{"id":81067,"date":"2023-08-14T08:30:32","date_gmt":"2023-08-14T06:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81067"},"modified":"2023-08-12T15:22:01","modified_gmt":"2023-08-12T13:22:01","slug":"cina-e-giappone-ceravamo-tanto-odiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81067","title":{"rendered":"Cina e Giappone: c&#8217;eravamo tanto odiati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Gino Lanzara)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81068\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/090823-Analisi-Cina-Giappone-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/090823-Analisi-Cina-Giappone-300x224.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/090823-Analisi-Cina-Giappone.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Asia si appresta a far vivere momenti di fibrillazione. Due gli egemoni, Pechino e Tokio, con prospettive e conclusioni dai colori cangianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre le economie occidentali tentano un difficile soft landing, l\u2019influenza delle vicende cinesi si avverte nitidamente a cominciare da un\u2019economia dalla ripresa poco brillante che avrebbe bisogno di investimenti pi\u00f9 selettivi. La sofferenza del segmento immobiliare si \u00e8 accoppiata ad una marcata debolezza industriale e con una disoccupazione giovanile da record; una situazione la cui gravit\u00e0 \u00e8 indicata dal calo sia del consumo di beni durevoli che dei tassi di investimento del settore privato, e dalla crescente preferenza a depositare una quota maggiore dei risparmi in conti bancari; il virus non \u00e8 la sola causa del COVID economico, caratterizzato da esigua propensione agli investimenti e scarsa reattivit\u00e0 alle politiche macroeconomiche di sostegno, ma va considerata anche l\u2019azione dello Stato che ha privato l\u2019economia di dinamismo; la protezione dagli shock macroeconomici \u00e8 diminuita e la percentuale di societ\u00e0 che hanno richiesto prestiti \u00e8 rimasta bassa nonostante gli sforzi della banca centrale1, anche alla luce della precedente politica economica che ha irreggimentato l\u2019iniziativa privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che il parlamento cinese abbia modificato le procedure legislative per facilitare l&#8217;approvazione della legislazione di emergenza non induce all\u2019ottimismo, tanto che la societ\u00e0 cinese soffre di timori assenti dai tempi di Mao2. Immaginate uno splendido paradosso: risparmiatori cinesi che convogliano liquidit\u00e0 sul mercato yankee mentre la BRI si sgretola perdendo di mordente e credibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sull\u2019altra sponda del Mar Cinese Orientale, la Bank of Japan interviene sull\u2019inflazione e ritarda l\u2019abbandono delle politiche dei tassi negativi confermando il controllo della curva dei rendimenti e, soprattutto, preservando prospettive pi\u00f9 promettenti di quelle cinesi. L\u2019aspetto da economic warfare pechinese si sostanzia nel beggar thy neighbor, dato che le sue politiche economiche peggiorano o comunque non migliorano i problemi altrui aumentando la domanda di export e riducendo la dipendenza dall\u2019import3; la Cina considera politica ed economia sostanzialmente caratteristiche militari, e le azioni belliche come politico-economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli scambi sino giapponesi sono stati sempre intensi, per cui l\u2019uno \u00e8 partner commerciale rilevante per l\u2019altra e viceversa, bench\u00e9 l\u2019interdipendenza economica non abbia agevolato l\u2019armonia relazionale, complice anche (e non solo) la sovrastruttura confuciana per cui il passato incide sul presente, condizionato anche da pressioni volte a costringere Tokyo ad arrendevolezze che mal si coniugano con il temperamento nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque non \u00e8 tutto e solo economia, sia pur spicciola; rivendicazioni territoriali, riarmo nel Pacifico, tensioni politico diplomatiche, hanno indotto Tokyo ad una revisione strategica caratterizzata da una riconsiderazione del pacifismo costituzionale da passivo a proattivo, un pacifismo fondato sull\u2019anacronistico art. 9 della Costituzione che non tiene conto dell\u2019ascesa cinese, di Taiwan e delle sue prossime elezioni sotto assedio, della minaccia nord coreana che blocca gli USA sul 38\u00b0 parallelo, dell\u2019assertivit\u00e0 russa sulle isole Curili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come gi\u00e0 accaduto in passato, la geopolitica sta conducendo il Giappone ad interventi sostanziali in tema di relazioni internazionali che non possono non riverberarsi sulla societ\u00e0. L\u2019elemento che spezza gli equilibri continentali \u00e8 la Cina; l\u2019espansionismo del Dragone sulle isole giapponesi Senkaku, ha indotto Tokyo a rivedere il sistema di sicurezza arcipelagico e non solo: la crescita pacifica (sic!) di marca cinese mal si concilia con gli interessi nippo-americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il concetto di Indo Pacifico si delinea nel 2006, quando Abe Shinzo, in un discorso al Parlamento indiano parla della confluenza di due mari, un\u2019immagine utile a comprendere il richiamo alla necessit\u00e0 di assicurare libere navigazione e circolazione altrimenti minacciate dal revanscismo cinese; a fronte della BRI si staglia dunque l\u2019Arco della libert\u00e0 e della prosperit\u00e0 che, oltre al Giappone, raccoglie Australia, India, USA, una proposta di alleanza poi divenuta il Quadrilateral Security Dialogue, cui va collegato il concetto di FOIP4. Lo spazio di maggior competizione economica sino-giapponese \u00e8 quello del Sudest Asiatico, soprattutto in ambito infrastrutturale; mentre la Cina ha sostenuto l\u2019Asian Infrastructure Investment Bank, il Giappone ha risposto con la Partnership for Quality Infrastructure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 la sovranit\u00e0 a giocare un ruolo fondamentale in Giappone, a partire dal Trattato di San Francisco del 1951; malgrado la diffidenza nei confronti dell\u2019apparato militare, l\u2019anomalia di un paese privo di forze armate ha indotto a ripensare la questione sia pur sotto un\u2019ottica autodifensiva e ha contribuito, con lo sganciamento dai vari impegni militari all\u2019estero, alla convinzione che il governo nipponico fosse maestro indiscusso della sola diplomazia del libretto degli assegni, prassi che non ha impedito di ipotizzare sostanziali modifiche costituzionali soprattutto grazie ad Abe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerato che durante la Guerra fredda il pacifismo era funzionale alla stabilit\u00e0 del territorio interno, o relazionabile ad un ruolo internazionale diplomatico, con il crollo del muro di Berlino si \u00e8 acceso un dibattito sulla necessit\u00e0 che il Giappone partecipasse attivamente al mantenimento della pace anche attraverso lo strumento militare. La novit\u00e0 di rilievo, in un Paese che si percepisce lento e riflessivo nelle decisioni capitali, \u00e8 consistita nel principio della salvaguardia della sicurezza comunque e dovunque minacciata, al netto di utopie filosofiche sul modello de la ricerca della felicit\u00e0 alla Will Smith, cui si contrappone una concreta capacit\u00e0 di contrattacco la cui acquisizione, disponendo di idoneo armamento missilistico, non richiede lunghe e complicate riforme costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 l\u2019unica novit\u00e0; le dinamiche in corso stanno portando a considerare sotto un\u2019altra prospettiva ulteriori interazioni tra partner statunitensi nell\u2019Indo Pacifico e Alleanza Atlantica, una conseguenza da 3^ principio della dinamica delle relazioni internazionali alla luce delle liaison sino russe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed ora, altro colpetto alle fondamenta del celeste PCC, dove gli imprevisti e gli incidenti di percorso minano la salute di chiunque. Dopo la dipartita del ministro degli esteri, \u00e8 stata la volta di due altissimi vertici militari; il generale Li Yuchao, comandante della forza missilistica5 convenzionale e nucleare6 del PLA e il suo vice, generale Liu Guangbin, secondo la BBC scomparsi7 da tempo e probabilmente sotto la custodia del braccio secolare dell\u2019anticorruzione8, e rilevati dall&#8217;ex vice capo della marina, Wang Houbin9, e da Xu Xisheng, proveniente dal comando meridionale dell\u2019Esercito di Guangzhou, destinato all\u2019incarico di commissario politico. Particolare interessante: l\u2019indagine dell\u2019anti corruzione \u00e8 iniziata dopo le dimissioni di Wei Fenghe da ministro della Difesa cosa che fa maliziosamente pensare ad un oscuro desiderio di rafforzare il controllo politico su forze armate che giurano fedelt\u00e0 al Partito ma non allo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le sostituzioni quasi contemporanee di stellati e feluche, una possibile sfida per Xi, hanno visto il ritorno in scena di Wang Yi10, il pi\u00f9 alto diplomatico del servizio estero; il tutto dopo l\u2019umiliante giubilazione di Hu Jintao avvenuta durante il Congresso che ha consegnato a Xi e ai suoi fedelissimi il Partito, ovvero l\u2019espressione imperiale pi\u00f9 autentica, trasformista ed adattabile del corso politico cinese passato e presente: tra la repressione in Tibet e quella in Xinjiang non cambiano n\u00e9 logica di governo n\u00e9 la scelta dei migliori partner, Francia e Germania11 \u00fcber alles, malgrado la francese RF1, nel 2020, abbia definito la nuova campagna di epurazione e rettifica contro la corruzione molto vicina ad una purga stalinista, ripetizione ideale del Movimento di rettifica Yan\u2019an, che nel 1942 serv\u00ec al consolidamento della posizione di Mao.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lotta alla corruzione \u00e8 spesso stata un mezzo per occultare conflitti interni; lo stesso Xi ha tenuto a ricordare che il ruolo di guida sulle forze armate spetta solo al partito. Sia chiaro, malgrado le rimozioni i programmi imperiali \u2013 forse \u2013 non cambieranno, bench\u00e9 non possa non tenersi conto del crollo del 14,5% delle esportazioni e del fatto che non \u00e8 possibile tollerare ulteriori stagnazioni dovute ad una sindrome economica che si preannuncia lunga e sottovalutata, con un\u2019economia volatile ed un elevato debito pubblico; piazza Tienanmen ha insegnato a temere i terremoti sociali e le loro conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una sponda all\u2019altra: il Giappone, paese a lungo concentrato sulla sua innenpolitik, e con un\u2019aussenpolitik12 determinata dal sole atomico acceso a Hiroshima e Nagasaki che ha portato il Paese fuori dalla storia dove sta rientrando ora; oggi Tokyo sta riprendendo coscienza della sua forza nel Pacifico in funzione di contingenze geopolitiche che, sotto la pressione americana, la stanno spingendo verso nuove responsabilit\u00e0 determinate dalla necessit\u00e0 di preservare la libert\u00e0 delle vie marittime minacciate da Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quanto pu\u00f2 reagire il Giappone a fronte di un\u2019evidente difficolt\u00e0 di influenzare gli eventi nella sua area geostrategica? E poi: se gli USA puntano ad utilizzare Tokyo come punta avanzata, quanto sono disposti a dimenticare i suoi passati fasti imperiali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la geoeconomia \u00e8 disciplina agevole per il Giappone, che deve contrastare la politica strategica-assistenziale cinese verso i paesi pi\u00f9 poveri del quadrante, pi\u00f9 difficile \u00e8 il ritorno non ad una nuova militarizzazione, ma ad un riarmo divenuto necessario per garantire il traffico mercantile proiettando potenza ed esercitando deterrenza al di l\u00e0 di logiche puramente difensive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel che \u00e8 certo \u00e8 che il Giappone ha sempre saputo adattarsi alle circostanze, anche ora che scopre vocazioni che oltrepassano la sfera finanziaria ed economica. Non a caso Tokyo ha reso noti tre documenti strategici: la nuova National Security Strategy (NSS), che va a sostituire quella del 2013 emessa sotto Abe, la National Defense Strategy (NDS) (nota come National Defense Program Guidelines) e il Defense Buildup Program (DBP) (l\u2019ex Medium-Term Defense Program), una vera e propria inversione di tendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia giapponese, malgrado i cambiamenti, \u00e8 di fatto in continuit\u00e0 con il processo di normalizzazione di Abe, con disponibilit\u00e0 di budget fino al 2% del PIL che devono trovare sia costante copertura finanziaria13 sia l\u2019acquisizione di equipaggiamenti in grado di assicurare una capacit\u00e0 di contrattacco, ipotizzabile comunque entro uno scenario di auto-difesa, escludendo la praticabilit\u00e0 di attacchi preventivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da rimarcare l\u2019inscindibilit\u00e0 tra economia e sicurezza, senza dimenticare la difesa delle supply chain e l\u2019intento di giungere ad un decoupling con la Cina con cui affrontare un mutevole equilibrio di potere ed una competizione strategica che tiene conto delle defaillance ucraine14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tempo il governo giapponese esprime preoccupazione per l\u2019espansionismo cinese foriero di pericolose reazioni non intenzionali, innescando repliche irate da parte di Pechino che accusa Tokyo di interferenze politiche. Eppure, mai come stavolta il libro bianco qualifica la Cina come una sfida strategica senza precedenti che ha incrementato le spese per gli armamenti e variato unilateralmente lo status quo nel Mar della Cina con operazioni congiunte con la Russia negli spazi antistanti il Giappone, e nello Stretto di Taiwan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La replica cinese non si \u00e8 fatta attendere, anche se \u00e8 sembrata tradire una qualche apprensione sulla riacquisizione delle capacit\u00e0 belliche giapponesi in generale e delle gi\u00e0 citate capacit\u00e0 di contrattacco in particolare; in sintesi, mentre la cooperazione con la Russia, ora rivista criticamente da Xi alla luce degli eventi ucraini, si basa sulla non alleanza, sul non confronto e non prende di mira terzi, il Giappone attenta comunque alla pace pur non ponendo linee rosse che invece, generosamente, Pechino traccia a Taiwan impartendo lezioni etico politiche a geometria variabile e, peraltro, rivolte ad un Paese che ha serbato parte di un\u2019idea imperiale sublimata, storicamente, nella Marina, l\u2019arma pi\u00f9 vicina all\u2019anima pi\u00f9 profonda del Giappone, quella ancora una volta pi\u00f9 idonea all\u2019interpretazione del nuovo concetto strategico in concorrenza con l\u2019insorgente navalit\u00e0 cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Troppo spesso distratti dalla nascente Marina d\u2019altura del PLA, ci si dimentica che il Sol Levante, sul mare, gi\u00e0 detiene spiccate capacit\u00e0 operative di comando e controllo, \u00e8 un capace interprete della lotta antisom, e sta ricostituendo forze aeronavali che dovrebbero far rammentare come nel Pacifico i primi custodi delle lesson learned della guerra con strike carrier group siano stati proprio i giapponesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto vale, allora, la muraglia d\u2019acciaio di soldati invocata dal presidente Xi? Qual \u00e8 il livello di affidabilit\u00e0, se \u00e8 cos\u00ec impellente rafforzare il controllo disciplinare sui militari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La presuntuosa lectio magistralis impartita a seguito dell\u2019uscita del nuovo libro bianco giapponese da Tan Kefei, portavoce del ministero della Difesa nazionale cinese, suona come atto politico interno dovuto: per principio il Dragone non pu\u00f2 accettare nulla che non sia confacente alla sua linea; il problema si pone tuttavia secondo una notevole variet\u00e0 di termini che non possono essere trascurati. alzare la voce \u00e8 generalmente esercizio rischioso, sia perch\u00e9 \u00e8 necessario poter disporre di retroterra solidi, sia perch\u00e9 i destinatari degli acuti, ed i loro pi\u00f9 o meno potenti sodali, potrebbero mal recepire i messaggi lanciati, specie se fondati su trascorsi storici rimossi e controversi che alimentano mai sopite rivalit\u00e0 e che soprattutto vanno a risvegliare reminiscenze altrui molto pi\u00f9 recenti di atti di forza ugualmente opinabili. In sintesi, sembra proprio che nessuno possa arrogarsi il diritto di scagliare pietre n\u00e9 prima n\u00e9 dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Posto che il potenziamento militare cinese si poggia sull\u2019espansione economica e sulla capacit\u00e0 di attrarre investimenti aprendo il mercato, l\u2019irrigidimento imposto dal Partito, unito agli sconquassi pandemici, non aiuta un granch\u00e9, specie ora che l\u2019export \u00e8 in forte sofferenza ed il Paese sta scivolando in deflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro aspetto che \u00e8 opportuno ricordare, riguarda la sindrome di Kronborg15, che ha ispirato le rimozioni dei vertici militari e di partito, una patologia che, indotta dalla pervasivit\u00e0 del Partito nello Stato, non trova eguali sulle sponde di Tokyo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo strumento militare, infine, \u00e8 l\u2019altro cardine su cui poggia la querelle; il fatto che la Cina stia procedendo da tempo ad un massiccio riarmo in modo peraltro poco trasparente, non pu\u00f2 certo autorizzare un\u2019esclusivit\u00e0 tale da impedire che lo faccia anche il Giappone che, tra l\u2019altro, padrone dei fondamenti geopolitici che lo renderebbero nuovamente protagonista, \u00e8 gi\u00e0 in possesso non solo dei mezzi che rendono una Marina una Blue Navy, ma anche del know how e del personale necessari. Razionalmente, una condotta belligerante non sembra pagante per nessuno, specie se rivolta nei confronti di una nazione, il Giappone, che mal tollera strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, specie quella del senso di colpa indirizzato a strappare concessioni di tipo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il riarmo giapponese, infine, oltre alle considerazioni pi\u00f9 strettamente d\u2018area, porta necessariamente ad espandere il quadro, valutando non solo una possibile e rinnovata effettivit\u00e0 del pivot to Asia degli USA, che possono contare su un alleato proattivo, ma anche l\u2019allargamento politico militare verso l\u2019India da un lato, e verso l\u2019Oceania dall\u2019altro, un\u2019espansione che in termini geografici deve far prestare la pi\u00f9 profonda attenzione a coloro i quali \u00e8 demandato il controllo geografico dei passaggi obbligati, magari a soggetti politici che, nella scala delle priorit\u00e0 nazionali, pongono la suscettibilt\u00e0 cinese nel basso lato destro della classifica. Alla luce del fatto che le rispettive percezioni politico-sociali non sono certo migliorate, pu\u00f2 essere utile ricordare la teoria dell\u2019ascesa pacifica e legittima della Cina di Barry Buzan, che nel definire Pechino potenza revisionista insoddisfatta del proprio posizionamento internazionale, non pu\u00f2 fare a meno di migliorare i rapporti con Tokyo. Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1 Bank of America, Economist Intelligence Unit e Goldman Sachs hanno ribassato le loro previsioni sulla crescita del PIL 2023, riducendole di almeno 0,4 punti percentuali.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2 Murong Xuecun pseudonimo dello scrittore cinese Hao Qun ha paragonato l&#8217;esperienza del Covid a una campagna di imprigionamento di massa.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3 Una guerra valutaria \u00e8 un esempio di beggar thy neighbor.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4Free and Open Indo-Pacific<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5 La Forza missilistica \u00e8 essenziale e ha la responsabilit\u00e0 di garantire la sicurezza di tutti i vettori nucleari strategici del Paese, oltre che di schierare tutte le testate nucleari in posizioni specifiche secondo le istruzioni del Partito; possiede un ruolo centrale sia in relazione all\u2019invasione di Taiwan sia in quello di un conflitto con gli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Secondo le stime del SIPRI, le dimensioni dell\u2019arsenale nucleare cinese sarebbero aumentate da 350 testate nel gennaio 2022 a 410 nel gennaio 2023 \u2013 un numero destinato a crescere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>6 La dottrina nucleare cinese \u00e8 stata caratterizzata, da una natura difensiva, basandosi sul caposaldo del no-first-use, senza per\u00f2 escludere risposte immediate ed efficaci. Dopo la morte di Mao (1976), l\u2019innovazione avviata da Deng Xiaoping coinvolse anche l\u2019arsenale nucleare; la Commissione Militare Centrale diede il proprio assenso alle fasi di studio, sviluppo, test e schieramento di due ordigni innovativi rispetto alla tradizione maoista: le armi nucleari tattiche e la bomba al neutrone.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>7 Secondo Cercius, una societ\u00e0 canadese che monitora la politica cinese, lo stato di circa una decina di funzionari della forza missilistica del Pla non \u00e8 chiaro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>8 Si sono diffuse anche altre voci per cui Li Yuchao \u00e8 stato coinvolto in indagini per sospetto spionaggio riguardante suo figlio che studiava negli Stati Uniti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>9 Gode della fiducia di Xi nelle sue capacit\u00e0 di condurre una guerra ibrida.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>10 Recentemente Wang ha tentato di dissuadere Giappone e Corea del Sud dall\u2019intrattenere rapporti con USA e NATO appellandosi ai comuni tratti somatici e culturali in comune tra i tre paesi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>11 Annalena Baerbock, Ministro degli esteri: &#8220;per la Germania, la Cina rimane un partner, un concorrente e un rivale sistemico, ma negli ultimi anni l&#8217;aspetto della rivalit\u00e0 sistemica \u00e8 sempre pi\u00f9 emerso&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>12 Politica interna e politica estera<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>13 Per finanziare l\u2019incremento del bilancio il premier Kishida propone un progressivo aumento fiscale, controbilanciata da chi suggerisce l\u2019emissione di titoli di stato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>14 Fumio Kishida: \u201cQuello che sta succedendo in Ucraina, domani potrebbe accadere nell\u2019Asia orientale\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>15 Castello di Amleto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/cina-e-giappone-ceravamo-tanto-odiati\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/cina-e-giappone-ceravamo-tanto-odiati<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Gino Lanzara) L\u2019Asia si appresta a far vivere momenti di fibrillazione. 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