{"id":81141,"date":"2023-08-16T11:32:34","date_gmt":"2023-08-16T09:32:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81141"},"modified":"2023-08-16T11:32:34","modified_gmt":"2023-08-16T09:32:34","slug":"pensiero-scientifico-mito-e-filosofia-un-saggio-di-giorgio-de-santillana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81141","title":{"rendered":"Pensiero scientifico, mito e filosofia: un saggio di Giorgio de Santillana"},"content":{"rendered":"<p><strong>da BARBADILLO (Giovanni Sessa)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h5 class=\"jeg_post_subtitle\">Di fronte alla pervasivit\u00e0 della tecno-scienza prodotta dal capitalismo cognitivo, guardare al \u201cpanteismo\u201d ellenico pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto.<\/h5>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"jeg_main_content col-md-8\">\n<div class=\"jeg_inner_content\">\n<div class=\"entry-content no-share\">\n<div class=\"content-inner \">\n<figure id=\"attachment_110702\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-110702\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-110702\" src=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/cover__id13289_w600_t1686831038.jpg-320x500.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"500\" data-pin-no-hover=\"true\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-110702\" class=\"wp-caption-text\"><em>Le origini del pensiero scientifico di Giorgio de Santillana<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra gli studiosi che hanno contribuito a mostrare la continuit\u00e0 di mito e\u00a0<i>l\u00f3gos\u00a0<\/i>va annoverato Giorgio de Santillana. Tra i suoi saggi segnaliamo,\u00a0<a href=\"http:\/\/le%20origini%20del%20pensiero%20scientifico%20di%20giorgio%20de%20santillana\/\"><i>Le origini del pensiero scientifico<\/i>, da poco nelle librerie per i tipi di Adelphi (pp. 438, euro 15,00)<\/a>. Si tratta di un libro lungamente pensato, ricco di riferimenti eruditi ma chiarissimo nella presentazione delle argomentazioni. De Santillana, nel mostrare l\u2019esistenza, fin dalla preistoria, di un sapere organico atto a spiegare l\u2019origine del mondo e il senso della vita, utilizza la lezione di James Frazer. L\u2019etnologo nel\u00a0<i>Ramo d\u2019oro<\/i>: \u00ab<i>Rivel\u00f2 l\u2019antichissima diffusione mondiale di credenze, operazioni magiche e riti di fertilit\u00e0 che con ogni probabilit\u00e0 precedevano la civilt\u00e0 [\u2026] e dimostr\u00f2 che essi sono la profonda infrastruttura universale delle nostre culture storiche<\/i>\u00bb (p. 17). Il mito, pertanto, non \u00e8 un sapere datato ma rappresenta la sorgente vitale da cui emerse la stessa scienza moderna.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>Pi\u00f9 in particolare, prosegue l\u2019autore, fu: \u00ab<i>l\u2019osservazione dei moti celesti che ha stimolato l\u2019uomo a ricercare gli\u00a0<\/i>invarianti\u00a0<i>impersonali che si celano dietro gli avvenimenti<\/i>\u00bb (p. 21). L\u2019originario linguaggio mitico deve essere interpretato quale testimonianza della visione del mondo di ignoti astronomi-astrologi arcaici. Questi presentarono: \u00ab<i>quelle poche cognizioni che allora si avevano circa la struttura dell\u2019universo sotto forma di storie che narravano \u201ccome il mondo \u00e8 cominciato\u201d<\/i>\u00bb (p. 24). Tali storie consentivano agli ascoltatori di \u201cintendere\u201d come le cose erano realmente andate, pur mancando di vere \u201cdimostrazioni\u201d. Tale sapere, attorno al VI secolo a.C., era ormai obliato. Fu la filosofia greca<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>a riproporlo con la riscoperta della<i>\u00a0physis<\/i>\u00a0presocratica. Le pagine di de Santillana sono connotate dalla stringente esegesi delle tesi di questi antichi pensatori, condotta attraverso l\u2019analisi dei loro testi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>Dalle posizioni dei filosofi ionici si evince la sintesi delle propensioni proprie dell\u2019uomo ellenico arcaico: lo slancio mistico, la tensione politica, accompagnate da una prepotente volont\u00e0 di conoscere. Mimnermo aveva posto l\u2019accento sull\u2019aspetto tragico della vita, sull\u2019esistenza effimera degli enti di natura, Anassimandro, scorge, al contrario, nelle cose: \u00ab<i>un ordine che \u00e8 al medesimo tempo naturale e morale. Ci\u00f2 che fiorisce deve morire<\/i>\u00bb (p. 34). Un\u2019 intelligenza impassibile agisce ciclicamente ed \u00e8 all\u2019opera nel cosmo. La tesi anassimandrea dell\u2019origine dell\u2019universo da un \u201cvortice fluido\u201d,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>rileva l\u2019autore, \u00e8 prossima a quella delle cosmologie scientifiche. L\u2019indeterminato \u00e8 l\u2019<i>arch\u00e9<\/i>\u00a0e da esso derivano per separazione gli enti, il cui sviluppo \u00e8 letto in termini evoluzionistici. Nello spazio infinito possono esistere mondi infiniti. Tale modalit\u00e0 di pensiero: \u00ab<i>costituisce la forza e l\u2019apertura della fantasia scientifica [\u2026] assume rischi calcolati [\u2026] pu\u00f2 dedurre ci\u00f2 che \u00e8 da ci\u00f2 che non \u00e8<\/i>\u00bb (p. 53), pur essendo costruito su contenuti mitici. Il modello del\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>cosmo ionico \u00e8 ricavato dalla\u00a0<i>p\u00f3lis<\/i>, comunit\u00e0 autoregolantesi. Ma a differenza che nella comunit\u00e0 politica, in esso governa una necessit\u00e0 ineluttabile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Lungo tale strada, Eraclito, pens\u00f2 il reale come instabile, centrato sul gioco relazionale degli opposti. Dietro l\u2019apparente presenza degli enti, si cela un unico principio, il\u00a0<i>pur-folgore<\/i>. La giustizia di Anassimadro assume in Eraclito tratto simultaneo, atemporale: \u00ab<i>il dualismo di substrato e apparenza diventa qui dualismo di onda portante e messaggio trasmesso<\/i>\u00bb (p. 69), inoltre, fa la sua comparsa la nozione di\u00a0<i>n\u00f3mos<\/i>, legge. Un\u00a0<i>n\u00f3mos<\/i>\u00a0ben distante dall\u2019idea della \u201cnecessit\u00e0 delle cose\u201d moderna, in quanto sorto: \u00ab<i>da quella concezione panteistica che collega l\u2019uomo all\u2019universo<\/i>\u00bb (p. 71) che, fino ai nostri giorni ha turbato i sonni della scienza ufficiale. Solo con Parmenide, intransigente pensatore dell\u2019Essere e fondatore della logica identitaria, si afferma l\u2019idea di una spazio fisico-matematico. Non \u00e8 casuale che il suo allievo Zenone, con i paradossi, presenti il primo esempio di logica matematica. Parmenide va oltre i Pitagorici: questi avevano individuato nel numero-punto il Principio. Parmenide torna a presupporre un substrato formale, portatore di tutte le forme: \u00ab<i>In quel Continuo di nuovissima concezione, tutta la matematica ha il suo terreno nativo e la sua dimora<\/i>\u00bb (p. 135). Eppure, il Poema del grande Eleate ha tratto mitico-sacrale. La Via della Verit\u00e0 ha condotto Parmenide di fronte all\u2019idea di \u201ccertezza\u201d: \u00ab<i>ma nel campo della fisica egli si limita a fare ragionevoli congetture<\/i>\u00bb (p. 138).<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>Contro tale esito insorsero i pluralisti Anassagora, Empedocle e Democrito che, in modalit\u00e0 diversa tornarono a sostenere che l\u2019Essere era nei fenomeni, negli avvenimenti: \u00ab<i>non al di sotto o al di l\u00e0 di essi<\/i>\u00bb (p. 148). Anassagora fece ricorso all\u2019Intelletto, Empedocle alle forze di Amore e Discordia dicendo di un cosmo instabile dal funzionamento ciclico che, periodicamente, sarebbe tornato allo Sfero. Nell\u2019agrigentino, la dimensione mitico-religiosa \u00e8 coronamento del sistema scientifico-cosmologico. Per l\u2019atomista Democritio, la Moltepicit\u00e0 deve avere i medesimi tratti ontologici dell\u2019Uno. Egli introduce oltre all\u2019idea di atomo, anche quella di vuoto, superando l\u2019<i>horror vacui<\/i>\u00a0del pensiero antico: teorizz\u00f2 il principio d\u2019inerzia e lo spazio infinito. Per conoscere la Natura bisogna soffermarsi sulle propriet\u00e0 quantitative degli enti. A tale posizione si richiamer\u00e0 la scienza moderna.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>A seguito del sommovimento sofistico-socratico, si produsse la reazione platonica. Questa concesse l\u2019Essere alle sole idee, all\u2019Iperuranio, la cui conoscenza assunse tratto epistemico. Da allora si apr\u00ec un abisso tra Natura e Idea. La\u00a0<i>physis<\/i>\u00a0fu ridotta a mera oscurit\u00e0. La grandiosa costruzione politica di Platone \u00e8 pensata su tale principi: il filosofo-governante \u00e8 colui che sa, che conosce le Idee. La visione mitico-religiosa, pur presente in\u00a0<i>Repubblica<\/i>, riemerger\u00e0 prepotentemente ne\u00a0<i>Le Leggi<\/i>\u00a0e nel neo-platonismo ellenistico. Aristotele, pur tentando un ritorno alla Natura, alla valorizzazione del particolare, lo realizz\u00f2 attraverso: \u00ab<i>l\u2019accostamento logico-verbale<\/i>\u00bb (p. 283). Pi\u00f9 in particolare, la riscoperta della\u00a0<i>physis<\/i>\u00a0nello Stagirita ebbe tratto induttivo, privilegi\u00f2, a scapito della<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>matematica, l\u2019approccio biologico-empirista: \u00ab<i>Qualsiasi testimonianza di un ordinato processo \u00e8, per Aristotele, la prova di un qualche genere di rapporto analogico tra l\u2019intelletto dell\u2019osservatore e ci\u00f2 che egli sta guardando [\u2026] I componenti della realt\u00e0 risultano adattarsi reciprocamente in un tutto unico<\/i>\u00bb (p. 285). Con il nuovo mondo ellenistico si manifestarono i limiti della scienza greca. Gli automi di Erone: \u00ab<i>miravano solo a far colpo sul grosso pubblico<\/i>\u00bb (p. 379). In quel frangente storico, atomismo lucreziano, stoicismo ed epicureismo furono esempi di religioni scientifiche. Mito e ricerca erano ancora saldati in uno.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Di fronte alla pervasivit\u00e0 della tecno-scienza prodotta dal capitalismo cognitivo, guardare al \u201cpanteismo\u201d ellenico pu\u00f2 essere d\u2019aiuto. Il volume di de Santillana \u00e8, in tale\u00a0<i>iter<\/i>,<i>\u00a0<\/i>guida preziosa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/110701-pensiero-scientifico-mito-e-filosofia-un-saggio-di-giorgio-de-santillana\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/110701-pensiero-scientifico-mito-e-filosofia-un-saggio-di-giorgio-de-santillana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da BARBADILLO (Giovanni Sessa) Di fronte alla pervasivit\u00e0 della tecno-scienza prodotta dal capitalismo cognitivo, guardare al \u201cpanteismo\u201d ellenico pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto. Le origini del pensiero scientifico di Giorgio de Santillana Tra gli studiosi che hanno contribuito a mostrare la continuit\u00e0 di mito e\u00a0l\u00f3gos\u00a0va annoverato Giorgio de Santillana. Tra i suoi saggi segnaliamo,\u00a0Le origini del pensiero scientifico, da poco nelle librerie per i tipi di Adelphi (pp. 438, euro 15,00). 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