{"id":80934,"date":"2023-08-03T09:00:37","date_gmt":"2023-08-03T07:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80934"},"modified":"2023-08-02T20:53:26","modified_gmt":"2023-08-02T18:53:26","slug":"cosa-possiamo-apprendere-dalle-elezioni-in-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80934","title":{"rendered":"Cosa possiamo apprendere dalle elezioni in Spagna"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Francesco Cori)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Il risultato delle elezioni spagnole costituisce una battuta d\u2019arresto dell\u2019estrema destra e conferma la possibilit\u00e0 di una ripresa elettorale della sinistra se si connette con i bisogni e le lotte popolari. Rimane il nodo dell\u2019impronta filoatlantista del governo Sanchez, partecipato dalle sinistre, che deve farci riflettere.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/199fe37c18ce85f13453c0cba47c8548_XL.jpg\" alt=\"Cosa possiamo apprendere dalle elezioni in Spagna\" \/><\/span><\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Domenica 23 Luglio si sono tenute le elezioni politiche anticipate per decisione del primo ministro Sanchez, dopo la vittoria delle forze di destra ed estrema destra (Partido Popular e Vox) alle elezioni amministrative del 29 Maggio in molte Province e Regioni iberiche. Il risultato delle elezioni politiche registra una vittoria di misura del Partito Popular (33 % circa dei votanti) un sensibile arresto del partito di estrema destra Vox(12,4%) una tenuta del Partito socialista (28%), una leggera flessione delle forze di sinistra riunita intorno alla lista Sumar guidata dall\u2019ex Ministro del lavoro e Vicepresidente del Governo Sanchez Yolanda Diaz (12% circa) e un leggero calo delle forze autonomiste (sinistra repubblicana catalana e partito nazionalista catalano) mentre cresce la sinistra indipendentista basca Bundu) che ottiene un deputato sorpassando il partito nazionalista basco.<\/p>\n<p>Il dato indubbiamente positivo di queste elezioni \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 della formazione di un governo di estrema destra in Spagna, dato che la perdita di voti del partito Vox impedisce al partito popolare di raggiungere la maggioranza di 176 membri per formare un Governo e che nessuna forza autonomista potrebbe mai allearsi con Vox dati i suoi tratti marcatamente nazionalisti e falangisti (se fosse per Vox i partiti autonomisti catalani andrebbero messi fuori legge).<\/p>\n<p>Mi voglio soffermare un momento su questo parziale risultato perch\u00e9 non era scontato: la destra spagnola rappresenta un misto di ordoliberismo in economia, di filo-atlantismo spinto all\u2019ennesima potenza in politica estera, di autoritarismo poliziesco erede del peggiore franchismo che, riversandosi contro i diritti dei lavoratori, i diritti civili, gli immigrati e le minoranze autonomistiche, tende a definire un humus culturale da stato di polizia. Le forze nazionaliste di destra, in tutti i momenti chiave della vita politica spagnola \u2013 in ci\u00f2 supportati sempre dal sistema dei media e, negli ultimi tempi, anche dalle istituzioni dell\u2019UE \u2013 hanno sempre tentato di risolvere con la violenza e la repressione pi\u00f9 miope le spinte autonomiste della catalogna e dei Paesi Baschi. L\u2019ultima rabbiosa espressione di questa incapacit\u00e0 di dialogo si \u00e8 verificata con il referendum sull\u2019indipendenza della Catalogna che, nonostante i limiti e gli errori del partito nazionalista di Piquet, ha visto di nuovo scatenarsi la rabbiosa reazione delle forze di polizia e dell\u2019elettorato di destra in molte zone della Spagna.<\/p>\n<p>Detto questo, non possiamo nascondere il processo di normalizzazione e contenimento delle spinte progressive attuato in maniera sagace e conservatrice da parte del Partito Socialista e del primo ministro Sanchez che ha portato ad una riduzione del peso di Podemos \u2013 ora presente nella coalizione Sumar \u2013 nell\u2019ottica di un nuovo spostamento dell\u2019asse politico spagnolo verso il bipolarismo e, pi\u00f9 in generale, verso il Centro. Podemos, infatti, nato da una spinta popolare contro le politiche neoliberiste e da un\u2019istanza di giustizia sociale verso uno Stato che favoriva esclusivamente i grandi gruppi capitalistici e la rendita immobiliare, era riuscito, negli ultimi quindici anni, ad assegnare una rappresentanza politica significativa alle forze di sinistra e ai ceti popolari che rompeva coll\u2019ottuso bipolarismo, imponendo, invece, un\u2019agenda sociale con cui il Partito Socialista si sarebbe dovuto confrontare inevitabilmente. L\u2019ultimo Governo Sanchez nasce da questa peculiarit\u00e0: \u00e8 una coalizione tra il Partito Socialista e Podemos ma raccoglie anche l\u2019appoggio esterno della sinistra repubblicana e, per la prima volta, della sinistra indipendentista basca. Tuttavia, il prezzo altissimo da pagare per la sinistra spagnola \u00e8 una dichiarazione netta di fede atlantista. I socialisti su questo punto non sono assolutamente disposti a cedere di un millimetro, mentre la presenza di una sindacalista di origini comuniste come la Diaz alla vicepresidenza del Consiglio e al Ministero del Lavoro ha favorito una serie di misure sul terreno sociale e del lavoro (salario minimo a 900 Euro, incremento delle pensioni minime, riforme sugli alloggi) ma ha segnato al contempo un processo di marginalizzazione sempre pi\u00f9 marcato delle forze della sinistra anticapitalista che si \u00e8 evidenziato con un attacco giornalistico e politico alla figura di Pablo Iglesias e con l\u2019attribuzione di un orientamento di stampo populista e demagogico alla figura di Yolanda Diaz, riconosciuta pubblicamente come vicepresidente del Consiglio, quindi leader indiscussa della nuova coalizione.<\/p>\n<p>Sulla guerra in Ucraina il governo Sanchez, come prima accennavo, si \u00e8 dimostrato marcatamente atlantista, rigorosamente schierato a favore degli interessi dell\u2019imperialismo spagnolo anche in Venezuela e in Sudamerica. A ci\u00f2 va aggiunto che la destra spagnola \u2013 sia il PPE che VOX \u2013 hanno posizioni ancora pi\u00f9 filoamericane di Sanchez e della destra italiana; i primi per ragioni storiche (ricordiamo Aznar alleato di Berlusconi durante la guerra in Iraq) i secondi per ragioni ideologico culturali (il suprematismo bianco come quadro in cui inserire l\u2019ultranazionalismo spagnolo). Ed \u00e8 in quest\u2019ottica che Vox si collega a tutta l\u2019ideologia sovranista e al partito della Meloni, sua stretta alleata.<\/p>\n<p>Il risultato delle elezioni \u00e8 lo specchio di questi rapporti di forza che si sono andati definendo in questi anni. La sinistra ha ottenuto degli importanti risultati, grazie, soprattutto, alla mobilitazione di quegli strati popolari che hanno dato vita a Podemos e che hanno raccolto anche le forze migliori dell\u2019indipendentismo catalano e basco; tuttavia il problema si pone sempre di fronte al Governo ma soprattutto alla politica estera. Quindi lo spazio occupabile per la sinistra \u00e8 solo quello di politiche riformiste che, tuttavia, tentano sempre di essere sabotate dalla propaganda dei media, dalle forze della destra e, indirettamente, dagli stessi socialisti. Non \u00e8 un caso che il segretario del Partito Popolare Spagnolo Fe\u00e9jo, non potendo realizzare un Governo di destra con Vox, si sia rivolto al Partito Socialista per un appoggio esterno a un Governo monocolore PPE, una sorta di Governo di coalizione senza ministri socialisti ma con l\u2019appoggio esterno e la maggioranza da ricercare sugli specifici provvedimenti. Le trattative vertono su quest\u2019ipotesi di governo (una grande coalizione centrista in salsa spagnola) la cui unica alternativa possibile sarebbe un Governo di coalizione guidato dal Partito Socialista con l\u2019appoggio di tutte le forze indipendentiste, sia quelle di sinistra che quelle moderate.<\/p>\n<p>In questo momento non possiamo sapere quale Governo si costituir\u00e0 in Spagna; tuttavia non possiamo neanche esimerci dal constatare la complessit\u00e0 della dialettica tra questioni sociali ed orizzonte complessivo anticapitalista e antimperialista che si verifica costantemente, anche se con delle variabili da Stato a Stato, in tutti i Paesi del polo imperialista europeo. La coalizione di sinistra in Spagna ha avuto indubbiamente dei meriti rispetto ad altri paesi d\u2019Europa \u2013 in primis l\u2019Italia \u2013 che sono stati percepiti da una parte consistente dell\u2019elettorato popolare. Da qui l\u2019argine alla pericolosissima avanzata delle forze reazionarie, e una tenuta delle forze di sinistra su percentuali che si collocano intorno al 15%; tuttavia, il tema della governabilit\u00e0 ha imposto alle forze di sinistra di non toccare minimamente il tema delle contraddizioni della guerra imperialistica e delle sue connessioni con la politica economica \u2013 che per la classe dirigente europea rappresentano un tab\u00f9 \u2013 e ha fatto arretrare congiuntamente quel timido processo riformatore avviato col Governo Sanchez. Le vicende delle forze progressiste in Spagna ci pongono un interrogativo che \u00e8 comune a tutti i paesi europei, ovvero quello della dialettica tra conflitti sociali, difesa dei diritti delle classi popolari e politiche riformiste da una parte, e progetto di trasformazione radicale della societ\u00e0, fuoriuscita dalle dinamiche imperialiste e razziste che contraddistinguono i paradigmi irrinunciabili della classe dirigente nei paesi occidentali e dell\u2019economia protezionistica nella quale siamo inseriti.<\/p>\n<p>I due piani sono connessi concettualmente ma, dato l\u2019autoritarismo e i diktat imposti dalle classi dirigenti europee, e l\u2019arretratezza politica in cui ci troviamo, non sono coniugati direttamente dalle masse popolari, quindi non possono essere immediatamente e simultaneamente sovrapponibili. Da questa mancata connessione ne scaturisce, spesso, un arretramento anche sul terreno sociale e si perdono diritti acquisiti con faticose lotte. Per noi comunisti mantenere i principi di una critica serrata, aperta all\u2019imperialismo non ci deve impedire di sviluppare una tattica flessibile, aperta alla consapevolezza che i due piani, pur essendo intimamente connessi non sono percepiti come tali data la polverizzazione e l\u2019individualismo in cui versano le classi subalterne, in particolare nei paesi occidentali. Tutto ci\u00f2 senza derogare all&#8217;impegno antimperialista e al compito di promuovere la crescita di una coscienza critica di massa sulla connessione dei due piani suddetti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/cosa-possiamo-apprendere-dalle-elezioni-in-spagna\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/cosa-possiamo-apprendere-dalle-elezioni-in-spagna<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Francesco Cori) Il risultato delle elezioni spagnole costituisce una battuta d\u2019arresto dell\u2019estrema destra e conferma la possibilit\u00e0 di una ripresa elettorale della sinistra se si connette con i bisogni e le lotte popolari. Rimane il nodo dell\u2019impronta filoatlantista del governo Sanchez, partecipato dalle sinistre, che deve farci riflettere. 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