{"id":81241,"date":"2023-09-01T09:50:30","date_gmt":"2023-09-01T07:50:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81241"},"modified":"2023-08-31T23:53:58","modified_gmt":"2023-08-31T21:53:58","slug":"il-disadattamento-delle-elites-occidentali-intervista-a-giacomo-gabellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81241","title":{"rendered":"IL DISADATTAMENTO DELLE \u00c9LITES OCCIDENTALI. INTERVISTA A GIACOMO GABELLINI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Giacomo Gabellini, Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/incomprensione-420x280.png\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Abbiamo posto giorni fa ad Aurelien quattro domande alle quali l\u2019analista ci ha rapidamente e compiutamente risposto. Abbiamo pubblicato il 23 agosto\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/08\/23\/il-disadattamento-delle-elites-occidentali-intervista-ad-aurelien-_-a-cura-di-roberto-buffagni\/\">qui la sua replica.<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Su suggerimento di alcuni lettori abbiamo esteso ad altri autori ed analisti l\u2019invito a rispondere alle medesime. Proseguiamo con la pubblicazione del punto di vista di Giacomo Gabellini. Nella voce \u201cdossier\u201d sulla barra orizzontale abbiamo creato una apposita raccolta. Buona lettura, Giuseppe Germinario<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/gabellini-300x136.png\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>Quali sono le ragioni principali dei gravi errori di valutazione commessi dai decisori politico-militari occidentali nella guerra in Ucraina?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Credo che le ragioni degli sbalorditivi errori di calcolo compiuti siano da attribuire al senso di onnipotenza che ha pervaso le classi dirigenti statunitensi a partire dal collasso dell\u2019Unione Sovietica. Questa percezione distorta ha atrofizzato il pensiero critico e alimentato un sostanziale disinteresse per il resto del mondo; il conformismo dilagante che ne \u00e8 scaturito ha pregiudicato la capacit\u00e0 sia di formulare valutazioni realistiche delle potenzialit\u00e0 proprie e del nemico, sia di comprendere le implicazioni strategiche delle proprie scelte politiche. Hanno quindi trasformato deliberatamente la questione ucraina da crisi regionale in sfida esistenziale per la Russia, senza rendersi pienamente conto dei pericoli che comporta la decisione di mettere con le spalle al muro quello che si configura come il Paese pi\u00f9 grande del mondo dotato di oltre 6.000 testate atomiche e vettori ipersonici in grado di trasportarle verso l\u2019obiettivo. Hanno quindi sottovalutato la capacit\u00e0 industriale, la coesione sociale, le competenze tecnologiche e la forza militare latente della Federazione Russa, sovrastimando allo stesso tempo la propria capacit\u00e0 di condizionamento e dissuasione nei confronti dei Paesi terzi, l\u2019impatto delle sanzioni, le implicazioni della sempre pi\u00f9 spiccata tendenza a \u201cmilitarizzare\u201d il dollaro e i circuiti attraverso cui circola la moneta Usa. Si sono quindi illusi di strangolare l\u2019economia russa come avevano fatto con quella cilena negli anni \u201970, di poter agevolmente convincere il resto del mondo ad aderire alla campagna sanzionatoria orchestrata dall\u2019Occidente contro la Federazione Russa e di infliggerle una sconfitta strategica sul campo di battaglia contando sulla presunta superiorit\u00e0 della propria dottrina militare, oltre che dei propri sistemi d\u2019arma. Nei confronti della Cina hanno commesso errori di calcolo paragonabili, se non peggiori. Hanno ritenuto di poterla \u201coccidentalizzare\u201d includendola nell\u2019ordine globalizzato, e quindi favorendo il trasferimento dei migliaia di stabilimenti produttivi presso la principale potenza demografica al mondo, che nel corso dei millenni \u00e8 rimasta straordinariamente fedele a se stessa facendo affidamento su un bagaglio culturale inestimabile. Hanno quindi posto le condizioni per la trasformazione di un Paese poverissimo in una superpotenza a tutto tondo, con intenti palesemente anti-egemonici. Un risultato sbalorditivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Sono errori di una classe dirigente o di un\u2019intera cultura?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Credo si tratti del frutto avvelenato di un processo di \u201cimbarbarimento\u201d culturale generalizzato. Negli Stati Uniti, il concetto paretiano di \u201ccircolazione delle \u00e9lite\u201d ha trovato applicazione fino a degenerare nel ben noto sistema delle \u201cporte girevoli\u201d (<em>revolving doors<\/em>), gi\u00e0 analizzato a suo tempo da Charles Wright Mills nel suo eccellente\u00a0<em>Le \u00e9lite del potere<\/em>. Militari, politici, banchieri e finanzieri che passano con grande disinvoltura dal pubblico al privato e poi di nuovo al pubblico, dando origine a grovigli di interessi particolari profondamente confliggenti con quelli della nazione nel suo complesso. La funzione politica diviene cos\u00ec ostaggio del pi\u00f9 bieco affarismo, che si esprime sotto forma di peculiarissimo sodalizio che l\u2019ex analista della Cia Ray McGovern ha definito \u201cMilitary-Industrial-Congressional-Intelligence-Media-Academia-Think-Tank Complex\u201d, in cui la circolazione del denaro per via tangentizia interconnette i mezzi di comunicazione di massa, le universit\u00e0, i \u201cpensatoi\u201d, le agenzie spionistiche e il Congresso orientando le direttrici strategiche del potere pubblico. L\u2019enormit\u00e0 degli sforzi profusi in propaganda al fine di modellare l\u2019opinione pubblica interna e \u201ccostruire consenso\u201d a livello domestico d\u00e0 la misura del livello di corruzione raggiunto dagli Stati Uniti, che a mio avviso tendono a somigliare sempre di pi\u00f9 all\u2019Unione Sovietica degli anni \u201980. Ultimamente, quando rifletto sull\u2019entit\u00e0 del degrado che orai caratterizza gli Usa, mi sovvengono spesso le amare valutazioni formulate in quel periodo da Nikolaj Ivanovi\u010d\u00a0<em>Ry\u017ekov, ex ufficiale e politico sovietico, in riferimento al suo Paese.\u00a0<\/em>\u00a0\u00abL\u2019ottusit\u00e0 del paese \u2013 afferm\u00f2\u00a0<em>Ry\u017ekov \u2013\u00a0<\/em>ha raggiunto un picco: dopo, c\u2019\u00e8 solo la morte. Nulla \u00e8 fatto con cura. Rubiamo a noi stessi, prendiamo e diamo mazzette, mentiamo nei nostri rapporti, sui giornali, dal podio, ci rivoltoliamo nelle nostre menzogne e intanto ci conferiamo medaglie a vicenda. Tutto questo dall\u2019alto in basso, e dal basso in alto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>La guerra in Ucraina manifesta una crisi dell\u2019Occidente. \u00c8 reversibile? Se s\u00ec, come? Se no, perch\u00e9?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Direi di s\u00ec. Intendiamoci; l\u2019Occidente ha ancora numerose frecce al proprio arco, ma mi pare stia scivolando ormai irreversibilmente su un ripidissimo piano inclinato. Come ho cercato di spiegare nei miei lavori, il conflitto russo-ucraino ha palesato\u00a0<em>urbi et orbi<\/em>\u00a0l\u2019inaffidabilit\u00e0 dell\u2019\u201coccidente collettivo\u201d e l\u2019arbitrariet\u00e0 del cosiddetto \u201cordine basato su regole\u201d (<em>rules based order<\/em>) di cui i portavoce di Washington magnificano senza sosta le inesistenti virt\u00f9. Ma soprattutto, ha messo a nudo la debolezza strutturale degli Stati Uniti e la falsa coscienza delle classi dirigenti euro-statunitensi, le quali inquadrano il conflitto russo-ucraino come scontro tra democrazie e autocrazie mentre il resto del mondo lo vede come una guerra per procura tra Nato e Russia, che vede quest\u2019ultima tenere testa dal punto di vista sia economico che militare all\u2019intera Alleanza Atlantica. Sono molto d\u2019accordo con Emmanuel Todd, secondo cui \u00abla resistenza dell\u2019economia russa spinge il sistema imperiale americano verso il precipizio. Nessuno aveva previsto che l\u2019economia russa avrebbe tenuto testa al \u201cpotere economico\u201d della Nato. Credo che i russi stessi non lo avessero anticipato. Se l\u2019economia russa resistesse alle sanzioni indefinitamente e riuscisse a esaurire l\u2019economia europea, laddove essa rimanesse in campo, sostenuta dalla Cina, il controllo monetario e finanziario americano del mondo crollerebbe e con esso la possibilit\u00e0 per gli Stati Uniti di finanziare il proprio enorme deficit commerciale dal nulla. Questa guerra \u00e8 quindi diventata esistenziale per gli Stati Uniti\u00bb. Agli Stati Uniti occorrerebbe un \u201cadattamento morbido\u201d a un mondo in rapida evoluzione, ma il Paese non dispone di apparati dirigenti all\u2019altezza del compito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Cina e Russia, le due potenze emergenti che sfidano il dominio unipolare degli Stati Uniti e dell\u2019Occidente, dopo il crollo del comunismo si sono ricollegate alle loro tradizioni culturali premoderne: Il confucianesimo per la Cina, il cristianesimo ortodosso per la Russia. Perch\u00e9? Il ritorno all\u2019indietro, letteralmente \u201creazionario\u201d, pu\u00f2 attecchire in una moderna societ\u00e0 industriale?<\/li>\n<\/ul>\n<p>La riscoperta delle radici culturali ha permesso a Cina e Russia di erigere \u201cgrandi muraglie\u201d sufficientemente robuste da resistere all\u2019ostinato tentativo tutto statunitense di occidentalizzare il mondo intero. Il recupero del passato costituisce uno strumento formidabile per entrambi questi Stati-civilt\u00e0, in un\u2019ottica di affermazione della propria identit\u00e0 differenziata rispetto alle altre, e di compattamento della societ\u00e0 attorno a valori millenari specifici. Credo che \u201cinnestare\u201d queste tradizioni in una societ\u00e0 moderna rappresenti un compito difficile a livello generale, ma che per nazioni come Cina e Russia possa risultare molto meno arduo perch\u00e9 si tratta di Paesi che non hanno mai realmente rinnegato il proprio passato. In un modo o nell\u2019altro, i capisaldi di entrambe le culture sono sempre riemersi, anche quando sono stati sottoposti a prove durissime come la Rivoluzione Culturale o i progetti trockysti miranti alla creazione del cosiddetto \u201cuomo del futuro\u201d. La deriva nichilistica dell\u2019Occidente rende invece particolarmente difficile l\u2019attuazione di un processo di rivalutazione del passato analogo a quello realizzato da Cina e Russia.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/08\/31\/il-disadattamento-delle-elites-occidentali-intervista-a-giacomo-gabellini\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/08\/31\/il-disadattamento-delle-elites-occidentali-intervista-a-giacomo-gabellini\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giacomo Gabellini, Giuseppe Germinario) Abbiamo posto giorni fa ad Aurelien quattro domande alle quali l\u2019analista ci ha rapidamente e compiutamente risposto. Abbiamo pubblicato il 23 agosto\u00a0qui la sua replica. Su suggerimento di alcuni lettori abbiamo esteso ad altri autori ed analisti l\u2019invito a rispondere alle medesime. Proseguiamo con la pubblicazione del punto di vista di Giacomo Gabellini. 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