{"id":80759,"date":"2023-07-27T11:12:10","date_gmt":"2023-07-27T09:12:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80759"},"modified":"2023-07-25T11:14:33","modified_gmt":"2023-07-25T09:14:33","slug":"di-qua-e-di-la-del-fronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80759","title":{"rendered":"DI QUA E DI L\u00c0 DEL FRONTE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Mentre sulla linea di combattimento emergono, in tutta la loro evidenza, i limiti tattici e strategici della NATO, preludio ad una sconfitta che \u00e8 gi\u00e0 nei fatti, ed a cui manca solo la sanzione formale e finale, all\u2019interno della Federazione Russa si gioca un\u2019altra partita, non meno importante, soprattutto per gli europei; ed a cui proprio gli europei dovrebbero prestare attenzione, giacch\u00e9 da l\u00ec dipende il futuro del vecchio continente nei decenni a venire.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35033\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/photo_2023-07-17_12-08-27bis.jpg?resize=640%2C621&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"602\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sulla linea di combattimento<\/strong><\/h2>\n<p>Come era facilmente prevedibile \u2013 ed infatti previsto \u2013 il tentativo di passare ad una postura offensiva da parte delle forze armate ucraine, cercando di replicare i successi della scorsa estate, non solo non ha dato i risultati sperati, ma si \u00e8 trasformato in un vertiginoso incremento delle perdite.<br \/>\nSe infatti l\u2019offensiva dell\u2019estate 2022 consent\u00ec a Kiev di riprendere Kharkiv (approfittando del fatto che i russi avessero lasciato quel settore quasi sguarnito) e la parte di Kherson sulla riva destra del Dniepr (da cui per\u00f2 i russi decisero di ritirarsi senza neanche combattere, per una scelta strategica del Generale Surovikin), stavolta per l\u2019esercito ucraino si \u00e8 trattato di andare all\u2019attacco di forze considerevoli, ben fortificate e largamente superiori in alcuni ambiti fondamentali: artiglieria, aviazione d\u2019attacco, guerra elettronica.<\/p>\n<p>Il risultato di\u00a0<em>sei settimane di controffensiva<\/em>\u00a0\u00e8 semplicemente devastante per Kiev, tanto che ormai in occidente si comincia (sia pur malvolentieri) ad archiviare questa storia e tutte le aspettative ad essa connesse. Dopo il sanguinoso\u00a0<em>tritacarne\u00a0<\/em>dell\u2019ostinata resistenza a Bakhmut, contro ogni logica militare, il salasso di sangue pagato in queste ultime settimane rende le cose davvero complicate per il governo di Kiev. Ormai le perdite viaggiano nell\u2019ordine dei 400.000 KIA, una cifra enorme rispetto ai numeri delle forze impiegate.<br \/>\nTra l\u2019altro, la capacit\u00e0 di mobilitazione diventa sempre pi\u00f9 difficoltosa; bench\u00e9 vi sia potenzialmente un bacino ancora ampio cui attingere (1), non si pu\u00f2 certo dire che l\u2019Ucraina sia percorsa da un fremito patriottico, che spinge ad arruolarsi volontariamente. Ovviamente, la consapevolezza che le probabilit\u00e0 di rimanere uccisi \u00e8 elevatissima \u00e8 la prima ragione che raffredda l\u2019afflato nazionalistico; ma anche la dilagante corruzione degli ufficiali, spesso pi\u00f9 preoccupati di lucrare in ogni modo possibile che di combattere, fa la sua parte.<\/p>\n<p>Del resto, ormai sono centinaia, se non migliaia, le testimonianze video dei reclutamenti forzati, veri e propri rastrellamenti. Da ultimo, il governo di Kiev ha stretto accordi con vari paesi europei affinch\u00e9 questi si incarichino a loro volta di rimandare in Ucraina gli uomini delle classi richiamate e precedentemente rifugiatisi all\u2019estero allo scoppio dell\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>. Tutti segnali, appunto, di una difficolt\u00e0 di reclutamento. Ci\u00f2 nonostante, secondo l\u2019attuale Ministro degli affari dei veterani ucraino, alla fine della guerra\u00a0<em>\u201cla nostra previsione \u00e8 che ce ne saranno almeno 4 milioni\u201d\u00a0<\/em>(2). Secondo i media ucraini,\u00a0<em>\u201cla cifra \u00e8 abbastanza spaventosa, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 di quattro volte l\u2019attuale forza delle forze armate ucraine\u201d<\/em>.<br \/>\nOvviamente questa stima ha un suo senso nella previsione che il conflitto si protragga ancora a lungo, non meno di altri due anni. Per arrivare a quei livelli di mobilitazione, stante la situazione precedentemente descritta, e che tende ad aggravarsi, \u00e8 infatti necessario un tempo abbastanza lungo; peraltro, ammesso che non venga meno il fattore tempo, bench\u00e9 il regime zelenskyano si sia dimostrato disponibilissimo a fornire carne da cannone alla\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0della NATO, resta comunque l\u2019esigenza di addestrare ed armare questa eventuale massa di mobilitati. Cosa che, allo stato, appare sempre pi\u00f9 complicata, viste le crescenti difficolt\u00e0 della NATO stessa.<\/p>\n<p>Uno degli esiti della fallimentare strategia ukro-NATO, infatti, \u00e8 il consumo quasi completo delle disponibilit\u00e0 di armamenti da parte dei 33 paesi membri dell\u2019Alleanza. Il che ha mostrato, tra l\u2019altro, non solo l\u2019impreparazione strategica nell\u2019affrontare un conflitto ostinatamente voluto e provocato, ma anche gli enormi limiti del potenziale militare della NATO stessa. Tutte le potenti tecnologie belliche fornite a Kiev, spesso spacciate per decisivi\u00a0<em>game changer<\/em>, si sono alla fine dimostrate estremamente sopravvalutate. E non si tratta semplicemente di un\u00a0<em>cattivo uso<\/em>\u00a0da parte degli ucraini, come pure qualcuno vorrebbe far credere, a cui se mai si deve rimproverare di aver seguito le direttive tattiche impartite dagli addestratori e dai comandi NATO; n\u00e9 tanto meno di una mera questione d\u2019insufficienza quantitativa.<br \/>\nIl problema, e qui sarebbe necessario aprire ben altro capitolo, \u00e8 strutturale, quasi\u00a0<em>ideologico<\/em>. L\u2019occidente collettivo si \u00e8 talmente a lungo crogiolato nella presunzione della propria superiorit\u00e0 (morale, politica e tecnologica, mettendo quest\u2019ultima alla prova prevalentemente contro forze infinitamente inferiori sotto ogni profilo), da aver messo a punto un modello \u2013 strategico, tattico, e quindi anche iper-tecnologico \u2013 che discende direttamente da questa idea di superiorit\u00e0. Il\u00a0<em>giardino\u00a0<\/em>borrelliano non pu\u00f2 che vincere, contro la\u00a0<em>giungla<\/em>.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 della guerra guerreggiata si \u00e8 incaricata di spazzare via questa illusione. Disporre di strumenti altamente tecnologici, costosissimi e, quindi, disponibili in quantit\u00e0 limitate, non serve quando si deve fronteggiare un esercito di pari livello, che dispone di strumenti un po\u2019 meno sofisticati, ma in grandissima quantit\u00e0.<br \/>\nInoltre, c\u2019\u00e8 una questione rilevantissima, che incredibilmente i comandi NATO sembrano aver sottovalutato. Il modello strategico occidentale \u00e8 basato interamente sulla coordinazione terra-aria, e richiede quindi l\u2019impiego massiccio di una forza aerea predominante. Senza di essa, il modello semplicemente non funziona e si traduce in un\u00a0<em>tritacarne\u00a0<\/em>(ed un\u00a0<em>tritacarri<\/em>).<br \/>\nNon \u00e8 a caso che la NATO, se ancora pu\u00f2 disporre \u2013 almeno teoricamente \u2013 di un vantaggio strategico (nei confronti di Russia-Cina-Iran), questo risiede proprio nel campo dell\u2019aviazione, sulla quale ha investito moltissimo. E si tratta appunto, anche qui, di un vantaggio teorico, in quanto mai verificato sul campo.<br \/>\nE comunque il dato quantitativo non \u00e8 privo d\u2019importanza. \u00c8 infatti ben chiaro che fornire i caccia-bombardieri F-16 a Kiev resta strategicamente insignificante, non solo perch\u00e9 la Russia dispone di migliaia di velivoli equivalenti o migliori, ma perch\u00e9 i sistemi di difesa aerea russi ne farebbero strame.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35034\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Senza-titolo-1-2.jpg?resize=640%2C428&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"428\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sul fronte interno<\/strong><\/h2>\n<p>Ha di recente fatto un po\u2019 scalpore la notizia dell\u2019arresto, da parte delle forze di sicurezza russe, di Igor Girkin \u2018Strelkov\u2019. Famoso combattente del Donbass durante la guerra civile, Strelkov \u00e8 poi diventato un esponente di punta di quel mondo iper-nazionalista russo, estremamente critico nei confronti delle scelte strategiche del Cremlino, verso cui non ha risparmiato critiche ferocissime.<br \/>\nQuesto arresto va a mio avviso inquadrato in un contesto pi\u00f9 ampio, che serve a meglio comprendere cosa sta accadendo dietro la prima linea.<br \/>\nIn questo quadro, vanno collocati sia il fallito\u00a0<em>putsch\u00a0<\/em>di Prigozhin, sia il ridislocamento della Wagner in Bielorussia, sia l\u2019incontro di Putin con i\u00a0<em>blogger\u00a0<\/em>di guerra lo scorso giugno. Per restare ovviamente ai fatti pi\u00f9 noti.<\/p>\n<p>Anche se lo\u00a0<em>storytelling\u00a0<\/em>occidentale ama dipingere la Russia come un\u2019autocrazia orientale ed un po\u2019 barbara, la realt\u00e0 \u00e8 alquanto diversa. Fondamentalmente, la Federazione Russa \u00e8 una democrazia rappresentativa presidenziale, come pu\u00f2 esserlo la Francia e gli stessi Stati Uniti, anche se ovviamente \u2013 per ragioni storiche e culturali \u2013 vi sono delle differenze, formali e sostanziali. Ma soprattutto, la Russia (la sua parte pi\u00f9 popolosa ed importante) \u00e8 e si sente europea.<br \/>\nNe consegue che la societ\u00e0 russa contemporanea non \u00e8 poi molto dissimile da quella di qualunque altro paese europeo, ed al suo interno \u2013 fermo restando il larghissimo consenso di cui dispone Putin, anche da prima del conflitto (3) \u2013 si muovono diverse correnti di pensiero politico, le cui diversit\u00e0 si riflettono poi anche sulle questioni di merito relative al conflitto in Ucraina.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una componente\u00a0<em>liberal<\/em>, cosmopolita, che guarda all\u2019occidente, composta prevalentemente \u2013 ma non solo \u2013 dall\u2019oligarchia economica, che nei rapporti con l\u2019ovest ha ulteriormente sviluppato il proprio successo economico, cos\u00ec come c\u2019\u00e8 una variegata componente\u00a0<em>nazionalista<\/em>, che rivendica con forza la rottura, culturale e politica, con questo occidente.<\/p>\n<p>La posizione di Putin, e del suo gruppo dirigente, che deve comunque fare i conti con queste realt\u00e0 presenti all\u2019interno della nazione, \u00e8 in un certo qual senso\u00a0<em>mediana<\/em>. C\u2019\u00e8 ovviamente piena consapevolezza che \u2013 quella che stiamo attraversando \u2013 \u00e8 una fase di rottura nei rapporti est-ovest, e che non si tratta di una questione di breve durata. Con un orizzonte, a voler essere ottimisti, di nuova\u00a0<em>guerra fredda<\/em>, \u00e8 chiaro che la Federazione deve essere in qualche modo\u00a0<em>ridislocata\u00a0<\/em>strategicamente, non solo sotto il profilo economico e militare, ma in senso pi\u00f9 ampio anche geopoliticamente; il che comporta un lavoro anche culturale. Ma, al tempo stesso, c\u2019\u00e8 consapevolezza che il ruolo storico della Russia \u00e8 quello di fare da ponte tra Europa ed Asia, di essere lo snodo centrale di una prospettiva euroasiatica. Senza questo ruolo, se l\u2019asse geopolitico venisse spostato completamente verso l\u2019Asia, la Russia sarebbe destinata ad essere fagocitata politicamente dalla Cina. Si tratta quindi di giocare una partita di grande equilibrio, che per un verso deve fare i conti con l\u2019esigenza di\u00a0<em>pendere\u00a0<\/em>tatticamente ad est, ma senza mai perdere di vista l\u2019esigenza \u2013 altrettanto importante \u2013 di non disperdere il\u00a0<em>sentiment\u00a0<\/em>di appartenenza europea.<\/p>\n<p>Per questo diventa necessario\u00a0<em>segare\u00a0<\/em>sul nascere quelle forme di opposizione troppo radicali, che si spingono troppo oltre nella critica; del resto, si tratta pur sempre di un paese in guerra. In quel presunto tempio della democrazia che sta dall\u2019altra parte del fronte, accade quotidianamente molto, ma molto di peggio.<br \/>\nAnalogamente, diventa necessario spiegare ai corrispondenti dal fronte indipendenti che la questione non \u00e8 meramente tattico-strategica, ma che ha una dimensione (ed una prospettiva) assai pi\u00f9 ampia, e che pertanto \u00e8 necessario tenerla presente anche quando \u2013 legittimamente \u2013 si muovono critiche al\u00a0<em>modus operandi<\/em>\u00a0delle forze armate.<br \/>\nC\u2019\u00e8 infine da tener presente, anche a fronte di un (sia pur maldestro)\u00a0<em>sollevamento\u00a0<\/em>come quello della Wagner, non solo della popolarit\u00e0 acquisita dalla PMC, ma anche del ruolo che questa svolge e\u00a0<em>pu\u00f2 svolgere<\/em>, sullo scacchiere internazionale.<\/p>\n<p>La soluzione di compromesso adottata per risolvere la crisi innescata da Prigozhin, quindi, al di l\u00e0 di come possa apparire, va letta ed inquadrata ancora una volta in un contesto strategico pi\u00f9 ampio. Il fatto che Prigozhin stesso sia stato\u00a0<em>graziato\u00a0<\/em>per la sollevazione, non toglie che sia sempre sotto scopa in Russia, dove si trovano le sue altre imprese ed i suoi beni. \u00c8 chiaro che il suo ruolo sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ridimensionato, anche mediaticamente, mentre torner\u00e0 ad essere centrale la figura di Urkin, il capo militare e fondatore della PMC. In fondo, la compagnia \u00e8 nata da e per conto dei servizi di sicurezza militari. Il suo ruolo in Africa \u00e8 strategicamente importante, e non pu\u00f2 essere facilmente sostituito.<br \/>\nMa soprattutto \u00e8 chiaro che il trasferimento in Bielorussia risponde ad un preciso disegno strategico. Che non \u00e8 certamente quello di farne una base offensiva verso ovest, come pure racconta la narrazione\u00a0<em>NATO style<\/em>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35036\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/GettyImages-1245850497.jpg?resize=640%2C425&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"425\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n<p>Dal punto di vista russo, la Bielorussia \u00e8 assai pi\u00f9 che un paese amico; sostanzialmente, \u00e8 quasi una\u00a0<em>marca\u00a0<\/em>ad ovest, ma al tempo stesso \u00e8 anche un po\u2019 un\u00a0<em>ventre molle<\/em>. Mosca, pi\u00f9 che altro, teme che possa essere oggetto di una manovra\u00a0<em>aggirante\u00a0<\/em>della NATO, combinando tentativi insurrezionali interni ed attacchi esterni. Tenendo presente questo punto di vista, si spiegano meglio una serie di mosse. Che sono anche concatenate tra loro.<br \/>\nDispiegare l\u00ec i missili nucleari tattici non ha solo un valore dissuasivo verso la NATO, e di\u00a0<em>riequilibrio\u00a0<\/em>dopo l\u2019adesione della Finlandia, ma significa indicare in modo forte e chiaro come Mosca guarda a Minsk. Cosa poi ribadita ancor pi\u00f9 esplicitamente da Putin, quando ha affermato che un attacco contro la Bielorussia sarebbe considerato equivalente ad un attacco contro la Russia stessa.<br \/>\nA sua volta, dispiegare l\u00ec anche la Wagner significa aggiungere un\u00a0<em>dissuasore\u00a0<\/em>importante, rispetto ai temuti piani NATO, nonch\u00e9 una protezione per le armi nucleari che vi sono state portate.\u00a0<em>Last but not least<\/em>, pu\u00f2 rappresentare sia un modo per riportare in Russia parte delle truppe che si trovano attualmente in territorio bielorusso, sia per togliere dal territorio russo un possibile\u00a0<em>interlocutore\u00a0<\/em>per quelle forze iper-nazionaliste di cui si \u00e8 detto.<\/p>\n<p>Insomma, quella che stanno giocando Putin e i suoi \u00e8 una partita a scacchi, che vede per scacchiera il mondo intero. Gi\u00e0 solo per questo, per la portata delle questioni in ballo, sarebbe bene che gli europei\u00a0<em>tifassero\u00a0<\/em>Putin a pi\u00f9 non posso; la sua posizione equilibrata, infatti, \u00e8 la miglior garanzia non solo per prevenire tremende\u00a0<em>escalation<\/em>, ma soprattutto per assicurare una possibilit\u00e0 ad un\u00a0<em>dopo\u00a0<\/em>pi\u00f9 ragionevole. E ci\u00f2 a prescindere dal fatto che si possa essere o meno d\u2019accordo con la sua politica.<br \/>\nIl 24 marzo 2024, mesi prima che in USA, in Russia si voter\u00e0 per le presidenziali. L\u2019ultima dichiarazione in merito di Putin era che non intendesse ricandidarsi, ma \u00e8 ragionevole credere che non si sottrarr\u00e0 a questa responsabilit\u00e0 proprio mentre il paese, sotto la sua guida, si trova a met\u00e0 del guado. Di certo, diversamente da quel che accade in Ucraina, non canceller\u00e0 il voto col pretesto della guerra. Un prevedibile successo plebiscitario darebbe alla Russia la forza per superare di slancio la crisi, e portare a compimento un disegno che la vede \u2013 ora e sempre \u2013 parte della famiglia europea.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cUna lunga estate calda\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/07\/13\/una-lunga-estate-calda\/\">Giubbe Rosse News<\/a><br \/>\n2 \u2013 Interessante notare che questa cifra corrisponde esattamente a quella che stimavo raggiungibile con una mobilitazione totale. Cfr.\u00a0<em>\u201cUna lunga estate calda\u201d<\/em>, ibidem<br \/>\n3 \u2013 Fondamentalmente, il sostegno a Putin va attribuito alla sua capacit\u00e0 di risollevare la Russia dal disastro post-sovietico in cui l\u2019avevano precipitata Gorbaciov prima, e Eltsin poi. Ma vi hanno contribuito sia la capacit\u00e0 di stroncare il terrorismo islamista (le due guerre cecene), sia la scelta di intensificare i rapporti con l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/07\/23\/di-qua-e-di-la-del-fronte\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/07\/23\/di-qua-e-di-la-del-fronte\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Mentre sulla linea di combattimento emergono, in tutta la loro evidenza, i limiti tattici e strategici della NATO, preludio ad una sconfitta che \u00e8 gi\u00e0 nei fatti, ed a cui manca solo la sanzione formale e finale, all\u2019interno della Federazione Russa si gioca un\u2019altra partita, non meno importante, soprattutto per gli europei; ed a cui proprio gli europei dovrebbero prestare attenzione, giacch\u00e9 da l\u00ec dipende il futuro del vecchio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-l0z","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80759"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80759"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80759\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80760,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80759\/revisions\/80760"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}