{"id":80779,"date":"2023-07-26T11:37:21","date_gmt":"2023-07-26T09:37:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80779"},"modified":"2023-07-26T11:37:21","modified_gmt":"2023-07-26T09:37:21","slug":"il-berufverbot-che-la-magistratura-applica-a-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80779","title":{"rendered":"Il \u201cBerufverbot\u201d che la Magistratura applica a se stessa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da DOMENICO GALLO (Domenico Gallo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-summary\">\n<p>Nello scontro politica-magistratura, per quanto l\u2019ANM, con il suo Presidente, si sforzi di tenere la barra dritta lungo la rotta della Costituzione, il corpo dei magistrati non si presenta compatto nel difendere le garanzie costituzionali. Se il Ministro Nordio sogna di applicare il \u201cBerufverbot\u201d (divieto professionale n.d.r.) al corpo dei magistrati, senza riuscirvi, nell\u2019interno della magistratura, si \u00e8 levato un vento di normalizzazione che porta ad applicare a se stessa il \u201cBerufverbot\u201d, anticipando il potere politico.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.domenicogallo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/bilancia_piatti_giustizia-id21426.jpg?fit=1200%2C551&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"551\" data-lazy-loaded=\"1\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Si \u00e8 da poco conclusa l\u2019avventura umana di Silvio Berlusconi, ma appena celebrati i funerali \u00e8 ripreso a soffiare fortissimo il vento del Berlusconismo. Questo nuovo Governo, avendo il Ministro Nordio come uomo di punta, ha ripreso il percorso di manipolazione del giudiziario che Berlusconi aveva perseguito, con alterne vicende, in tutta la sua carriera politica. L\u2019asse portante di questo percorso \u00e8 quello di neutralizzare il controllo giudiziario rispetto agli abusi dei ceti dirigenti, politici, affaristici o imprenditoriali. In altre parole depotenziare l\u2019incisivit\u00e0 dello strumento penale nei confronti dei reati dei c.d. \u201ccolletti bianchi\u201d ed allargare l\u2019area dell\u2019impunit\u00e0 di fatto per le \u201cpersone perbene\u201d, realizzando le opportune riforme di sistema. E\u2019ritornato cos\u00ec prepotentemente d\u2019attualit\u00e0 il mito dello scontro Magistratura \u2013 potere politico.<\/p>\n<p>Ha cominciato il Ministro Nordio, che da Taormina, irritato per le critiche ricevute alla sua miniriforma, ha imposto all\u2019ANM di tacere, accusandola di interferenza indebita nell\u2019azione di governo.\u00a0 E\u2019 curioso che, alla caduta del fascismo il Ministro liberale dell\u2019epoca Arangio Ruiz, con una circolare del 6 giugno 1944 abbia restituito ai magistrati il diritto di esprimersi liberamente e di partecipare alla vita politica, che Mussolini aveva cancellato, mentre adesso la libert\u00e0 di espressione viene guardata nuovamente in cagnesco da un Ministro che si autodefinisce \u201cliberale\u201d. Ma il problema rimane pur sempre il controllo giudiziario esercitato nei confronti dei ceti dirigenti. Cos\u00ec nella giornata di gioved\u00ec 6 luglio \u00e8 stata diffusa una nota di \u201cfonti di Palazzo Chigi\u201d nella quale si contestava l\u2019operato della magistratura nei casi Dalmastro e Santach\u00e8, affermando che \u201c<em>\u00e8 lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione. E abbia deciso cos\u00ec di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee<\/em>\u201d. Alle dichiarazioni non firmate arrivate dalla presidenza del Consiglio sono seguite anche due note da parte di fonti del ministero della Giustizia, che proprio alla luce dei due casi giudiziari che stanno mettendo in difficolt\u00e0 il Governo evocava la riforma del giudiziario.<\/p>\n<p>Bene ha reagito il Presidente dell\u2019ANM Giuseppe Santalucia, respingendo al mittente le accuse e mettendo in evidenza che lo scontro \u00e8 a senso unico: \u00e8 la politica che attacca la magistratura. Il punto dolente \u00e8 lo scandalo del \u201cpotere diviso\u201d, cio\u00e8 quello snodo insuperabile di pluralismo istituzionale rappresentato dal sistema di indipendenza del potere giudiziario che, secondo il disegno costituzionale, non pu\u00f2 essere assoggettato n\u00e9 condizionato dall\u2019esercizio dei poteri politici di governo, n\u00e9 da nessun altro potere.\u00a0 Il controllo di legalit\u00e0 effettuato da una magistratura indipendente da ogni altro potere \u00e8 la principale garanzia per la tutela dei diritti fondamentali che la Costituzione riconosce come inviolabili. Inutile dire che da diversi decenni la politica vuole mettere fine a questo scandalo del potere diviso che, in linea di principio, \u00e8 inaccettabile per tutti gli ordinamenti fondati su una concezione monista del potere. Nel suo libro \u201cMagistrati\u201d pubblicato nel 2009, Luciano Violante richiama la concezione della magistratura formulata quattro secoli prima dal filosofo inglese Francis Bacon, secondo il quale: \u00abI giudici devono essere leoni, ma leoni sotto il trono\u00bb. In altre parole l\u2019esercizio della funzione giudiziaria deve essere compatibilizzato con l\u2019esercizio del potere politico sovrano.\u00a0 Non v\u2019\u00e8 dubbio che il modello di giudice, leone sotto il trono, \u00e8 quello preferito dal nostro sistema politico. I leoni sotto il trono sono feroci verso chi \u00e8 sgradito al Sovrano (vedi il caso Lucano), ma all\u2019occorrenza questi leoni si trasformano in cagnolini quando si trovano di fronte agli abusi del Sovrano: certamente al leone sotto il trono non verr\u00e0 mai in mente di mordere la mano del padrone.<\/p>\n<p>Purtroppo questa concezione dei magistrati come \u201cleoni sotto il trono\u201d \u00e8 presente in ampi settori della magistratura associata, specialmente nella corrente di destra di cui fu segretario Cosimo Ferri, le cui qualit\u00e0 furono molto apprezzate dal mondo politico che lo chiam\u00f2 ad esercitare la funzione di Sottosegretario alla Giustizia, che mantenne sotto tre governi differenti. E non \u00e8 un caso che i collaboratori del Ministro Nordio alla Giustizia provengano quasi tutti da quella corrente. Quindi nello scontro politica-magistratura, per quanto l\u2019ANM, con il suo Presidente, si sforzi di tenere la barra dritta lungo la rotta della Costituzione, il corpo dei magistrati non si presenta compatto nel difendere le garanzie costituzionali. Se il Ministro Nordio sogna di applicare il \u201cBerufverbot\u201d al corpo dei magistrati (senza riuscirci perch\u00e9 \u2013 purtroppo \u2013 c\u2019\u00e8 la Costituzione) per evitare sgradevoli critiche agli indirizzi governativi, nell\u2019interno della magistratura, si \u00e8 levato un vento di normalizzazione che porta ad applicare a se stessa il \u201cBerufverbot\u201d, anticipando il potere politico.<\/p>\n<p>In questi ultimi tempi si \u00e8 avuto notizia di un procedimento disciplinare dinanzi ai probiviri dell\u2019ANM per violazione del codice etico nei confronti di un magistrato, accusato di aver usato espressioni colorite di critica e giudizi pesanti, nei confronti di un Prefetto, di un ministro dell\u2019Interno e di un noto magistrato, durante alcune conversazioni private con l\u2019allora Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, del quale il giudice Emilio Sirianni apprezzava l\u2019esperienza di accoglienza dei migranti, conosciuta in tutto il mondo come \u201cmodello Riace\u201d. Si trattava di conversazioni fra privati, destinate a restare private, intercettate nel procedimento penale a carico di Mimmo Lucano, non utilizzate negli atti giudiziari perch\u00e9 irrilevanti, ma rese pubbliche da un quotidiano di destra, incline alla caccia alle \u201ctoghe rosse\u201d. \u00a0Il Collegio dei Probiviri dell\u2019ANM ha proposto una censura al Comitato Direttivo Centrale, che poi non \u00e8 stata applicata per non aver raggiunto la proposta il quorum di voti necessario. Secondo i Probiviri costituisce una violazione del codice deontologico del magistrato effettuare delle conversazioni private esprimendo giudizi poco lusinghieri su colleghi o terze persone, se queste conversazioni vengono captate e rese pubbliche, gettando discredito sulla Magistratura.<\/p>\n<p>Ma il segnale pi\u00f9 grave di involuzione interna alla Magistratura viene dal Consiglio Superiore della Magistratura, l\u2019organo deputato per Costituzione, a tutelare il corretto ed indipendente esercizio della giurisdizione. Esaminando una pratica ordinaria che riguardava la richiesta di riconferma del magistrato Sirianni della funzione semidirettiva di Presidente della Sezione Lavoro della Corte d\u2019appello di Catanzaro, il CSM ha respinto la riconferma, chiamando in causa le conversazioni private intercorse fra Sirianni e Lucano. C\u2019\u00e8 da precisare che, per quanto attiene alla procedura di conferma, la legge, (art. 72 T.U.) oltre alla \u00a0verifica della capacit\u00e0 organizzativa, prevede espressamente, al comma 2, che \u201cla verifica deve altres\u00ec \u00a0riguardare la competenza tecnica, l\u2019autorevolezza culturale e l\u2019indipendenza da impropri condizionamenti, espresse nell\u2019esercizio delle funzioni direttive o semidirettive\u201d. Avendo verificato queste caratteristiche il Consiglio Giudiziario di Catanzaro aveva espresso, per due volte, parere positivo all\u2019unanimit\u00e0. La conferma o il diniego di conferma di un incarico direttivo o semidirettivo per un magistrato, di norma \u00e8 un problema di normale amministrazione della giustizia. Attiene al controllo delle capacit\u00e0 professionali e di equilibrio del magistrato nello svolgimento del suo lavoro. Non ha nulla a che vedere con il controllo del profilo culturale, dei sentimenti o delle opinioni espresse dal magistrato in conversazioni private, ove non si riferiscano espressamente all\u2019attivit\u00e0 del proprio ufficio. In questo caso, attraverso un banale provvedimento amministrativo \u00e8 stato realizzato un grave episodio di discriminazione politico-culturale. Di fatto \u00e8 stata istituita una sorveglianza su quei magistrati che si trovino ad esprimere idee sgradite al potere o al mainstream politico-culturale. Ha osservato allarmato il magistrato Simone Spina:\u00a0<em>allineatevi tutte, allineatevi tutti! D\u2019ora in avanti, ai magistrati e alle magistrate in servizio, \u00e8 bandita ogni possibilit\u00e0 di esprimere, nella loro sfera riservata e privata, opinioni personali, \u00e8 proibito formulare giudizi, \u00e8 vietato articolare pensieri.<\/em><\/p>\n<p>Se passasse questa linea interna alla Magistratura, Nordio e Meloni tirerebbero un sospiro di sollievo. Il Berufverbot i magistrati se lo applicano da se stessi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.domenicogallo.it\/2023\/07\/il-berufverboten-che-la-magistratura-applica-a-se-stessa\/\">https:\/\/www.domenicogallo.it\/2023\/07\/il-berufverboten-che-la-magistratura-applica-a-se-stessa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da DOMENICO GALLO (Domenico Gallo) Nello scontro politica-magistratura, per quanto l\u2019ANM, con il suo Presidente, si sforzi di tenere la barra dritta lungo la rotta della Costituzione, il corpo dei magistrati non si presenta compatto nel difendere le garanzie costituzionali. 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