{"id":81148,"date":"2023-08-16T12:13:25","date_gmt":"2023-08-16T10:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81148"},"modified":"2023-08-16T12:13:25","modified_gmt":"2023-08-16T10:13:25","slug":"crisi-in-niger-la-situazione-e-le-opzioni-sul-tavolo-aggiornato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81148","title":{"rendered":"Crisi in Niger: la situazione e le opzioni sul tavolo (AGGIORNATO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Marco Leofrigio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81149 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/220316-F-EI771-0441.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/220316-F-EI771-0441.jpg 800w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/220316-F-EI771-0441-300x194.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/220316-F-EI771-0441-768x495.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Il golpe militare in Niger del 26 luglio rischia di destabilizzare l\u2019intera regione del Sahel mettendo in difficolt\u00e0 in primis la Francia e a seguire l\u2019Unione Europea, come riportato nei giorni scorsi su Analisi Difesa nei commenti del direttore Gaiani, di Ugo Trojano e di Giuseppe Cucchi. Parigi soprattutto vede in corso di cancellazione la sua influenza post-coloniale sulla \u201cFran\u00e7afrique\u201d, minata dall\u2019infausta guerra del 2011, voluta anche da Parigi, contro la Libia di Muammar Gheddafi.<\/p>\n<p>E in seguito altri errori sono stati fatti in Niger e nell\u2019intera regione. Come ha scritto Trojano,\u00a0<em>\u201dnon volendo comprendere ne\u2019 adeguarsi realisticamente alle nuove dinamiche sul terreno, i comportamenti sconcertanti di taluni governanti europei, dei vertici Ue preoccupati solo di seguire principi irrealizzabili in taluni Paesi, l\u2019ossessione per le procedure burocratiche, hanno inciso pesantemente favorendo una costante perdita di credibilit\u00e0 europea. E\u2019 stata consentita di conseguenza la penetrazione significativa di nuovi attori, Russia, Turchia, Cina, ben pi\u00f9 concreti, solidi, poco votati ad impartire lezioni agli africani piuttosto inclini ad ottenere risultati per s\u00e9 e, nel breve periodo, per i nuovi committenti africani.\u201d<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-167352 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Immagine1.jpg\" alt=\"\" width=\"1161\" height=\"946\" \/><\/p>\n<p>Le reazioni dei 15 paesi della ECOWAS\/CEDEAO (<em>Economic Community of West African States\/Communaut\u00e9 \u00e9conomique des \u00c9tats de l\u2019Afrique de l\u2019Ouest<\/em>), della Francia e della UE sono state immediate. Ugualmente molto preoccupati si sono detti gli Stati Uniti, che hanno un contingente di oltre 1.100 soldati, avendo fatto del Niger una base importante per il contrasto alle varie formazioni jihadiste purtroppo sempre attivissime nel Sahel.<\/p>\n<p>Ad oggi nessuna azione di forza si \u00e8 verificata dopo la scadenza dell\u2019ultimatum dichiarato dalla ECOWAS\/CEDEAO per dare modo alla giunta golpista di fare marcia indietro sulla rimozione del presidente Mohamed Bazoum.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il ruolo della Nigeria<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nelle prossime ore l\u2019ECOWAS discuter\u00e0 quali misure adottare e per ora la via del negoziato resta la favorita con l\u2019invio a Niamey dell\u2019ex emiro nigeriano della citt\u00e0\u2019 settentrionale di Kano Sanusi Lamido Sanusi come negoziatore anche se lui stesso nega essere un emissario del governo di Abuja.\u00a0\u201cSiamo venuti sperando che il nostro arrivo apra la strada a discussioni reali tra i leader del Niger e quelli della Nigeria\u201d, ha detto Sanusi.<\/p>\n<p>In precedenza il 4 agosto, il presidente nigeriano e presidente in carica di ECOWAS\/CEDEAO Bola Tinubu (molto legato a Sanusi) aveva ipotizzato, nonostante l\u2019ostilit\u00e0 del Senato nigeriano l\u2019uso della forza, approvato da Costa d\u2019Avorio, Ghana e Senegal, mentre il Ciad ha comunicato di non voler parteciparvi. Il grosso delle forze, in caso di intervento armato, sar\u00f2 presumibilmente messo in campo dalla Nigeria mentre gli altri paesi invieranno contingenti minori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-167345 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/ECOWAS-Africa-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Tinubu ha intanto disposto alla Banca Centrale della Nigeria (CBN) di attuare una serie di nuove sanzioni finanziarie nei confronti di entit\u00e0 e individui collegati o coinvolti con la giunta militare della Repubblica del Niger. La Nigeria ha gi\u00e0 interrotto la trasmissione di energia elettrica che assicurava il 70% del fabbisogno nigerino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Braccio di ferro con la Francia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>A Niamey Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria, costituito dai golpisti ha chiuso lo spazio aereo paese adducendo \u201cla minaccia di intervento armato dall\u2019esterno\u201d e deciso l\u2019invio di unit\u00e0 dell\u2019esercito a rinforzo dei reparti gi\u00e0 presenti nella capitale e lungo il confine con Nigeria e Benin,<\/p>\n<p>Il leader golpista Abdourahamane Tchiani, gi\u00e0 comandante della Guardia Presidenziale, conosce gli avversari della giunta militare nigerina (era stato comandante di un battaglione della ECOWAS nel 2003 in Costa d\u2019Avorio, che intervenne come forza di pacificazione dopo la firma del cessate-il-fuoco tra governo e forze ribelli) ed \u00e8 consapevole che il Niger non \u00e8 isolato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-167191\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Eli.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"738\" \/><\/p>\n<p>Mali, Burkina Faso e Guinea appoggiano il golpe del 26 luglio mentre l\u2019Algeria, colosso economico e militare, si oppone a un intervento militare: forte di questa consapevolezza e del ruolo cruciale di Russia, Turchia e Cina (potenze sempre pi\u00f9 influenti in Africa), la giunta al potere a Niamey ha respinto \u201cle ingerenze dei paesi occidentali\u201d dopo aver intimato a Parigi il ritiro entro un mese dei 1.500 militari schierati in Niger.<\/p>\n<p>Parigi ha risposto con durezza replicando che solo le \u00ablegittime autorit\u00e0\u00bb del Niger possono cambiare i trattati bilaterali in vigore ma ieri la giunta di Niamey ha denunciato la violazione dello spazio aereo nigerino da parte di un aereo da trasporto militare francese A400M decollati dal Ciad e accusato Parigi di aver liberato 14 miliziani jihadisti e di avere un \u201cpiano di destabilizzazione\u201d del Niger.<\/p>\n<p>Inoltre il CNSP ha accusato \u201cla Francia ed i suoi complici\u201d per un attacco avvenuto ieri mattina contro una postazione della Guardia Nazionale a Bourkou Bourkou, vicino alla miniera d\u2019oro di Samira.\u00a0Parigi ha respinto le accuse confermando che \u201cil volo effettuato questa mattina \u00e8 stato autorizzato e coordinato con l\u2019esercito nigerino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019America temporeggia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti si sono detti \u201cmolto preoccupati per la salute e la sicurezza personale\u201d di Bazoum in isolamento con la famiglia dal 26 luglio, timore espresso anche dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che chiede con urgenza il loro rilascio incondizionato e il rigoroso rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani del\u00a0Niger\u201d.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la visita del sottosegretario Victoria Nuland non abbia sortito alcun risultato la diplomazia statunitense sembra puntare ancora sul dialogo, forte anche del fatto che per ora i golpisti non hanno chiesto il ritiro delle truppe americane (n\u00e9 di quelle italiane e tedesche) in Niger, che restano acquartierate nelle loro basi.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciata degli Stati Uniti a Niamey ha esortato con un comunicato gli americani che ancora si trovano nella capitale a \u201crimanere al riparo, limitare i movimenti non necessari nella citt\u00e0 e continuare ad evitare il centro e l\u2019area del palazzo presidenziale\u201d aggiungendo che \u201cvi potrebbe essere un aumento della presenza di forze di sicurezza nella zona del centro (per monitorare dimostrazioni) quindi \u00e8 importante essere cauti, limitare i movimenti ed evitare ogni protesta. L\u2019ambasciata \u00e8 al corrente delle notizie di mancanza di contanti e di alcuni beni\u201d, ha concluso la nota.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019Europa guarda alle sanzioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gli europei sembrano invece apprestarsi a imporre sanzioni ai membri della giunta militare nigerina, come hanno riferito alla Reuters fonti della Ue secondo le quali la Commissione Europea ha avviato la discussione sui criteri per l\u2019adozione delle misure. Per imporre le sanzioni \u00e8 necessario l\u2019accordo di tutti i 27 Stati membri dell\u2019Unione ma \u00e8 chiaro che l\u2019adozione di simili misure porterebbe con ogni probabilit\u00e0 all\u2019espulsione anche dei contingenti italiano e tedesco presenti in Niger.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-167187\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/5918225696075923117_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"611\" \/><\/p>\n<p>\u201cLa Ue \u00e8 pronta a sostenere le decisioni dell\u2019ECOWAS, compresa l\u2019adozione di sanzioni\u201d, ha detto il portavoce Peter Stano mentre i ministri degli Esteri europei discuteranno la situazione del Niger non prima del vertice di Toledo del 31 agosto.<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che Ue ed ECOWAS intendano testare la compattezza della giunta militare puntando anche su contestazioni interne. Ieri un appello alla \u201cmobilitazione nazionale\u201d su tutto il territorio nazionale per salvare Bazoum, \u00e8 stato lanciato dal Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo che fa capo al presidente deposto.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 stata annunciata la costituzione del Consiglio di Resistenza per la Repubblica\u201d (CRR) che punta a reinsediare Bazoum \u201ccon tutti i mezzi necessari\u201d: il suo leader \u00e8 il touareg Rhissa Ag Boula, e membro del governo deposto. Un membro del CRR, riporta Trtafrika, ha affermato che diversi politici nigerini si sono uniti al gruppo ma non hanno potuto rendere pubblica la loro posizione per motivi di sicurezza.<\/p>\n<p>A Niamey il generale Abdurahman Tchiani, ha firmato oggi un decreto che istituisce il nuovo governo composto da 21 membri, il primo ministro Ali Mahaman Lamine Zeine e 20 ministri.\u00a0I dicasteri di Difesa e Interno sono stati assegnati a due generali membri del Consiglio nazionale per la Salvaguardia della Patria (CNSP): si tratta rispettivamente dell\u2019ex capo di stato maggiore della Difesa Salifou Mody e l\u2019ex capo di stato maggiore dell\u2019esercito Mohamed Toumba.<\/p>\n<p>Al vertice dell\u2019ECOWEAS invece il Niger \u00e8 rappresentato dal ministro degli Esteri del governo deposto dai golpisti, Hassoumi Massaoudou.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le opzioni sul tavolo<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gli sviluppi della crisi nigerina dipenderanno dalle opzioni attualmente sul tavolo.<\/p>\n<ul>\n<li>Mantenere il negoziato aperto senza esasperare la crisi con la giunta di Niamey ridurrebbe il rischio di escalation e di un conflitto regionale che potrebbe destabilizzare tutta l\u2019Africa Occidentale\/Sahel ma rafforzerebbe la giunta golpista nigerina. Uno sviluppo probabilmente non accettabile per la Francia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Limitare il contrasto al CNSP a sanzioni economiche sempre pi\u00f9 forti eviterebbe un conflitto aperto, provocherebbe forse danni alla gi\u00e0 debole economia nigerina anche se la vastit\u00e0 dei confini nigerini attraversati da tempo da traffici illegali potrebbe vanificare o ridurre l\u2019impatto delle sanzioni. Di certo tali misure accentuerebbero la spaccatura all\u2019interno dell\u2019ECOWAS allontanando definitivamente il Niger dall\u2019influenza occidentale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-167188\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/F2HpN2HbUAASU90.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"625\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Attuare un vasto intervento militare richiederebbe tempo e determinerebbe un conflitto di durata indefinita e fuori controllo, che potrebbe allargarsi ad altre nazioni e che favorirebbe i movimenti jihadisti attivi nella regione (nel 2022 il Niger ha subito 114 attacchi di matrice jihadista contro i circa 2mila di Mali e Burkina Faso). Occorrerebbe poi mettere a punto piani e attivit\u00e0 d\u2019intelligence, riunire e supportare logisticamente ingenti forze (molti pi\u00f9 militari dei 7mila messi in campo dall\u2019ECOWAS nel 2017 per l\u2019intervento nel minuscolo Gambia) con mezzi terrestri e aerei per uno sforzo bellico dalla tempistica potenzialmente prolungata, con ampi costi finanziari e con la prospettiva di dover dispiegare truppe non solo a Niamey ma in tutto il Niger, grande oltre volte l\u2019Italia. L\u2019esercito nigeriano, che porterebbe il peso pi\u00f9 rilevante in caso di interventi dell\u2019ECOWAS, ha gi\u00e0 molti impegni interni da affrontare contro i movimenti jihadisti (Boko Haram e i miliziani jihadisti dell\u2019Islamic State West Africa Province legati allo Stato Islamico) e i separatisti del Biafra. Inoltre il successo militare contro la giunta militare del Niger non \u00e8 scontato non solo per il supporto che verrebbe offerto da Mali e Burkina Faso ma anche perch\u00e9 la penetrazione di truppe nigeriane a Niamey non sarebbe gradito all\u2019Algeria. Le truppe nigeriane e gli alleati di Costa d\u2019Avorio e Senegal dovrebbero confrontarsi con le forze nigerine potenziate in questi anni dagli aiuti e dalle forniture occidentali, turche ed egiziane senza contare che un eventuale ruolo attivo delle forze francesi potrebbe venire interpretato in tutta l\u2019Africa come un\u2019operazione neo coloniale favorendo cos\u00ec la penetrazione (anche militare) russa, turca e cinese. Parigi dovrebbe poi tenere in conto il rischio che un\u2019altra \u201ccampagna d\u2019Africa\u201d possa infiammare nuovamente l\u2019insurrezione interna in molte banlieues che aprirebbe un rilevante fronte interno.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-167190 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Niger-golpe-dellesercito.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"205\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Condurre un\u2019azione mirata a liberare Bazoum, con forze speciali presumibilmente francesi (gi\u00e0 presenti a Niamey), determinerebbe in ogni caso uno stato di guerra che comprometterebbe i rapporti e gli interessi di Parigi e occidentali in Niger senza per\u00f2 garantire sviluppi negativi per la giunta militare di Niamey. Ogni azione militare contro il CNSP potrebbe inoltre offrire il destro per interventi esterni a sostegno dei golpisti come quello dei contractors russi della PMC Wagner. Il suo leader, Yevgeny Prigozhin, si \u00e8 gi\u00e0 reso disponibile a inviare i suoi uomini a Niamey anche se Mosca finora si \u00e8 espressa a favore del ripristino del governo legittimo pur senza emettere condanne o minacciare sanzioni nei confronti della giunta golpista.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Puntare su un contro-golpe interno non offrirebbe attualmente garanzie di successo poich\u00e9 non vi sono elementi che inducano a ritenere che ampie fasce della popolazione siano pronte a sollevarsi contro il CNSP n\u00e9 che una parte consistente delle forze militari e di sicurezza nigerine siano pronte a insorgere contro i golpisti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La crisi nigerina resta quindi troppo complessa per poter sperare in soluzioni rapide, efficaci ma soprattutto che non ne comportino l\u2019ulteriore aggravamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>ULTIM\u2019ORA \u2013 L\u2019ECOWAS attiva la Standby Force<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I leader della Comunit\u00e0 Economica degli Stati dell\u2019Africa occidentale (CEDEAO o ECOWAS) riuniti oggi ad Abuja (Nigeria) per il vertice straordinario chiamato a concordare le azioni da intraprendere dopo il colpo di Stato in Niger dello scorso 26 luglio, hanno ribadito la loro ferma condanna del golpe e la detenzione illegale del presidente democraticamente eletto Mohamed Bazoum riaffermando la determinazione a mantenere sul tavolo tutte le opzioni per la risoluzione pacifica della crisi.<\/p>\n<p>L\u2019ECOWAS ha autorizzato l\u2019attivazione di una Forza militare d\u2019intervento (Standby Force) per ripristinare l\u2019ordine costituzionale in Niger ordinando al Comitato dei capi di Stato maggiore della Difesa degli stati membri di attivare immediatamente tale forza militare e dispiegarla.<\/p>\n<p>Nel comunicato finale del vertice la CEDEAO\/ECOWAS conferma tutte le misure annunciate in occasione del precedente vertice straordinario tenutosi lo scorso 30 luglio sempre ad Abuja, e in particolare \u201cla chiusura delle frontiere e il divieto di viaggio e il congelamento dei beni di tutte le persone o gruppi di individui i cui le azioni ostacolano tutti gli sforzi pacifici volti a garantire il ripristino armonioso e completo dell\u2019ordine costituzionale\u201d.<\/p>\n<p>Il comunicato, inoltre, \u201cmette in guardia gli Stati membri che, con direttamente o indirettamente, ostacolano la soluzione pacifica della crisi in Niger sulle conseguenze della loro azione dinanzi alla Comunit\u00e0\u201d (un riferimento diretto a Guinea, Mali e Burkina Faso) e invita l\u2019Unione Africana ad approvare tutte le decisioni.<\/p>\n<p>Il documento rinnova l\u2019invito a tutti i Paesi e le istituzioni partner, comprese le Nazioni Unite, a sostenere la CEDEAO nei suoi sforzi per garantire un rapido ripristino dell\u2019ordine costituzionale in Niger. \u201cI Capi di Stato Maggiore avranno altre conferenze per finalizzare la missione ma hanno l\u2019accordo della Conferenza dei Capi di Stato per iniziare l\u2019operazione il prima possibile\u201d, ha dichiarato Alassane Ouattara, presidente della Costa d\u2019Avorio che metter\u00e0 a disposizione un contingente di 850\/1.100 uomini.<\/p>\n<p>\u201cI golpisti possono decidere di andarsene domani mattina e non ci sar\u00e0 alcun intervento militare, dipende da loro\u201d \u2013 ha aggiunto Ouattara \u2013 \u201cSiamo determinati a reintegrare il presidente Bazoum al suo posto\u201d. Al termine del vertice di Abuja, il presidente della Commissione ECOWAS, Omar Touray, ha ribadito \u201cil continuo impegno per il ripristino dell\u2019ordine costituzionale, attraverso mezzi pacifici\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019agenzia di stampa statunitense Associated Press, citando due funzionari occidentali, ha reso noto che i golpisti avrebbero detto a un alto diplomatico statunitense che uccider\u00e0 il presidente deposto Mohamed Bazoum se i Paesi vicini tenteranno qualsiasi intervento militare per ripristinare il suo governo. Secondo l\u2019Ap, uno dei funzionari ha affermato che i golpisti hanno riferito al sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland della minaccia a Bazoum durante la sua visita nel Paese nei giorni scorsi. Un altro funzionario Usa ha confermato questa versione, parlando a condizione di anonimato. Nessuna fonte ha per\u00f2 confermato questa minaccia n\u00e9 vi sono state dichiarazioni in tal senso da parte del CNSP, l\u2019organismo che rappresenta la giunta militare di Niamey.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto: US DoD\/Africom, TV Niger, Twitter, Ministero Difesa Francese e Peoples Dispatch<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/crisi-in-niger-la-situazione-e-le-opzioni-sul-tavolo\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/crisi-in-niger-la-situazione-e-le-opzioni-sul-tavolo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Marco Leofrigio) Il golpe militare in Niger del 26 luglio rischia di destabilizzare l\u2019intera regione del Sahel mettendo in difficolt\u00e0 in primis la Francia e a seguire l\u2019Unione Europea, come riportato nei giorni scorsi su Analisi Difesa nei commenti del direttore Gaiani, di Ugo Trojano e di Giuseppe Cucchi. 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