{"id":81022,"date":"2023-08-11T09:00:28","date_gmt":"2023-08-11T07:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81022"},"modified":"2023-08-08T11:35:28","modified_gmt":"2023-08-08T09:35:28","slug":"camerieri-a-casa-nostra-ovvero-dellitalico-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81022","title":{"rendered":"Camerieri a casa nostra! Ovvero: dell\u2019italico destino"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Roberto Fineschi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>La deriva urbanistico-sociale delle citt\u00e0 d&#8217;arte, devastate dal marketing del turismo, che vedono spopolarsi i centri storici, trasformati in musei, e sfigurarsi gli apparati commerciali. In assenza di politiche economiche che creino lavori alternativi saremo destinati a diventare camerieri dei ricchi di mezzo mondo a casa nostra.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/2dc362cb60a37dc848e15ef949d297ac_XL.jpg\" alt=\"Camerieri a casa nostra! Ovvero: dell\u2019italico destino\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>La deriva urbanistico-sociale delle \u201ccitt\u00e0 d\u2019arte\u201d \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Se una volta gli esempi per eccellenza erano Venezia o Firenze, il processo di trasformazione dei centri storici in una Disneyland turistica progredisce rapidissimo e inarrestabile nell\u2019epoca post-covid. Avendo la fortuna di vivere in un territorio ricchissimo da questo punto di vista, non posso non notare come ormai anche le cittadine, i paesi, addirittura i borghi di maggior richiamo si siano adattati alla tendenza in atto. Le conseguenze sono a tutti note:<\/p>\n<p>1) Spopolamento del centro storico da parte dei residenti e trasformazione di case e appartamenti in residenze turistiche (tra l\u2019altro prigioniere di sensali internazionali che si accaparrano una bella fetta del bottino e che non pagano tasse in Italia).<\/p>\n<p>2) Trasformazione di tutti i negozi in servizi per i turisti: bar, ristoranti, boutique, souvenirs, ecc.<\/p>\n<p>3) Conseguente morte civile e sociale dei centri, letteralmente desertificati da questa dinamica, trasformati in un museo a cielo aperto attraversato da torme di turisti, per lo pi\u00f9 stranieri (si ha a volte la sensazione di essere all\u2019estero al punto che anche agli italiani gli esercenti si rivolgono in inglese).<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il quadro, ne possono derivare alcune spontanee considerazioni, potenzialmente condivisibili, ma a ben vedere sbagliate.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 comune \u00e8 quella destrorso-moralistica che teme che vengano cancellate le nostre \u201cradici\u201d [1] di fronte a una omogeneizzazione indistinta da parco giochi culturale. Questo \u00e8, alla fine, il ragionamento un po\u2019 strapaesano di chi pensa che determinati luoghi siano \u201csempre\u201d stati come li si \u00e8 conosciuti negli ultimi trenta anni. Queste fantomatiche radici non tengono conto delle grandi fratture storiche che hanno trasformato profondamente il territorio e la societ\u00e0 nel corso del tempo, in particolare, in Toscana, negli anni \u201850 e \u201860 quando con la fine della mezzadria \u00e8 letteralmente scomparso un mondo che era esistito con scarsi mutamenti per circa sette secoli. Ignari o non veramente consapevoli di tutto ci\u00f2, i nostri tradizionalisti gridano al cambiamento antropologico perch\u00e9 hanno chiuso il baretto sotto casa dove andavano a prendersi una birretta da ragazzi. Se la percezione del problema \u00e8 giusta, \u00e8 completamente fuori strada la prospettiva.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente di antropologicamente deformante nel fatto che i territori, le citt\u00e0, i rapporti sociali cambino, \u00e8 questa anzi la normalit\u00e0 del corso storico ed \u00e8 lo stesso processo di formazione del nostro presente. Non c\u2019\u00e8 quindi da sognare un fantomatico bel mondo com\u2019era. Si tratta piuttosto di decidere in quale direzione vogliamo che esso si evolva.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto \u00e8 che, ovviamente, in questa asettica musealizzazione del nostro patrimonio artistico-cuturale, l\u2019arte e la cultura non c\u2019entrano niente [2]. Le torme umane vanno nei luoghi che sono stati trasformati a suon di marketing e \u201cnarrazioni\u201d in dei cult turistici. Per farsene un\u2019idea basta stare a guardare le mandrie stanziali e passeggianti in genere condotte da una guida che parla con maggiore o minore entusiasmo a distratti ascoltatori che con lo sguardo intanto cercano i negozi per fare shopping o una gelateria\/ristorante. E basta entrare in un museo dove, a eccezione di quelli a loro volta trasformati in luoghi di culto, non c\u2019\u00e8 in genere quasi mai nessuno. Qui le amministrazioni locali ci hanno messo del tempo &#8211; e qualcuno ancora fatica &#8211; a capire che \u201cvalorizzare\u201d il patrimonio artistico non significa fare un bel museo, curare percorsi cittadini con la consulenza di storici, storici dell\u2019arte, ecc.; significa piuttosto \u201ccreare un\u2019esperienza\u201d, ovvero inventarsi miti farlocchi ma facilmente digeribili collegati al luogo e poi riempirlo di bar, ristoranti, alberghi, ecc. per monetizzare (cio\u00e8 marketing).<\/p>\n<p>L\u2019effetto \u201cUnder the Tuscan sun\u201d a Cortona \u00e8 un caso emblematico. \u00c8 insomma un business, ancora migliorabile sotto molti aspetti: per esempio in inverno il parco giochi chiude; oppure, dato che quello che si vende \u00e8 la citt\u00e0 o il territorio, il negozio \u00e8 nelle mani delle amministrazioni locali che in quanto a gestione imprenditoriale e managerialit\u00e0 spesso non sanno che pesci prendere. Oppure potrebbe essere riferito il caso di Volterra, afflitta da identici problemi, in cui l&#8217;Amministrazione comunale ha investito nel marketing della candidatura a capitale della cultura e, non avendo vinto la lotteria, si \u00e8 consolata del contentino regionale: capitale toscana della cultura. Ebbene come promozione culturale ha programmato tagli agli orari di apertura di alcuni musei comunali e al trattamento del personale, gi\u00e0 super sfruttato, delle cooperative che vi gestiscono servizi in appalto.<\/p>\n<p>Insomma, nient\u2019altro che un settore di investimento con modalit\u00e0 peculiari che hanno conseguenze sociali e urbanistiche determinate. Dunque, senza girarci tanto intorno, su questo si deve ragionare: \u00e8 un buon business? Gli effetti collaterali che ha sono superiori o inferiori ai vantaggi che apporta?<\/p>\n<p>La premessa pi\u00f9 generale \u00e8 che in questi territori non si tratta tanto di capire se il business \u00e8 buono o cattivo, ma di prendere atto che non ci sono vere alternative. Dato che bisogna pur vivere, si fa leva su quello che c\u2019\u00e8 e che funziona. Lasciando sostanzialmente al caso la gestione economica del paese, inevitabilmente finisce per emergere la soluzione pi\u00f9 a portata di mano e apparentemente pi\u00f9 conveniente. Il primo punto \u00e8 dunque quello della politica economica nazionale, se ha o meno delle prospettive e dei piani di sviluppo, di impiego, di creazione di reddito, ecc., nella quale si possa quindi valutare se i vantaggi\/svantaggi del parco giochi culturale siano migliori o peggiori rispetto ad altre scelte.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, oltre a quelli menzionati, ci sono ulteriori svantaggi: il settore crea lavoro stagionale, per sua natura precario; il settore \u00e8 a basso valore aggiunto che va tutto nelle tasche dell\u2019imprenditoria (spesso legata a piattaforme straniere) e poco dalla parte del salario (oltre che stagionale infatti questo tipo di occupazioni \u00e8 in genere estremamente \u201cflessibile\u201d). Infine, il settore dipende in tutto e per tutto dalla capacit\u00e0 di spesa di terzi e dal loro volere; \u00e8 quindi soggetto alle mode delle \u201cnarrazioni\u201d ma soprattutto alle crisi nel corso delle quali le prime cose che si tagliano sono i beni effimeri. Tra mangiare e andare in vacanza in genere si preferisce mangiare.<\/p>\n<p>Per fare scelte alternative a quella del parco giochi turistico ci sono dunque validi motivi. Bisogna per\u00f2 avere alternative che sono possibili solo con politiche economiche e industriali gestite a livello nazionale. Se invece si intende proseguire con questo tipo di turismo, bisogner\u00e0 comprarsi un grembiule e prepararsi a diventare i camerieri dei ricchi di mezzo mondo. Se una volta anche per questo bisognava emigrare, finalmente potremo essere camerieri a casa nostra!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Note:\u00a0<\/b><\/p>\n<p>[1] \u00c8 molto interessante come gi\u00e0 Carducci nel 1877 anticipasse questi toni in parte quasi apocalittici commentando le reazioni di una turista inglese e di un ciociaro di fronte alla Terme di Caracalla. La prima rappresenta in nuce il futuro turismo di massa straniero, il secondo l\u2019autoctono ignaro del patrimonio che ha di fronte (o che oggi sfrutta s\u00ec economicamente, ma senza \u201crispettarlo\u201d nella sua grandezza storica). Per entrambi il buon Giosu\u00e8 invoca la \u201cfebbre\u201d! Criticato per questi accenti un po\u2019 forti, da gran furbacchione qual era, in edizioni successive \u201cspiegher\u00e0\u201d che ce l\u2019aveva con gli speculatori edilizi! (cfr. G. Carducci, Dinanzi alle terme di Caracalla, da Odi Barbare, in Poesie, Bologna, Zanichelli, 1906. pp. 795-797; la \u201cspiegazione\u201d a p. 893).<\/p>\n<p>[2] Per questo rimando a quanto gi\u00e0 a suo tempo scritto su <i>La citt\u00e0 futura<\/i>. Vedi <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/fenomenologia-della-ferragni\"><i>Fenomenologia della Ferragni. Lotta di classe e ideologia nel capitalismo crepuscolare<\/i><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/una-notte-al-museo-alta-cultura-e-capitalismo-crepuscolare\"><i>Una notte al museo? Alta cultura e capitalismo crepuscolare<\/i><\/a> (ora raccolti in R. Fineschi, Capitalismo crepuscolare. Approssimazioni, 2022).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/camerieri-a-casa-nostra-ovvero-dell%e2%80%99italico-destino\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/camerieri-a-casa-nostra-ovvero-dell%e2%80%99italico-destino<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Roberto Fineschi) La deriva urbanistico-sociale delle citt\u00e0 d&#8217;arte, devastate dal marketing del turismo, che vedono spopolarsi i centri storici, trasformati in musei, e sfigurarsi gli apparati commerciali. 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