{"id":80761,"date":"2023-07-27T10:21:32","date_gmt":"2023-07-27T08:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80761"},"modified":"2023-07-25T11:24:26","modified_gmt":"2023-07-25T09:24:26","slug":"discussioni-di-ginevra-sempre-piu-difficili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80761","title":{"rendered":"Discussioni di Ginevra, sempre pi\u00f9 difficili"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Marilisa Lorusso)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Una delle sale per le conferenze internazionali dell'ONU a Ginevra \u00a9 Martin Lehmann\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/discussioni-di-ginevra-sempre-piu-difficili-226392\/2175037-2-ita-IT\/Discussioni-di-Ginevra-sempre-piu-difficili.jpg\" alt=\"Una delle sale per le conferenze internazionali dell'ONU a Ginevra \u00a9 Martin Lehmann\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Una delle sale per le conferenze internazionali dell&#8217;ONU a Ginevra \u00a9 Martin Lehmann\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scorso 12 luglio si \u00e8 tenuta la 58sima sessione delle Discussioni internazionali di Ginevra, un formato di diplomazia e colloqui creato dopo la guerra russo-georgiana del 2008. Tuttavia, complice anche il nuovo assetto internazionale, i margini di questa iniziativa sono sempre pi\u00f9 stretti<\/p>\n<div><\/div>\n<p>Le Discussioni di Ginevra hanno ormai 15 anni e sono state la risposta politica alla guerra russo-georgiana del 2008. Organizzate in due gruppi di lavoro &#8211; sicurezza e questione umanitaria \u2013 e riuniscono a uno stesso tavolo Russia, Abkhazia, Ossezia del Sud, Stati Uniti e Georgia sotto la presidenza congiunta di Unione Europea, ONU, e OSCE.<\/p>\n<p>Dopo i risultati tangibili iniziali, come la creazione dei meccanismi di reazione e prevenzione degli incidenti lungo la linea che separa il territorio amministrato da Tbilisi da quello sotto il controllo russo, Ginevra si \u00e8 arenata. Fermo soprattutto il gruppo di lavoro sulle questioni umanitarie: regolarmente Russia e protettorati escono dalla stanza quando si intavola la questione del rientro degli sfollati georgiani, che rappresentavano la maggioranza in Abkhazia e una numerosa minoranza in Ossezia del Sud, dove la presenza georgiana si \u00e8 ridotta a un decimo.<\/p>\n<p>Oltre a essersi arenata sui contenuti, Ginevra ha subito un rallentamento nei tempi a causa dell\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina. Lavorare con la diplomazia russa \u00e8 diventato molto pi\u00f9 complicato, per cui questo incontro arriva a notevole distanza del precedente, e il prossimo \u2013 salvo cancellazioni \u2013 \u00e8 previsto per dicembre.<\/p>\n<p>Intanto i margini di Ginevra si restringono sempre di pi\u00f9. Nulla \u00e8 rimasto immutato in questi 15 anni, i processi di integrazione de facto dei due protettorati nella Federazione Russa continuano.<\/p>\n<h3>Abkhazia<\/h3>\n<p>Fra le due regioni, \u00e8 l\u2019Abkhazia che tenta di preservare un\u2019identit\u00e0 indipendente da quella russa e teme maggiormente il processo di assorbimento, anche per l\u2019impari potere fra le parti. Per questo gli abkhazi sono stati molto guardinghi sul tema della vendita di beni agli stranieri. Essendo un paese non riconosciuto se non da un pugno di stati, sono pochi gli investitori che si avventurano nel mercato interno sapendo che i loro beni non possono essere garantiti da accordi bilaterali.<\/p>\n<p>Gli abkhazi temono che la presenza economica russa, in regime di pressoch\u00e9 assenza di concorrenza e con un potere di acquisto molto elevato rispetto a quello locale, cannibalizzi il mercato. Questo riguarda sia beni pubblici e che rivestono per i locali anche valore di\u00a0<a title=\"Link a patrimonio culturale\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Abkhazia\/La-dacia-di-Pitsunda-220068\">patrimonio culturale<\/a>, sia propriet\u00e0 private. A giugno la Russia ha ratificato un accordo con l\u2019Abkhazia sulla doppia cittadinanza, che permette agli abkhazi e ai russi di assumere le\u00a0<a title=\"Link a reciproche cittadinanze\" href=\"https:\/\/civil.ge\/archives\/550003\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reciproche cittadinanze\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>senza perdere la propria. Come cittadini, si ha quindi accesso a tutti i diritti, inclusi quelli di propriet\u00e0. Il Presidente de facto, Aslan Bzhania esercita pressioni sui 35 membri del parlamento perch\u00e9 adottino una legge che prevede la costruzione di un\u00a0<a title=\"Link a numero imponente di abitazioni\" href=\"https:\/\/jam-news.net\/apartments-in-abkhazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">numero imponente di abitazioni\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, intorno alle 30.000 unit\u00e0, nel giro di 10 anni. Gli abkhazi temono che queste 30.000 case ospitino 100.000 russi, che sarebbe un numero tale da mettere a rischio la demografia nazionale, che \u2013 dopo l\u2019espulsione di circa 250.000 georgiani \u2013 \u00e8 ridotta a 270.000 abitanti.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019Abkhazia non ha n\u00e9 risorse proprie, n\u00e9 la capacit\u00e0 di arginare una eventuale ondata russa. Infatti \u00e8 gi\u00e0 emerso che prima ancora della discussione e adozione della legge nel locale parlamento, alcuni\u00a0<a title=\"Link a oligarchi russi\u00a0 \" href=\"https:\/\/jam-news.net\/russian-oligarch-building-an-enclave-in-abkhazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oligarchi russi\u00a0\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>stanno gi\u00e0 costruendo un villaggio esclusivo e inaccessibile dall\u2019esterno, i classici siti che includono tutti i servizi all\u2019interno e che creano comunit\u00e0 esclusive. \u00c8 un modello che contraddice sia la norma e la tradizione di sviluppo urbanistico locale che l\u2019idea di turismo e indotto turistico che poteva far propendere a favore di una nuova legge sugli appartamenti agli stranieri. Il tessuto sociale ospitante questi tipi di siti perde completamente accesso a una parte di territorio (che in genere \u00e8 recintata, e in Russia spesso monitorata a vista da personale armato) e l\u2019indotto delle presenze di turisti \u00e8 circoscritto al limitato personale che lavora all\u2019interno del sito.<\/p>\n<h3>Ossezia del Sud<\/h3>\n<p>L\u2019Ossezia del Sud, dove la leadership non fa segreto di ritenere ovvia l\u2019annessione alla Russia, ha una legge sulla doppia cittadinanza con la Russia gi\u00e0 dal 2021. I rapporti con il resto del mondo sono sempre pi\u00f9 ridotti, e gli attraversamenti verso il territorio controllato da Tbilisi sempre pi\u00f9 penalizzati. Nella prima met\u00e0 del 2023 sono pi\u00f9 di 400 le persone arrestate dalle guardie di frontiera russe in Abkhazia per essere entrati senza i dovuti documenti, ma \u00e8 soprattutto lungo la linea amministrativa con l\u2019Ossezia del Sud che si registrano le situazioni pi\u00f9 critiche, come attesta\u00a0<a title=\"Link a un report del 2022 di Crisis Group\" href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/europe-central-asia\/caucasus\/georgia\/fenced-stabilising-georgia-south-ossetia-separation-line\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un report del 2022 di Crisis Group\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>.<\/p>\n<p>Proprio per questo peggioramento della situazione la Georgia ha depositato un nuovo contenzioso presso la Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo &#8211;\u00a0<a title=\"Link a Georgia v. Russia (IV) (application no. 39611\/18)\" href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;ved=2ahUKEwjTyLHKvqmAAxVXSvEDHcEqCZsQFnoECCEQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fhudoc.echr.coe.int%2Fapp%2Fconversion%2Fpdf%2F%3Flibrary%3DECHR%26id%3D003-7630513-10505544%26filename%3DInter-state%2520case%2520Georgia%2520v.%2520Russia%2520(IV)%2520declared%2520admissible.pdf&amp;usg=AOvVaw3VEtWynq0TSAJlw75u9li9&amp;opi=89978449\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Georgia v. Russia (IV) (application no. 39611\/18)\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>su cui la Corte si \u00e8 dichiarata pronta a procedere nonostante la Russia non rientri pi\u00f9 fra i paesi del Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<h3>La sessione 58 e la Risoluzione di giugno<\/h3>\n<p>In questo contesto, in cui si stanno esacerbando tutti gli effetti di questioni irrisolte, il 12 luglio si \u00e8 tenuta la 58esima sessione delle Discussioni di Ginevra. Il\u00a0<a title=\"Link a comunicato stampa\" href=\"https:\/\/dppa.un.org\/en\/statement-co-chairs-of-geneva-international-discussions-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato stampa\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u00e8 laconico sull\u2019avanzamento del processo di pace: \u201cIl non uso della forza\/gli accordi di sicurezza internazionale [\u2026] sono stati discussi in dettaglio. Tutti i partecipanti si sono impegnati attivamente sulla questione, ma senza raggiungere un&#8217;intesa comune sulla via da seguire. Le discussioni continueranno nelle sessioni future. La situazione umanitaria sul campo \u00e8 stata ampiamente rivista. La questione degli sfollati interni e dei rifugiati non ha potuto essere completamente trattata come previsto dall&#8217;ordine del giorno a causa dell\u2019abbandono della sala di alcuni partecipanti.\u201d<\/p>\n<p>Russia e protettorati accusano la Georgia di falsare la negoziazione facendo annualmente approvare una risoluzione all\u2019ONU sul rientro degli sfollati. La\u00a0<a title=\"Link a risoluzione \" href=\"https:\/\/press.un.org\/en\/2023\/ga12507.doc.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risoluzione\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>viene annualmente presentata dalla guerra del 2008, e richiede il diritto a rientrare nelle proprie terre di origine per i georgiani che ne sono stati allontanati con la forza. La\u00a0<a title=\"Link a Risoluzione adottata questo anno\" href=\"https:\/\/civil.ge\/archives\/547105\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Risoluzione adottata questo anno\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>dall\u2019Assemblea Generale, la GA\/12507 del 7 giugno, segna un primato nel numero di paesi che si sono espressi a favore della mozione georgiana, e il numero minimo di chi ha votato con la Russia. Hanno votato a favore 100 paesi, 9 sono stati i contrari e 59 gli astenuti. Si sono allineati al voto contrario russo solo Bielorussia, Burundi, Cuba, Corea del Nord, Nicaragua, Sudan, Siria e Zimbabwe. Rispetto alla votazione precedente, manca al campo russo il pesante voto cinese, che l\u2019anno scorso era contro la mozione georgiana, e quest&#8217;anno \u00e8 stato di astensione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Georgia\/Discussioni-di-Ginevra-sempre-piu-difficili-226392\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Georgia\/Discussioni-di-Ginevra-sempre-piu-difficili-226392<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Marilisa Lorusso) Una delle sale per le conferenze internazionali dell&#8217;ONU a Ginevra \u00a9 Martin Lehmann\/Shutterstock &nbsp; &nbsp; Lo scorso 12 luglio si \u00e8 tenuta la 58sima sessione delle Discussioni internazionali di Ginevra, un formato di diplomazia e colloqui creato dopo la guerra russo-georgiana del 2008. 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