall\u2019idea illuminista al trionfo del capitalismo assoluto<\/em>, 2013, Neri Pozza; titolo <em>Il goal pi\u00f9 bello \u00e8 stato un passaggio<\/em>, 2014, Neri Pozza<em>; Il nostro comune nemico: considerazioni sulla fine dei giorni tranquilli<\/em>, 2017 Neri Pozza; <em>Il lupo nell\u2019ovile: diritto, liberalismo, vita comune<\/em>, 2018, Meltemi.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftnref2\">[2]<\/a>Marcell Mauss, Guy Debord, Cristopher Lasch, Pier Paolo Pasolini solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftnref3\">[3]<\/a>Mich\u00e9a si rif\u00e0 all\u2019antropologia di Marcel Mauss, autore del famoso \u201cSaggio sul dono\u201d, da cui \u00e8 nata la rivista M.A.U.S.S.\u00a0 (<em>Movement Anti-utilitariste dans les Sciences Sociales<\/em> ), a cui il filosofo francese ha contribuito, insieme ad altri autori quali Serge Latouche, Alain Caill\u00e9 e Jaques Godbout.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/#_ftnref4\">[4]<\/a>Mich\u00e9a ha dedicato molti scritti al pensiero di Orwell, autore conosciuto soprattutto come romanziere, ma anche autore di diversi saggi politici e letterari. Mich\u00e9a su Orwell: <em>Orwell, anarchiste tory<\/em>, Climats, 1995; <em>Orwell \u00e9ducateur<\/em>, Climats, 2003; <em>La Double Pens\u00e9e: retour sur la question lib\u00e9ral<\/em> (Climats, 2008)<\/p>\n<p><b>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/18\/jean-claude-michea-unintroduzione\/<\/a><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Bianca Fazio) Il breve saggio uscito per le edizioni Meltemi a luglio \u2013 Un nuovo paradigma sociale-natura e teoria politica in Jean Claude Mich\u00e9a\u00a0\u2013 avrebbe dovuto intitolarsi \u201cMich\u00e9a, s\u2019il vous pla\u00eet!\u201d, che suona alle orecchie di un italofono come \u201cMich\u00e9a, se vi piace!\u201d, anche se in realt\u00e0 rimanda all\u2019espressione francese \u201cGrazie, per favore\u201d. 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