{"id":81218,"date":"2023-08-25T13:33:22","date_gmt":"2023-08-25T11:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81218"},"modified":"2023-08-25T13:33:23","modified_gmt":"2023-08-25T11:33:23","slug":"tamburi-di-guerra-in-niger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81218","title":{"rendered":"Tamburi di guerra in Niger"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81219\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Niger-putschists-800x450-1-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Niger-putschists-800x450-1-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Niger-putschists-800x450-1-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Niger-putschists-800x450-1-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Aggiornato alle ore 22,55)*<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La progressiva escalation della crisi tra la giunta golpista del Niger e alcune nazioni vicine riunite nella Comunit\u00e0\u2019 Economica dell\u2019Africa Occidentale (CEDEAO\/ECOWAS) sembra scivolare verso la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante gli appelli al negoziato molti elementi sembrano rendere probabile l\u2019intervento militare in Niger delle forze di alcuni stati membri dell\u2019ECOWAS, sostenuti potenzialmente dalla Francia che non intende perdere il controllo anche del Niger dopo essere stata estromessa militarmente, politicamente ed economicamente da Mali, Burkina Faso e Centrafrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 18 agosto il commissario dell\u2019ECOWAS per gli Affari politici, della sicurezza e della pace, Abdel-Fatau Musah, parlando a margine della riunione dei capi di Stato maggiore dell\u2019organizzazione ad Accra (Ghanas), ha detto che l\u2019ECOWAS \u201c\u00e8\u2019 pronta\u201d ad intervenire militarmente in Niger per reinsediare il presidente Mohamed Bazoum e che la forza multinazionale pu\u00f2 contare sugli eserciti di \u201ctutti i suoi membri\u201d, fatta eccezione per Capo Verde ed i governi golpisti di Mali, Burkina Faso e Guinea. Nazioni peraltro sospese dall\u2019ECOWAS ma che si sono dette pronte a difendere il Niger e il suo nuovo governo guidato dal generale Omar Thiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Musah ha dichiarato che i capi di stato maggiore dell\u2019ECOWAS hanno concordato la data dell\u2019invasione del Niger, ma non l\u2019hanno resa pubblica. Le ipotesi pi\u00f9 credibili prevedono una forza d\u2019intervento di circa 25 mila uomini composta da circa 18\/20 mila nigeriani affiancati da contingenti a livello reggimento di Benin, Costa d\u2019Avorio e Senegal con possibili contributi minori da altre nazioni aderenti all\u2019organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I movimenti registrati in queste ore in diversi aeroporti della regione inducono a ritenere che l\u2019attacco verrebbe sferrato dal confine settentrionale di Nigeria e Benin per puntare direttamente su Niamey dove la giunta ha fatto confluire recentemente reparti militari schierati solitamente nell\u2019area di Agadez e nel settore caldo della lotta ai gruppi insurrezionali jihadisti ai confini con Mali e Burkina Faso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A completare il quadro che potrebbe anticipare un attacco, oggi l\u2019Unione Africana ha annunciato di aver sospeso il Niger dai propri organismi e \u201cvaluter\u00e0 le implicazioni\u201d di un\u2019eventuale azione militare da parte dell\u2019ECOWAS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Media africani riferiscono che forze nigerine sono schierate nella citt\u00e0 di Gaya, situata sul confine con Benin e Nigeria. Il Niger dispone di circa 30 mila militari in buona parte addestrati negli ultimi anni dai contingenti militari presenti a Niamey statunitensi (1.100 militari), francesi (1.500) e italiani (350 ora ridotti a circa 250) e le sue forze armate sono state potenziate prima del golpe del 26 luglio con armi, droni armati, mezzi blindati e velivoli forniti da Turchia, Italia, Francia ed Egitto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come Analisi Difesa ha gi\u00e0 evidenziato sottolineando il rischio di un \u201ceffetto boomerang\u201d dell\u2019intervento militare dell\u2019ECOWAS, i golpisti sembrano riscuotere ampi consensi tra la popolazione e negli ultimi giorni si sono registrate a Niamey alcune manifestazioni a sostegno della giunta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 20 agosto diverse migliaia di manifestanti hanno intonato slogan contro la Francia e l\u2019ECOWAS mentre ieri, in un\u2019altra manifestazione contro le ingerenze francese e straniere, \u00e8 stato chiesto di smantellare la base statunitense di Agadez impiegata da aerei cargo C-130 e C-17 e droni armati MQ 9 Reaper (nella foto sopra) per le operazioni contro i jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i manifestanti sventolavano anche la bandiera russa e lo stendardo della PMC Wagner, anche se non vi sono riscontri circa la presenza russa a Niamey e Mosca non si \u00e8 schierata a sostegno dei golpisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Base Aerea 201 di Agadez (nella foto sotto durante una tempesta di sabbia) \u00e8 la seconda pi\u00f9 grande installazione militare statunitense in Africa dopo quella di Gibuti. Finora la giunta nigerina non ha mai mostrato ostilit\u00e0 nei confronti della presenza militare statunitense e italiana mentre a fine agosto scade l\u2019ultimatum di 30 giorni per il ritiro delle truppe francesi che la giunta ha chiesto pochi giorni dopo il golpe denunciando il trattato di cooperazione militare con Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 18 agosto il comandante della componente aerea dello US Africa Command (con sede a Stoccarda, in Germania), generale James Hecker, ha riferito che gli Stati Uniti stanno facendo piani precauzionali per evacuare due basi chiave di droni e antiterrorismo in Niger (Niamey e Agadez) se diventasse necessario e tale pianificazione include la ricerca di nazioni alleate nelle regioni sahariane e del Sahel \u201ccon cui potremmo forse collaborare e poi spostare i nostri assetti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto i venti di guerra hanno indotto alcune nazioni a sgomberare le proprie sedi diplomatiche. Il 20 agosto il Regno Unito ha annunciato l\u2019evacuazione di tutto il personale diplomatico dell\u2019ambasciata a Niamey per \u2018motivi di sicurezza. \u201dAbbiamo ritirato temporaneamente il personale britannico dal Niger. La nostra ambasciata adesso sta lavorando da remoto\u201d, si legge in una nota del ministero degli Esteri britannico. Il Belgio in pochi giorni ha evacuato 130 dei suoi cittadini e rappresentanti di altri Paesi dell\u2019Ue dal Niger grazie a un aereo da trasporto militare A400M.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pur non essendo nota la data pianificata per l\u2019attacco al Niger, sembra evidente che i vertici militari dell\u2019ECOWAS (nigeriani) abbiano dato un certo preavviso agli occidentali per evacuare il Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la giunta nigerina si prepara al peggio. Il generale Tiani ha sconsigliato l\u2019ECOWAS dallo scatenare un attacco, avvertendo che un\u2019operazione militare straniera in Niger non sarebbe una \u201cpasseggiata nel parco\u201d. Il 19 agosto ha preso il via a Niamey il reclutamento della milizia popolare Volontaires pour la D\u00e9fense du Niger (nell\u2019immagine sotto), a cui secondo la giunta avrebbero gi\u00e0 aderito in 50 mila dichiarando l\u2019intenzione di arruolarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione Europea, Russia, paesi africani anche esterni all\u2019ECOWAS come Algeria e Ciad, la Turchia si \u00e8 detta ieri contraria a un intervento militare che porterebbe \u201cinstabilit\u00e0 in molti paesi africani\u201d, come ha detto Recep Tayyp Erdogan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNon reputo giusta la decisione dell\u2019ECOWAS di intervenire militarmente in Niger. Dopo questa decisione, Mali e Burkina Faso hanno avvertito che un tale intervento militare in Niger equivarrebbe a dichiarare loro guerra. Un intervento militare significherebbe diffondere instabilit\u00e0 in molti paesi africani\u201d, ha de4tto Erdogan aggiungendo che \u201cla Turchia, continuer\u00e0 a sostenere il popolo del Niger, un paese amico e fratello\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una dichiarazione che rafforza la penetrazione di Ankara in Africa e la giunta nigerina dopo l\u2019annuncio del generale Tiani che il periodo di transizione gestito dai golpisti non superer\u00e0 i tre anni. \u201cLa nostra ambizione non \u00e8 quella di prendere il potere\u201d, ha dichiarato Tiani in un discorso televisivo, aggiungendo che il periodo di transizione \u201cnon pu\u00f2 superare i tre anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 19 agosto una delegazione dell\u2019Ecowas ha incontrato a Niamey il presidente deposto Mohamed Bazoum alla presenza del primo ministro nominato dalla giunta golpista, Mahamane Lamine Zeine, e di un altro membro della giunta stessa. Il giorno precedente Zeine aveva avuto colloqui con una delegazione delle Nazioni Unite guidata da Leonardo Santos Sim\u00e3o, rappresentante speciale del Segretario generale per l\u2019Africa Occidentale e il Sahel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cDobbiamo innanzitutto ascoltare le autorit\u00e0 e il loro punto di vista, in modo da poter lavorare insieme per trovare un modo per far tornare il Paese alla normalit\u00e0 e alla legalit\u00e0 costituzionale il pi\u00f9 rapidamente possibile. Siamo convinti che questo sia sempre possibile attraverso il dialogo\u201d, ha dichiarato Sim\u00e3o al termine dell\u2019incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">II 19 agosto delegazioni militari di Mali e Burkina Faso si sono recate a Niamey per discutere una strategia congiunta di fronte alla minaccia di un intervento militare dell\u2019ECOWAS. \u201cIl Burkina Faso si sta preparando al fatto che le forze dell\u2019ECOWAS possano lanciare un\u2019operazione militare in Niger, ha detto Kassoum Coulibaly, ministro della Difesa del Burkina Faso in un\u2019intervista all\u2019agenzia di stampa russa RIA Novosti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPrevediamo un\u2019aggressione militare e in ogni caso siamo pronti, sosterremo il Niger\u201d ha detto aggiungendo che il Burkina Faso \u00e8 pronto anche a ritirarsi dall\u2019ECOWAS. Choguel Kokalla Maiga, primo ministro del governo di transizione del Mali ha sottolineato che l\u2019ECOWAS cesserebbe di esistere se invadesse il Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi sono poi forti rischi di sommosse interne alle nazioni che dovessero far parte con i propri eserciti della forza d\u2019intervento dopo che manifestanti sono scesi in piazza a Kano, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del nord della Nigeria, contro una possibile invasione del Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Niger vi sono forze pronte a sostenere un attacco militare straniero. Hassoumi Massaoudou, ex ministro degli Affari eteri del Niger attualmente in esilio, in un\u2019intervista a \u201cRepubblica\u201d ha affermato che non ci sono alternative all\u2019intervento militare poich\u00e9 la giunta golpista \u201cha chiuso la porta a ogni tentativo di negoziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cDefinirei l\u2019operazione militare un intervento di polizia, non una guerra contro il Niger, un\u2019operazione militare molto rapida di contro-golpe. L\u2019esercito nigerino non si batter\u00e0 per difendere i golpisti: il nostro esercito si batte per la patria non per gli interessi di un gruppo di delinquenti\u201d ha detto Massaoudou aggiungendo che \u201cBurkina Faso e Mali non potranno realisticamente offrire alcun sostegno\u201d alla giunta di Niamey.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rhissa Ag Boula, ex ministro ed ex ribelle tuareg, ha annunciato l\u2019intenzione di riprendere le armi per allontanare dal potere la giunta militare dopo il golpe dello scorso 26 luglio contro il presidente Mohamed Bazoum e dopo il fallimento del tentativo di mediazione dell\u2019ECOWAS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un comunicato del \u201cConsiglio di resistenza per la Repubblica\u201d, guidato dallo stesso Rhissa Ag Boula, manifesta appoggio all\u2019ECOWAS nell\u2019obiettivo di estromettere dal potere i golpisti e valuta sia necessario avviare le \u201costilit\u00e0\u201d contro \u201ci nemici della pace e della tranquillit\u00e0 sociale\u201d. Rhissa Ag Boula si \u00e8 mostrato determinato ad avviare \u201cun\u2019azione militare\u201d per garantire il ritorno della stabilit\u00e0 politica in Niger e ha indicato nei militari gli \u201cunici responsabili\u201d delle conseguenze che pu\u00f2 comportare il golpe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio di una guerra tra due opposti schieramenti degli stati membri dell\u2019ECOWAS sta gi\u00e0 favorendo la destabilizzazione regionale. Dopo gli attacchi dei giorni scorsi delle milizie di al-Qaeda contro truppe nigerine nella regione dei tre confini, Niamey ha reso noto che il 20\u2032 agosto 12 uomini della Guardia Nazionale sono stati uccisi nel pomeriggio del 20 agosto in un\u2019imboscata tesa da presunti miliziani jihadisti vicino ad Anzorou, nella regione sud occidentale di di Tillaberi. Nello scontro la Guardia Nazionale nigerina avrebbe inferto pesanti perdite aghli insorti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jihadisti all\u2019offensiva anche in Mali dove hanno circondato Timbuktu bloccando tutte le strade\u201d di accesso alla citt\u00e0 settentrionale ai margini del Sahara, ha detto all\u2019Agenzia France Presse un parlamentare locale chiedendo di mantenere l\u2019anonimato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNon passa niente tra Timbuktu e il sud\u201d, ha aggiunto la fonte, precisando che anche i collegamenti lungo il vicino fiume Niger sono stati interrotti. \u201cTutto \u00e8 costoso a Timbuktu perch\u00e9 i prodotti non arrivano pi\u00f9 in citt\u00e0. I jihadisti hanno bloccato le strade. \u00c8 davvero difficile\u201d, ha detto un funzionario del municipio, che a sua volta ha chiesto l\u2019anonimato. Il proprietario di una stazione di servizio ha affermato che gli aumenti dei prezzi stanno mettendo la popolazione a dura prova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUn litro di benzina \u00e8 passato da 845 franchi CFA (circa 1,40 dollari) a 1.250 franchi CFA in una settimana\u201d, ha detto. All\u2019inizio di agosto, messaggi sui social media attribuiti a un comandante del Gruppo per il Sostegno all\u2019Islam e i musulmani (GSIM) affiliato ad Al Qaeda, affermavano di aver \u201cdichiarato lo stato di guerra\u201d nella regione di Timbuktu in concomitanza con il ritiro delle truppe della missione MINUSMA delle Nazioni Unite (allontanata dalla giunta militare di Bamako) dalle basi di Ber e Goundam, vicino a Timbukt\u00f9 trasferite all\u2019esercito maliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Olayinka Ajala, Senior lecturer in Politics and International Relations cella Leeds Beckett University \u201ci gruppi terroristici potrebbero quindi approfittare del conflitto e trarre vantaggio da una situazione in cui gli eserciti che in precedenza combattevano fianco a fianco contro ribelli come Boko Haram e ISWAP si stanno combattendo l\u2019un l\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esempio della Siria e il modo in cui l\u2019ISIS \u00e8 emerso rapidamente nella regione d\u00e0 un\u2019idea di ci\u00f2 che potrebbe accadere. La maggior parte della popolazione nigerina vive nella parte meridionale del paese vicino ai confini con Nigeria, Benin, Burkina Faso e Mali. Questi paesi subirebbero un afflusso di profughi, destabilizzando ulteriormente stati gi\u00e0 fragili. Una guerra tra l\u2019esercito nigerino e l\u2019ECOWAS incoraggerebbe i trafficanti di esseri umani e porterebbe pi\u00f9 africani ad approfittare del caos per dirigersi a nord, verso l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una minaccia che dovrebbe preoccupare anche l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>*del 22 agosto 2023.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/tamburi-di-guerra-in-niger\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/tamburi-di-guerra-in-niger\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) (Aggiornato alle ore 22,55)* La progressiva escalation della crisi tra la giunta golpista del Niger e alcune nazioni vicine riunite nella Comunit\u00e0\u2019 Economica dell\u2019Africa Occidentale (CEDEAO\/ECOWAS) sembra scivolare verso la guerra. 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