{"id":80642,"date":"2023-07-21T08:30:06","date_gmt":"2023-07-21T06:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80642"},"modified":"2023-07-19T15:18:35","modified_gmt":"2023-07-19T13:18:35","slug":"riforme-autonomia-differenziata-da-vangelo-e-costituzione-i-criteri-per-un-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80642","title":{"rendered":"Riforme. \u00abAutonomia differenziata, da Vangelo e Costituzione i criteri per un giudizio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>da AVVENIRE (Mimmo Battaglia)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-80648 size-large\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150242_Facebook-1-1024x671.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"671\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150242_Facebook-1-1024x671.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150242_Facebook-1-300x197.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150242_Facebook-1-768x503.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150242_Facebook-1.jpg 1160w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><i><\/i><\/p>\n<p><em>Barche da diporto davanti a case popolari nel mare di Napoli<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019aria strana che si muove nel cielo. Da troppo tempo, ormai. Non si comprende bene se \u00e8 di vento, e di che vento. O di temporale che minaccia. \u00c8 certa, per\u00f2, la direzione in cui essa si muove. \u00c8 quella della povera gente, resa ogni giorno pi\u00f9 povera da una certa politica che non la considera, se non per la convenienza, magari elettorale. La gente, resa pi\u00f9 distante dalle istituzioni, che si vorrebbero asservite al potere e questo a pochi uomini, e assai pi\u00f9 poche donne, che lo detengono. La gente, trascurata anche dalla cultura che, smarrendo la sua vocazione originaria, si volta dall\u2019altra parte e si ubriaca di parole che essa stessa ha consumato. La gente, che non riesce pi\u00f9 a sentirsi popolo, perch\u00e9 le antiche bandiere sono ferme e gli inni gloriosi muti, davanti a una falsa idea di nazione che scambia la patria per un campo di battaglia, dove una parte si contrapponga a un\u2019altra. E dove ciascuno \u00e8 straniero se viene da lontano, da una terra che non li caccia, la propria. E da un\u2019altra, di l\u00e0 dal mare, che non li vuole.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-80644 size-large\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150309_Facebook-1-1024x676.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"676\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150309_Facebook-1-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150309_Facebook-1-300x198.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150309_Facebook-1-768x507.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230719_150309_Facebook-1.jpg 1320w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Italia, il nostro bel Paese, ricco di storia buona e di cultura bella, di paesaggi ineguagliabili e di ricchezze artistiche e culturali incommensurabili, \u00e8 sotto quel cielo, a respirare quest\u2019aria strana. E io, nell\u2019umilt\u00e0 della mia fatica pastorale, in una terra di confine sono preoccupato seppur non rassegnato. Terra di confine, \u00e8 la mia Napoli. Territoriale, tra il Sud e il Nord, in tutte le accezioni considerabili. Di confine tra un Sud che non parte e un Nord che non viene. E dove Sud \u00e8 l\u2019arretratezza, con tutto il carico di dolori e di errori, e il Nord \u00e8 lo sviluppo, con tutto il peso delle sue contraddizioni. Terra di confine, \u00e8 la mia Napoli, tra un Meridione che si modernizza e cresce, come essa sta facendo da non pochi anni (pur con le ferite che le squarciano il petto e sanguinano nelle carni di tanti ragazzi) e la mia Calabria, la regione da cui provengo, che resta, nonostante i buoni sforzi di parti della politica e delle istituzioni, ferma al palo dell\u2019antico abbandono e delle moderne speculazioni. Su cui, pesante come un macigno, grava la scarsa tensione morale di parte della politica che ha indebolito le istituzioni e sprecato in un tempo lungo ingenti risorse pubbliche.<\/p>\n<p>E non \u00e8 la sola a essere in queste situazioni. All\u2019interno di questo quadro, il nostro Paese, che dalla grave pandemia \u00e8 uscito impoverito e diviso, rischia di essere trascinato in un campo in cui l\u2019egoismo che ci prende sempre di pi\u00f9 si codifica in scelte politiche nette. Scelte che alimentano quel desiderio di separatezza di una parte del territorio da tutto il resto del Paese. Un desiderio, questo, che ha un\u2019origine lontana. In quel tempo in cui si pensava a una diversa articolazione dello Stato, di fatto divisiva e separatista, mascherata da decentramento e partecipazione dal basso, quando invece altro non era che il tentativo di fare dell\u2019Italia, nazione grande e prestigiosa, tante piccole italie, lontanissime dalla pi\u00f9 grande e potente che si sarebbe agganciata all\u2019Europa. Quel tentativo, di cui non \u00e8 responsabile solo una parte della rappresentanza parlamentare, si confuse in modifiche costituzionali rabberciate, i cui danni si vedono a occhio nudo ancora adesso. Oggi quella cultura della divisione, quel sentimento di egoismo che si \u00e8 progressivamente trasformato in una sorta di indifferenza collettiva nei confronti della sorte dell\u2019altro, sta prendendo sempre pi\u00f9 la forma di un\u2019altra legge possente. Di un altro colpo, cio\u00e8, all\u2019impalcatura democratica dello Stato fondato sulla partecipazione di tutti (territori e cittadini e istituzioni e culture, nessuno escluso) alla costruzione della ricchezza del Paese.<\/p>\n<p>Lo chiamano in pi\u00f9 modi, questo disegno di legge, che, varato dal Governo, ha gi\u00e0 fatto un gran pezzo di strada parlamentare. Lo chiamano in tanti modi, ripeto, alcuni leggeri ed eleganti, per indorare la pillola sbagliata da ricetta ancora pi\u00f9 sbagliata. La pi\u00f9 nota denominazione \u00e9 \u201cAutonomia differenziata\u201d. Ecco l\u2019eleganza delle parole. Sono due sole. Prese autonomamente procurano una sensazione pi\u00f9 piacevole di quella che pure si prova se lette insieme. Autonomia. Che bella questa parola! Cosa c\u2019\u00e8 in un qualsiasi consorzio umano di meglio che avere garantita l\u2019autonomia. Autonomia si coniuga con libert\u00e0. \u00c8 magnifico essere autonomi, magnifico essere liberi. Poter decidere del proprio futuro e della propria vita attraverso il pieno utilizzo dei propri mezzi \u00e8 il sogno di tutti. Qui si potrebbe innestare un principio anch\u2019esso affascinante, di chiara marca liberista o come meglio dir si voglia: a ciascuno secondo le proprie capacit\u00e0. Fin qui potremmo essere quasi felici, se non intervenisse la fatica dell\u2019essere autonomo e il rischio che la libert\u00e0 applicata in quel contesto possa procurare voglia di fare senza gli altri. Ovvero, di non vedere altro interesse che il proprio. Del territorio e di quanti all\u2019interno di esso vivono, specialmente. Forte crescerebbe qui il desiderio di costruire tutt\u2019intorno a quella autonomia confini pi\u00f9 rigidi e invalicabili.<\/p>\n<p>L\u2019altra parola, egualmente bella e affascinante, \u00e8 \u201cdifferenziata\u201d. Essere differenti, cio\u00e8 s\u00e9 stessi diversi dagli altri per legge determinati, \u00e8 interessante. Fare cose differenti, agire in maniera differente in un\u2019area differenziata, \u00e8 atto straordinario, che solletica vanit\u00e0 e senso di superiorit\u00e0. Voglia di far da soli e per s\u00e9 stessi e con le proprie risorse, senza, soprattutto, dover dar conto agli altri e fare i conti con gli altri, non \u00e8 vantaggio da buttare, direbbero gli interessati se gi\u00e0 non l\u2019hanno pensato.<br \/>\nDicono i sostenitori della nuova legge in itinere che \u00e8 tutto previsto dalla Carta costituzionale, che da tempo attenderebbe che venisse attuata in quel principio pi\u00f9 largamente affermato nelle cinque regioni autonome. Ed \u00e8 forse davvero cos\u00ec. Costoro, per\u00f2, dimenticano, che la Costituzione, prima, durante e dopo, quell\u2019articolo narra dell\u2019eguaglianza autentica fra tutti cittadini e prescrive che sia lo Stato a garantire l\u2019effettiva parit\u00e0, secondo modi e criteri che non sto qui a elencare. In tanti ancora dimenticano che la bellezza della nostra Costituzione \u00e8 nella inscindibile unit\u00e0 tra autonomie e solidariet\u00e0, tra libert\u00e0 individuale e azione sociale, tra ricchezza individuale e ricchezza complessiva, tra singoli territori e unit\u00e0 territoriale. Tra regioni e nazione. Tra comuni e Stato, tra pluralismo e compattezza. Dimenticano che al centro di ogni divenire sociale c\u2019\u00e8 la persona, non l\u2019individuo singolo privo di tutto quel corredo umano che fa l\u2019uomo l\u2019essere speciale che \u00e8.<\/p>\n<p>L\u2019autonomia differenziata, per quanto la si voglia edulcorare con nuovi innesti terminologici che la gente non comprende, rompe questo concetto di unit\u00e0, lacera il senso di solidariet\u00e0 che \u00e8 proprio della nostra gente, divide il Paese, accresce la povert\u00e0 gi\u00e0 troppo estesa ed estrema per milioni di italiani. Infine, cancella d\u2019un colpo quel bagaglio ricchissimo di conquiste democratiche realizzato dalle lotte popolari dal Risorgimento a oggi. Abbiamo di recente visto che da soli non si va da nessuna parte, che anche le zone ricche subiscono il rischio di diventare povere e di incontrare la sofferenza e il dolore. Il terribile terremoto e la devastante alluvione che in due ravvicinate \u201csventure\u201d ha subito la nobile e fiera Emilia Romagna, hanno visto ancora una volta la straordinaria grandezza del popolo italiano. La solidariet\u00e0 \u00e8 partita subito. Specialmente dal Sud il cuore della generosit\u00e0 \u00e8 volato su quelle terre cos\u00ec duramente colpite. Nessuno ha fatto i conti della spesa. Qui al Sud si \u00e8 pregato e tifato, e si \u00e8 gioito quando il Governo ha elargito somme considerevoli, che anche qui sono considerate insufficienti per far tempestivamente rinascere quella parte della nostra Italia. Il territorio \u00e8 la prima ricchezza che hanno i poveri, indebolirglielo \u00e8 colpa grave, non solo politica. Le ferite ai territori, in qualsiasi modo inferte, sono ferite sulle carni gi\u00e0 aperte dei poveri. Sfugge ai responsabili della cosa pubblica il significato della parola \u201cgente\u201d, della parola \u201cpopolo\u201d. Della parola \u201ccomunit\u00e0\u201d. Essa ha valore se si comprende che gente, popolo, comunit\u00e0 \u00e8 la Persona, con tutto il suo carico di diritti inalienabili.<\/p>\n<p>Sono un prete, soltanto un prete, che ha toccato e tocca ogni giorno la sofferenza. Della persona che lotta e non vince mai. Che si affatica e non si riposa un minuto. Che sta sempre in fondo alla fila che non scorre mai. Che vorrebbe avere fiducia e non trova ascolto. Che vorrebbe parlare e non la si lascia esprimere. Il Santo Padre, che si batte strenuamente per difendere le persone da ogni guerra che si muove loro contro (quella della fame \u00e8 la guerra che un miserabile mondo opulento e obeso muove prima di quelle guerreggiate), ci esorta a non abbandonare quella che si manifesta sempre di pi\u00f9 come la pi\u00f9 grande delle azioni umane, la solidariet\u00e0 verso gli ultimi. La difesa della vita umana e della tutela della sua piena dignit\u00e0. Dinanzi alle enormi sofferenze di famiglie intere che non riescono a fronteggiare il pi\u00f9 piccolo dei bisogni nessuno osi tirarsi indietro. La Chiesa non pu\u00f2 e non lo far\u00e0. Il prete non pu\u00f2 e non lo far\u00e0. E non tema alcuno di essere accusato di politicismo: la Chiesa prende parte, s\u00ec, quella dei poveri, dei bisognosi. Si fa parte essa stessa degli ultimi e non perch\u00e9 li carezzi mentre li si vorrebbe ultimi ma per dar loro la forza di riscattarsi dalla povert\u00e0 e dall\u2019arretratezza. Oggi questo sostegno deve andare anche ai territori, affinch\u00e9 non siano lasciati soli. A quelli del Sud perch\u00e9 in essi splenda pienamente il sole. Il sole incontro al quale devono correre i nostri ragazzi, per costruire insieme la felicit\u00e0. Di tutti.<\/p>\n<p>Ho scritto questa riflessione di getto, lasciando parlare solo il mio cuore. Di prete e di uomo. L\u2019ho fatto trovandomi sulla scrivania, l\u2019uno accanto all\u2019altro, cos\u00ec casualmente, il Vangelo e la Costituzione. Tenendo ben divisi questi due \u201clibri\u201d, trovo felicemente che la Parola e quelle parole stanno proprio bene insieme. Questa sensazione in me \u00e8 bellissima. La dir\u00f2 domattina ai miei amici pi\u00f9 piccoli, che si chiamino Ciro, Concetta, Carmela, Gennaro, o altri nomi che ho conosciuto attraverso i loro volti bellissimi, affinch\u00e9 provino gioia e desiderio di camminare con questi valori e questi princ\u00ecpi. Ma non da soli, per\u00f2. Da soli no. Con gli altri. Sempre pi\u00f9 numerosi. Perch\u00e9 la Bellezza vince sempre. E l\u2019Amore pure.<\/p>\n<p><em>Arcivescovo di Napoli<\/em><\/p>\n<p>Grazie a Federico Musso per la segnalazione!<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www-avvenire-it.cdn.ampproject.org\/c\/s\/www.avvenire.it\/amp\/opinioni\/pagine\/l-arcivescovo-di-napoii-battaglia-autonomia-differenziata-vangelo-e-costituzione-ispirano-il-mio-giudizio\">https:\/\/www-avvenire-it.cdn.ampproject.org\/c\/s\/www.avvenire.it\/amp\/opinioni\/pagine\/l-arcivescovo-di-napoii-battaglia-autonomia-differenziata-vangelo-e-costituzione-ispirano-il-mio-giudizio<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da AVVENIRE (Mimmo Battaglia) Barche da diporto davanti a case popolari nel mare di Napoli C\u2019\u00e8 un\u2019aria strana che si muove nel cielo. Da troppo tempo, ormai. Non si comprende bene se \u00e8 di vento, e di che vento. 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