{"id":80853,"date":"2023-08-02T09:00:33","date_gmt":"2023-08-02T07:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80853"},"modified":"2023-07-31T14:16:10","modified_gmt":"2023-07-31T12:16:10","slug":"partner-contro-jihadisti-e-traffico-di-migranti-ma-anche-fondamentale-fonte-di-uranio-perche-perdere-il-niger-sarebbe-un-duro-colpo-per-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80853","title":{"rendered":"Partner contro jihadisti e traffico di migranti, ma anche fondamentale fonte di uranio: perch\u00e9 perdere il Niger sarebbe un duro colpo per l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (di Gianni Rosini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wrapper-article-top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-primo-piano size-ifq-primo-piano wp-post-image\" title=\"Partner contro jihadisti e traffico di migranti, ma anche fondamentale fonte di uranio: perch\u00e9 perdere il Niger sarebbe un duro colpo per l\u2019Ue\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/30\/niger-1-1050x551.jpg\" alt=\"Partner contro jihadisti e traffico di migranti, ma anche fondamentale fonte di uranio: perch\u00e9 perdere il Niger sarebbe un duro colpo per l\u2019Ue\" width=\"1050\" height=\"551\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<div class=\"social-article-wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<section id=\"article-body-7246968\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">Le\u00a0<strong>miniere di uranio<\/strong>\u00a0fondamentali per le\u00a0<strong>centrali nucleari francesi<\/strong>, la lotta al\u00a0<strong>terrorismo jihadista<\/strong>\u00a0e il contrasto dei\u00a0<strong>flussi migratori<\/strong>, ma anche il tentativo di limitare l\u2019espansione dell\u2019avversario russo nel\u00a0<strong>Sahel<\/strong>. Nelle cancellerie europee sono questi i principali elementi di preoccupazione dopo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/07\/27\/colpo-di-stato-in-niger-i-militari-abbiamo-rovesciato-il-regime-di-bazoum-lannuncio-sulla-tv-nazionale\/7243562\/\">il colpo di Stato in\u00a0<strong>Niger<\/strong><\/a>, dove i militari fedeli all\u2019autoproclamato nuovo leader del Paese,\u00a0<strong>Abdourahamane Tchiani<\/strong>, hanno destituito il presidente\u00a0<strong>Mohamed Bazoum<\/strong>, attualmente confinato all\u2019interno della sua abitazione dalla guardia nazionale golpista. Seppur poco raccontato, il vasto Paese nel cuore del Sahel rappresentava infatti l\u2019ultimo\u00a0<strong>avamposto occidentale<\/strong>\u00a0alle porte del\u00a0<strong>Sahara<\/strong>, in quella che \u00e8 considerata la prima \u2018tappa\u2019 della cosiddetta\u00a0<strong>rotta del Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Niger, spiega a\u00a0<em>Ilfattoquotidiano.it<\/em>\u00a0<strong>Domitilla Catalano Gonzaga<\/strong>, responsabile del desk Africa per il Centro Studi Internazionali, \u00e8 un Paese fondamentale per gli equilibri occidentali per due motivi: \u201cInnanzitutto perch\u00e9 rappresenta l\u2019ultimo partner affidabile nella regione del Sahel, una regione fondamentale e afflitta da diverso tempo da un\u00a0<strong>crescente autoritarismo<\/strong>\u00a0\u2013 spiega l\u2019analista \u2013 Come sappiamo, nei vicini\u00a0<strong>Mali<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Burkina Faso<\/strong>\u00a0abbiamo governi retti da una giunta militare, mentre in Niger erano in corso dei processi che facevano pensare a un percorso di democratizzazione del Paese. Il secondo motivo riguarda la sua importanza strategica nel piano di lotta al terrorismo, mentre i gruppi jihadisti si stanno espandendo nella regione, e di contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata legata soprattutto al\u00a0<strong>traffico di esseri umani<\/strong>\u201c. E la sua accresciuta importanza \u00e8 legata proprio al recente passato di Mali e Burkina Faso, due ex Paesi partner dell\u2019Occidente che, per\u00f2, negli ultimi due anni hanno anch\u2019essi conosciuto stravolgimenti politici con due colpi di Stato: \u201cIl Niger \u00e8 rimasto nell\u2019area l\u2019unico Paese che vede ancora la presenza degli Stati occidentali, soprattutto la\u00a0<strong>Francia<\/strong>\u00a0che, con la chiusura dell\u2019<strong>operazione Barkhane<\/strong>, ha trasferito 1.500 soldati dal Mali al Niger che vanno ad aggiungersi ai circa 1.100 americani, 300 italiani e un centinaio di tedeschi \u2013 continua Catalano Gonzaga \u2013 Infatti l\u2019Italia nel 2018 ha lanciato una missione bilaterale di supporto al Niger,\u00a0<strong>l\u2019operazione Misin<\/strong>, e gli\u00a0<strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0hanno costruito due basi militari nel Paese\u201d.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-2\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"videoinrail\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Fino ad oggi, la voce grossa nello Stato del Sahel era soprattutto quella francese. Non solo per il\u00a0<strong>passato coloniale<\/strong>, ma anche e soprattutto per la necessit\u00e0 di\u00a0<strong>Parigi<\/strong>\u00a0di mantenere un presidio fisso e consolidato legato allo sfruttamento delle preziose\u00a0<strong>miniere di uranio<\/strong>\u00a0di cui \u00e8 ricco il Paese. Uranio che serve, tra le altre cose, ad alimentare le centrali nucleari dello Stato transalpino: \u201cIl Niger \u00e8 un Paese con una presenza francese molto influente a livello politico, come lo erano il Mali e il Burkina Faso, ma anche e soprattutto a livello economico \u2013 spiega l\u2019analista del Cesi \u2013 Dopo aver abbandonato questi due Stati, per la Francia il Niger era diventato il punto strategico per tutte le operazioni nel Sahel. Fattore ancora pi\u00f9 rilevante \u00e8 la presenza di importanti miniere di uranio fondamentali per il funzionamento delle centrali nucleari francesi. Proprio per questo la Francia cercher\u00e0 di mantenere una presenza nel Paese. I suoi\u00a0<strong>interessi economici<\/strong>\u00a0l\u00ec sono radicati pi\u00f9 di quanto non lo fossero in Burkina e Mali\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 il graduale disimpegno, per quanto imposto in alcuni casi, ad aver portato a questo epilogo anche in Niger. Anzi, la presenza tangibile e la pressione degli interessi francesi hanno alimentato negli anni un sempre pi\u00f9 convinto\u00a0<strong>sentimento anti-Parigi<\/strong>, manifestato anche in questi giorni per le strade della capitale\u00a0<strong>Niamey<\/strong>, con dimostranti scesi in piazza impugnando\u00a0<strong>bandiere russe<\/strong>\u00a0e attaccando l\u2019ambasciata della\u00a0<em>R\u00e9publique<\/em>: \u201cFormalmente i motivi che hanno portato al colpo di Stato vanno ricercati nell\u2019aggravamento delle\u00a0<strong>condizioni socio-economiche<\/strong>\u00a0nel Paese, un po\u2019 come in altri Paesi dell\u2019Africa, dovuto anche alle conseguenze della\u00a0<strong>guerra in Ucraina<\/strong>\u201d che ha provocato maggiori difficolt\u00e0 di\u00a0<strong>approvvigionamento di cibo<\/strong>\u00a0in gran parte del continente. \u201cA queste motivazioni se ne aggiungono altre di carattere securitario. Questo perch\u00e9 i gruppi jihadisti si stanno espandendo sempre di pi\u00f9, soprattutto nella regione sud-occidentale e sud-orientale. Poi ci sono altre ragioni, interne, che possono aver influito ed \u00e8 importante sottolineare che nel Paese i sentimenti anti-francesi erano gi\u00e0 molto forti, soprattutto per i trascorsi coloniali\u201d.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-4\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-2275\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"2\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Perdere l\u2019ultimo partner nell\u2019area per i Paesi europei, soprattutto quelli che si affacciano sul\u00a0<strong>Mediterraneo<\/strong>\u00a0come l\u2019Italia, avrebbe conseguenze potenzialmente disastrose. La lotta al terrorismo subirebbe un duro colpo cos\u00ec come l\u2019attivit\u00e0 di filtraggio dei flussi migratori da tutto il West-Africa. A questo, per\u00f2, si aggiunge anche un possibile vantaggio per potenze che, in questo momento, rappresentano i principali avversari del\u00a0<strong>blocco Nato-Ue<\/strong>\u00a0a livello internazionale: \u201cIl contenimento dell\u2019<strong>espansione russa<\/strong>\u00a0nell\u2019area \u00e8 un altro motivo della presenza europea nel Paese e quindi il rischio, ad oggi, \u00e8 che oltre a perdere il suo ruolo di controllo e contrasto ai gruppi armati l\u2019esercito locale decida di cercare supporto in attori nuovi, interessati ad aumentare la propria influenza regionale. Non parliamo solo di\u00a0<strong>Russia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cina<\/strong>, ma anche dell\u2019<strong>Iran<\/strong>, tre Paesi interessati alle miniere di uranio. Per questo la Francia cercher\u00e0 comunque di rimanere ad ogni costo nel Paese\u201d.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/07\/30\/partner-contro-jihadisti-e-traffico-di-migranti-ma-anche-fondamentale-fonte-di-uranio-perche-perdere-il-niger-sarebbe-un-duro-colpo-per-lue\/7246968\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/07\/30\/partner-contro-jihadisti-e-traffico-di-migranti-ma-anche-fondamentale-fonte-di-uranio-perche-perdere-il-niger-sarebbe-un-duro-colpo-per-lue\/7246968\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (di Gianni Rosini) &nbsp; &nbsp; Le\u00a0miniere di uranio\u00a0fondamentali per le\u00a0centrali nucleari francesi, la lotta al\u00a0terrorismo jihadista\u00a0e il contrasto dei\u00a0flussi migratori, ma anche il tentativo di limitare l\u2019espansione dell\u2019avversario russo nel\u00a0Sahel. Nelle cancellerie europee sono questi i principali elementi di preoccupazione dopo\u00a0il colpo di Stato in\u00a0Niger, dove i militari fedeli all\u2019autoproclamato nuovo leader del Paese,\u00a0Abdourahamane Tchiani, hanno destituito il presidente\u00a0Mohamed Bazoum, attualmente confinato all\u2019interno della sua abitazione dalla guardia nazionale golpista. 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