{"id":81128,"date":"2023-08-15T11:00:24","date_gmt":"2023-08-15T09:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81128"},"modified":"2023-08-14T22:12:30","modified_gmt":"2023-08-14T20:12:30","slug":"alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81128","title":{"rendered":"Alberto Bradanini: il conflitto ucraino nell\u2019ermeneutica divergente di Nato-Usa e Federazione Russa"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (di Alberto Bradanini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-81129 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Russia-vs-NATO-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Russia-vs-NATO-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Russia-vs-NATO-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Russia-vs-NATO.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jacques Baud, ex membro dell\u2019intelligence strategica svizzera, con un passato nella Nato quale specialista per i Paesi dell\u2019Est Europa e i programmi nucleari (2014-2017), nel suo ultimo libro (<em>Ukraine entre guerre et paix, Max Milo Ed., 2023)\u00a0<\/em>rilegge con lente critica la vicenda ucraina attraverso l\u2019analisi delle ragioni sostanziali, insieme agli aspetti di legalit\u00e0 e legittimit\u00e0 internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un tempo di filosofica malinconia, le devastazioni intellettuali della macchina della Menzogna vengono digerite da un pubblico frastornato da un impaurito analfabetismo anche quando contraddicono la logica euclidea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sfidando una criminalizzazione del dissenso quale fenomeno inedito nelle societ\u00e0 occidentali del secondo dopoguerra, Jacques Baud propone con coraggio una diversa esegesi degli accadimenti. E se questa potr\u00e0 apparire provocatoria, la sua acquisizione ha il pregio di scuotere il torpore di chi, consapevole del Grande Inganno, tende tuttavia a impigrire, volgendo lo sguardo altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La narrativa occidentale alimenta il convincimento \u2013 afferma J. Baud \u2013 che la guerra in Ucraina sia stata pianificata da V. Putin con il fine di riposizionare la Russia sul quadrante un tempo occupato dall\u2019Unione Sovietica, alla riconquista del suo perduto status\u00a0<em>imperiale<\/em>. Essa \u00e8 tuttavia fallace, poich\u00e9 dall\u2019implosione dell\u2019Urss<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0(1991) non si registra alcun atto o dichiarazione a suffragio di ci\u00f2, nulla! Numerosi osservatori occidentali e larga parte della pubblica opinione (le cui convinzioni sono occultate) reputano invece che la radice della guerra abbia natura strategica e vada collocata nell\u2019intento\u00a0<em>premeditato<\/em>\u00a0di Nato-Usa di accerchiare la Russia, indebolirla e se possibile frantumarla, per saccheggiarne le risorse (gas, petrolio, prodotti agricoli e minerali) e riservare poi analogo trattamento alla Cina, la nazione pi\u00f9 insidiosa per l\u2019egemonismo Usa nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<em>finto<\/em>\u00a0impegno americano, assunto all\u2019indomani del crollo sovietico e rapidamente infranto, di non spingere la Nato a ridosso della frontiera russa ne \u00e8 la prova pi\u00f9 plateale. Da allora, il numero dei membri dell\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 raddoppiato, da 16 a 32, avendo assorbito tutte le nazioni esteuropee, ad eccezione di Ucraina, Georgia e Serbia. J. Baud si domanda quale possa mai essere il fine di tale espansione, se non quello illustrato, dal momento che la Russia \u2013 erede dell\u2019Unione Sovietica \u2013 aveva manifestato il pi\u00f9 chiaro intento di voler entrare nell\u2019orbita politica ed economica euro-occidentale, essendo divenuto persino membro del G8 e osservatore Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce del diniego Usa a dar spazio anche alla prospettiva euro-asiatica, rinunciando all\u2019esclusivit\u00e0 euroatlantica, Mosca si convince che le mire Usa-Nato non erano mutate dai tempi dell\u2019Unione Sovietica: la Federazione Russa resta anch\u2019essa troppo grande, ricca e ingombrante per la patologia americana di dominio sul pianeta. Del resto, oltre ad essere un ghiotto bottino in caso di capitolazione, Russia ed Europa sono naturalmente\u00a0<em>complementari<\/em>: energia russa contro macchinari, capitali e beni di qualit\u00e0 europei, medesima religione, cultura e colore di pelle. La possibile saldatura Europa-Russia relegherebbe la potenza talassocratica americana aldil\u00e0 dell\u2019Atlantico, lontana dall\u2019<em>heathland<\/em>, il cuore del mondo. In tal caso, il potere passerebbe di mano, dal mare (l\u2019Anglosfera a dominio Usa) alla terra, l\u2019Eurasia, un insieme di nazioni popolose e dinamiche, tra cui Cina, India, paesi centroasiatici, Pakistan e via dicendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce di quanto precede, gli obiettivi Nato-Usa sul teatro ucraino, rileva J. Baud, sono la sconfitta della Russia, la sostituzione del suo coriaceo presidente con un clone di B. Yeltsin, affinch\u00e9 l\u2019asservimento politico e il processo estrattivo di ricchezze, iniziato nel 1991 e conclusosi con l\u2019avvento di V. Putin, possa riprendere il suo corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nostro autore reputa che V. Putin, a dispetto dell\u2019accerchiamento Nato-Usa (basta uno sguardo sulle basi occidentali che circondano la Russia), non avrebbe comunque inviato l\u2019esercito in Ucraina, a meno che non vi fossero stati dispiegati armi nucleari o di difficile intercettazione, capaci di costituire una minaccia esistenziale alla sicurezza della Federazione, poich\u00e9 pur politicamente sostenibile ci\u00f2 non sarebbe bastato \u2013 secondo il diritto internazionale \u2013 a conferire legalit\u00e0 o legittimit\u00e0 all\u2019intervento armato. In verit\u00e0, afferma J. Baud, sono gli occidentali ad avanzare tale spiegazione. Per il governo moscovita, invece, le ragioni \u2013\u00a0<em>formali e legittime<\/em>\u00a0\u2013 alla base dell\u2019<em>operazione militare speciale<\/em>\u00a0in Ucraina sono altre, tutte riconducibili alla necessit\u00e0 di\u00a0<em>proteggere le popolazioni russe del Donbass<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di entrare in dettaglio, J. Baud ricorda l\u2019evidenza secondo cui la sicurezza nazionale costituisce la priorit\u00e0 di ogni sistema statuale, senza distinzione tra democrazie, autocrazie o dittature, ed essa precede la spinta ad espandere la propria influenza oltre frontiera, per via pacifica o con l\u2019uso della forza. Egli richiama l\u2019evidenza (da noi occultata) che la Nato \u00e8 un\u2019organizzazione militare nella quale armamenti, finanziamenti e strategie sono decise da Washington, mentre il suo carattere difensivo, se mai vi \u00e8 stato, \u00e8 da tempo dileguato nella storia. Nella percezione russa, la sola che conti, la rappresentazione occidentale che l\u2019espansione della Nato ad Est non rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza russa e che ogni paese ha il diritto di definire le alleanze che reputa pi\u00f9 congrue alla propria sicurezza, s\u2019inquadra in un\u2019esegesi strumentale che ignora l\u2019impudente pratica del\u00a0<em>doppio standard<\/em>. Chiunque sia dotato di un minimo di onest\u00e0 intellettuale pu\u00f2 rinverdire la memoria con la sfiorata tragedia di Cuba (1962), le alleanze che hanno portato alla Prima guerra mondiale (e poi alla seconda) e la tuttora imposta\u00a0<em>Dottrina<\/em>\u00a0<em>Monroe\u00a0<\/em>(1823), secondo cui nessun esercito non-americano sarebbe stato tollerato nell\u2019emisfero occidentale, per presunte, ipertrofiche ragioni di sicurezza dell\u2019impero americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle riflessioni di J. Baud il conflitto ucraino \u00e8 stato pianificato a tavolino, con l\u2019intento di provocare l\u2019<em>inevitabile<\/em>\u00a0intervento russo. Secondo l\u2019autore, una volta costruite le premesse strategiche, ingresso\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0della Nato in Ucraina e invito formale a Ucraina\/Georgia a farne parte (G. W. Bush, vertice di Bucarest, 2008) occorreva creare l\u2019occasione contingente per spingere la Russia a intervenire. Una volta caduta in trappola, Mosca sarebbe capitolata sotto la pressione congiunta di un\u2019insostenibile economia di guerra e delle dure sanzioni applicate dall\u2019Occidente e da tutti o quasi i paesi del mondo. V. Putin non avrebbe potuto sfuggire alla trappola, sia per il dovere etico di difendere la propria gente, sia perch\u00e9 convinto (erroneamente secondo Nato-Usa) che ne sarebbe uscito vincitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cose come sappiamo sono andate diversamente. Il mondo non si \u00e8 associato all\u2019Occidente e la Russia non \u00e8 capitolata, anzi vi ha persino trovato l\u2019occasione per un\u00a0<em>chiarimento strategico<\/em>\u00a0con Nato-Usa, mentre a un anno e mezzo dall\u2019avvio dell\u2019<em>operazione militare speciale<\/em>\u00a0\u00e8 a tutti chiaro che si tratta di un conflitto multiplo, tra Ucraina e Russia, tra Nato-Usa e Russia, tra Usa ed Europa e sullo sfondo l\u2019indebolimento strategico della Cina. La storia insegna che gli imperi fanno fatica ad accettare di non essere eterni, cosicch\u00e9 invece di guardare avanti, volgono lo sguardo indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto, gli eventi si dipanano seguendo una logica palese. Con il colpo di stato del 2014 istigato e finanziato dall\u2019intelligence Usa<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0viene sostituito un presidente\u00a0<em>legittimo<\/em>\u00a0(non\u00a0<em>pregiudizialmente<\/em>\u00a0filorusso, come ama presentarlo la macchina mediatica occidentale) con uno\u00a0<em>illegittimo<\/em>\u00a0e\u00a0<em>pregiudizialmente<\/em>\u00a0filoccidentale. Quale primo provvedimento il nuovo governo decreta la cancellazione della cultura e della lingua russe, accendendo la miccia delle proteste nelle province russofone. Per ristabilire l\u2019ordine, il governo di Kiev, non potendo dispiegare l\u2019esercito composto anche da russofoni, istituisce unit\u00e0 ultranazionaliste (battaglioni Azov e Pravyy Sector), che secondo Baud meritano l\u2019epiteto di\u00a0<em>neonaziste<\/em>, sia per l\u2019ideologia che professano (il culto di Stepan Bandera, responsabile accertato del massacro di centinaia di migliaia di ebrei e polacchi durante il secondo conflitto mondiale), sia per la pratica di violenza (il massacro di russofoni nella sede sindacale di Odessa, nel maggio 2014, quale manifesto paradigma). I mezzi d\u2019informazione europei tendono a confondere tra loro i termini\u00a0<em>nazista<\/em>\u00a0e\u00a0<em>neonazista<\/em>. Il nazismo \u00e8 invero l\u2019ideologia politica tedesca degli anni \u201920 e \u201930 del secolo scorso, mentre il neonazismo \u00e8 un neologismo che riflette un modello di comportamento sociale basato sulla violenza e l\u2019imposizione di potere e privilegi, non una costruzione ideologica o teorica, ma una pratica di odio contro chiunque si opponga alla forza bruta esercitata al di fuori della legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I noti accordi di Minsk firmati nel 2015 sotto gli auspici dell\u2019Osce<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0avevano quali autorevoli garanti Francia, Germania, per la parte ucraina, e Russia per il Donbass e avrebbero dovuto porre le basi per una soluzione politica del conflitto, nel presupposto da tutti condiviso che quei territori sarebbero rimasti sotto sovranit\u00e0 ucraina. I citati paesi occidentali, tuttavia, non hanno onorato la loro parola, trasgredendo e umiliando l\u2019etica del diritto internazionale. Per di pi\u00f9, tali accordi erano stati approvati con una Risoluzione<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, che in tal modo aveva loro conferito il valore di massima norma internazionale pattizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le candide confessioni di A. Merkel, N. Sarkozy e W. Poroscenko (all\u2019epoca i tre erano a capo dei rispettivi governi) ci rivelano che tali accordi erano stati firmati con il\u00a0<em>funesto<\/em>\u00a0intento di guadagnar tempo, armare l\u2019Ucraina e far la guerra alla Russia, sulla scorta di un cinismo politico che merita la pi\u00f9 dura delle censure. Per quanto concerne la Francia, il mondo si sarebbe aspettato ben altro comportamento da un membro permanente del CdS delle N.U.! La Germania, poi, che ama offrire di s\u00e9 l\u2019immagine di un paese sempre rispettoso della\u00a0<em>Legge<\/em>, interna o internazionale che sia, nasconde invece, e non \u00e8 la prima volta, un volto fariseo, corrotto e arrogante (altro che mamma\/Mutter Merkel!). La cosiddetta leadership ucraina, infine (ma questo non meraviglia), conferma che si pu\u00f2 giocare persino con il destino del proprio paese e la vita della propria gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019<em>infame<\/em>\u00a0dialogo avvenuto nel 2014 tra G. Pyatt<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0(allora ambasciatore Usa a Kiev) e Victoria Nuland \u2013 allora e tuttora sottosegretario di stato Usa, passata alla storia per il suo eloquio\u00a0<em>forbito<\/em>\u00a0(\u201c<em>fuck Europe\u201d)<\/em>\u00a0\u2013 costituisce un\u2019ulteriore evidenza, se ve ne fosse il bisogno, che quel\u00a0<em>plateale<\/em>\u00a0<em>tradimento d\u2019intenti<\/em>\u00a0costituisce l\u2019esito di interferenze americane su Berlino e Parigi (con Kiev non ve n\u2019era necessit\u00e0) con lo scopo di impedire ogni percorso di compromesso e pacificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Si arriva cos\u00ec al 24 marzo 2021, quando il presidente ucraino V. Zelensky firma un decreto di mobilitazione con l\u2019obiettivo di riconquistare la Crimea e il sud del paese, concentrando ingenti forze militari davanti al Donbass con l\u2019assistenza\u00a0<em>discreta<\/em>\u00a0della Nato. \u00c8 allora che il presidente russo si convince dell\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019intervento, facendo ricorso al criterio\/principio di\u00a0<em>responsibility to protect<\/em>\u00a0(<a>responsabilit\u00e0 a proteggere<\/a>), codificato dalle Nazioni Unite nel 2004-2005 e a cui fanno riferimento oltre 80 Risoluzioni del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/un-security-council-resolutions-and-presidential-statements-referencing-r2p\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio di Sicurezza<\/a>, tra cui quelle riguardanti Repubblica Centrafricana, Costa d\u2019Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Liberia, Libia, Mali, Somalia, Sud Sudan, Siria, Yemen e altri: che poi in alcuni di questi paesi si sia fatto strumentale ricorso a tale principio allestendo deplorevoli messinscene, come le tombe comuni sulle spiagge libiche e lo sterminio del popolo kosovaro, beh questa \u00e8 ancora un\u2019altra storia. Nel Donbass le vittime ci sono state e anche tante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<em>principio<\/em>\u00a0di\u00a0<em>responsibility to protect<\/em>\u00a0\u00e8 centrato su tre pilastri<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn6\">[6]<\/a>: a) ogni stato ha l\u2019obbligo e la responsabilit\u00e0 di proteggere la propria popolazione. Se il governo di Kiev avesse rispettato tale obbligo, 14.000\u00a0<em>suoi<\/em>\u00a0<em>concittadini<\/em>\u00a0del Donbass non sarebbero morti; b) il secondo pilastro \u00e8 il ruolo dei paesi vicini o alleati che avrebbero potuto assistere l\u2019Ucraina in tale frangente. Qui, la contraddizione \u00e8 ancor pi\u00f9 manifesta, dal momento che gli accordi di Minsk, come rilevato, erano stati firmati da parte ucraina-occidentale nel presupposto che non sarebbero stati rispettati; c) il terzo pilastro, infine, contempla il possibile intervento di altri paesi a difesa delle popolazioni in pericolo, e questo chiama in causa la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene la\u00a0<em>responsibility to protect\u00a0<\/em>\u2013 nelle riflessioni di J. Baud \u2013 non sia un principio di legalit\u00e0 internazionale\u00a0<em>piena<\/em>, essa appartiene tuttavia alla categoria giuridica della\u00a0<em>legittimit\u00e0<\/em>\u00a0(secondo le acquisite statuizioni in ambito Nazioni Unite) e implica pertanto il diritto morale\/politico a intervenire in difesa di popolazioni aggredite, mentre il termine\u00a0<em>legalit\u00e0<\/em>\u00a0implica il diritto formale-legale di farlo. In definitiva, ad avviso di Baud, nel Donbass sussistevano in quel momento sufficienti condizioni per\u00a0<em>legittimare<\/em>\u00a0l\u2019intervento russo, per di pi\u00f9 a favore di popolazioni etnicamente e linguisticamente russe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo, per rafforzare la legalit\u00e0 dell\u2019intervento, il giorno prima dell\u2019avvio dell\u2019<em>operazione<\/em>\u00a0<em>militare speciale<\/em>\u00a0(21 febbraio 2022), la Russia procede al riconoscimento formale delle due repubbliche autoproclamatesi indipendenti di Donetsk e Lugansk (riconoscimento che sino ad allora Mosca aveva rifiutato di concedere nel rispetto degli accordi di Minsk, i quali implicavano il mantenimento della sovranit\u00e0 ucraina sul Donbass) e alla stipula di un trattato di assistenza reciproca. A seguire, con il via libera del parlamento (Duma) \u2013 pur tirando un po\u2019 il contesto\u00a0<em>per i capelli<\/em>, e tuttavia nel rispetto del diritto internazionale \u2013 Mosca invoca l\u2019articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn7\">[7]<\/a>, che in caso di aggressione consente la legittima difesa senza previa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza e ordina al suo esercito di passare la frontiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A guerra avviata, quale fisiologica evoluzione di ogni conflitto \u2013 sottolinea J. Baud \u2013 gli obiettivi russi si arricchiscono di altre dimensioni: no all\u2019ingresso formale di Kiev nella Nato, o anche solo\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0come stava avvenendo,\u00a0<em>demilitarizzazione<\/em>\u00a0e\u00a0<em>denazificazione<\/em>, vale a dire eradicazione della destra estrema dai gangli statuali dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un aspetto di etica sociale rilevato da J. Baud, su cui l\u2019informazione occidentale stende un pietoso velo, riguarda la legislazione ucraina sulle minoranze etniche. Il 1\u00b0 luglio 2021 Kiev promulga una norma che prevede diritti diversi per cittadini ucraini su basi etniche. In tempi moderni, solo il nazismo aveva approvato una simile legislazione: nel 1935 con le\u00a0<em>leggi di Norimberga<\/em>\u00a0ai cittadini tedeschi non ebrei vengono riconosciuti diritti negati ai cittadini tedeschi di etnia ebraica. Oggi come allora per lo stato ucraino non importa quel che fa un suo cittadino, ma solo quel che \u00e8. Un\u00a0<em>vulnus<\/em>\u00a0valoriale\u00a0<em>assoluto<\/em>, slegato dunque da ogni profilo di responsabilit\u00e0 personale, che incide sulla costituzione naturale dell\u2019essere umano, rinnegando l\u2019essenza delle nozioni di comunanza, democrazia e dialettica stato\/cittadino. Tale legge esprime appieno il carattere\u00a0<em>neonazista<\/em>\u00a0di una parte della dirigenza di Kiev, come provano numerose evidenze, tra cui immagini e testimonianze (sono divenuti familiari, ad esempio, i carri armati con la bandiera neonazista di Prevyy Sector, gruppo paramilitare che sostiene la purezza della razza ucraina). In quell\u2019occasione, l\u2019allora presidente ucraino Poroshenko affermava: \u201cI nostri figli andranno negli asili e nelle scuole, i loro (i\u00a0<em>russi<\/em>, n.d.r.) vivranno nelle cantine<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn8\">[8]<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va detto che anche altre minoranze etniche in Ucraina soffrono varie forme di abusi e discriminazioni, tra cui quella ungherese che vive in Transcarpazia, estremo ovest dell\u2019Ucraina. Non sorprende in proposito che il capo del governo ungherese, Viktor Orban, abbia rifiutato di aderire alle sanzioni contro la Russia<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0e il governo rumeno oscilli costantemente, alla luce del medesimo trattamento riservato alla piccola minoranza rumena in Ucraina, anch\u2019essa discriminata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda, infine, le accuse di crimini di guerra rivolte alla Russia, J. Baud afferma di concordare con le dichiarazioni del ministro degli esteri svizzero,\u00a0Ignazio Cassis, secondo il quale un crimine di guerra \u00e8 tale solo quando un\u2019indagine imparziale e indipendente lo abbia dimostrato, nel rispetto delle procedure previste dal diritto internazionale. A Bucha, ad esempio, un\u2019indagine internazionale imparziale non ha mai avuto luogo, e se mai ve ne fosse una anche la Russia dovrebbe farne parte, diversamente da quanto avvenuto nell\u2019episodio dell\u2019aereo MH 17 abbattuto sui cieli dell\u2019Ucraina nel 2014. Sorprende che la\u00a0<em>Macchina della Verit\u00e0 occidentale<\/em>\u00a0non faccia rilevare che ogni accertamento di eventi e responsabilit\u00e0 richieda una postura neutrale e dunque la partecipazione di tutte le parti in causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In proposito, rileva J. Baud, un\u2019indagine indipendente di giornalisti americani sugli eventi occorsi a Bucha<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0non ha potuto raccogliere alcuna prova che i russi abbiano commesso crimini di guerra. Non \u00e8 un caso che la stampa occidentale abbia smesso da tempo di interessarsi a Boucha. Anche nel caso dei bambini presuntamente\u00a0<em>deportati<\/em>\u00a0dall\u2019esercito russo \u2013 accusa alla base dell\u2019incriminazione del Tribunale penale internazionale nei riguardi di V. Putin, continua J. Baud \u2013 i medesimi giornalisti hanno accertato che i bambini erano stati allontanati da Donetsk per essere messi in salvo poich\u00e9 quel territorio veniva bombardato dagli ucraini, e per di pi\u00f9 con il consenso dei genitori. \u00c8 anche emerso che i presunti campi di concentramento nei quali i bambini sarebbero stati rinchiusi erano invero alberghi dotati di ogni confort, e che la maggior parte di essi \u00e8 poi tornata dai genitori, alcuni dei quali hanno comprensibilmente negato di aver inviato i loro figli in Russia per non subire rappresaglie da parte ucraina, mentre per gli orfani sono state adottate altre misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">J. Baud rileva infine che, diversamente dalla narrativa diffusa in Occidente, non vi sono evidenze che guerra, sanzioni e minacce abbiano generato malcontento nella popolazione russa verso il governo e il suo presidente, che godono entrambi di ampia popolarit\u00e0. Sarebbe invece utile riflettere sulle riflessioni del politologo americano della Chicago University, J. Mearsheimer, secondo il quale se la Russia avvertisse l\u2019avvicinarsi di una sconfitta, i rischi di\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0nucleare si aggraverebbero. Per il bene di tutti, dunque, occorrerebbe darsi da fare affinch\u00e9 ci\u00f2 non avvenga. Coloro che hanno il potere di porre fine alle ostilit\u00e0 \u2013 decretare un cessate il fuoco, congelare le truppe sul terreno e aprire un tavolo di negoziato \u2013 portano la responsabilit\u00e0 primaria di difendere la vita sul pianeta, un obiettivo che supera ragioni o torti delle parti in conflitto. Le guerre del resto finiscono sempre con la vittoria di una delle parti o con un compromesso, che a sua volta comporta sacrifici: tertum<em>\u00a0non datur<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ultimo rilievo che si abbina bene alle dinamiche in atto chiama in causa il capolavoro \u201c1984\u201d. In esso G. Orwell afferma che la guerra, una volta divenuta endemica, viene assorbita quale fenomeno naturale, una presenza imprescindibile,\u00a0<em>sine die<\/em>, finendo cos\u00ec per non distinguersi pi\u00f9 dallo\u00a0<em>status<\/em>\u00a0di pace. Il suo reale obiettivo non \u00e8 infatti la sconfitta del nemico, ma il mantenimento dello\u00a0<em>status quo<\/em>\u00a0tra le classi all\u2019interno di un sistema politico-istituzionale. In buona sostanza, essa ha lo scopo di tutelare potere e ricchezze di coloro che siedono in cima alla piramide, che all\u2019occorrenza sono in grado di mobilitare le\u00a0<em>classi di servizio<\/em>: politici, giornalismo\/media, accademia e burocrazia di\u00a0<em>enforcement<\/em>, servizi di sicurezza, soldati, forze dell\u2019ordine). In tale scenario, il controllo della narrativa pubblica \u00e8 essenziale: essa divide amici e nemici, mescola verit\u00e0 e menzogna, diffonde paure e instabilit\u00e0 per disarticolare il fronte della\u00a0<em>resistenza<\/em>\u00a0contro il nemico principale, oggi l\u2019imperialismo occidentale, i produttori di armi e i generatori di conflitti, a loro volta nemici di chiunque difenda la sovranit\u00e0 nazionale e la giustizia sociale, sia tra le nazioni che al loro interno.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Le evidenze sono numerose, tra cui lo scellerato colloquio Nuland-Pyatt del gennaio 2014, ormai scolpito nella storia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0https:\/\/press.un.org\/en\/2015\/sc11785.doc.htm<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0https:\/\/www.france24.com\/en\/20140207-ukraine-usa-eu-nuland-leaked-audio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0La\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u00a0le popolazioni dal genocidio, da crimini di guerra, crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e pulizia etnica \u00e8 emersa quale fondamentale principio di estensione mondiale con l\u2019adozione del documento finale del Vertice mondiale delle Nazioni Unite nel 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u00a0\u2013 nota come R2P \u2013 \u00e8 oggi una norma internazionale che mira a garantire che la comunit\u00e0 internazionale possa impedire le violenze\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/publications\/defining-the-four-mass-atrocity-crimes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di massa, come genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l\u2019umanit\u00e0<\/a>. Il concetto \u00e8 stato messo a punto in risposta al fallimento dell\u2019azione della comunit\u00e0 internazionale nel rispondere alle atrocit\u00e0 di massa commesse in Ruanda e nell\u2019ex Jugoslavia nell\u2019ultima decade del XX secolo. Il\u00a0<em>Comitato internazionale di intervento e sovranit\u00e0 statale<\/em>\u00a0ha messo a punto la R2P nel corso del 2001. La nozione di R2P \u2013 adottata poi all\u2019unanimit\u00e0 nel 2005 al vertice mondiale delle Nazioni Unite, il pi\u00f9 grande raduno di capi di Stato e di governo della storia \u2013 \u00e8 ben articolata nei paragrafi 138 e 139 del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/2005-world-summit-outcome-a-60-l-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">World Summit Outcome Document<\/a>, qui di seguito ripreso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Par. 138. Ogni singolo Stato ha la\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u00a0le proprie popolazioni da genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l\u2019umanit\u00e0. Tale responsabilit\u00e0 comporta la prevenzione di tali reati, compreso il loro incitamento, attraverso mezzi appropriati e necessari. Accettiamo questa responsabilit\u00e0 e agiremo di conseguenza. La comunit\u00e0 internazionale \u00e8 tenuta, se del caso, a incoraggiare e assistere gli Stati a esercitare tale responsabilit\u00e0 e sostenere le Nazioni Unite nell\u2019istituire una capacit\u00e0 di allerta rapida. Par. 139. La comunit\u00e0 internazionale, attraverso le Nazioni Unite, ha altres\u00ec la responsabilit\u00e0 di utilizzare adeguati mezzi diplomatici, umanitari e altri mezzi pacifici, conformemente ai capitoli VI e VIII della Carta, per contribuire a proteggere le popolazioni da genocidio, crimini di guerra, e pulizia etnica e da crimini contro l\u2019umanit\u00e0. In tale contesto, siamo pronti a intraprendere un\u2019azione collettiva, in modo tempestivo e decisivo, attraverso il Consiglio di sicurezza, in conformit\u00e0 con la Carta, compreso il capitolo VII, caso per caso e all\u2019occorrenza in cooperazione con le organizzazioni regionali competenti, qualora i mezzi pacifici fossero inadeguati e le autorit\u00e0 nazionali non riuscissero manifestamente a proteggere le loro popolazioni dal genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l\u2019umanit\u00e0. Sottolineiamo la necessit\u00e0 che l\u2019Assemblea Generale continui a considerare la responsabilit\u00e0 di proteggere le popolazioni da genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e sue implicazioni, tenendo presente i principi della Carta e del diritto internazionale. Intendiamo anche impegnarci, se necessario e opportuno, ad aiutare gli Stati a costruire la capacit\u00e0 di proteggere le loro popolazioni da genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l\u2019umanit\u00e0, e ad assistere coloro che sono in pericolo (under stress) prima che scoppino crisi e conflitti. La R2P stabilisce tre pilastri di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" type=\"1\">\n<li>Primo pilastro: ogni stato ha la\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u00a0le proprie popolazioni da quattro crimini e atrocit\u00e0 di massa: genocidio, crimini di guerra, crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e pulizia etnica;<\/li>\n<li>Secondo pilastro: la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 internazionale ha la responsabilit\u00e0 di incoraggiare e assistere i singoli Stati nell\u2019adempimento di tale responsabilit\u00e0;<\/li>\n<li>Terzo pilastro: se uno Stato non riesce manifestamente a proteggere le proprie popolazioni, la comunit\u00e0 internazionale deve essere pronta a intraprendere un\u2019azione collettiva appropriata, in modo tempestivo e deciso, e in conformit\u00e0 con la Carta delle Nazioni Unite. Nel gennaio 2009 il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto sull<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/implementing-the-responsibility-to-protect-2009\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2018attuazione della\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em><\/a>, che si articola in tre pilastri. Successivamente, nel luglio 2009, si \u00e8 tenuto il primo dibattito all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>. Nel corso di tale dibattito, i paesi membri delle Nazioni Unite hanno riaffermato a stragrande maggioranza l\u2019impegno del 2005 e l\u2019Assemblea Generale ha approvato una risoluzione consensuale (<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/resolution-63-308-the-responsibility-to-protect-a-res-63-308\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A\/RES\/63\/308<\/a>), prendendo atto della relazione del Segretario Generale. Da allora, il Segretario Generale ha pubblicato relazioni annuali prima del dialogo interattivo informale dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla\u00a0<em>Responsabilit\u00e0 di Proteggere<\/em>. Nel giugno 2018, l\u2019Assemblea Generale ha tenuto il suo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/un-general-assembly-debate-on-the-responsibility-to-protect-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primo dibattito<\/a>\u00a0sulla\u00a0<em>Responsabilit\u00e0 di Proteggere<\/em>\u00a0dal 2009. La R2P \u00e8 stata invocata in oltre 80\u00a0 risoluzioni del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/un-security-council-resolutions-and-presidential-statements-referencing-r2p\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite<\/a>\u00a0riguardanti\u00a0 le crisi in Repubblica Centrafricana, Costa d\u2019Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Liberia, Libia, Mali, Somalia, Sud Sudan, Siria e Yemen, nonch\u00e9 risoluzioni tematiche riguardanti la prevenzione del genocidio, la prevenzione dei conflitti armati e la limitazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro. La\u00a0<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u00a0\u00e8 stata anche invocata in pi\u00f9 di 50\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/un-human-rights-council-resolutions-referencing-r2p\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0risoluzioni del Consiglio dei diritti umani<\/a>\u00a0e 13\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/resources\/un-general-assembly-resolutions-referencing-r2p\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risoluzioni dell\u2019Assemblea generale<\/a>. Queste risoluzioni e le relative misure preventive e, in ultima istanza, coercitive, hanno dimostrato che \u00e8 possibile un\u2019azione collettiva per proteggere le popolazioni a rischio.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">I singoli Stati e le reti globali, come la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.globalr2p.org\/the-global-network-of-r2p-focal-points\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rete globale dei punti focali R2P<\/a>, hanno intrapreso varie iniziative nazionali per garantire la prevenzione di crimini e atrocit\u00e0 di massa attraverso il rispetto dei rispettivi impegni di cui al primo e secondo pilastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Article 51: \u201cNothing in the present Charter shall impair the inherent right of individual or collective self-defence if an armed attack occurs against a Member of the United Nations, until the Security Council has taken measures necessary to maintain international peace and security. Measures taken by Members in the exercise of this right of self-defence shall be immediately reported to the Security Council and shall not in any way affect the authority and responsibility of the Security Council under the present Charter to take at any time such action as it deems necessary in order to maintain or restore international peace and security.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0https:\/\/sakeritalia.it\/video\/i-nostri-figli-andranno-negli-asili-e-nelle-scuole-i-loro-vivranno-nelle-cantine-p-poroshenko\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0In particolare, Viktor Orban sostiene che l\u2019esercito ucraino stia procedendo al reclutamento forzato, vietato finanche dalla legge ucraina, in modo pi\u00f9 radicale nei riguardi delle minoranze, tra cui romeni e ungheresi, un fenomeno oscurato dai media occidentali, sia perch\u00e9 l\u2019evocazione di tale condotta alimenterebbe sentimenti anti-ucraini sia perch\u00e9 esso potrebbe giustificare l\u2019ermeneutica russa circa l\u2019intervento nel Donbass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/#_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/lecourrierdesstrateges.fr\/2022\/04\/04\/ukraine-recits-contradictoires-sur-le-massacre-de-bucha\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/lecourrierdesstrateges.fr\/2022\/04\/04\/ukraine-recits-contradictoires-sur-le-massacre-de-bucha\/<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/dernieres-nouvelles.com\/bucha-doit-faire-lobjet-dune-enquete-appropriee-et-non-etre-utilise-a-des-fins-de-propagande-rt-russie-et-ex-union-sovietique\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/dernieres-nouvelles.com\/bucha-doit-faire-lobjet-dune-enquete-appropriee-et-non-etre-utilise-a-des-fins-de-propagande-rt-russie-et-ex-union-sovietique\/<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/brunobertez.com\/2022\/04\/09\/a-propos-de-bucha-il-y-aurait-des-temoignages-de-journalistes-francais-qui-contredisent-les-massacres\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/brunobertez.com\/2022\/04\/09\/a-propos-de-bucha-il-y-aurait-des-temoignages-de-journalistes-francais-qui-contredisent-les-massacres\/<\/a>; e altri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/14\/alberto-bradanini-il-conflitto-ucraino-nellermeneutica-divergente-di-nato-usa-e-federazione-russa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Alberto Bradanini) Jacques Baud, ex membro dell\u2019intelligence strategica svizzera, con un passato nella Nato quale specialista per i Paesi dell\u2019Est Europa e i programmi nucleari (2014-2017), nel suo ultimo libro (Ukraine entre guerre et paix, Max Milo Ed., 2023)\u00a0rilegge con lente critica la vicenda ucraina attraverso l\u2019analisi delle ragioni sostanziali, insieme agli aspetti di legalit\u00e0 e legittimit\u00e0 internazionali. 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