{"id":80893,"date":"2023-08-04T09:30:13","date_gmt":"2023-08-04T07:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80893"},"modified":"2023-08-01T12:06:50","modified_gmt":"2023-08-01T10:06:50","slug":"armenia-azerbaijan-nuovi-disaccordi-sul-corridoio-di-lachin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80893","title":{"rendered":"Armenia &#8211; Azerbaijan, nuovi disaccordi sul corridoio di Lachin"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO ( Onnik James Krikorian)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Il checkpoint  lungo il corrodio di Lachin - foto di Elisa von Joeden-Forgey\/ CC BY-SA 4.0\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/aree\/nagorno-karabakh\/armenia-azerbaijan-nuovi-disaccordi-sul-corridoio-di-lachin-226488\/2176321-1-ita-IT\/Armenia-Azerbaijan-nuovi-disaccordi-sul-corridoio-di-Lachin.jpg\" alt=\"Il checkpoint  lungo il corrodio di Lachin - foto di Elisa von Joeden-Forgey\/ CC BY-SA 4.0\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Il checkpoint\u00a0 lungo il corrodio di Lachin &#8211; foto di Elisa von Joeden-Forgey\/ CC BY-SA 4.0<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nonostante i recenti incontri diplomatici Azerbaijan e Armenia sono di nuovo in una situazione di stallo riguardo il corridoio di Lachin, autostrada di 5 km che collega l&#8217;Armenia al Nagorno Karabakh. Il blocco di questo corridoio da parte azera sta mettendo in difficolt\u00e0 gli abitanti del Nagorno Karabakh<\/p>\n<div>01\/08\/2023\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Onnik%20James%20Krikorian\">Onnik James Krikorian<\/a>\u00a0Tbilisi<\/div>\n<p>A distanza di sole due settimane dall\u2019<a title=\"Link a incontro\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Armenia-Azerbaijan-progressi-e-sfide-226327\">incontro<\/a>, facilitato dall\u2019UE, tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev, tenutosi lo scorso 15 luglio a Bruxelles, Yerevan e Baku si sono nuovamente ritrovate in una situazione di stallo sulla questione del corridoio di Lachin, un\u2019autostrada di 5 chilometri che collega l\u2019Armenia e l\u2019ex regione autonoma del Nagorno Karabakh (NKAO) passando per il territorio azero.<\/p>\n<p>Dal 12 dicembre dello scorso anno, la regione separatista del Nagorno Karabakh, abitata principalmente da armeni, \u00e8 costretta a fare i conti con le azioni di Baku volte a bloccare o limitare il movimento lungo l\u2019arteria strategica che attraversa l\u2019area di Lachin, azioni da intendersi come parte integrante dei continui tentativi dell\u2019Azerbaijan di ripristinare la sua integrit\u00e0 territoriale, ma anche di vederla riconosciuta sia da Yerevan che da Stepanakert, capitale\u00a0<em>de facto\u00a0<\/em>del Nagorno Karabakh. Se il primo ministro armeno si \u00e8 detto disposto a riconoscere l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Azerbaijan, le autorit\u00e0\u00a0<em>de facto\u00a0<\/em>del Karabakh continuano ad opporsi.<\/p>\n<p>Un altro punto critico riguarda l\u2019insistenza di Yerevan, Bruxelles, Washington, e ora anche di Mosca, affinch\u00e9 la comunit\u00e0 armena del Karabakh e le autorit\u00e0 di Baku avviino un dialogo diretto. Stepanakert continua a mostrarsi\u00a0<a title=\"Link a intransigente\" href=\"https:\/\/www.azatutyun.am\/a\/32487616.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intransigente\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>anche su questa questione, mentre alcune informazioni non confermate suggeriscono che lo scorso 30 luglio anche Baku ha rifiutato di partecipare ad un\u00a0<a title=\"Link a incontro pianificato in precedenza\" href=\"https:\/\/www.azatutyun.am\/a\/32527739.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">incontro pianificato in precedenza\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>che, a quanto pare, si sarebbe dovuto tenere proprio oggi (1 agosto).<\/p>\n<p>Di conseguenza, la creazione, imposta dall\u2019Azerbaijan, di un checkpoint per controlli di frontiera e doganali all\u2019inizio del corridoio di Lachin ha portato ad una grave carenza di beni alimentari, prodotti per l\u2019igiene e carburanti che normalmente vengono importati in Nagorno Karabakh. Nel frattempo, i periodici blocchi del passaggio dei convogli di aiuti umanitari gestiti dal Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC) e dal contingente russo di mantenimento della pace hanno provocato una preoccupante mancanza di forniture mediche.<\/p>\n<p>Se fino a met\u00e0 giugno, in aggiunta ai prodotti coltivati in loco, in Karabakh arrivavano ancora le consegne, seppur limitate [di merci di vario tipo], ora \u2013 nonostante la scarsit\u00e0, se non addirittura l\u2019inesistenza, di informazioni indipendenti che rende difficile comprendere a fondo la situazione sul campo, e nonostante sui social continuino a girare immagini dei ristoranti di Stepanakert che lavorano senza alcuna restrizione (a parte il limite massimo di cinquanta persone che possono mangiare insieme) \u2013 gli avvertimenti su un\u2019imminente catastrofe umanitaria appaiono credibili.<\/p>\n<p>Anche i social media azeri hanno iniziato a diffondere video e immagini dei ristoranti di Stepanakert, tanto che \u00e8 dovuto intervenire l\u2019ombudsman per i diritti umani della regione lanciando un messaggio sui social con cui ha invitato gli armeni del Karabakh ad esimersi dal pubblicare le immagini delle loro uscite notturne. \u201cI video pubblicati sui social network [\u2026] che non rispecchiano la terribile situazione [\u2026] vengono prontamente utilizzati dalla macchina della propaganda azera\u201d, si legge nel messaggio, \u201cper favore astenetevi dal condividere i video associati ad una vita di lusso\u201d.<\/p>\n<p>Pare infatti che [in Nagorno Karabakh] la maggior parte dei negozi e dei mercati sia scarsamente fornita, se non addirittura vuota. Ad aggravare la situazione \u00e8 la carenza di carburante che rende quasi impossibile il trasporto di prodotti freschi dai villaggi verso i centri urbani. Inoltre, i panifici, pur non avendo ancora chiuso i battenti, ormai fanno fatica a rifornirsi di farina e poi anche a distribuire le pagnotte.<\/p>\n<p>Gurgen Nersisyan, ministro di stato\u00a0<em>de facto\u00a0<\/em>del Nagorno Karabakh,\u00a0<a title=\"Link a ha promesso\" href=\"https:\/\/artsakhpress.am\/arm\/news\/184765\/tuylatreli-gnic-bardzr-gnov-vatcharq-irakanacnox-tntesvaroxic-apranqy-vercvelu-ev-petutyan-koxmic-sahmanvats-gnov-iracvelu-e%E2%80%A4-petnakharar.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha promesso\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>di impegnarsi nel contrastare l\u2019aumento spropositato dei prezzi e il mercato nero che nel frattempo \u00e8 inevitabilmente emerso. A suscitare sempre maggiore preoccupazione tra la popolazione del Karabakh vi \u00e8 anche la possibilit\u00e0 che l\u2019Azerbaijan cerchi di sostituire il corridoio di Lachin, come stabilito nella dichiarazione di cessate il fuoco trilaterale del novembre 2020, con una strada alternativa che attraversi il territorio sotto il pieno controllo azero.<\/p>\n<p>Tali preoccupazioni sono ulteriormente aumentate dopo l\u2019incontro tra Aliyev e Pashinyan tenutosi lo scorso 15 luglio a Bruxelles, dove il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha accolto con favore la dichiarazione di disponibilit\u00e0 dell\u2019Azerbaijan a consentire la consegna di aiuti umanitari dalla citt\u00e0 di Aghdam, precedentemente occupata dagli armeni.\u00a0<a title=\"Link a Simili osservazioni\" href=\"https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eeas\/azerbaijan-statement-high-representative-josep-borrell-humanitarian-situation-ground_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Simili osservazioni\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>sono state espresse lo scorso 19 luglio da Toivo Klaar, rappresentante speciale dell\u2019UE per il Caucaso meridionale, e poi dieci giorni dopo anche da Joseph Borrell, Alto rappresentante dell\u2019UE per la politica estera.<\/p>\n<p>I funzionari europei hanno per\u00f2 sottolineato che qualsiasi eventuale strada per il trasporto di aiuti umanitari dall\u2019Azerbaijan verso il Karabakh passando per la citt\u00e0 di Aghdam dovrebbe coesistere con il corridoio di Lachin, anzich\u00e9 sostituirlo. Il Karabakh invece vede qualsiasi utilizzo di un percorso alternativo come l\u2019ennesimo tentativo di reintegrare la regione nel territorio azero. Stepanakert rimprovera a Pashinyan di aver espresso pubblicamente la disponibilit\u00e0 dell\u2019Armenia a riconoscere l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Azerbaijan, compreso il Karabakh.<\/p>\n<p>L&#8217;UE, gli Stati Uniti e la Russia hanno sollecitato Baku a permettere il ripristino della circolazione lungo il corridoio di Lachin. La stessa richiesta \u00e8 stata lanciata anche durante alcune manifestazioni di protesta svoltesi a Stepanakert, a cui per\u00f2 hanno partecipato solo poche migliaia di persone. Anche le proteste organizzate quotidianamente nella capitale armena, e davanti all\u2019ufficio delle Nazioni Unite, hanno visto una scarsa partecipazione.<\/p>\n<p>I manifestanti hanno raccolto generi alimentari e altri beni, chiedendo alle Nazioni Unite di consegnarli alla popolazione del Karabakh. L\u2019Onu non ha ancora risposto a questa richiesta, ed \u00e8 poco probabile che lo faccia. Tuttavia, le proteste hanno spinto il governo armeno ad agire inviando un proprio convoglio di 19 camion con 360 tonnellate di aiuti umanitari verso quella parte del confine armeno-azero adiacente al checkpoint istituito da Baku all\u2019inizio del corridoio di Lachin.<\/p>\n<p>Lo scorso 27 luglio il convoglio \u00e8 partito da Yerevan dopo i controlli effettuati dai diplomatici stranieri di stanza nella capitale armena. L\u2019Azerbaijan ha subito definito il convoglio \u201cun atto dimostrativo di sabotaggio\u201d, facendo intendere che non lo lascer\u00e0 passare [verso il Karabakh]. Al momento della stesura di questo articolo il convoglio \u00e8 ancora fermo nel villaggio di Kornidzor e, a quanto pare, vi rimarr\u00e0 per qualche tempo. La missione dell\u2019UE in Armenia (EUMA) sta monitorando la situazione.<\/p>\n<p>Sabato 29 luglio l\u2019impasse sulla questione di Lachin sembrava destinata ad acuirsi ulteriormente quando, durante le evacuazioni mediche effettuate dall\u2019ICRC attraverso il corridoio di Lachin, un cittadino del Karabakh di sessantotto anni \u00e8 stato fermato dalle guardie di frontiera azere. Ritrovatosi tra i quindici pazienti che stavano per essere trasferiti da Stepanakert a Yerevan, Vagif Khachtryan \u00e8 stato accusato da Baku di aver commesso crimini di guerra durante la prima guerra del Nagorno Karabakh degli anni Novanta.<\/p>\n<p>Secondo Baku, l\u2019uomo \u00e8 stato trasferito in un ospedale dove l\u2019ICRC lo ha visitato insieme ad un medico. L\u2019incidente ha suscitato indignazione in Nagorno Karabakh, spingendo il primo ministro\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0Gurgen Nersisyan a convocare una protesta che ha visto decine di persone radunarsi davanti all\u2019ufficio dell\u2019ICRC a Stepanakert. \u201cVogliamo farvi capire che non siete capaci di garantire la sicurezza dei cittadini dell\u2019Artsakh [Karabakh]\u201d, ha dichiarato Nersisyan in una delle rare esternazioni critiche nei confronti dell\u2019ICRC.<\/p>\n<p>\u201cInvitiamo tutti i decisori coinvolti a rispettare la nostra missione prettamente umanitaria\u201d, ha affermato l\u2019ICRC in un\u00a0<a title=\"Link a tweet\" href=\"https:\/\/twitter.com\/ICRC\/status\/1685364172681269249\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tweet\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>pubblicato dopo l\u2019ennesimo blocco delle evacuazioni e dei rimpatri sanitari. \u201c[Chiediamo] ai decisori rilevanti di permettere all\u2019ICRC di ripristinare le sue principali operazioni umanitarie nell\u2019area\u201d, si legge in un\u00a0<a title=\"Link a comunicato stampa\" href=\"https:\/\/www.icrc.org\/en\/document\/azerbaijan-armenia-sides-must-reach-humanitarian-consensus-to-ease-suffering\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato stampa\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>diffuso dall\u2019ICRC, che sottolinea anche di essersi trovato impossibilitato ad operare sia lungo il corridoio di Lachin sia attraverso la citt\u00e0 di Aghdam.<\/p>\n<p>\u201cPer la popolazione [del Karabakh] i nostri convogli di aiuti umanitari sono un\u2019ancora di salvezza [\u2026] Adesso che questi convogli sono bloccati, temiamo che la situazione possa ulteriormente precipitare. La nostra maggiore preoccupazione sono quelli che non possono prendersi cura di s\u00e9. Le persone malate e affette da patologie croniche sono particolarmente a rischio, come anche gli anziani, gli infermi e i bambini\u201d, ha spiegato Ariane Bauer, direttrice regionale dell\u2019ICRC per l\u2019Eurasia.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Armenia-Azerbaijan-nuovi-disaccordi-sul-corridoio-di-Lachin-226488\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Armenia-Azerbaijan-nuovi-disaccordi-sul-corridoio-di-Lachin-226488<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO ( Onnik James Krikorian) Il checkpoint\u00a0 lungo il corrodio di Lachin &#8211; foto di Elisa von Joeden-Forgey\/ CC BY-SA 4.0 Nonostante i recenti incontri diplomatici Azerbaijan e Armenia sono di nuovo in una situazione di stallo riguardo il corridoio di Lachin, autostrada di 5 km che collega l&#8217;Armenia al Nagorno Karabakh. 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