{"id":80866,"date":"2023-08-03T09:30:05","date_gmt":"2023-08-03T07:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80866"},"modified":"2023-08-01T10:07:59","modified_gmt":"2023-08-01T08:07:59","slug":"il-negazionista-e-bill-gates","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80866","title":{"rendered":"Il Negazionista e Bill Gates"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Federico Casotto)<\/strong><\/p>\n<div id=\"audio-player\" class=\"bg-rosa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/Immagine_0_Copertina.jpg?itok=EhokqHoY\" \/><\/div>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p><strong>Bill Gates<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPersonalmente, amo l\u2019uva e mi piace mangiarla tutto l\u2019anno. Ma posso farlo soltanto grazie alle navi che trasportano container di frutta dall\u2019America Latina e attualmente sono alimentate con combustibili fossili. Come possiamo ottenere tutti i benefici dei viaggi e dei trasporti senza rendere il clima invivibile?\u201d<\/p>\n<p>Se lo chiede Bill Gates nel suo libro\u00a0<em>Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi. Le sfide di domani<\/em>, 2021, La Nave di Teseo. \u00c8 un libro tradotto in molte lingue, che illustra in modo molto chiaro l\u2019idea di\u00a0<em>sviluppo sostenibile<\/em>, basata su una fiducia sconfinata nella tecnologia e sul riconoscimento del diritto di tutte le popolazioni ad aspirare agli standard di vita statunitensi. In sintesi, \u00e8 un sommario di innovazioni tecnologiche, iniziative imprenditoriali, molte finanziate dall\u2019autore stesso, e proposte di policy in materia energetica, che potrebbero aiutare l\u2019umanit\u00e0 a realizzare l\u2019ambizioso obiettivo di azzerare il contributo antropico all\u2019aumento della concentrazione di gas serra nell\u2019atmosfera, senza modificare in modo sostanziale gli attuali modelli di consumo.\u00a0 Quello sull\u2019uva \u00e8 un passaggio marginale e quasi incidentale simile a molti altri disseminati nel libro, in cui l\u2019autore apre spiragli sulla sua vita privata e le sue preferenze personali. Come quando (p.20) ammette candidamente di avere, lui e la sua famiglia, un\u2019impronta di CO2 immensamente superiore a quella di quasi tutti gli altri esseri umani, perch\u00e9 possiede grandi case e si sposta con i suoi jet privati. Come ho detto si tratta di annotazioni marginali rispetto all\u2019intenzione del libro, che \u00e8 di salvare il mondo, ma diventano centrali nella mia interpretazione, perch\u00e9 sono gli affioramenti sporadici di una grande questione di fondo che Gates vorrebbe tenere proprio l\u00ec nel fondo: le societ\u00e0 occidentali hanno consumato e continuano a consumare troppo e male e una grandissima parte di questi consumi si configura come\u00a0<em>spreco<\/em>.<\/p>\n<p>Forse non tutti sono disposti a considerare un jet in volo intercontinentale con una persona sola molto ricca a bordo come uno spreco di risorse. In molti potrebbero vederci la manifestazione di uno stile di vita desiderabile. Per me invece vi \u00e8 una sproporzione abissale tra il valore della traslazione di Bill Gates da un punto a un altro del globo e l\u2019enorme consumo di energia di un aereo dedicato solo a questo scopo. Lo spreco risiede in quella sproporzione ed \u00e8 intrinsecamente sbagliato sia da un punto di vista energetico (minima efficienza) che etico (abuso di risorse). Gates potrebbe organizzarsi meglio e viaggiare su voli di linea per ridurre drasticamente il suo dividendo energetico. In\u00a0<em>first class<\/em>, se crede.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0: lui poi\u00a0<em>compensa<\/em>\u00a0le emissioni con i crediti di carbonio ottenuti finanziando iniziative per la cattura della CO2 dall\u2019atmosfera (si veda ad esempio la societ\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/carbonengineering.com\/\">Carbon Engineering<\/a>), quindi, facendo le somme, non ha un impatto cos\u00ec negativo. La sua ambizione \u00e8 addirittura di diventare\u00a0<em>net positive<\/em>, cio\u00e8 di rimuovere dall\u2019atmosfera molta pi\u00f9 CO2 di quanta non ne immetta la sua famiglia con il suo stile di vita (p.21). \u00c8 vero ed \u00e8 meglio che niente, ma la sproporzione e lo spreco restano. Aggiungo che questa storia dei crediti di carbonio, che assomiglia tanto al mercato delle indulgenze del XVI secolo, \u00e8 moralmente discutibile. Mi spiego con un esempio immaginario. Supponiamo che Bill Gates, dopo avere letto questo articolo si irriti molto con me perch\u00e9 l\u2019ho tirato troppo in ballo e mi sputi in un occhio.<\/p>\n<p>\u201cHai fatto una cosa brutta Bill!\u201d, gli direi.<\/p>\n<p>\u201cSi, lo so\u2026 Non ho potuto evitarlo. Sappi, per\u00f2, che sto finanziando in tutto il mondo dei programmi di formazione sul controllo dell\u2019aggressivit\u00e0 maschile. Ti posso assicurare che stanno funzionando.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene, Bill. Ci\u00f2 non toglie che tu mi abbia appena sputato in un occhio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cRiformulo per chiarire: grazie ai miei investimenti il mio impatto sull\u2019aggressivit\u00e0 globale \u00e8\u00a0<em>net positive<\/em>. Mi posso definire una persona mite.\u201d<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/Immagine_1_%20Gates.jpg\" alt=\"m\" width=\"800\" height=\"450\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"23f773a7-d6ca-43bd-965e-2fb377b63c1c\" \/><figcaption><em>Bill Gates.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il negazionista<\/strong><\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Gervais \u00e8 professore emerito dell\u2019Universit\u00e0 di Tour, dove ha insegnato fisica e scienza dei materiali, ed \u00e8 un esponente di spicco della corrente di pensiero che nega l\u2019origine antropica dei cambiamenti climatici in atto e ne ridimensiona l\u2019entit\u00e0, togliendo alle campagne per la riduzione delle emissioni di CO2 la loro ragion d\u2019essere. Il libro si intitola\u00a0<em>Impasses climatiques: les contradictions du discours alarmiste sur le climat\u00a0<\/em>(2022). Non \u00e8 tradotto in italiano e, a quanto pare, nemmeno in inglese. Le tesi principali, in buona parte gi\u00e0 note a chi si occupa di questa controversia, sono le seguenti. 1) La sensibilit\u00e0 climatica, cio\u00e8 la stima di quanto aumenta la temperatura media del pianeta in relazione all\u2019aumento della concentrazione di CO2 nell\u2019atmosfera, \u00e8 stata ampiamente sovrastimata, quindi 2) le emissioni antropiche, che contribuiscono in misura minima all\u2019aumento della concentrazione dei cosiddetti\u00a0<em>gas serra<\/em>, hanno effetti irrilevanti sul clima che non giustificano i sacrifici richiesti per ridurle. 3) La correlazione tra innalzamento della temperatura media e concentrazione di CO2 esiste, ma il rapporto di causalit\u00e0 deve essere invertito: \u00e8 la temperatura elevata a causare l\u2019aumento della CO2, non viceversa. Questa inversione si spiega col fatto che ad alte temperature gli oceani assorbono meno CO2 dall\u2019atmosfera e anzi ne rilasciano grandi quantit\u00e0 liberando i gas gi\u00e0 sequestrati nelle loro acque. 4) Le variazioni della temperatura media del pianeta dipendono da fenomeni naturali di portata enormemente maggiore rispetto alle emissioni antropiche: le Oscillazioni Pacifiche e Atlantiche, ad esempio, El Ni\u00f1o, i cicli delle macchie solari\u2026 5) Il piano di azione definito dalle varie COP (<em>Conference of Parties<\/em>\u00a0sui cambiamenti climatici) per la completa decarbonizzazione del pianeta entro il 2050 \u00e8 tecnicamente irrealizzabile ed economicamente insostenibile e porter\u00e0 solo morte e disperazione, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>In breve, il libro rimette in discussione tutto quello che negli ultimi anni io e Bill Gates ci siamo abituati a considerare come un fatto e cio\u00e8 che le emissioni di CO2 causate dall\u2019uomo, bench\u00e9 marginali rispetto all\u2019immenso respiro delle terre e degli oceani, accumulandosi nell\u2019atmosfera anno dopo anno da circa 200 anni, sono all\u2019origine di cambiamenti climatici che potrebbero avere conseguenze catastrofiche per l\u2019umanit\u00e0 nel prossimo futuro e quindi bisogna fare di tutto e al pi\u00f9 presto per limitare queste emissioni \u2013 argomenti molto convincenti al riguardo si trovano nell\u2019introduzione al monumentale lavoro di David MacKay,\u00a0<em>Sustainable Energy &#8211; Without the Hot Air<\/em>, 2014,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.withouthotair.com\/c1\/page_2.shtml\">disponibile online<\/a>.<\/p>\n<p>Non intendo dare conto qui del dibattito tra negazionisti e allarmisti. Voglio invece riflettere sul fatto che questo testo divulgativo di Gervais ha esercitato su di me, che so molto poco di climatologia e di fisica, la stessa forza persuasiva di altri testi che sostengono le tesi opposte. Il ragionamento, in entrambi i casi, \u00e8 fondato su\u00a0<em>dati<\/em>\u00a0presentati come\u00a0<em>oggettivi<\/em>, forniti da rilevamenti e misurazioni la cui attendibilit\u00e0, per\u00f2, non so giudicare; si basa su riferimenti a paper scientifici validati da\u00a0<em>peer review<\/em>\u00a0che non legger\u00f2 mai e che comunque non capirei; \u00e8 corredato da approfondimenti tecnici inaccessibili per me, ma la cui sola presenza in appendice o nelle note a pi\u00e8 di pagina ha il valore di una prova a favore; e poi grafici, molti grafici, con i loro picchi a confronto. Infine, e soprattutto, l\u2019argomentazione \u00e8 condotta con una logica stringente.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, per\u00f2,\u201d mi dice un amico a cena, \u201cdevi considerare che pi\u00f9 del 97% degli articoli scientifici pubblicati concordano sull\u2019ipotesi dell\u2019origine antropica dei cambiamenti climatici, mentre soltanto un corpus residuale di studi pretenderebbe di dimostrare il contrario. Questo dovrebbe contare.\u201d<\/p>\n<p>In effetti, la compattezza della comunit\u00e0 scientifica sulla questione \u00e8 l\u2019argomento principale utilizzato dai non specialisti per neutralizzare pregiudizialmente qualsiasi voce dissonante. Ed \u00e8 anche tutto quello che abbiamo in generale per poter definire una qualsiasi ipotesi come molto probabile o addirittura vera. Ma questo non pu\u00f2 significare che ogni ipotesi alternativa sia falsa. La storia della scienza \u00e8 piena di ipotesi che hanno richiesto tempo per essere accettate, perch\u00e9 sfidavano teorie consolidate. Non dico che questo sia il caso, ma immaginiamo che lo sia e che Gervais abbia ragione. Immaginiamo che le prossime rilevazioni e modelli previsionali pi\u00f9 evoluti e perfezionati dall\u2019intelligenza artificiale confermino le sue tesi: cosa facciamo? Smettiamo di porci il problema? Continueremo a bruciare petrolio a pi\u00f9 non posso e finch\u00e9 ce n\u2019\u00e8, con il cuore pi\u00f9 leggero?<\/p>\n<figure class=\"caption caption-img\" role=\"group\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/Immagine_2_Gervais.jpg\" alt=\"m\" width=\"740\" height=\"394\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"813ff423-9517-41f5-9671-55fd12b8ccf5\" \/><figcaption>Gervais:\u00a0<em>Fran\u00e7ois Gervais.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>70 anni di scarto<\/strong><\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Gervais potrebbe trovarsi d\u2019accordo con Bill Gates sulla questione dell\u2019uva. Non vi sono evidenze testuali che anche a lui piaccia mangiare l\u2019uva tutto l\u2019anno, ma posso immaginare che non abbia niente da obiettare sul fatto che delle grandi navi brucino tonnellate di gasolio per consentire a Bill Gates di mangiare uva durante la primavera boreale. E credo che non avrebbe molto da ridire nemmeno sul jet privato, se non per rinfacciare a Gates l\u2019ipocrisia di un campione della decarbonizzazione che allo stesso tempo \u00e8 un campione di emissioni. Anche lui come Gates \u00e8 fautore convinto della crescita economica infinita e vivrebbe qualsiasi limitazione al movimento delle merci e delle persone come una compressione inaccettabile di alcune libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra affinit\u00e0 tra i due \u00e8 il punto di vista sul nucleare. Per quanto riguarda Gates, basti dire che ha fondato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.terrapower.com\/\">TerraPower<\/a>, una societ\u00e0 per lo sviluppo del nucleare pulito che nel 2028, con investimenti di oltre 4 miliardi di dollari, dovrebbe mettere a regime uno dei primi reattori dimostrativi di nuova generazione. Gervais, per parte sua, considera il nucleare l\u2019unica alternativa seria al petrolio perch\u00e9 \u00e8 controllabile, cio\u00e8 non esposto ai capricci della meteorologia, ha una densit\u00e0 energetica incomparabilmente superiore a qualsiasi altra fonte energetica e in prospettiva \u00e8 pi\u00f9 sicura e durevole, grazie allo sviluppo dei reattori al torio 232 e all\u2019uranio 238 che non lascerebbero scorie. Anche se non lo dice apertamente, \u00e8 molto probabile che per lui la transizione al nucleare sia inevitabile in vista dell\u2019esaurimento dei giacimenti fossili conosciuti, che secondo le sue stime non dovrebbe verificarsi prima di 100 anni, al ritmo attuale di estrazione. Quindi non c\u2019\u00e8 fretta, dice. Per Gates invece saranno sufficienti 30 anni per una completa decarbonizzazione dell\u2019energia. \u00c8 ancora convinto che l\u2019umanit\u00e0 rispetter\u00e0 il termine del 2050 stabilito dalla COP24, grazie a una combinazione virtuosa di incentivi pubblici, accordi tra governi e innovazione tecnologica per lo sviluppo di fonti a emissioni zero, come il nucleare di IV generazione di TerraPower, e di sistemi per la cattura compensativa delle emissioni di C02\u00a0<em>inevitabili<\/em>, come quelle dei suoi jet.<\/p>\n<p>In definitiva, tra la visione di un negazionista di punta come Gervais e quella di Bill Gates, cio\u00e8 la bestia nera dei negazionisti e l\u2019eminenza green del governo globale, la differenza consiste in uno scarto di 70 anni nella previsione di quando sar\u00e0 necessario nuclearizzare l\u2019energia. Per Gates settant\u2019anni di emissioni \u00e8 quanto basterebbe per friggere l\u2019umanit\u00e0, per Gervais \u00e8 quanto basterebbe per una transizione pi\u00f9 graduale e meno catastrofica.<\/p>\n<p><strong>Emissioni e omissioni<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che avvicina di pi\u00f9 le due visioni \u00e8 quello che vi si omette. Manca in entrambe una riflessione critica sulla dismisura dei nostri consumi e sul fatto che il sistema economico dominante promuove un uso irrazionale, smodato e sperequato delle risorse. Credo che qualsiasi discorso sulla sostenibilit\u00e0 che non metta al centro questi temi sia privo di valore. Ridurre la sostenibilit\u00e0 a una questione di emissioni di CO2, come si sta facendo, \u00e8 una semplificazione del problema che serve a dare l\u2019illusione di poterlo superare: negandolo, come fa Gervais, per lasciare tutto com\u2019\u00e8, o risolvendolo dentro le logiche del sistema economico dominante, come fa Gates con il suo spirito imprenditoriale. Il problema invece \u00e8 straordinariamente pi\u00f9 complesso perch\u00e9 \u00e8 annidato proprio in quelle logiche, che legano il lavoro e il reddito e dunque la sopravvivenza di miliardi di persone a pratiche che ancor prima di essere insostenibili sono assurde. Cito una di queste pratiche, tra le molte che ho in mente, non perch\u00e9 sia la pi\u00f9 nociva, ma perch\u00e9 \u00e8 una di quelle in cui l\u2019assurdit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 lampante: l\u2019esportazione di acqua in bottiglia. Faccio alcuni esempi. C\u2019\u00e8 un\u2019azienda che imbottiglia acqua sul Monviso da una sorgente di alta quota e la esporta in Arabia Saudita, dove viene distribuita tramite eCommerce e\u00a0<em>recapitata fredda<\/em>\u00a0ai clienti. Ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra che imbottiglia acqua frizzante in Val Brembana e la spedisce in tutta Italia, in tutta Europa e anche negli Stati Uniti dove viene bevuta come un simbolo di status. Un\u2019altra ancora sfrutta le fonti di alcune isole sperdute nell\u2019Oceano Pacifico per offrire agli occidentali una purezza incontaminata che non possono pi\u00f9 trovare attorno a s\u00e9, anche a causa degli enormi\u00a0<em>truck<\/em>\u00a0che hanno trasportato quell\u2019acqua fino a loro. Si tratta di iniziative commerciali brillanti, additate spesso come esempi di buona imprenditoria e di marketing efficace, che muovono l\u2019economia, contribuiscono alla crescita, creano posti di lavoro, portano la prosperit\u00e0 occidentale anche in mezzo al Pacifico, aumentano il PIL da qualche altra parte ecc.; ma l\u2019idea di tutti quei camion, container e cargo che percorrono migliaia di chilometri per spostare da qui a l\u00ec un bene che pu\u00f2 essere fornito, per non dire dai rubinetti di ogni casa, da sorgenti naturali molto pi\u00f9 vicine ai bevitori, mi mette molto a disagio. Un disagio di ordine etico e razionale, causato da una profonda insofferenza per lo spreco e dalla percezione chiara dell\u2019insensatezza di questo commercio e del connesso desiderio di acque remote da parte dei consumatori (potete trovare qualche riflessione pi\u00f9 articolata in proposito in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-problema-e-alla-fonte\"><em>Il problema \u00e8 alla fonte<\/em><\/a>, su questa rivista). Un disagio che non ha nulla a che fare con le emissioni di CO2 o con la paura dei cambiamenti climatici e che quindi non verrebbe meno n\u00e9 se decidessi di dar retta a Gervais, n\u00e9 se si realizzasse il sogno di Gates di un mondo neoliberista\u00a0<em>net zero<\/em>. Non condivido affatto l\u2019assunto di Gates, implicitamente sottoscritto da Gervais, per cui \u201cnon c\u2019\u00e8 nulla di male nell\u2019usare pi\u00f9 energia, fintanto che \u00e8 a impatto zero\u201d (p.21). Il punto invece \u00e8 proprio questo: pu\u00f2 esserci del male.<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0<em>Elaborazione grafica dell&#8217;autore a partire da un&#8217;immagine del Leviatano di Hobbes.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-negazionista-e-bill-gates\">https:\/\/www.doppiozero.com\/il-negazionista-e-bill-gates<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Federico Casotto) Bill Gates \u201cPersonalmente, amo l\u2019uva e mi piace mangiarla tutto l\u2019anno. Ma posso farlo soltanto grazie alle navi che trasportano container di frutta dall\u2019America Latina e attualmente sono alimentate con combustibili fossili. Come possiamo ottenere tutti i benefici dei viaggi e dei trasporti senza rendere il clima invivibile?\u201d Se lo chiede Bill Gates nel suo libro\u00a0Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi. 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