{"id":81027,"date":"2023-08-10T08:21:02","date_gmt":"2023-08-10T06:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81027"},"modified":"2023-08-08T15:24:06","modified_gmt":"2023-08-08T13:24:06","slug":"sahel-i-4-motivi-dellattrazione-per-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81027","title":{"rendered":"SAHEL: I 4 MOTIVI DELL\u2019ATTRAZIONE PER PUTIN"},"content":{"rendered":"<p><strong>di NOTIZIE GEOPOLITICHE (Francesco Giappichini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"td-featured-image-rec\">\n<div class=\"td-post-featured-image\">\n<figure><a class=\"td-modal-image\" href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Africa-Russia.jpg\" data-caption=\"(Foto: Notizie Geopolitiche).\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb td-animation-stack-type0-2\" title=\"Africa Russia\" src=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Africa-Russia.jpg\" alt=\"\" width=\"534\" height=\"463\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">(Foto: Notizie Geopolitiche).<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, think tank di ogni dove hanno sviscerato le origini dell\u2019astio africano verso la presenza francese nel Continente nero: un atteggiamento culturale, da alcuni definito \u201cfrancofobia\u201d. Non uguale impegno \u00e8 stato profuso per capire le ragioni dell\u2019attrazione verso la Russia e il presidente Vladimir Putin: una seduzione politica che ha coinvolto in primis i Paesi francofoni, specie quelli della regione del Sahel. Comunque, secondo i pi\u00f9 autorevoli centri studi, sono quattro le radici del sentimento filorusso nella cosiddetta \u201cRussiafrique\u201d. La prima risale ai tempi della decolonizzazione e della Guerra fredda: sin dal \u201950, l\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss) strinse forti legami con vari Paesi africani, sostenendoli nella lotta per l\u2019indipendenza.<br \/>\n\u201cL\u2019Urss ha addestrato il nuovo esercito maliano dopo l\u2019indipendenza e ha istituito una scuola per dipendenti pubblici. Oggi molti agenti e soldati parlano russo\u201d, ha spiegato Boubacar Haidara, ricercatore presso l\u2019Istituto di studi politici di Parigi. Un impegno che, da parte di Mosca, non \u00e8 venuto meno neppure dopo la dissoluzione dell\u2019Urss. Lo dimostra il caso del colonnello Sadio Camara, il ministro della Difesa del Mali. Questi, che in passato trascorse un anno presso il Moscow higher combined arms command school, \u00e8 considerato tra i principali organizzatori del golpe del \u201920, e tra i pi\u00f9 attivi promotori della cooperazione militare Mosca-Bamako.<br \/>\nLa seconda ragione si fonda invece su una percezione: gli africani non giudicherebbero come neocoloniale l\u2019impegno di Mosca nell\u2019area. \u201cLa Russia ascolta i nostri reali bisogni, non ci impone nulla in cambio. Non schiera soldati sul nostro terreno e se abbiamo bisogno di armi, ci d\u00e0 armi\u201d, ha dichiarato Issoufou Niamba, portavoce della Coalition des patriotes africains section du Burkina Faso. Ovviamente a emergere \u00e8 anche la volont\u00e0 della Russia di non apparire una potenza coloniale: cos\u00ec il proprietario del Gruppo Wagner, Evgenij Prigo\u017ein, ha definito il golpe in Burkina Faso come \u201cuna nuova era di decolonizzazione\u201d, e ha denominato Assimi Go\u00efta, il presidente del Mali, come il \u201cChe Guevara africano\u201d.<br \/>\nMosca si fa cos\u00ec sostenitrice dell\u2019ideologia panafricanista: secondo Alain Antil, dell\u2019Institut fran\u00e7ais des relations internationales (Ifri), un \u201cmondo multipolare, dove gli occidentali non governano tutto, \u00e8 la lotta comune di russi e panafricanisti\u201d. La terza ragione ha a che vedere con la sofisticata propaganda russa, che non si limita alle campagne di disinformazione e manipolazione, sui social network o i media locali (proverbiali le vignette anti francesi). Si cerca soprattutto di sostenere e finanziare gli influencer-attivisti filorussi, specie i pi\u00f9 estremisti. Dalla svizzera-camerunense Nathalie Yamb, \u201cLa dame de Sochi\u201d, sino al franco-beninese K\u00e9mi S\u00e9ba: ovvero, il teorico della \u201cpanafricanit\u00e9\u201d e della \u201cde-francesizzazione\u201d. Questi, al secolo Stellio St\u00e9lio Gilles Robert Capo Chichi, \u00e8 stato condannato per incitamento all\u2019odio razziale, mentre il suo movimento Tribu Ka fu sciolto per antisemitismo. La quarta ragione risiede nella difesa di un modello conservatore, che nei fatti \u00e8 quello di gran lunga preferito dall\u2019opinione pubblica del Sahel: Mosca, spiega Antil, sostiene \u201ci valori sociali e familiari tradizionali, in opposizione alle democrazie liberali percepite come decadenti. Per alcuni, vedere che gli aiuti allo sviluppo sono subordinati a progetti su questioni di genere o Lgbt+ \u00e8 uno shock\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/sahel-i-4-motivi-dellattrazione-per-putin\/\">https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/sahel-i-4-motivi-dellattrazione-per-putin\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NOTIZIE GEOPOLITICHE (Francesco Giappichini) (Foto: Notizie Geopolitiche). &nbsp; Negli ultimi anni, think tank di ogni dove hanno sviscerato le origini dell\u2019astio africano verso la presenza francese nel Continente nero: un atteggiamento culturale, da alcuni definito \u201cfrancofobia\u201d. Non uguale impegno \u00e8 stato profuso per capire le ragioni dell\u2019attrazione verso la Russia e il presidente Vladimir Putin: una seduzione politica che ha coinvolto in primis i Paesi francofoni, specie quelli della regione del Sahel. 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