{"id":80738,"date":"2023-07-25T10:30:46","date_gmt":"2023-07-25T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80738"},"modified":"2023-07-24T19:02:31","modified_gmt":"2023-07-24T17:02:31","slug":"la-politica-al-tempo-della-restaurazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80738","title":{"rendered":"La politica al tempo della restaurazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (di Salvatore Bianco)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-80739 size-medium\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/siccita-la-fionda-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/siccita-la-fionda-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/siccita-la-fionda-768x576.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/siccita-la-fionda.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agostino, che aveva assistito sgomento agli ultimi bagliori dell\u2019incendio finale dell\u2019Impero, raccomandava di saper cogliere i\u00a0<em>segni dei tempi<\/em>\u00a0(Mt.16,2-4). Ebbene, quello che pare delinearsi per l\u2019Europa occidentale, scrutandone i segni, \u00e8\u00a0<em>un tempo di<\/em>\u00a0<em>restaurazione<\/em>. Ed \u00e8 un paradosso, solo apparente, che a farsi promotore di questa svolta sia un pezzo di quel cosiddetto populismo, che in modo maldestro si era assunto l\u2019onere di sfidare il tardo neoliberismo. Servivano ben altre risorse culturali, organizzative e politiche per poter tentare l\u2019impresa, sempre che fosse quella la effettiva posta in gioco. Il sistema ha reagito e nella sua volont\u00e0 disperata di ibernare gli attuali rapporti di forza (di ricchezza e di potere), mai cos\u00ec scandalosamente asimmetrici, ha reclutato oggi la Meloni in Italia e molto probabile domani la Le Pen in Francia. D\u2019altronde un pessimo paradigma economico a briglie sciolte non pu\u00f2 che creare a lungo andare condizioni di ingiustizia sociale tali da risuscitare una destra schiettamente classista e quando serve repressiva, con l\u2019intento di spegnere sul nascere qualsivoglia embrione di dissenso. Ebbene, se dall\u2019altra parte non ci si vuole limitare a fare da spettatori passivi o, peggio, proporsi come pi\u00f9 valida alternativa nel ruolo di manutentori di un ordine oramai al collasso, converrebbe iniziare a connettersi anche sentimentalmente con tutti quei fermenti di rivolta che provengono dal basso per dare loro una visione non a frammenti ed una direzione di marcia univoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vero problema \u00e8 che per un certo tratto di strada un soggetto politico siffatto, che si d\u00e0 questo compito, \u00e8 molto probabile che finisca per predicare nel deserto. Tanto intenso e diffuso \u00e8 stato il processo di individualizzazione indotto dal paradigma neoliberista, in combutta con l\u2019utilizzo smisurato dell\u2019elettronica. Infatti ci troviamo davanti ad un tessuto sociale completamente disfatto e ridotto ad atomi individuali di consumo in una cornice crescente di\u00a0<em>vite da scarto<\/em>. Pertanto un soggetto collettivo, mai cos\u00ec necessario nel presente, probabile sar\u00e0 costretto nell\u2019immediato ad agire suo malgrado da\u00a0<em>avanguardia<\/em>\u00a0rispetto a delle masse narcotizzate dall\u2019ordine del discorso mediatico e indottrinate a dovere dal credo unico della resilienza. Onde evitare la deriva sempre possibile dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 compiaciuta, questo partito fatto di militanti e attivisti dovrebbe impegnarsi in un lavoro quotidiano contro-culturale, agendo nei luoghi e negli spazi di vita vissuta di quelle classi che per vivere, con sempre minor dignit\u00e0 fra l\u2019altro, lavorano o avrebbero bisogno di lavorare. Una simile impresa richiederebbe il coinvolgimento di un ceto intellettuale non asservito al\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0o quanto meno disposto a staccarvisi. Non basta lo spontaneismo ma occorre organizzazione e prima ancora adeguata interpretazione della fase storica. Ci\u00f2 comporta maneggiare impianti discorsivi e categoriali che non \u00e8 possibile rinvenire nel primo bar sotto casa. Questa operazione va fatta, quanto meno tentata, se con coraggio si scommette sulla irriformabilit\u00e0 dell\u2019attuale sistema e sul suo necessario superamento, che dialetticamente vuol dire sempre insieme un togliere e un conservare. Non la modalit\u00e0 rozza di azzerare\/rimuovere e ripartire (ben condensata nella nozione di \u201cdistruzione creatrice\u201d di Schumpeter).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si lasci pure che la Meloni o la Le Pen di turno facciano da ennesima stampella di un complesso bancario-finanziario-militare oramai moribondo in termini di consenso e, dunque, di egemonia. La storia e la lezione gramsciana ci dovrebbe insegnare che il dominio e la violenza, che ne consegue, non ha mai vita facile e soprattutto lunga. Chi ha consapevolezza di ci\u00f2 dovrebbe abbandonare le proprie casematte, che non danno fra l\u2019altro alcuna rendita di posizione, per dare il proprio contributo generoso ad una impresa che o sar\u00e0 collettiva o non sar\u00e0 punto. Questa forza politica dovrebbe caratterizzarsi per una critica serrata non dell\u2019idea di Europa, da custodire semmai, ma di questa imbarazzante Unione Europea che si sta dimostrando palesemente inadeguata alle nuove sfide geopolitiche e reagisce con riflesso pavloviano come fortezza sotto assedio. La\u00a0<em>green economy,<\/em>\u00a0con tutto il rispetto dovuto per chi in buona fede ci crede, pare pi\u00f9 l\u2019ultima trovata pubblicitaria per promuovere nuovi beni di consumo e fonti rinnovabili di profitto piuttosto che un concreto e serio piano di superamento dell\u2019attuale modello economico di sviluppo insostenibile, avendo mercificato in sincrono lavoro, ambiente e moneta (con le banche private che\u00a0<em>creano<\/em>\u00a0letteralmente denaro dal nulla, producendo debito per chi lo riceve). Un ultimo messaggio in bottiglia da recapitare alla\u00a0<em>politica dell\u2019avvenire<\/em>: coltivare pervicacemente l\u2019ossessione della scuola e della formazione, da rilanciare come palestra di vita in cui esercitare il pensiero critico, perch\u00e9 come ricordato di recente in uno dei rari guizzi di un Augias sempre pi\u00f9 riconciliato coi tempi: \u00absolo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l\u2019ergastolo dell\u2019ignoranza. Uno Stato democratico deve salvarli perch\u00e9 \u00e8 giusto. E perch\u00e9 il rischio poi \u00e8 immenso: le menti deboli chiedono l\u2019uomo forte\u00bb. L\u2019espressione\u00a0<em>ergastolo dell\u2019ignoranza<\/em>\u00a0\u00e8 tratto da un episodio scolastico ricordato dallo stesso Augias e che qui si riporta integralmente a futura memoria di quell\u2019ipotetico\u00a0<em>Nuovo Principe<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abRicordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: \u201cA che serve studiare? Chi sa rispondere?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno os\u00f2 rispostine educate: \u201ca crescer bene\u201d, \u201ca diventare brave persone\u201d. Niente, scuoteva la testa. Finch\u00e9 disse: \u201cAd evadere dal carcere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci guardammo stupiti. \u201cL\u2019ignoranza \u00e8 un carcere. Perch\u00e9 l\u00e0 dentro non capisci e non sai che fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi cinque anni dobbiamo organizzare la pi\u00f9 grande evasione del secolo. Non sar\u00e0 facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell\u2019ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sar\u00e0 difficile ingannarvi. Chi ci sta?\u201d\u00bb.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/20\/la-politica-ai-tempi-della-restaurazione\/\" data-a2a-title=\"La politica al tempo della restaurazione\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/20\/la-politica-ai-tempi-della-restaurazione\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/07\/20\/la-politica-ai-tempi-della-restaurazione\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Salvatore Bianco) Agostino, che aveva assistito sgomento agli ultimi bagliori dell\u2019incendio finale dell\u2019Impero, raccomandava di saper cogliere i\u00a0segni dei tempi\u00a0(Mt.16,2-4). Ebbene, quello che pare delinearsi per l\u2019Europa occidentale, scrutandone i segni, \u00e8\u00a0un tempo di\u00a0restaurazione. 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