{"id":80826,"date":"2023-07-31T10:30:53","date_gmt":"2023-07-31T08:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80826"},"modified":"2023-07-29T14:00:37","modified_gmt":"2023-07-29T12:00:37","slug":"rinvio-sulla-cina-e-niente-accordo-sullafrica-lincontro-meloni-biden-e-un-buco-nellacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80826","title":{"rendered":"Rinvio sulla Cina e niente accordo sull\u2019Africa: l\u2019incontro Meloni-Biden \u00e8 un buco nell\u2019acqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Paolo Soldini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80828\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/presidente-consiglio-giorgia-meloni-presidente-usa-joe-biden-studio-ovale-agenzia_fotogramma_ipa39442943-768x512-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/presidente-consiglio-giorgia-meloni-presidente-usa-joe-biden-studio-ovale-agenzia_fotogramma_ipa39442943-768x512-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/presidente-consiglio-giorgia-meloni-presidente-usa-joe-biden-studio-ovale-agenzia_fotogramma_ipa39442943-768x512-2.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una visita di stato che non passer\u00e0 alla storia. L\u2019incontro di Giorgia Meloni con Joe Biden \u00e8 scivolato un po\u2019 sull\u2019ovvio: il totale e totalmente scontato allineamento del governo di Roma sulla linea americana in merito alla guerra in Ucraina, e un po\u2019 sul non detto: l\u2019attitudine italiana sui rapporti economici con la Cina e le fumosissime iniziative nei confronti dell\u2019Africa che Meloni ha intitolato \u201cpiano (o piani) Mattei\u201d e pi\u00f9 recentemente, dopo il modesto risultato della conferenza internazionale su sviluppo (?) e migrazioni, ribattezzato come \u201cprocesso di Roma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lo sgarbo ai giornalisti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cronaca dell\u2019evento, perci\u00f2, \u00e8 piuttosto povera, tanto da aver messo al centro dell\u2019attenzione dei media, a un certo punto, un dettaglio: la decisione della presidente del Consiglio italiana di tenere una sua conferenza stampa in proprio in ambasciata, evitando il consueto scenario dell\u2019incontro congiunto col presidente davanti ai giornalisti. La cosa avrebbe potuto rappresentare anche uno sgarbo nei confronti dell\u2019anfitrione, ma niente paura: nessun incidente diplomatico col capo della Casa Bianca. Lo sgarbo c\u2019\u00e8 stato piuttosto ai danni dei giornalisti americani che Meloni, secondo un suo (mal)costume consolidato, ha preferito evitare, probabilmente per non essere infastidita da domande imbarazzanti sull\u2019attitudine del governo italiano e della sua parte politica nei confronti delle tematiche LGBTQI+, questioni molto sentite di questi tempi nell\u2019opinione pubblica d\u2019oltreatlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scontata l\u2019identit\u00e0 di vedute sull\u2019Ucraina, appena screziata dal distinguo italiano sulla fornitura americana di bombe a grappolo alle forze di Kiev sulla quale i due hanno disinvoltamente soprasseduto, i temi sui quali c\u2019era qualche attesa erano due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019imbarazzo di Meloni sulla Cina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo: la richiesta americana che l\u2019Italia disdica la cosiddetta \u201cvia della seta\u201d, ovvero il sistema di accordi sottoscritti dal primo governo Conte (ministro degli Esteri Di Maio e vicepremier Salvini) con Pechino per la creazione e lo sviluppo di infrastrutture cofinanziate dalla Cina per incrementare il livello degli scambi commerciali. Per quella che con il senno di poi pu\u00f2 essere considerata una leggerezza del governo di allora, l\u2019accordo, se non venisse disdetto formalmente, si rinnoverebbe automaticamente all\u2019inizio dell\u2019anno prossimo ed \u00e8 ampiamente noto che Washington preme perch\u00e9 l\u2019Italia si sottragga a quello che considera n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che un patto col diavolo. Meloni si \u00e8 trovata nella difficile situazione di dover da un lato dar ragione all\u2019interlocutore americano sulla inopportunit\u00e0 di stringere legami con quello che dall\u2019altra parte dell\u2019Atlantico viene considerato il nemico strategico numero uno, dall\u2019altro evitare che le prevedibilissime reazioni cinesi a un gesto di rottura formale di un accordo sottoscritto portino a considerevoli danni economici e facciano retrocedere drammaticamente l\u2019Italia nella classifica europea degli scambi con la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019imbarazzo era evidente e l\u2019italiana se l\u2019\u00e8 cavata con una formula un po\u2019 vaga: non ha annunciato la disdetta dell\u2019accordo (ci sono ancora cinque mesi per trovare una via d\u2019uscita), ma ha assicurato che anche su questa questione l\u2019amministrazione americana ha \u201cpiena comprensione\u201d per la politica italiana di non rottura, e anzi di incremento degli accordi, con i cinesi. Ferma restando l\u2019adesione a una comune posizione sulla necessit\u00e0 che il commercio internazionale si basi sulla correttezza e sulla tutela degli interessi strategici occidentali. \u00c8 su queste basi \u2013 ha annunciato Meloni \u2013 che la diplomazia italiana sta gi\u00e0 lavorando a una sua prossima visita a Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Piano Mattei: manca l\u2019assenso di Biden<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora pi\u00f9 vaghi gli esiti del colloquio su quello che la presidente del Consiglio italiana considerava un tema importante sul quale strappare qualche risultato: l\u2019iniziativa (se cos\u00ec vogliamo chiamarla) italiana nei confronti dell\u2019Africa. Nella sua conferenza stampa solo per italiani Meloni ha sostenuto di aver trovato non solo comprensione ma anche appoggio da Biden sull\u2019idea di programmare investimenti italiani ed europei nei paesi africani, a cominciare da quelli relativi alle infrastrutture energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0 \u00e8 tutto da vedere quale sia in realt\u00e0 l\u2019atteggiamento di Washington \u2013 almeno dell\u2019amministrazione attuale \u2013 verso l\u2019aspetto centrale di quella che viene preannunciata come l\u2019iniziativa italiana. Che \u00e8, come tutti hanno capito e la stessa Meloni non manca di ammettere ella stessa, l\u2019obiettivo di premiare le classi dirigenti dei paesi africani che si impegnano a bloccare la partenza di profughi verso l\u2019Europa e soprattutto l\u2019Italia. Gli americani \u2013 almeno, ripetiamo, l\u2019amministrazione Biden \u2013 hanno un\u2019altra visione sul modo in cui l\u2019occidente deve impostare la questione degli aiuti allo sviluppo dei paesi economicamente pi\u00f9 arretrati, soprattutto africani: il rispetto dei diritti umani e delle forme della democrazia cos\u00ec come la intendiamo in Occidente. Va da s\u00e9 che questi princ\u00ecpi cozzano inevitabilmente con il cinismo con cui Meloni (e non solo lei in Europa) sorvola allegramente sulla natura dispotica e repressiva dei regimi cui chiede collaborazione per bloccare il flusso dei migranti. Che \u00e8, in tutta evidenza, l\u2019unico obiettivo che ha in testa e ossessivamente persegue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 molto probabile, perci\u00f2, che non abbia ottenuto a Washington uno degli obiettivi, forse il pi\u00f9 importante, che perseguiva. Nonostante una generica espressione di consenso all\u2019attenzione che l\u2019Italia dedica all\u2019Africa c\u2019\u00e8 da supporre che l\u2019italiana non sia riuscita ad ottenere un qualche ammorbidimento di Biden neppure sulla questione pi\u00f9 delicata, quella della concessione del prestito del FMI alla Tunisia bloccata soprattutto dal peso del no statunitense finch\u00e9 il governo del paese maghrebino non dimostrer\u00e0 di voler attuare almeno un minimo di riforme in senso democratico e civile. Il fatto che Meloni sia arrivata a Washington mentre i media, anche americani, mostravano le immagini dei profughi respinti dalla polizia tunisina a morire nel deserto non l\u2019hanno certo aiutata. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/rinvio-sulla-cina-e-niente-accordo-sullafrica-lincontro-meloni-biden-e-un-buco-nellacqua\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/rinvio-sulla-cina-e-niente-accordo-sullafrica-lincontro-meloni-biden-e-un-buco-nellacqua\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Paolo Soldini) Una visita di stato che non passer\u00e0 alla storia. 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