{"id":81112,"date":"2023-08-16T08:00:48","date_gmt":"2023-08-16T06:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81112"},"modified":"2023-08-14T16:41:59","modified_gmt":"2023-08-14T14:41:59","slug":"frank-furedi-perche-non-possiamo-fare-a-meno-dello-stato-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81112","title":{"rendered":"Frank Furedi &#8211; Perch\u00e9 non possiamo fare a meno dello Stato nazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><i><b>&#8220;Checch\u00e9 se ne pensi\u00a0degli Stati nazionali, al di fuori dei loro confini non pu\u00f2 esistere una vita pubblica democratica.\u00a0Solo in quanto cittadini che interagiscono all&#8217;interno di un&#8217;unit\u00e0 geograficamente delimitata, il processo decisionale democratico pu\u00f2 funzionare ed ottenere risultati significativi&#8221; scrive il grande intellettuale e sociologo Frank Furedi in merito all&#8217;importanza dei confini nazionali. Una riflessione domenicale di spessore da parte di un grande intellettuale contemporaneo,\u00a0<a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/25-2023\/warum-grenzen-wichtig-sind\/\">ne scrive Frank Furedi\u00a0 su Makroskop.eu<\/a><\/b><\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEiy09dOkJFaWs6gPrlm5summe-ufoBvz96rAPnFUgOEIWnqdUvtRI8yqgtsnLuNqr2coe6V1JqGgQRWZL3LO4EAJKSejpBoxdIsusqXYrJo3pXVCDDbAaz2jUJzU4bOJEjZtjXFfLuhYCRL-Z6kibYA7zoUGVqqz3dikrLkOZYdhGMwM7MsztuFL6-ryX8\/s632\/Europa-Flagge2-768x220.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEiy09dOkJFaWs6gPrlm5summe-ufoBvz96rAPnFUgOEIWnqdUvtRI8yqgtsnLuNqr2coe6V1JqGgQRWZL3LO4EAJKSejpBoxdIsusqXYrJo3pXVCDDbAaz2jUJzU4bOJEjZtjXFfLuhYCRL-Z6kibYA7zoUGVqqz3dikrLkOZYdhGMwM7MsztuFL6-ryX8\/w640-h184\/Europa-Flagge2-768x220.jpg\" width=\"640\" height=\"184\" border=\"0\" data-original-height=\"181\" data-original-width=\"632\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<p><b><i>Stiamo andando verso un&#8217;Europa senza confini o verso un&#8217;Europa delle nazioni?<\/i><\/b><\/p>\n<p><b>La societ\u00e0 occidentale si \u00e8 allontanata sia dai confini<\/b>\u00a0che dalle limitazioni sociali che da secoli danno un significato all&#8217;ambiente umano. Molti commentatori all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea affermano che i confini sono diventati irrilevanti nell&#8217;era della migrazione di massa e della globalizzazione. Alcuni vanno persino oltre, proponendo di eliminare del tutto i confini. E non vengono attaccati solo i confini che separano le nazioni l&#8217;una dall&#8217;altra.<\/p>\n<p><b>Le tradizionali distinzioni che separano gli adulti dai bambini,<\/b>\u00a0gli uomini dalle donne, gli esseri umani dagli animali, i cittadini dai non cittadini o il privato dal pubblico, vengono sempre pi\u00f9 denunciate come arbitrarie, innaturali e ingiuste. La controversia sulla migrazione di massa e sui confini fisici procede di pari passo. \u00c8 strettamente legata al dibattito sulle distinzioni simboliche di cui le persone hanno bisogno per orientarsi nella vita quotidiana.<\/p>\n<p><b>In modo paradossale, il tentativo di modificare\u00a0<\/b>o abolire i confini tradizionali va di pari passo con l&#8217;obbligo di creare nuovi confini. Gli attivisti No-Border chiedono spazi sicuri per i rifugiati, gli oppositori dell'&#8221;appropriazione culturale&#8221; chiedono controlli sulla lingua, e i sostenitori dell&#8217;identit\u00e0 politica si impegnano a separare le minoranze dalla societ\u00e0 maggioritaria.<\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjIy06VA02l9FhI-IOmWhGpHTww-ojUdk247TthLF5ShRDCh8LcFW9umoepqoQdYkg_WkG4RuqRJquv8Y-X47eEInH2RLdi7lsgHwYh6SawFoafKO3ttOPn-rePBgEM4awJ12MRvqU-rH2qQct9WCOWCL7SyrYeFkbgJ7JATNvY3sxCBFbo_KbWvC-pCc8\/s259\/download%20(2).jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjIy06VA02l9FhI-IOmWhGpHTww-ojUdk247TthLF5ShRDCh8LcFW9umoepqoQdYkg_WkG4RuqRJquv8Y-X47eEInH2RLdi7lsgHwYh6SawFoafKO3ttOPn-rePBgEM4awJ12MRvqU-rH2qQct9WCOWCL7SyrYeFkbgJ7JATNvY3sxCBFbo_KbWvC-pCc8\/s16000\/download%20(2).jpeg\" alt=\"Frank Furedi\" border=\"0\" data-original-height=\"194\" data-original-width=\"259\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">Frank Furedi<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><b>L&#8217;alienazione della societ\u00e0<\/b><\/p>\n<p><b>La societ\u00e0 contemporanea, in particolare le sue \u00e9lite culturali e politiche,<\/b>\u00a0faticano a dare un significato alle distinzioni simboliche. Nella letteratura accademica e nelle pagine dei media si enfatizza sempre di pi\u00f9 il carattere arbitrario e sfumato dei confini e si mette implicitamente o esplicitamente in discussione il loro status morale e la loro legittimit\u00e0. Spesso, sotto l&#8217;influenza delle teorie postmoderne, in particolare dei lavori del filosofo francese Gilles Deleuze, i confini vengono rappresentati come costruzioni indefinite e artificiali. Ad esempio, si fa riferimento all&#8217;artificialit\u00e0 del confine tra Est e Ovest, civilizzato e non civilizzato, o Europa e Asia.<\/p>\n<p><b>Questa tendenza a vedere i confini &#8211;<\/b>\u00a0cos\u00ec come altre distinzioni e separazioni fortemente delineate &#8211; solo in una luce negativa \u00e8 diffusa anche nella cultura popolare contemporanea. Questa agenda post-border, o l&#8217;identificazione con uno stato fluido che va oltre i confini, vengono presentate come una virt\u00f9 positiva. Nell&#8217;economia, nelle relazioni pubbliche e nella pubblicit\u00e0, l&#8217;entusiasmo per la dimensione &#8220;senza confini&#8221; \u00e8 un&#8217;espressione di audacia, spirito pionieristico ed esplorazione dell&#8217;ignoto.<\/p>\n<p><b>Sarebbe davvero ispirante se ci fosse un ritorno\u00a0<\/b>al concetto illuminista kantiano di cosmopolitismo. Purtroppo, la negazione culturale dei confini \u00e8 guidata da numerosi impulsi contraddittori. La forza trainante dominante \u00e8 la paura di assumersi la responsabilit\u00e0 delle distinzioni simboliche e delle chiare delineazioni. E questo si applica sia alla politica che all&#8217;educazione dei bambini. Negli ultimi tempi, ad esempio, genitori e insegnanti si sforzano di essere amici dei giovani piuttosto che modelli morali e mentori.<\/p>\n<p><b>Ovviamente, \u00e8 difficile contestare l&#8217;affermazione secondo la quale<\/b>\u00a0i confini sono costruzioni sociali, sia arbitrarie che artificiali. Chiunque guardi una mappa del mondo ne sar\u00e0 colpito dal suo carattere arbitrario. Molte delle frontiere africane sono tracciate in linee rette e testimoniano la mancanza di immaginazione delle potenze coloniali. Il confine tra un bambino e un adulto viene sempre attraversato dai giovani durante l&#8217;adolescenza. Le frontiere tra nazioni sono costantemente messe alla prova da politici, eserciti, fornitori di servizi Internet, aziende, contrabbandieri e migranti. Nessun confine \u00e8 intoccabile.<\/p>\n<p><b>Tuttavia, i confini non sono solo costruzioni artificiali.\u00a0<\/b>Sono l&#8217;espressione fisica o simbolica di un bisogno sociale. Non si pu\u00f2 pretendere che a tutti piaccia un certo confine, ma questo mezzo di separazione e distinzione esprime bisogni ed aspettative radicati nella societ\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEhYUsOQpG4JQqGbxtxmevvwjTSX1GOEqoBz3nq355yVodts-1hatGIT-T6rZww6QtJn0MZkC3oWs0snDMUIjEtoyR-7R27mT2XSpyCWpHwnIn23rJT5akD9TIxzGZkCoCajDEtQ6NAyjfapI0JSfQPhNsP6LYqnpDkc6wlvOLi5jB_-w7BZUy4t9LlpdBM\/s750\/COVER-linee-furedi-i-confini-contano-500x750.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEhYUsOQpG4JQqGbxtxmevvwjTSX1GOEqoBz3nq355yVodts-1hatGIT-T6rZww6QtJn0MZkC3oWs0snDMUIjEtoyR-7R27mT2XSpyCWpHwnIn23rJT5akD9TIxzGZkCoCajDEtQ6NAyjfapI0JSfQPhNsP6LYqnpDkc6wlvOLi5jB_-w7BZUy4t9LlpdBM\/s320\/COVER-linee-furedi-i-confini-contano-500x750.jpg\" width=\"213\" height=\"320\" border=\"0\" data-original-height=\"750\" data-original-width=\"500\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">I confini contano<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><b>In difesa dei confini<\/b><\/p>\n<p><b>Dato il legame stretto ed evidente tra chiari confini e sovranit\u00e0 nazionale,\u00a0<\/b>non sorprende che quest&#8217;ultima sia anch&#8217;essa diventata un bersaglio di una visione del mondo senza confini. La sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 considerata un&#8217;idea superata, che non solo divide le persone e spinge le nazioni l&#8217;una contro l&#8217;altra, ma che \u00e8 anche divenuta obsoleta in un mondo globalizzato. Questa critica \u00e8 accompagnata da una\u00a0<b>svalutazione della cittadinanza nazionale<\/b>, che \u00e8 considerata discriminatoria in quanto non conferisce alle persone che vivono in altre parti del mondo lo stesso status e gli stessi diritti.<\/p>\n<p><b>La filosofa politica Hannah Arendt,\u00a0<\/b>d&#8217;altra parte, ha argomentato con forza che &#8220;un cittadino \u00e8 per definizione un membro di una comunit\u00e0 specifica&#8221;. Ha spiegato che i &#8220;doveri di un cittadino devono essere definiti e limitati non solo dai doveri verso i propri simili, ma anche dai confini di un territorio&#8221;, concludendo:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;La filosofia pu\u00f2 immaginare la Terra come patria dell&#8217;umanit\u00e0 e come una legge unica, eterna e valida per tutti. La politica, tuttavia, ha a che fare con persone che sono cittadini di molte nazioni ed eredi di molte storie passate: le loro leggi sono le recinzioni costruite positivamente che proteggono e delimitano lo spazio in cui la libert\u00e0 \u00e8 una realt\u00e0 politica viva, non un concetto&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p><b><br \/>\n<\/b><\/div>\n<div><b>Gli antichi greci e successivamente Arendt usavano la metafora\u00a0<\/b>dei muri cittadini per illustrare la delimitazione dello spazio pubblico della Polis. &#8220;Un popolo dovrebbe combattere per le leggi della citt\u00e0 come se fossero le sue mura&#8221;, disse Eraclito.<\/p>\n<p><b>Arendt svilupp\u00f2 una teoria immaginativa in cui l&#8217;emergere dei confini\u00a0<\/b>era espresso dal &#8220;Nomos&#8221;, le leggi delle citt\u00e0-stato greche. \u00c8 solo attraverso la solidificazione dei confini che il Nomos crea le condizioni per uno spazio pubblico e politico duraturo: &#8220;La legislazione crea inizialmente uno spazio all&#8217;interno del quale \u00e8 valida e questo spazio \u00e8 il mondo in cui possiamo muoverci liberamente&#8221;. In altre parole, la libert\u00e0 politica e la sua esercitazione non sono pensabili senza l&#8217;istituzionalizzazione spaziale della vita pubblica.<\/p>\n<p><b>Arendt non \u00e8 stata l&#8217;unica filosofa a sottolineare l&#8217;importanza<\/b>\u00a0della delimitazione territoriale per la prosperit\u00e0 della vita politica. John Locke, insieme a Jean Jacques Rousseau e Immanuel Kant, uno dei fondatori della filosofia liberale, concep\u00ec la delimitazione spaziale come base della sovranit\u00e0 politica e requisito per il mantenimento dell&#8217;ordine politico.<\/p>\n<p><b>L&#8217;attacco alla sovranit\u00e0 nazionale e allo status della cittadinanza\u00a0<\/b>si basa sulla presunta superiorit\u00e0 dei valori universali e umanitari. Tuttavia, l&#8217;universalismo diventa una caricatura di se stesso quando si trasforma in una forza metafisica che sta sopra le istituzioni nazionali prevalenti. Il tentativo di deterritorializzare la sovranit\u00e0 e i diritti dei cittadini riducono le persone alle loro caratteristiche individuali pi\u00f9 astratte. Proprio come la cittadinanza viene privata del suo contenuto ideale e immateriale, le persone perdono la capacit\u00e0 di pensare e agire come comunit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Per questo motivo,\u00a0<b>Arendt\u00a0<\/b>ha argomentato:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;L&#8217;istituzione di uno stato mondiale sovrano non sarebbe affatto una condizione preliminare per una cittadinanza mondiale, ma la fine di ogni la cittadinanza. Non sarebbe l&#8217;apice della politica mondiale, ma letteralmente la sua fine.&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p><b>Tirannia globale<\/b><\/p>\n<p><b>Qualunque sia il motivo per una deterritorializzazione della cittadinanza<\/b>\u00a0e un indebolimento della sovranit\u00e0 nazionale, rappresenta una sfida diretta alla democrazia e alla vita pubblica. E checch\u00e9 se ne pensi\u00a0<b>degli Stati nazionali, al di fuori dei loro confini non pu\u00f2 esistere una vita pubblica democratica.\u00a0<\/b>Solo come cittadini che interagiscono all&#8217;interno di un&#8217;unit\u00e0 geograficamente delimitata, il processo decisionale democratico pu\u00f2 funzionare ed ottenere risultati significativi.<\/p>\n<p><b>L&#8217;idea del &#8220;diritto cosmopolita&#8221;, sviluppata da Kant nel suo saggio &#8220;Per la pace perpetua&#8221; (1795),\u00a0<\/b>afferma che gli stranieri che entrano nel territorio di uno Stato straniero non devono essere trattati con ostilit\u00e0. Kant chiam\u00f2 questa richiesta il &#8220;diritto naturale dell&#8217;ospitalit\u00e0&#8221;. Tuttavia, il concetto kantiano del diritto di ospitalit\u00e0 non implicava il diritto di stabilirsi. E non metteva affatto in discussione la legittimit\u00e0 dei confini territoriali.\u00a0<b>Kant si opponeva a un mondo senza confini, poich\u00e9 un governo mondiale porterebbe a una tirannia globale<\/b>.<\/p>\n<p><b>Invece, Kant sosteneva un&#8217;associazione federale di comunit\u00e0 libere e indipendenti,<\/b>\u00a0preferibile a un&#8217;unione di nazioni sotto un&#8217;unica autorit\u00e0 che prevale sulle altre. La visione di Kant, secondo la quale alle leggi sovranazionali manca la profondit\u00e0 morale necessaria per esercitare l&#8217;autorit\u00e0, ricorda i dibattiti attuali sulla giurisprudenza dell&#8217;UE: secondo Kant, infatti,\u00a0<b>le leggi perdono progressivamente il loro effetto quando il governo allarga la sua sfera d&#8217;influenza.\u00a0<\/b>La sua visione del cosmopolitismo \u00e8 quindi fondamentalmente diversa dalla prospettiva dell&#8217;attuale cosmopolitismo senza confini.<\/p>\n<p><b>L&#8217;identificazione con le persone nate in un mondo comune \u00e8 il modo principale in cui la solidariet\u00e0 interpersonale<\/b>\u00a0pu\u00f2 acquisire un carattere politico dinamico. Le persone che esercitano i loro diritti di cittadinanza hanno interessi specifici che costituiscono la base della loro solidariet\u00e0. Privarli di questi interessi significherebbe compromettere la loro capacit\u00e0 di agire come cittadini consapevoli. E senza cittadini consapevoli, non c&#8217;\u00e8 democrazia. Questa \u00e8 una lezione che anche l&#8217;UE deve imparare.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/08\/frank-furedi-perche-non-possiamo-fare.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/08\/frank-furedi-perche-non-possiamo-fare.html<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &nbsp; &#8220;Checch\u00e9 se ne pensi\u00a0degli Stati nazionali, al di fuori dei loro confini non pu\u00f2 esistere una vita pubblica democratica.\u00a0Solo in quanto cittadini che interagiscono all&#8217;interno di un&#8217;unit\u00e0 geograficamente delimitata, il processo decisionale democratico pu\u00f2 funzionare ed ottenere risultati significativi&#8221; scrive il grande intellettuale e sociologo Frank Furedi in merito all&#8217;importanza dei confini nazionali. 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