{"id":80961,"date":"2023-08-07T11:29:31","date_gmt":"2023-08-07T09:29:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80961"},"modified":"2023-08-07T11:29:31","modified_gmt":"2023-08-07T09:29:31","slug":"longevi-benestanti-ma-scontenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=80961","title":{"rendered":"Longevi, benestanti ma scontenti"},"content":{"rendered":"<p><b>da MARCELLO VENEZIANI BLOG<\/b><\/p>\n<div id=\"post-featured-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"w-full mb-4 lg:mb-8  wp-post-image aligncenter\" src=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/WhatsApp-Image-2022-12-28-at-21.31.11-1-620x350.jpeg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"lg:px-10\">\n<h5><em>A cura di Gian Paolo Polesini per il Messaggero veneto<\/em><\/h5>\n<p><strong>Come mai ha pensato di studiare la scontentezza?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 ritengo che sia il sentimento prevalente nella nostra epoca; e perch\u00e9 non ci sono saggi sulla scontentezza, mentre abbondano trattati sulla felicit\u00e0, l\u2019infelicit\u00e0, la malinconia. Due ragioni per scrivere un libro sul tema.<\/p>\n<p><strong>Lei, Veneziani,\u00a0\u00e8\u00a0scontento di qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>Ho un\u2019indole portata a non accontentarmi di quel che passa il convento, ho spirito critico e non mi piace il tempo in cui vivo. Poi le ragioni personali della scontentezza sono del tutto irrilevanti.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha reso l\u2019umanit\u00e0\u00a0infelice rispetto al passato?<\/strong><\/p>\n<p>La prima ragione \u00e8 l\u2019abisso tra la realt\u00e0 e le aspettative. Abbiamo troppe pretese e identifichiamo i diritti con i desideri.\u00a0I desideri infiniti e il rifiuto della propria realt\u00e0, natura, identit\u00e0 sono alla base della diffusa scontentezza.<\/p>\n<p><strong>Ricette per ribaltare la societ\u00e0\u00a0del malcontento?<\/strong><\/p>\n<p>Le analisi non sono ricette, sarebbe pure velleitario proporle. Ma studiando le forme dello scontento, distinguo tra quell\u2019odio persistente verso se stessi e verso il mondo, che \u00e8 il tarlo della scontentezza, e quell\u2019energia che genera la ricerca e la voglia di realizzare, e che nasce dalla capacit\u00e0 di trasformare la scontentezza in spinta operosa e creativa.<\/p>\n<p><strong>Cosa intende per nuovo potere? Ovvero, chi sono quelli che ci impongono le regole?<\/strong><\/p>\n<p>Lo intendo nel senso in cui ne parlava gi\u00e0 Pasolini ma nel tempo in cui i veri poteri sono globali e sovranazionali. Il potere ci vuole scontenti perch\u00e9 chi \u00e8 insoddisfatto consuma e dipende da chi veicola i desideri.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro si parla molto di\u00a0\u201cmalesseri\u201d\u00a0di varia natura, ovviamente. C\u2019\u00e8\u00a0una speranza per un benessere qualunque?<\/strong><\/p>\n<p>Rovescio la domanda facendo un\u2019osservazione: viviamo nella societ\u00e0 di massima longevit\u00e0 e massimo benessere eppure siamo la societ\u00e0 degli scontenti. Evidentemente i dato economici, biologici, sociali non soddisfano le condizioni psicologiche, morali e spirituali. \u00c8 da quel vuoto d\u2019essere che non possiamo colmare col benessere che bisogna ripartire.<\/p>\n<p><strong>Non\u00a0\u00e8\u00a0che siamo scontenti solo noi italiani, vero?<\/strong><\/p>\n<p>Le radici storiche e culturali dello scontento sono nell\u2019insoddisfazione infinita di Faust, che serpeggia nel mondo occidentale. Poi, c\u2019\u00e8 il popolo italiano arciscontento, per indole e ragioni storiche; ma che dispone anche di valvole di sfogo: una di queste \u00e8 l\u2019ironia, cogliere il lato comico della vita.<\/p>\n<p><strong>Ai sottoposti Villaggio \/Fantozzi non offre la rivoluzione bens\u00ec l\u2019auto derisione. \u00a0Lei ricorda un altro attore icona, Gian Maria Volont\u00e9, che diede un volto all\u2019ideologo del malcontento.<\/strong><\/p>\n<p>Si, parlo di entrambi nel mio libro. Fantozzi sublima nell\u2019autoderisione la condizione scontenta dei sottoposti; Volont\u00e8 fu la faccia dello scontento nel cinema italiano impegnato degli anni 70.<\/p>\n<p><strong>E vissero sempre infelici e scontenti, scriveva Flaiano. Pu\u00f2\u00a0adattarsi come finale per la nostra fiaba contemporanea?<\/strong><\/p>\n<p>Non credo nel lieto fine ma nemmeno nel finale catastrofico. Per restare nell\u2019ironia citerei Longanesi: e vissero infelici perch\u00e9 costava meno\u2026<\/p>\n<p><strong>L\u2019ironia salver\u00e0\u00a0il mondo. Pu\u00f2\u00a0aiutare?<\/strong><\/p>\n<p>No, l\u2019ironia non salva il mondo, ma pu\u00f2 essere una \u201cdivertente\u201d strategia di sopravvivenza a livello personale.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/lo-scrittore\/interviste\/longevi-benestanti-ma-scontenti\/\">https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/lo-scrittore\/interviste\/longevi-benestanti-ma-scontenti\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MARCELLO VENEZIANI BLOG A cura di Gian Paolo Polesini per il Messaggero veneto Come mai ha pensato di studiare la scontentezza?\u00a0 Perch\u00e9 ritengo che sia il sentimento prevalente nella nostra epoca; e perch\u00e9 non ci sono saggi sulla scontentezza, mentre abbondano trattati sulla felicit\u00e0, l\u2019infelicit\u00e0, la malinconia. 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